Registrati subito:

Potrai inserire nella directory tutti i siti che vorrai! L'inserimento è: gratuito, semplice ed immediato
:
:

Garanzia di qualità: non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti in qualsiasi momento con 1 semplice click!

*** ATTENZIONE: abbiamo qualche problema con blogger, quindi sino a quando non saranno risolti il servizio non sarà garantito per i nuovi iscritti *** Per questo riceverai in alternativa l'invito a Directory Italia 2

Caredil - Salerno

Caredil è un impresa edile specializzata nella ristrutturazione e case di nuova costruzione su Salerno e Provincia di Salerno. Visita il nuovo sito web!

Intervista di Alessia Mocci a Patrizia Stefanelli, autrice del libro Rosanero

“Se volessi, potrei, scrivere in metrica,/ ma non voglio./ Versi un po’ stanchi mi inseguono./ Sono liberi./ Sono strascichi informi di canzoni/ tutte le canzoni che ho cantato/ riverse ora, qui, in quest’inchiostro/ che mi dileggia inutilmente./ […]” da “È così che va”
Sin dalle prime liriche della raccolta “Rosanero” Patrizia Stefanelli racconta ai lettori i suoi intenti poetici. L’autrice sente la pressione di versi che fuoriescono su carta, versi che sin dalla loro genesi sono liberi da schemi precostituiti.
“Rosanero” è stato pubblicato nel 2015 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Poesia”.
Patrizia Stefanelli è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua produzione poetica. Buona lettura!

A.M.: Ciao Patrizia, è un piacere sentirti per conoscere un po’ la tua ultima pubblicazione intitolata “Rosanero”. Ci racconti la genesi del libro?
Patrizia Stefanelli: La genesi, che bella parola! Nascita, origine, creazione. Ecco, ogni libro che nasce è un’originale creazione. In sé racchiude un piccolo/grande tempo/spazio. Lo spazio della poesia nel caso di “Rosanero” e il suo tempo che batte furtivamente alla mia porta ogni volta che mi addormento. Sì, perché le poesie più intense le scrivo quando dormo, nell’attimo in cui il sogno comincia ad aprirsi un varco nella coscienza. Mi rammarico a volte di non ricordarle perfettamente. I sogni si sa, vengono come vogliono, a volte son rosa, a volte neri.

A.M.: Nell’introduzione Nazario Pardini scrive a proposito della tua lirica “Un tappeto di velluto su cui scorrono i sentimenti”: “Poesia intensa, zeppa di amore, di vita, di slanci oltre il comune senso dell’esistere. Un connubio di grande intensità emotiva che riesce a scalare le vette dell’anima,
con passi di velluto.”. Ti riconosci in questa descrizione?

Patrizia Stefanelli: Mi riconosco, anzi mi conosco forse, soltanto attraverso ciò che scrivo e attraverso la lettura attenta e sensibile di chi, come il mio maestro Nazario Pardini, va oltre la forma nei miei voli sintattici  e fonosimbolici. Semplice complessità la mia natura, fatta di strati come la mia scrittura ed Eros. Tangibile e spirituale, ogni sentire in noi tutti cerca l’assetto verso il divino. L’equilibrio che è dato dalla vita insieme alla morte, ogni morte.


A.M.: August Strindberg sosteneva “Cos'è la poesia? Non è la realtà, ma più della realtà... Non è un sogno, ma sognare da svegli.” Ti senti partecipe di questa risposta?

Patrizia Stefanelli: Incredibilmente ho già risposto. Sto leggendo le domande una ad una per non crearmi schemi o strutture di pensiero. Il surreale, il trascendente, sono per me gli spazi della Bellezza. La natura ci veste di sogni ad occhi aperti, fatti di fantasie e ad occhi chiusi fatti di scariche elettriche o chissà cosa. Magari presagi o desideri, come diceva una vecchia canzone. La poesia sublima lo spazio temporale, la natura e gli accadimenti del quotidiano, li spersonalizza facendone immagini di perfetti suoni, dissonanti a volte e alquanto misteriosi. Nessuna risposta può dare una poesia e nessuna verità. Giungere all’emozione il suo unico segno sensibile. Di chi scrive e di chi legge. Mi sta dando tante soddisfazioni la poesia, spesso la paragono al rimedio omeopatico: il tuo simile in natura. La malattia che cura. Ho partecipato a qualche importante concorso letterario solo dal 2012 ricevendo molti premi e soltanto perché il primo l’ho vinto. Pensavo allo scherzo di uno dei miei attori, quando mi giunse la telefonata del Direttore del Premio Lirico Leoncavallo, Roberto D’Alessandro con Michele Mirabella e Rosanna Cancellieri. Poi, sono venuti premi internazionali e un bellissimo premio speciale per “Guardami” il mio primo libro, al “Voci” di Abano Terme. Sono un po’ pigra nell’inviare testi a concorso ma voglio provarmi ancora. Incrociamo le dita.


