La Ghiandaia, b&b a San Biagio di Callalta (Treviso), è un’accogliente casa di campagna dotata di 3 grandi
camere da letto, 2 bagni, una cucina, un ampio parcheggio privato e un giardino
con giochi per bambini. Propone sistemazione in camera con prima colazione per chi desidera dormire a Treviso o dormire vicino a Treviso.
Vi aspettiamo per piacevoli vacanze o anche per un fine
settimana nel nostro bed and breakfast alla scoperta di Treviso e dintorni e per trascorrere momenti di relax davanti
al camino acceso nel salotto o al fresco del portico.
Il Coraggio del lavoro per Costruire il futuro: Salini Impregilo cerca 15.000 nuovi pionieri in tutto il mondo
Salini Impregilo ha lanciato una campagna di occupazione: 15 mila persone in quattro anni e di queste 2.500 in Italia nei prossimi dodici mesi.
“Il coraggio del lavoro per costruire il futuro” è il titolo della nuova campagna, veicolata attraverso un video di grande impatto che racconta la visione del Gruppo sulla ripresa del settore delle infrastrutture e più in generale dell’economia. Secondo Salini Impregilo, infatti, “non c’è crescita senza occupazione”: gli investimenti in infrastrutture possono spingere la crescita globale, e il Gruppo intende agganciare la ripresa puntando su un fattore-chiave per il suo sviluppo: le risorse umane.
“Il coraggio del lavoro per costruire il futuro” è il titolo della nuova campagna, veicolata attraverso un video di grande impatto che racconta la visione del Gruppo sulla ripresa del settore delle infrastrutture e più in generale dell’economia. Secondo Salini Impregilo, infatti, “non c’è crescita senza occupazione”: gli investimenti in infrastrutture possono spingere la crescita globale, e il Gruppo intende agganciare la ripresa puntando su un fattore-chiave per il suo sviluppo: le risorse umane.
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Olio extravergine di oliva, cosa è e da dove deriva il suo gusto intenso
L’olio
extravergine di oliva è un
alimento ed un condimento apprezzato il tutto il mondo per le sue
caratteristiche e per il suo gusto intenso.
Ogni tipologia di oliva,
a seconda della zona di provenienza e delle specifiche
caratteristiche che adesso conosceremo più da vicino, permette di
dare vita ad un “nettare” con proprietà organolettiche e
peculiarità tali da distinguerlo da altre tipologie di oli. La
produzione di olio si concentra soprattutto nei Paesi, come l’Italia,
che si affacciano su mar Mediterraneo e questo prezioso alimento è
un grasso nobile conosciuto ed apprezzato fin dai tempi più antichi,
quando, come oggi, veniva impiegato come condimento ma era anche alla
base di ricette cosmetiche per detergere la cute.
Si otteneva una pasta d’olio che, una volta spremuta permetteva di estrarre il mosto. Oggi l’olio può essere estratto sia con metodo tradizionale che con metodo industriale e proprio quest’ultimo viene impiegato per velocizzare i tempi, che nel primo caso, come è facile immaginare, sono molto più lunghi.
Se
desiderate acquistare un ottimo olio, legato a tradizioni passate ma
sempre vive nel cuore di tutti, è possibile visitare il sito
http://www.olio-extravergine-di-oliva.it/
e comperare l’olio dell’Azienda Allegra, un pregiato olio
siciliano, prodotto secondo tecniche e metodologie tramandate di
generazione in generazione. Tre le confezioni a disposizione:
risparmio, maxi risparmio e gusto delicato, l’olio ideale per i più
piccini.
L’Azienda Agricola Allegra produce due qualità di olio:
uno, quello di Nocellara, morbido ed equilibrato, perfetto per
irrorare piatti a base di pesce o carne; l’altro, invece, dal gusto
intenso perfetto per le minestre di verdura e legumi e per condire il
baccalà alla ligure.
Quali i vantaggi dell’olio di Carmelo
Allegra? Niente antiparassitari, niente pesticidi, coltivazione
biologica, nessun intermediario, trasporto gratuito e massima
tracciabilità. Cosa aspettate a portare sulle vostre tavole un olio
di qualità?
Spedire a Belfast con Spedireadesso, ecco come
Il modo della rete offre soluzioni e servizi per velocizzare
operazioni che prima richiedevano tempo e non potevano essere svolte
rapidamente al pc. Oggi la spedizione pacchi avviene avvalendosi del
supporto di Internet e uno dei più validi ed affidabili servizi di
spedizione online di pacchi, buste e pallet per venire incontro alle
esigenze private o di business degli utenti è sicuramente
rappresentato da www.Spedireadesso.com.
Se desiderate spedire a
Belfast, ad esempio, il procedimento è facile e veloce.
Bisognerà compilare in tutte le sue parti il modulo di prenotazione
ordine direttamente online, badando bene a riempire con esattezza
tutti i campi richiesti ( nome, cognome, località mittente e
destinatario, indirizzi, numeri di telefono, e-mail, etc). Segue,
poi,la fase dedicata al pagamento elettronico e quella legata alla
ricezione della posta elettronica. Il messaggio che arriverà
conterrà l’etichetta di spedizione, al cui interno è presente il
codice alfanumerico di tracciamento. Essa va incollata sul pacco
pronto per essere inoltrato.
Se il codice presente su di essa viene
inserito nell’apposito box online, consente di scoprire data e ora
presunte di arrivo a destinazione. Un corriere espresso provvederà
al ritiro del pacco, che avverrà nel giorno indicato sul modulo di
prenotazione dell’ordine e lo consegnerà in tempi molto rapidi,
che variano di località in località. Spedire a Belfast prevede
una tariffa davvero molto conveniente: per un pacco da 0 a 50 kg il
prezzo sarà di soli 29,00 euro IVA inclusa.
Niente calcolo
volumetrico, dunque, perché il prezzo varia solo in relazione alla
località: l’Europa, infatti, per motivi logistici, è stata
suddivisa in tre grandi zone; La Gran Bretagna e l’Irlanda del
Nord appartengono alla Zona Due e per questo tutti i Paesi che
rientrano in tale fascia, hanno un costo di spedizione pari alla
tariffa sopraindicata per un pacco fino a 50 kg. Se invece desiderate
spedire a Belfast una piccolo pacco fino a1 kg o ancora una
busta, il costo della spedizione sarà di soli 19 euro IVA compresa.
Cosa poter spedire in un pacco piccolo?
Elettrodomestici come piastra
e phon, dimenticanze legate alle vacanze, souvenir, abbigliamento ma
non profumi perché facilmente infiammabili ( è necessario, prima di
eseguire l’imballaggio, controllare la lista degli oggetti proibiti
presente sul sito, nella quale rientrano tutti quegli articoli di cui
la legge ne vieta il trasporto per la loro certificata ed insista
pericolosità per persone o cose). Spedireadesso. com è
un’azienda dinamica, giovane ed innovativa, sempre al passo con
i tempi e che sa ascoltare le mille esigenze della clientela per dare
vita a soluzioni vantaggiose e con un occhio attento al portafogli.
Un ultimo consiglio: per spedire a Belfast come nel resto
d’Europa, è necessario controllare preventivamene i limiti di peso
e di misure. Non è possibile spedire un pacco oltre i 50 kg e per
questo, se il pacco è troppo grande, la merce va distribuita su più
pacchi. Dunque è necessario tener conto di tre limiti: peso ( pacchi
da 0 a 50 kg) , forma ( l’ altezza non può superare i due metri) e
dimensioni ( pacco senza angoli e sporgenze).Per qualsiasi dubbio o
perplessità, lo staff di Spedireadesso.com risponderà alle
vostre domande tramite chat, email, fax o telefono. A tutti, una
buona spedizione!