A.M.: Nella lirica “Nel dimenticatoio del tempo” citi un castello fatato nel quale vive una fanciulla. Ci racconti la simbologia nascosta dietro ai versi?

Patrizia Stefanelli: Una poesia questa che quasi non avrei voluto mettere, nella raccolta eppure,  chi legge, spesso me la riporta. Amo le favole tanto e ancora. Il mito, i castelli, gli eroi. Di me bambina ricordo le favole in cui mi rifugiavo ed ero principessa o fata, come ogni bambina. Molti di quei sogni si sono realizzati e il castello è di pietra viva, una pietra filosofale che risana la materia che si disfa e trasforma  in oro rendendoli incorruttibili, i ricordi. Il bene e il male sono il rosa e il nero. Rendono possibili le scelte di ognuno. Il fanciullino pascoliano però, non deve abbandonarci mai. Ci accompagna, se vogliamo, lungo i sentieri erti della nostra vita, il cui pane quotidiano (il granaio) è l’amore in tutte le sue declinazioni.


A.M.: Ti consideri una lettrice? Quali sono gli autori che ti hanno maggiormente colpito e guidato in questi anni di produzione?

Patrizia Stefanelli: Sono una lettrice che va a momenti. Ho sempre un libro sul comodino o più di uno. Il libro per me è un amante. Tale lo considero se mi prende e mi sceglie e lo scelgo. A volte sto sveglia fino a tardi per finirlo. E lo rileggo anche, spesso due volte. La seconda lettura mi regala emozioni nuove. Preferisco volumi non troppo spessi circa il numero di pagine perché sono incostante nella lettura in termini di tempo. Leggo molta poesia contemporanea e soprattutto quella di amici. Mi piacciono diversi stili e forme. Mai manco di rileggere Leopardi nei suoi canti e D’Annunzio e Montale. Per quanto riguarda la narrativa, “Il nome della rosa” di Umberto Eco resta tra i più validi trattati di linguistica che abbia mai letto. Ancora adoro Baricco che in “Seta” è magico e  Steven King  che mi porta nel mondo della paura e dell’ansietà che sono catarsi per me. Ma solo per citarne qualcuno.


A.M.: Hai altre passioni oltre alla poesia?

Patrizia Stefanelli: Certamente, guarda Alessia, avessi un’altra vita farei il muratore, la parrucchiera, la cuoca, mentre intanto faccio anche teatro. Sono laureata in DAMS con una specializzazione in regia teatrale. Ho scritto diverse commedie per il teatro e le ho anche rappresentate. Dirigo al momento e da qualche anno, la Compagnia Teatrale Mimesis, dell’omonima associazione di cui sono vicepresidente e il Direttore artistico per il Premio Nazionale Mimesis di poesia che, O fortuna! Si conferma tra i più importanti premi letterari italiani per numero di partecipanti e qualità professionale. Tra le mie commedie hanno vinto alcuni premi e ottenuto consensi critici di settore e di pubblico la “Qui si sana?”; “Non scherzare con il morto”; “Tre tazze e una zuppiera”; “Il mistero di Don Giovanni”, ultima commedia rappresentata in teatro con il tutto esaurito. Sentire il battimani di 650 spettatori sorridenti è davvero un premio straordinario, specialmente quando il testo è tuo. L’adrenalina sale alle stelle, la responsabilità si scioglie insieme al timore, negli occhi lucidi  dei tuoi compagni di lavoro.  


A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

Patrizia Stefanelli: Benissimo! Mi colpì subito la prima telefonata con la titolare Cristina Del Torchio con la quale si è instaurata una collaborazione proficua e devo dire molto generosa da parte sua, anche con il Premio Mimesis. A volte, come si dice, non tutte le ciambelle riescono col buco, ma, sempre ho trovato grande disponibilità nella casa editrice. In un momento non troppo fortunato per il mondo letterario e per l’editoria, la Rupe Mutevole riesce in veri e propri miracoli. Intanto sceglie con cura gli autori in cui crede davvero. Non li prende certo per la gola facendogli sborsare fior di euro, scusate la franchezza ma è così. C’è chi pubblica di tutto pur di far cassa, facendo dei danni enormi e chi pur di vedersi in un libro pagherebbe qualsiasi cifra. Occorre senz’altro equilibrio e uno dei compiti dell’editore, oggi più che mai, è riabituare il lettore alla buona e sana lettura. Quante sfumature ci vorranno al raggiungimento di questo obiettivo? Naturalmente, qui nessuno si mette in cattedra. Tutti hanno diritto, se vogliono a far sentire la propria voce ma la responsabilità è enorme. D’altronde i cambiamenti più importanti nella storia, sono arrivati sempre dalla parte che non ti aspetti.  Il successo poi, dipende da molti fattori. Intanto occorre un buon lavoro, poi una buona promozione sia da parte dell’editore che da parte dell’autore. Presentazioni, reading o quant’altro, possono aiutare. I social network e i blog  letterari seri, anche. E nondimeno i Circoli cultuali e le associazioni.


A.M.: Hai delle novità da condividere con me e con i lettori? Qualche presentazione del libro?

Patrizia Stefanelli: Sicuramente farò una presentazione di “Rosanero” al più presto. Sarà una festa per i non addetti ai lavori con musica e recitazione. Per il  24 maggio, sto organizzando ad Itri  (LT) una serata incredibile piena zeppa di artisti: poeti, musicisti, cantanti, e perfino WBE Channel con Pasquale Sorabella. WBE è un canale televisivo pensato per essere la televisione degli italiani all'estero. Il suo quartier generale è a Sarasota in Florida, da dove trasmette sul canale nazionale dello Stato di Manathee, in chiaro. Attraverso la piattaforma Italica TV  che trasmette dallo Stato di New York, è visibile in 72 paesi nel mondo. La serata è legata al IX  festival internazionale “Palabras en nel mundo”  attraverso Gabriel Impaglione che è uno tra i più influenti poeti argentini, fondatore insieme a Tito Alvarado del progetto Palabra en el Mundo, lettura in simultanea mondiale di poesia, composta da readings organizzati dai poeti interessati nel loro luogo d’origine ,che si svolge in piazze, teatri, pub, centri culturali, scuole, progetto che oggi coinvolge più di 300 città in tutto il mondo. E poi, ad agosto la serata finale del Mimesis con l’antologia edita sempre da Rupe che regala la pubblicazione al vincitore. Per chi è interessato il sito dà ogni indicazione e il bando di concorso.


A.M.: Salutaci con una citazione…

Patrizia Stefanelli: “Aria di fessura porta in sepoltura!” (lo diceva mia nonna, Pasquetta Toffetti)
Cari saluti Alessia e a tutti. Grazie!

A.M.: Carissimi saluti anche a te Patrizia, grazie per questa intervista ma soprattutto per le tue risposte sincere! Alla prossima!

Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un’e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana “Trasfigurazioni” con la collaborazione di Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it

Written by Alessia Mocci
Addetta Stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

Info
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
https://www.facebook.com/RupeMutevole
http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/rosanero-di-patrizia-stefanelli.html

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2015/04/14/intervista-di-alessia-mocci-a-patrizia-stefanelli-autrice-del-libro-rosanero/

Hotel a Rimini Marina Centro

L’Hotel Mon Pays è un albergo 3 stelle di Rimini che sorge a Marina Centro, nel cuore della città turistica e balneare, a cento metri dalla spiaggia e vicino a negozi e locali alla moda. Propone ai propri ospiti la tipica ospitalità romagnola, con particolare attenzione alla buona cucina. All’Hotel Mon Pays di Marina Centro di Rimini sono lieti di ospitare le famiglie con bambini. L’albergo, dotato di un grande cortile all’ombra, offre ai bambini gli spazi in cui poter giocare. A tavola la cucina è sempre disponibile a preparare menu personalizzati per i più piccoli Per saperne di più visita il sito dell'Hotel Mon Pays di Rimini Marina Centro www.riminibeachhotel.it

Hotel a San Mauro Mare pe famiglie

L’Hotel Pironi è un albergo 3 stelle di San Mauro Mare, sulla Riviera romagnola, che sorge direttamente sul mare e propone un’ottima cucina, curata dalla proprietaria. A disposizione degli ospiti ampi spazi all’interno e all’estero. L’hotel, che sorge direttamente di fronte alla spiaggia, propone un conveniente rapporto qualità prezzo, ed è particolarmente indicato per le vacanze delle famiglie con bambini per saperne di più visita il sito http://www.hotelpironi.net/it/hotel-famiglie-san-mauro-mare.html