Intervista di Alessia Mocci a Savino Carone, autore de Arbor Mirabilis
“balenò breve suono di musica, un tratto/ inudita come fossi
in sonno/ di me uscii senza più traccia alcuna/ d’essenza ma solo vago
malessere/ che poco disturbava le mie membra/ appese a più parole ben capite/
schematizzate e razionali in mente./ Vuoto./ […]” – “Ipermnesia”
“Arbor Mirabilis”
è un libro che vuole spingersi oltre la raccolta di versi. L’autore, Savino Carone, costruisce un
particolare percorso interiore, cercando
di ricostruire il vissuto personale e le occasioni letterarie che si
prospettano all’uomo.
Il libro è stato pubblicato con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, ed è suddiviso
in sette parti. Savino, con “Arbor
Mirabilis” esce dalla nicchia poetica più tradizionale per miscelare il suo
lavoro di versi editi ed inediti, di prose emozionali e tecniche.
Savino Carone si
racconta ai nostri lettori. Buona lettura!
A.M.: Ciao
Savino, ti ringrazio per aver accettato questa mia intervista. Curiosando sul
tuo passato, mi piacerebbe sapere quando hai iniziato a scrivere e quali sono
stati gli scrittori che ti hanno, in qualche modo, alimentato la fantasia.
Savino Carone: Buon
giorno Alessia, ringrazio te ed Oubliette Magazine per questa opportunità di
far conoscere meglio il mio lavoro. Onestamente, se dovessi elencare gli
scrittori che, tu dici, potrebbero aver alimentato la mia “fantasia”, non
potrei, perché sono davvero un numero innumere, a cominciare dalla “Serie Malese” di Salgari
che lessi per intero all’età di 12 anni. Ma un momento di svolta c’è stato,
soprattutto gli ultimi anni di liceo, quando con i soliti amici, curiosi quanto
me, ci siamo imbattuti nei poeti francesi cosiddetti “Modì”, uno su tutti;
Charles Baudelaire con i suoi “Fiori del Male”; fu davvero quello un momento di
“passaggio”, passaggio dalla lettura di
curiosità indistinta alla lettura di comprensione e partecipazione. La
comprensione che, in una poesia, qualsiasi sia il suo tema, ciò che inaspettatamente
la rende attuale, nonostante non sia legata al proprio vissuto, è la perfetta
armonia tra parole e suono, che ricrea, inaspettatamente, stati d’animo che non
ci saremmo aspettati di trovare, che colpiscono come “flash” , come “Dèjà vu”,
sorprendentemente. E non accade solo con Baudelaire ma anche con Rimbaud, che,
se pure più prosastico, la sua lettura immerge in un sogno di giovinezza senza
freni, avventurosa; potrei fare altri
esempi, Lautreamont, Verlaine, tutta una generazione (più o meno) grandemente
innovativa, sia per il modo di fare poesia, classico ma sovversivo sia per i
comportamenti umani, contrari a qualsiasi disciplina borghese dell’epoca. Altro
fulmine, non proprio a ciel sereno, la traduzione di Fernanda Pivano dei nuovi
giovani poeti americani, che, nel loro Manifesto, Juke Box all’Idrogeno, mettono
in discussione un’altra volta la prosodia, la certezza classica degli
endecasillabi accentati in 3°, 6° e 10°, ma riprendono la prosa giornalistica
dei Tabloid americani, così distanti dalla nostra cultura, ma crudi e permeati
di valori ideali e sociologici con un mix di inserimenti, si legga “Kaddish” di
Ginsberg, antica preghiera ebraica per i morti. Insomma, la via della poesia è
infinita e non mi dilungo oltre, anche se avrei qualcosa da dire sul “Gruppo
63” e sul decostruttivismo, sul Minimalismo, ecc.
A.M.: “Arbor
Mirabilis”, un titolo che colpisce e proietta nell’immaginifico. Come nasce
l’idea di queste poesie in forma di romanzo?
Savino Carone: Prima
di accennare ad “Arbor Mirabilis”, l’ultimo mio lavoro edito per la casa
editrice Rupe Mutevole, vorrei fare alcune precisazioni: negli anni, l’ultima
pubblicazione in ordine di tempo è stata la silloge “La Coda del Logos” e la
più vecchia “Luna di Sale”. Nell’arco diciamo a soldoni, di una quindicina
d’anni, l’acquisto e la conseguente lettura di poesia, come genere letterario,
è andato scemando, di pari passo con le riviste cartacee che se ne occupavano,
l’ultima delle quali, “451” che comprendeva anche un estratto in tempo reale
del “New Yorker”, ha fatto anche lei i bagagli e da cartacea che era, si è
trasferita sul web. Cosa significa? Che anche le riviste di prestigio non hanno
un sufficiente numero di abbonati o compratori per poter sopravvivere. A
maggior ragione, la poesia, oltretutto, vittima delle vicende alterne di
rubriche presenti su quotidiani ad alta tiratura nazionale, è difficilmente
confortata da un parere competente, inabissatasi, ormai, la nostra Musa, verso
un aspetto minore e desueto del nostro panorama letterario. Dunque, prima di
editare un’altra cosa, che tra l’altro stavo rimaneggiando da più di un anno,
ho riflettuto se valesse la pena, visto che miei amici più prossimi avevano già
avuto modo di vedere e valutare il lavoro. Dunque ho pensato di non fare la
solita raccolta, ma qualcosa di più simile ad
un percorso, mutuando il modo dal Jazz Fusion, alla Miles Davis, cioè,
per farla breve, come Davis rimpasta tutto quello che è venuto prima di lui,
dal punto di vista jazzistico traendone delle nuove sonorità, così il mio
lavoro segue un “fil rouge”, un continuum che è la “Ballata del Vecchio
Marinaio”, nella quale si innestano miei scritti, poesie ed altro, vecchi e
nuovi, legati a suggestioni di autori diversi e che rappresentano ognuno una
tensione ideale e/o momentanea e che sono le pietre angolari dell’edificio che
ho costruito. Spesso ho avuto il dubbio che avessi potuto raffinare ancora di
più l’insieme degli scritti, correndo però il rischio di una incomprensibilità
totale, cosa, che, per altro, potrebbe essermi già riuscita nonostante abbia
cercato di evitarla. Dunque un nuovo modo di scrivere poesia che oltre il
risultato finale, cioè la poesia in se, fornisce anche una chiave di
interpretazione delle suggestioni che l’autore ha assimilato e filtrato prima
dell’uscita del prodotto finito. In quanto al titolo: “Arbor Mirabilis”,
scaturisce dal titolo originale si un singolare manuale di alchimia del’500,
nel quale mi sono imbattuto leggendo la vita(apocrifa) di Nostradamus; dunque
questo libro, mi sono documentato, esiste veramente ed è tuttora indecifrato,
non solo, espone disegni di piante officinali non presenti in natura, destando
tuttora lo sgomento degli appassionati di questioni esoteriche e, in genere, di
tutti coloro che si cimentano in codici o lingue sconosciute.
A.M.: Sono
passati alcuni mesi dalla pubblicazione, non posso non farti una domanda
piccante. Cambieresti qualcosa del libro se potessi tornare indietro?
Savino Carone: Non so
se cambierei qualcosa nel libro, potendo tornare indietro, perché è un
tentativo sperimentale di introdurre il lettore nell’animo di chi scrive
poesie, quali sono le sue ragioni o quali le momentanee suggestioni; per
raggiungere lo scopo ho lasciato che la metrica dei componimenti in poesia
fosse un po’ “sgrammaticata”, nel senso che il conteggio delle sillabe è stato
sacrificato alla musicalità delle composizioni, alla più semplice fruibilità
delle suggestioni. Certo, potevo fare di più, ma non ho voluto esagerare: già
porre una raccolta di versi in un labirinto psico-semantico, è un problema,
specialmente per coloro che sono abituati a leggere la poesia in forma di
raccolta di versi, pura e semplice.