"Girogustando" tra prodotti calabresi: i liquori di cedro e di bergamotto

E risaputo che le tendenze degli ultimi anni hanno fortemente ridimensionato il consumo di alcool e similari, ma di tanto in tanto gustare un liquorino ben fatto  non dispiace, anzi: in particolare se si tratta di un "rosolio" tipico delle nostre regioni, visto che l'Italia la fa da padrona in fatto di gastronomia in genere: per esempio, un liquore di cedro oppure di bergamotto della Calabria, difficilmente acquistabili nella grande distribuzione, attenta più alla legge dei "grandi numeri" che alla “qualità” dei prodotti offerti, mentre facilmente rinvenibili sul web, in particolare sulle vetrine virtuali di siti e.commerce di prodotti tipici calabresi.
E’ in questa regione, infatti, che si ottiene la migliore produzione di questi due prelibati e profumatissimi agrumi, forse non tanto conosciuti ai più; il cedro ha trovato da secoli ormai, nel cosentino, le ottimali condizioni ambientali di coltivazione, alpunto che una fetta considerevole della produzione europea proviene da queste zone, per non parlare poi della produzione nazionale, attestata ad una quota intorno al 98%. L’importanza assunta dalla coltivazione di questo agrume nel comprensorio menzionato, ne ha stimolato la costituzione di un contestuale Consorzio di tutela (..quello di Santa Maria del Cedro) che opera per la promozione, tutela e valorizzazione del prodotto, ritenuto una vera eccellenza nei diversi usi, in primis dolciario e gastronomico, anche se offre le sue peculiarità nell’ambito salutistico, come prevenzione nell’obesità ed in varie patologie cardiovascolari, oltre che per le sue funzioni disinfettanti.

Per il bergamotto calabrese si possono fare considerazioni pressappoco simili a quelli del cedro: anche in tal caso l’habitat è ideale per ottenere una produzione di “spessore”, visto che il 90% della produzione mondiale viene da queste terre; e pariteticamente, anche per cautelarlo da eventuali “falsi” tutelando al contrario la produzione “indigena”, agisce ed opera ormai da anni un Consorzio del bergamotto (di Reggio Calabria). Considerato comunemente come incrocio tra arancio amaro e limetta, regala il meglio di se nell’uso dolciario e gastronomico, anche se è particolarmente apprezzato in profumeria e cosmesi, con i suoi oli essenziali; negli ultimi anni se ne sta via via aumentando il suo uso ed interesse anche nel campo farmaceutico.

Se 2 + 2 fa ancora 4, considerando l’eccellenza nei vari e menzionati usi di questi due ricercatissimi agrumi, un liquore ottenuto con gli stessi non deluderà sicuramente….ed infatti è proprio così: dalla gradazione alcolica “contenuta”, vengono apprezzati nella versione ghiacciata, magari al posto del classico limoncello; spiccano deliziando allorquando sono chiamati a regalare un tocco di sapore in più a dolci, gelati e macedonie.

…..l’importante è, come al solito, non esagerare nell’uso alzando “il gomito” oltre il lecito!!!!

Corsi Taekwondo

Deteragazzi gladiorminazione, passione, costanza e impegno. Queste le componenti fondamentali che hanno portato all’inaugurazione della nuova asd “Gladio Taekwondo”. La palestra si trova a Pomigliano D'Arco (NA) ed è facilmente raggiungibile da tutte l'hinterland partenopeo.

Bartolini, ecco con quali modalità poter ritirare un pacco con questo importante corriere espresso

Bartolini è un corriere espresso affidabile, puntuale, efficiente che consente, a tutti coloro che ne hanno bisogno, sia per necessità private che di business, di spedire, in maniera facile e veloce, merce ed articoli di vario genere: l'azienda è giovane, flessibile e dinamica ed è in grado di soddisfare pienamente tutte le esigenze dei suoi clienti. 

Per poter predisporre il ritiro di un pacco con Bartolini è possibile avvalersi di ben tre modalità, per venire incontro alle specifiche necessità di tutti. La prima è la modalità online, che senza sottostare ad orari d'ufficio, permette di organizzare la spedizione da casa oppure da ufficio in maniera semplice e veloce. Basteranno pochi click del mouse per organizzarla nel minor tempo possibile. Per quel che riguarda le richieste di ritiro, sappiamo che possono essere effettuate tramite l'area dedicata ai servizi online. Una seconda modalità, invece, è quella telefonica, anche questa molto utilizzata.