A.M.: Tastiera o
penna?
Savino Carone: Tastiera
o penna? Sembra una risposta facile ma non lo è. Io, per inveterata abitudine
sono incline ad appuntarmi le idee, i pensieri, le impressioni su qualsiasi
foglio di carta che abbia a portata di mano, quindi a penna, a matita, con quel che capita, e capita anche, talvolta,
che i foglietti eterogenei che ho sparsi per le tasche, vadano in lavatrice
insieme agli indumenti che li contengono, non spesso, ma succede. Quel
materiale è perduto, ma non irrimediabilmente, qualcosa in me resta e
naturalmente quel che ricordo lo riscrivo. Per la prima stesura, la tastiera è
indispensabile per la facilità di correzione, lo stesso dicasi per la
seconda. Alcuni audaci colleghi, ho
saputo di recente, si esercitano con dei torchi a mano, tirando poche copie ma
impreziosite dalla carta e dalla bella lucentezza dei caratteri. Ma queste cose
non fanno per me. Non mi ritengo uno stampatore ma un poeta.
A.M.: Hai un
sogno nel cassetto che vorresti esaudire? Vuoi condividerlo con noi?
Savino Carone: Sogni
nel cassetto? Vediamo, quale dei cassetti? Vorrei dipingere, avrei voluto fare
l’Artistico invece del Classico; suonare da virtuoso uno strumento, qualsiasi,
anche il triangolo. Amo la musica, è la mia terza o quarta passione.
A.M.: Come ti
trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?
Savino Carone: La
Casa Editrice Rupe Mutevole è stata, dopo alcune iniziali diffidenze, una
magnifica sorpresa nel mondo sempre più confuso dell’editoria, in particolar
modo l’ottimo rapporto che ho instaurato con tutta la struttura ed in special
modo con Cristina Del Torchio, mi ha dato la fiducia di cui avevo bisogno per
lanciarmi in questa nuova forma di composizione letteraria; essere compreso e
supportato, in questi casi, quando si offre una novità che suscita dubbi
persino nell’autore, è una cosa di grande importanza.
A.M.: Hai qualche
novità per il 2015? Puoi anticiparci qualcosa?
Savino Carone: Qualcosa
c’è che bolle in pentola ma non credo per il 2015, sono tra l’altro indeciso se
del “Plot” che sto rigirando e l’argomento di cui tratta sia più adatto ad un
romanzo breve o ad una commedia teatrale. Comunque qualcosa bolle in pentola,
oltre, è bene essere chiari, la poesia che non ho abbandonato ma continuo a
coltivare nel mio orticello…
A.M.: Salutaci
con una citazione…
Savino Carone: Gentile
Alessia, mi inviti a salutare con una citazione: questa è la mia preferita,
come molti sanno, “Carmina non dant panem”,
frase che qualcuno attribuisce al Petrarca ma che, a mio parere, sia da
attribuire a Marco Tullio Cicerone. Grazie per aver voluto approfondire così
garbatamente sia le mie radici, diciamo così, culturali, sia il mio lavoro, sia
i miei lavori a venire. Speriamo di
risentirci e magari scrivere qualche altra cosa per chi si interessa alle
problematiche che ho in queste righe esposto per sommi capi.
Too meet again soon,
un caro saluto, Savino Carone, dall’Isola d’Elba.
A.M.: Savino
grazie per questa condivisione, è stato molto interessante fare un salto nella
tua vita e nelle tue passioni. Ora posso dire di conoscerti un po’ di più e
spero che anche qualche nostro lettore sia dello stesso parere. Buon 2015!
Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un'e-mail
(info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi
pubblicare nella collana "Trasfigurazioni" con la collaborazione di
Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it
Written by Alessia Mocci
Addetta stampa (alessia.mocci@hotmail.it)
Info
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
https://www.facebook.com/RupeMutevole/
Fonte
Pavimenti industriali
Da oltre 30 anni DK Pavimentazioni a Massanzago (PD) opera nel settore edilizio realizzando pavimenti industriali e civili,
pavimentazioni in resina, pavimenti stampati, massetti autolivellanti, sottofondi alleggeriti,
pavimenti sasso lavato, barriere acustiche, rampe antiscivolo. Esegue anche resine trasparenti e colorate.