Chiamando l'operatore della filiale di zona, sarà possibile inoltrare, in breve tempo, la richiesta all'ufficio competente. Poi vi è la terza modalità, ovvero disponibile per quella fetta di clienti che posseggono un contratto e che necessitano di spedizioni programmate ( ad esempio nell'arco della stessa giornata). 

Dunque, attraverso la modalità del ritiro fisso, è possibile, stabilire in precedenza, luogo, giorno e ora del ritiro per guadagnare tempo! Prima di effettuare una spedizione, inoltre, è importante sapere che è possibile scegliere il servizio più adatto e provvedere all'imballaggio del pacco, controllando se la merce o gli articoli non rientrino nella lista degli oggetti proibiti per legge. 
 
Parlavamo di numeri di telefono. Se desiderate ottenerli rapidamente, non dimenticate di scegliere un validissimo servizio, sempre pronto a soddisfare ogni singola esigenza dell'utente. 

Cliccando qui, scoprirete Iltrovanumeri.it: non ve ne pentirete! Otterrete importanti informazioni su ordini e ritiri, tempi di resa e di giacenza, consegne, reclami e/o segnalazioni oppure semplicemente per avere subito utilissime e preziose informazioni! Buona spedizione e buona chiamata a tutti!

Intervista di Alessia Mocci a Giovanna Fracassi, autrice della silloge Emma. Alle porte della solitudine

Ho voluto dedicare questa mia silloge a mia madre perché l’ho persa anni fa, ma la malattia di cui soffriva, l’Alzheimer, in realtà l’aveva già allontanata da me, rinchiudendola in un suo mondo, nella sua solitudine popolata da ricordi del passato ma completamente assente al suo presente e quindi a me, sua unica figlia.”
Il ricordo di un rapporto unico, una solitudine univoca a cui la donna non poteva sottrarsi. Giovanna Fracassi ricorda sua madre nella recente pubblicazione: “Emma. Alle porte della Solitudine”.
Edito dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni” in collaborazione con Oubliette Magazine, “Emma” è la quarta silloge dell’autrice, preceduta da “Arabesques”, “Opalescenze” e “La cenere del tempo”.
Un’opera che indaga sulla tematica della solitudine con un tocco confidenziale e sincero, il ricordo non viene allontanato bensì integrato nel presente e nel verso letterario.
Giovanna si è mostrata molto disponibile nel voler raccontare la genesi della sua silloge, sul concetto di solitudine e non solo. Buona lettura!

A.M.: Ciao Giovanna, innanzitutto congratulazioni per la tua nuova pubblicazione “Emma. Alle porte della solitudine”. Una silloge con una copertina speciale. Ci sveli l’identità della donna raffigurata?
Giovanna Fracassi: Il volto della copertina è quello  di mia madre, quando aveva l’età di 18 anni. All’epoca  aveva da poco conosciuto  l’uomo che sarebbe  diventato suo marito dopo molti anni di vicissitudini  famigliari e storiche. Erano gli anni del Fascismo e della Seconda Guerra  Mondiale ed anche la vita dei singoli ne venne inevitabilmente condizionata. I miei genitori dovettero aspettare molto tempo per potersi sposare ed il loro fu un amore molto travagliato, pieno di peripezie. Ho voluto dedicare questa mia silloge a mia madre perché l’ho persa anni fa, ma la malattia di cui soffriva, l’Alzheimer, in realtà l’aveva già allontanata da me, rinchiudendola in un suo mondo, nella sua solitudine popolata da ricordi del passato ma completamente assente al suo presente e quindi a me, sua unica figlia. Anche per questo in molte mie poesie tratto i temi della solitudine, della mancanza, dell’allontanamento, dell’assenza. La vicenda di mia madre e il mio rapporto con lei, sono assurti a paradigmi delle tante solitudini che vedono protagoniste le donne, così spesso  costrette a fare affidamento sulle loro uniche forze interiori per affrontare i molti momenti difficili che costellano la loro esistenza, proprio in quanto donne.