Boogie Woogie club
E' stato costituito a Maerne in provincia di Venezia il gruppo Happy Days Boogie's Club con lo scopo di praticare e diffondere il ballo Boogie Woogie in Italia.
I membri del gruppo si ritrovano settimanalmente per migliorare il proprio stile di ballo sotto la guida del maestro Walter Cremasco.
A questo vengono aggiunte uscite di gruppo nei locali dove si balla musica anni cinquanta, occasioni valide sia per ballare che per stare insieme.
Il gruppo organizza quest'anno un evento "Voglia di cinquanta" per diffondere la musica e la cultura del Boogie Woogie.
Potrete trovare tutte le informazioni sul gruppo e sugli eventi in programma sul sito del Boogie Woogie Club
I membri del gruppo si ritrovano settimanalmente per migliorare il proprio stile di ballo sotto la guida del maestro Walter Cremasco.
A questo vengono aggiunte uscite di gruppo nei locali dove si balla musica anni cinquanta, occasioni valide sia per ballare che per stare insieme.
Il gruppo organizza quest'anno un evento "Voglia di cinquanta" per diffondere la musica e la cultura del Boogie Woogie.
Potrete trovare tutte le informazioni sul gruppo e sugli eventi in programma sul sito del Boogie Woogie Club
Wall Print
La nostra azienda grazie all'esperienza ultradecennale nel settore, riesce ad affrontare qualsiasi sfida con grande spirito di iniziativa, e a raggiungere ottimi risultati, competitivi e originali.
L'efficienza della nostra ditta, è data dalle competenze tecniche del nostro staff, dall'onestà e dalla serietà, oltre che dalla puntualità.
SOS PRINT, in quasi dieci anni di attività, ha accumulato l'esperienza e il know-how necessari per rispondere a qualunque sfida in cui occorra dimostrare concorrenza e puntualità.
Cena di San Valentino
La festa di San Valentino, è una data speciale per tutti coloro che vogliono festeggiare il proprio amore.
E’ possibile approfittare di questa data speciale per rinnovare la promessa d’amore alla dolce metà. Sarebbe interessante creare un’atmosfera suggestiva; invitare a cena il proprio partner prenotando un tavolo con vista panoramica; assaporare gustosi piatti e magari sorseggiare del buon vino. Tutto questo è possibile a Tenuta Astroni, una splendida villa per eventi a Napoli
Intervista di Alessia Mocci a Carmelo Salvaggio, autore del libro Versi dal silenzio
“Nella sera/ ombre passano nel silenzio,/ pensieri scorrono/ sulle ali del ricordo/ e suonano prepotenti/ le note di tristezza al cuore./ Avevano occhi di speranza,/ mani di cielo,/ profumo di bosco ed aliti/ di vento per destino./ Furono tramonto,/ ed il sole si spense/ dentro la notte in cui svanirono./ Perché ora tanti volti/ confondono la memoria?” – “Femminicidio”
Una delle prime liriche della silloge “Versi dal silenzio” si intitola “Femminicidio”, una lirica che imprime nel lettore un’angoscia senza tempo, una perdita che non potrà essere colmata. Ricordi che si accavallano per creare nuovi ricordi, la coscienza scava per ricordare volti, vite, donne.
Carmelo Salvaggio è l’autore di questa nuova pubblicazione della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Poesia”. La silloge è in pubblicazione e sarà disponibile nelle librerie online e fisiche sin da gennaio 2015.
Carmelo è originario di Canicattì in provincia di Agrigento ma sin da piccolo ha vissuto ad Aprilia. “Versi dal silenzio” è la sua seconda pubblicazione preceduta nella scorsa primavera dal primo libro “Nel riflesso dei giorni”.
Carmelo Salvaggio è stato molto disponibile nel rispondere a qualche mia domanda sulla sua passione letteraria e sulla sua vita da autore. Buona lettura!
A.M.: Ciao Carmelo, grazie per aver concesso questa intervista per parlare un po’ della tua nuova pubblicazione “Versi dal silenzio”. Come nasce l’idea di questa silloge poetica?
Carmelo Salvaggio: Grazie a voi. Gli anni appena trascorsi, da che mi sono affrancato dal lavoro che molto mi ha assorbito e molto comunque ho amato, avevo responsabilità nell'organizzazione aziendale e nei rapporti con il personale, sono stati anni di liberazione e di riavvicinamento verso la riflessione sui temi sociali da me molto sentiti, sulla condivisione delle esperienze vissute e sulla ripresa e riscoperta di una mia mai spenta passione verso la poesia ed il suo messaggio. Devo dire che non mi aspettavo che ci fosse un così grande seguito verso questa forma di arte che ritenevo intima e vissuta in piccole enclavi di elezione. Mi sbagliavo e questo mi ha dato forza nel voler partecipare al coro di tante voci che attraverso la poesia creano unione e cultura su tutti i temi che identificano, connotano e sovrastano l'uomo. Penso che l'avvento dei social network sia stato elemento fondamentale per la diffusione e la presa di coscienza nei confronti di questa forma sublime di arte. L'idea di questa silloge poetica nasce da un motivo contingente. Sono il vincitore del "Premio Mimesis 2014" ed il premio al vincitore consiste nella pubblicazione di una silloge edita da Rupe Mutevole Edizioni. Ho già avuto il mio battesimo letterario nella primavera scorsa con la pubblicazione del mio primo libro "Nel riflesso dei giorni" (Editsantoro), presentato il 22 marzo 2014, nel quale ho trasmesso i miei valori verso il vissuto, la famiglia, il sociale esponendoli nella loro semplicità di impatto e verità. Questa seconda silloge nata per il motivo già detto, ripercorre un po’ gli stessi temi ma in modo più intimistico, con l'intento di trasmettere al lettore un sentimento di prima persona, di immedesimazione, di far propria una esperienza universale. Ho scelto la silloge tra i componimenti scritti durante l'anno 2013, che ritengo anno di grande maturazione. Li offro al lettore, nella volontà che possano essere motivo di sua riflessione e nella consapevolezza di voler dare un contributo umano affinché creino eco nell'animo che li farà suoi.
A.M.: Nella lirica “Coscienza” reciti “Nell’eco/ assordante/ del silenzio/ goccia su goccia/ a scavar/ la pietra/ piange/ la coscienza”. Perché la coscienza piange?
Carmelo Salvaggio: Questa lirica, come del resto diverse altre, ha due chiavi di lettura una personalissima che risiede in un periodo di forte introspezione nel quale chiedevo a me stesso coerenza ed umiltà nell'approccio dei rapporti interpersonali. L'altra risiede nella immedesimazione verso l'uomo di questo tempo, spesso messo a dura prova dagli eventi in cui si trova costretto. Contrariamente a quanto possa sembrare, in questa poesia insiste un messaggio di speranza. Un ossimoro rafforza una profonda e lunga riflessione(goccia su goccia), tesa a scuotere i propri sentimenti, magari scavando la verità (dura pietra) dei dolorosi momenti non sempre compresi. La coscienza, entità profonda del nostro io, piange perché si ritrova ed il suo pianto non è di dolore ma di gioia, perché il ritrovarsi diventa un dono.
A.M.: Quanto è autobiografica la tua opera?