A.M.: Facendo un passo indietro, il tuo curriculum letterario annovera tra le pubblicazioni: “Arabesques”, “Opalescenze” e “La cenere del tempo”. Quanto è variato il tuo modus scribendi?
Giovanna Fracassi: La poesia è, per me, un modo di esserci, nella vita, in quel crogiuolo di pensieri, di sentimenti, di emozioni  che costituiscono l’io individuale ma anche quello sociale. Pertanto, per poter esprimere tutto questo assume un valore importantissimo la scelta della parola. È questo l’atto creativo del poeta che con  la parola evoca il significato, dà realtà all’irreale, all’immaginario, dà voce all’inconscio e ridefinisce, nobilita il reale, il quotidiano elevandoli dal particolare della vita di ciascuno all’universale della vicenda degli uomini in generale. La parola evoca suoni, colori, immagini, sensazioni tattili, persino odori, dà loro voce, corpo, senso, li pone in relazione tra loro e con il pensiero di chi scrive Pertanto la  poesia e le parole che uso, sono per me un continuum in divenire perché non vi può essere compimento chiusura, fine, né nella singola mia poesia, né nelle mie sillogi. Al contrario vi  sono e vi devono essere, l’assenza, la mancanza perché tutto questo lascia aperta la crescita, l’esplorazione, la ricerca, la  tensione verso l’infinito. Scrivere è un atto dinamico: del pensiero e della parola, del significato e del significante. In questo senso, penso che il poeta debba essere anche camaleontico, sapersi calare e celare in mille sfaccettature della vita non solo propria ma  anche degli altri e della natura che spesso fa da sfondo anche alle mie liriche. Partendo da questi presupposti è inevitabile che, nelle mie varie sillogi, vi sia un crescendo di maturità e di  desiderio di  ricercare  una sorta di perfezione della forma e del contenuto  poetici, dato che faccio mia questa funzione della poesia di farsi portavoce di tante istanze  del pensiero e dell’animo umano, partendo dal particolare per giungere all’universale o spesso anche  con il moto inverso. In tal senso mi piace pensare alla poesia come ad un laboratorio, dove il possibile si mescola all’impossibile, dove dimorano il tempo e lo spazio  rendendo presenti il partire  e il rimanere, l’esserci e il non esserci più, il ricordo ma anche l’oblio,  la malinconia, la tristezza, la nostalgia  ma anche l’estasi, lo stupore, l’incanto. Ecco perché le  parole e  alcune  figure retoriche , sono da me usate in quanto  simboli che rinviano sempre ad altro: riflessioni, considerazioni, osservazioni,  domande e ricerca di possibili spiegazioni o interpretazioni.  

A.M.: “Emma. Alle porte della solitudine”, come suggerisce il sottotitolo, intrattiene un rapporto privilegiato con la solitudine dell’essere umano. Quanto ritieni sia importante la solitudine nell’atto creativo?
Giovanna Fracassi: L’atto creativo, per me, può avvenire solo nella solitudine, quando il mondo, dopo essere stato osservato, respirato, indagato con tutti i sensi e fatto proprio, tace, è finalmente lontano. In questa sospensione temporale, in questo spazio libero, si forma, prende corpo e si anima la mia scrittura. La composizione di una poesia somiglia ad un parto dell’anima e del pensiero. Nel mio silenzio interiore prendono forma immagini, riflessioni, emozioni e  si amalgamano in nuovi accostamenti di parole, in nuovi  affreschi, si aprono nuovi percorsi  di significato. Tutto ciò che attingo dal mondo, dagli altri, dalle mie letture, dalle mie esperienze si sedimenta nella mia interiorità e poi germoglia nell’urgenza dell’espressione poetica. Questo atto creativo avviene di solito  accompagnato dalla musica, che altro non è se non la poesia dei suoni; grazie alla sua potenza evocativa e alla sua forza immaginativa, riesco a scrivere   guidata dalle vibrazioni  che la musica provoca titillandomi le corde del cuore.  

A.M.: Il Conte di Lautréamont scriveva: “Esiste una logica per la poesia. Non è la medesima per la filosofia. I filosofi sono da meno dei poeti. I poeti hanno il diritto di considerarsi superiori ai filosofi.”. La poesia superiore alla filosofia? Ci avevi mai pensato?
Giovanna Fracassi: Filosofia e poesia affrontano in modo diverso gli stessi temi: l’origine e la fine dell’Universo, il destino dell’uomo, la felicità, il dolore, la morte. Ma sono  assai diversi gli strumenti di cui si servono. La poesia ci permette un contatto più immediato con la realtà perché ci fa entrare in comunicazione con le persone, ci  permette  di  penetrare, con la nostra sensibilità e la nostra intelligenza, nelle situazioni più varie e ci consente un approccio alle cose che ci circondano e alla natura,  molto  profondo  e pervasivo. Lo sguardo del poeta  coglie, osserva, interpreta e ricompone tutto ciò che lo circonda. Si scrivono poesie su ogni argomento, il lavoro, l’impegno civile, la religione, l’arte, il mondo delle piccole cose, la propria casa, il giardino o ancora la vita dei  campi o nella città, l’amore in tutte le sue declinazioni, l’amicizia, i sentimenti positivi come anche quelli negativi, la malattia. Nulla si sottrae  all’osservazione acuta e piena di pathos e di vita  del poeta. La filosofia si occupa dell’indagine  razionale, sottopone ogni quesito, ogni problema all’indagine della ragione nel tentativo di riportare ogni elemento ad un Uno, ad un Tutto originario. La poesia non ha questo scopo: anzi vive della molteplicità, si sostanzia  della varietà dell’essere e della vicenda umana in questo solo mondo conoscibile e interpretabile. E lo fa con tutta la sua forza immaginativa e creatrice arrivando a quell’immediatezza che coinvolge e comunica, laddove la filosofia necessita di lunghe e approfondite riflessioni e razionalizzazioni. Ma non c’è vera poesia senza filosofia perché l’oggetto dell’indagine, alla fine, è appunto lo stesso: l‘Uomo gettato in questa vita, in questo Universo. Quindi non sono d’accordo con questa affermazione: non vi è, a mio parere, superiorità dell’una sull’altra. Hanno pari valore, pari dignità nella loro specificità.

A.M.: In un recente articolo, Cristina Biolcati scrive”: “In alcune liriche si avverte una voglia di “leggerezza”, la necessità di potersi fidare di qualcuno, affinché non tutto sia dolore. Salta all’occhio che il sangue in questa silloge non sia rosso, ma bianco.”. Confermi?
Giovanna Fracassi: È proprio della poesia saper ammantare di leggerezza anche  i sentimenti e le emozioni più dolorose. La parola in poesia è sempre simbolo, rinvia a riflessioni, a considerazioni che non hanno come referente il singolo, un io e/o un tu, ma un Io totalizzante, l’ Uomo. Il poeta non scrive di sé ma dell’Uomo. Come potrebbe quindi scrivere solo del dolore? Come potrei io scrivere solo del dolore che, pur restando la cifra ultima della vicenda umana (basti considerare che essa si conclude inevitabilmente con la  sofferenza e con la morte) deve trovare una sua collocazione nella vita di ciascuno? Una collocazione tale che lo renda significativo, che consenta all’uomo di aprirsi, tramite esso, agli altri, al mondo, a tutto ciò che è altro da sé. Ecco perché, nella mia poesia, il colore del sangue è bianco: perché il dolore è  pura genesi, è  candida trasformazione, è  totale e offerta  apertura, è maieutica scoperta di sé stessi e di sé stessi nel mondo. È anche fiducia certo, in un altro giorno, in un altro domani, in un altro pensiero, in un’altra emozione, in un altro afflato verso il sublime, nella tensione alla vita, in un insopprimibile istinto di conservazione e  di sopravvivenza  dello spirito, dell’anima.

A.M.: Una curiosità: trascrivi i tuoi versi sul cartaceo con l’ausilio della classica penna oppure ti affidi all’immediatezza della tastiera?
Giovanna Fracassi: Compongo nelle situazioni più varie e con i mezzi che mi trovo a disposizione. Accade che scriva con la matita sulla copertina di un libro o su un foglio di giornale, con la penna sul block notes che porto sempre con me e che utilizzo quando,  per esempio, sono in auto e devo fissare subito un pensiero, un’immagine, un’emozione; ma scrivo anche in mezzo alla confusione, ad una mostra di pittura, o in un museo, e allora può tornarmi utile persino il cellulare. Ho una notevole capacità di estraniarmi da tutto e da tutti, bastano solo pochi minuti. Poi so che a casa, al computer, con la musica di sottofondo, recupererò  quanto appuntato e ricreerò tutto il mio pensiero.

A.M.: Le tue pubblicazioni presentano la firma della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni. Dopo anni di conoscenza potresti dire che la casa editrice è molto attiva nella promozione dei suoi autori? Insomma, la domanda spicciola è perché scegli Rupe Mutevole per le tue pubblicazioni?
Giovanna Fracassi: Ho avuto la fortuna di incontrare, del tutto fortuitamente, la Casa Editrice Rupe Mutevole Edizioni tramite Facebook. Sin dalla prima pubblicazione sono stata seguita e consigliata  dall’editrice Cristina dal Torchio,  dai collaboratori a vario titolo coinvolti e,  in particolare, da te Alessia. Con tutti ho avuto rapporti molto chiari, sereni, e ho apprezzato la professionalità, la pazienza e la cura  con cui sono stata accompagnata in questo mio percorso di scrittrice. Ho anche  assistito con piacere e soddisfazione alla progressiva crescita di questa Casa Editrice che ha ampliato moltissimo, in questi pochi anni, la sua attività, divenendo una realtà editoriale sempre più presente nel panorama italiano ed estero, sviluppando varie iniziative volte alla promozione dei suoi autori. Credo che come autrice non  possa chiedere di più. Inoltre ho già consigliato ad alcuni miei conoscenti di affidarsi a Rupe per la serietà  che la contraddistingue e per la qualità del suo operare. Personalmente continuerò a pubblicare i miei prossimi lavori con Rupe Mutevole, sicura che la mia esperienza con questa casa editrice non potrà che essere sempre più  positiva e  gratificante, per entrambi.