Carmelo Salvaggio: Nella misura in cui ho maturato i versi di ogni componimento, l'opera rispecchia mio sentire e miei principi. La realtà affianca spesso la ricerca dei temi ed un innato desiderio di immedesimazione mi porta a farli sentire parte del mio vivere. Chi di noi può dire che la storia o il vissuto dell'altro sono indifferenti a noi stessi. Spesso ciò che accade ad un nostro coetaneo, ad una persona del nostro tempo, potrebbe accadere a noi stessi come in una sorta di vita parallela, da lì nel mio elaborare nasce il desiderio di capire. E quale migliore mezzo se non l'immedesimazione?
A.M.: Secondo te, qual è la lirica di “Versi dal silenzio” che potrebbe colpire maggiormente il lettore?
Carmelo Salvaggio: Guarda, a questa domanda credo di non saperti rispondere. Ho toccato tanti e tali temi esistenziali che mi è veramente difficile sceglierne uno in particolare. Ogni verso che ho scritto, l'ho veramente amato come fosse l'unico verso. Credo che l'interesse dei lettori sia vario ed altrettanto universale da poter apprezzare le varie tematiche trattate. Mi affido alla loro sensibilità.
A.M.: Ti consideri un lettore accanito? Qual è l’ultimo libro che hai letto?
Carmelo Salvaggio: Sono un buon lettore ed apprezzo vari autori. La mia anima è legata al classico però ho allargato le mie letture agli autori più disparati. Oggi ad esempio, sto leggendo con interesse il libro scritto da Giulio Scarpati "Ti ricordi la casa rossa? - A mia madre" (Mondadori).
A.M.: Quali regali hanno trovato i tuoi cari sotto l’albero di Natale? Qualche libro?
Carmelo Salvaggio: C'è tradizione di lettura in casa, pertanto non sono mancati libri sotto il nostro albero. I nipotini sono ancora piccoli, due di loro hanno incominciato a frequentare la prima elementare o come dicono ora la scuola primaria. Posso dire però che già da qualche anno ho riservato loro una collana completa delle favole più note.
A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?
Carmelo Salvaggio: Non conosco molto bene Rupe Mutevole Edizioni però, dall'approccio che sto avendo e dall'attenzione che mi viene rivolta, mi sono fatta l'idea che si tratti di una eccellente casa editrice. Sarà un piacere per me poterla apprezzare e consigliarla agli amici.
A.M.: Hai qualche novità per il nuovo anno? Ci puoi anticipare qualcosa?
Carmelo Salvaggio: Per l'anno prossimo ho un cassetto pieno di sogni, tra questi la volontà di voler scrivere qualcosa in prosa, magari un romanzo; scrivere qualcosa per i bambini, magari una serie di favole; condividere poesia con tutti gli amici autori e con nuovi.
A.M.: Salutaci con una citazione…
Carmelo Salvaggio: Ricordi scolastici mi riportano ad una bellissima poesia dove l'autore scrive: "Io sono una lampada ch'arda | soave! | La lampada, forse, che guarda, | pendendo alla fumida trave | la veglia che fila; || e ascolta novelle e ragioni | da bocche | celate nell'ombra, ai cantoni, | da dietro le soffici ròcche | che albeggiano in fila:.." (G. Pascoli - La poesia - Canti di Castelvecchio). Mi piace comunque ricordare che la poesia fine a se stessa non è poesia se non riesce a rendere la dimensione umana; ammoniva Sant'Agostino - Dottore della Chiesa: "Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi." Ringrazio la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ed in particolare la D.ssa Alessia Mocci per l'intervista gentilmente realizzata.
A.M.: Grazie a te Carmelo, è stato molto interessante entrare nel tuo mondo con le tue risposte. Ora posso dire di conoscerti un po’ di più e spero che anche qualche nostro lettore sia dello stesso parere. Buon 2015!
Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un'e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana "Trasfigurazioni" con la collaborazione di Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it
Written by Alessia Mocci
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Info
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
https://www.facebook.com/RupeMutevole/
http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/versi-dal-silenzio-di-carmelo-salvaggio.html
Fonte
http://oubliettemagazine.com/2014/12/30/intervista-di-alessia-mocci-a-carmelo-salvaggio-autore-del-libro-versi-dal-silenzio/
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