A.M.: Un’anticipazione doverosa è che “Emma. Alle porte della solitudine” sarà presentata alla prestigiosa Fiera del Libro di Francoforte che si terrà ad ottobre 2015. Sai già se potrai essere presente all’evento?
Giovanna Fracassi: In quel periodo non mi è facile allontanarmi dal mio  impegno come docente. Certo sarebbe mio desiderio potervi partecipare, sia per l’importanza dell’evento che si svolge in una città della Germania che già  ho visitato e apprezzato, sia per la  soddisfazione personale. Già l’anno scorso vi è stata presentata la mia penultima silloge “La cenere del tempo”, che anche Emma sia stata scelta per l’edizione di questo anno  non può che rendermi particolarmente felice ed  orgogliosa. 

A.M.: Salutaci con una citazione…
Giovanna Fracassi: Il termine poesia deriva  dal greco pòiesis, che rimanda al  verbo pôiein: fare, creare. Pertanto scrivere una poesia è un atto creativo che presuppone un’intenzionalità, quindi la messa a punto dei  contenuti e dei messaggi che si vogliono trasmettere, il possesso di un quadro di riferimenti culturali, l’aver fatto propri valori e principi etici. Il verso non è solo, o non tanto, una questione di eleganza e di  metrica, quanto piuttosto l’espressione di un pensiero, di un’idea, di un’emozione, di un sentimento, di un’immagine o di un desiderio. Concludo  perciò citando Ugo Foscolo: “Odio il verso che suona e che non crea”

Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un’e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana “Trasfigurazioni” con la collaborazione di Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it.

Written by Alessia Mocci
Addetta Stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

Info

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2015/04/03/intervista-di-alessia-mocci-a-giovanna-fracassi-autrice-della-silloge-emma-alle-porte-della-solitudine/


eShop "iGiocattoli"

Con più di 3000 giocattoli sempre disponibili online per l'acquisto l'eShop "iGiocattoli" è uno dei punti di riferimento per tutti i genitori che hanno la necessità di soddisfare i desideri e le richieste dei propri figli e bambini sugli ultimi giocattoli in uscita, su quelli più famosi che riprendono i personaggi di cartoon e film, sui classici in scatola e sui giocattoli educativi.

Arredamento per ufficio

Sito web dell'azienda di Brescia che si occupa di arredo per ufficio, negozi e scuole. L'impresa offre anche consulenza sugli arredamenti per aziende nuove o ancora in costruzione.

Salini Impregilo e il Canale di Panama: il cantiere tra i due oceani

"Siamo a Panama, nel più grande cantiere del mondo proprio nel cuore dei lavori per l’allargamento del canale, i due oceani, Pacifico ed Atlantico, che si specchiano e che alla fine dei lavori potranno quasi toccarsi idealmente, divisi solo dal Lago Gatun". Così il giornalista Roberto Taglialegna, inviato speciale di Radio1 descrive quello che è considerato al momento il più grande cantiere del mondo.
Ascolta la trasmissione Inviato speciale del 04/04/2015 >>

A Panama, i lavori per l 'ampliamento del canale sono ormai in dirittura d' arrivo. Il progetto, partito nel 2009, vede tecnici e imprenditori italiani di Salini Impregilo a capo di un consorzio internazionale.
Le strutture di acciaio massiccio che pesano in media 3.400 tonnellate, mentre le porte delle chiuse hanno dimensioni variabili, un’autostrada di quasi 7 km di porte alte 35 metri. "Quando entriamo nel cantiere - spiega con entusiasmo Roberto Taglialegna - siamo contagiati dalla stessa emozione che coinvolge gli oltre 9.000 uomini che dal 2009 lavorano senza sosta, anche con turni notturni per completare l’opera."

Verniciatura Impianti Salerno

E' online il nuovo sito di Eposud, azienda campana leader nella verniciatura di impianti. Eposud si trova a Nocera Superiore (SA) ma offre i suoi servizi in tutte le province della Campania.