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Le novità editoriali di gennaio 2015 della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni

“Non esiste vascello che come un libro ci sa portare in terre lontane. Né corsiero come una pagina di scalpitante poesia. È un viaggio che anche il più povero può fare senza il tormento del pedaggio. Quanto è frugale la carrozza che trasporta l'anima dell'Uomo.” - Emily Dickinson
Carissimi lettori, eccoci con le novità editoriali del primo mese dell’anno della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni. Con l’augurio di una nuova lettura e di un nuovo anno vi ricordiamo che  Rupe Mutevole Edizioni è stata fondata nel 2004, e da allora ha avuto modo di espandersi nel settore tematico e geografico.
Sono venti le collane editoriali della casa editrice, venti sono dunque le braccia che accolgono la diversità per condurre oltre i confini territoriali e mentali.
La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”, “Radici”, “Supernal Armony”.
Eccovi le novità editoriali del mese di gennaio 2015:
“Non sei mai andata via” di Mauro Caliendo
Il senso che Mauro mi regala è di essere quello che scrive. Quindi un artista. Nessun compiacimento, pippa mentale, autocelebrazione in quello che scrive. Ma vita e poesia. E naturalmente amore. Che è vita e poesia. Raccontarsi non è facile. Mettersi in mutande nell’affollata piazza della letteratura non è facile. Essere perché si è non è facile. Il talento a mio parere non si impara né tantomeno si improvvisa. Né arriva come un temporale d’estate o una cartolina con su scritto saluti e baci. Mauro ha il talento. E sa mettersi a nudo. Lo fa bene. Tramuta il dolore in un sorriso. Il sorriso dell’artista. Fancis Bacon scrive: “La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto.” . Quindi Mauro Caliendo è un uomo esatto. Ed esattamente è un grande artista emergente. Dalla prefazione di Enrico Nascimbeni 

“Emma. Alle porte della solitudine” di Giovanna Fracassi
Emma è un nome di fantasia, ma non è immaginaria la donna alla quale è dedicata questa mia nuova silloge. Si tratta di mia madre che mi ha lasciata ormai da anni. Purtroppo ancora prima, la malattia dell’Alzheimer me l’aveva irrimediabilmente allontanata, rinchiudendola in quella solitudine, alle soglie della quale, io sono rimasta e che ha fatto da contraltare a quella mia di figlia impotente. Perché ci sono assenze, ci sono abbandoni che non possono essere consolati e meno che mai colmati. Emma è una raccolta di poesie in cui tornano i temi a me cari estesi a tutti quei momenti della vita di una persona nei quali si fa più acuta la consapevolezza della ineludibile e sostanziale solitudine dell’essere umano, attraversata da brevi momenti di condivisione e di appartenenza con altre anime in viaggio in questa vita meravigliosa ma a termine.
Collana editoriale "Trasfigurazioni" in collaborazione con Oubliette Magazine.

“Memorie di Villa Pedrini” di Giovanna Mulas
La scrittura di Giovanna Mulas è limpida. Trasparente. Direi inconfondibile. Lei raccoglie in sua personalissima soffitta tutti i giocattoli che raccontano di tante vite. Attraversa con discrezione tante vite. Tra dialoghi. Posti. Ricordi. Presente. Passato remoto. “Vanessa scrutò la camera dei bambini, la porta aperta e i due folletti ancorati lì, allo stipite, come incerti sul da farsi, i pigiamini storti e gli occhi ancora pieni di sonno.” Ecco come Giovanna graffia la realtà dipingendola di fantasia. Penso che di questi tempi leggere un libro così faccia bene bene a tutto. Fa passare la paura. La sete. La rabbia. La fame. La febbre. Il disamore per una vita che non ci appartiene più. Questo libro è assenzio e brodo caldo. Una sberla di mare ben assestata e una caramella alla menta che scivolano nel nostro cuore. Giovanna Mulas è tenutaria di una candida sensualità del sentito che mai scivola nella volgarità e nel banale. Non vuole stupire il lettore. Lo cattura. Lo commuove e lo proietta senza scampo nelle sue parole. Un diario. Storie incrociate e poesia: “Il salice crepitò debolmente lusingando, coi flessuosi rami, i sassi sporgenti da una strozzatura in fondo alle radici.”. Potrei scrivere dieci pagine ma mi fermo qui. Certi libri vanno letti. Il perché lo sanno solo i bambini, gli alberi, le stelle, gli amanti e i sognatori. Ed essendo un incallito sognatore, mi sono innamorato di questo romanzo di Giovanna Mulas. Enrico Nascimbeni

“Storie di mare” di Mario Barbara
Mario ha amato sempre scrivere, corrispondente per la sua zona di diversi giornali, amante della lettura e soprattutto dei libri denuncia, come quelli di Saviano, ma realmente non viene ispirato da nessuno di questi… sicuramente il suo fervore letterario è nei geni familiari, perché il suo pronipote già noto al mondo della scrittura, Ugo Barbàra, è stato finalista del Premio Strega nel 2009 con il libro “In terra consacrata”. Quattro libri all’attivo, due di storia politica locale "Storie Minime", cinquant'anni di vita politica e amministrativa locale, e “Palazzo Crociferi - i luoghi della memoria - la presenza dei padri crociferi a Castellammare”; e due splendidi romanzi “Un sogno lungo una vita” e “Cose… di cosa nostra” che risentono fortissimamente del vissuto politico del nostro autore, manifestando un desiderio tutto suo e di chi ha sempre creduto nella politica dell’altruismo e non dell’egoismo.
Collana editoriale "Trasfigurazioni" in collaborazione con Oubliette Magazine.

 “Replay” di Manuela Costanzo
Cosa faresti, se potessi rivivere la tua vita? Ok, ora alzi la mano chi non ha mai desiderato poter tornare indietro nel tempo e cambiare la propria decisione, magari utilizzando la DeLorean di “Ritorno al futuro”… Magari salvare un preciso istante della vita, come nei videogames. Metti che prendo male la curva e mi schianto, torno al punto di salvataggio e freno un po’ di più… Un sogno, vero? Beh, per Viola, più che altro, sarà un incubo. Quasi non ci crede, le sembra impossibile. Eppure… Tutti noi ci facciamo trasportare da storie di persone che hanno poteri fantastici e desideriamo averli anche noi, almeno per un poco. Ma se ciò accadesse davvero, come reagiremmo? Voglio dire, come sarebbe leggere nella mente delle persone? Magari… volare? Poter riavvolgere il tempo ogni volta che vogliamo?

"Il Romanzo esistenzialista del Secondo Novecento italiano" di Filippo Pace
La nascita del romanzo esistenzialista italiano risale 'ufficialmente' al 1904 con la comparsa del Fu Mattia Pascal, celebre primizia di un nutrito gruppo di opere che non rimane immune agli sviluppi del Decadentismo. Non si tratta di un’esperienza conclusa nell’arco di pochi decenni, ma al contrario si protrae fino ai nostri giorni con esiti tutt’altro che trascurabili, caricandosi di connotazioni particolari nella seconda metà del secolo trascorso, ponendosi, soprattutto, come risposta alla delusione: è il caso dell’Italia del Secondo Dopoguerra o delle contestazioni sessantottine, periodi, entrambi, pervasi dalla speranza di poter dominare la Storia, di riuscire ad imprimerle un mutamento radicale e duraturo, foriero di giustizia. Il presente lavoro si pone quale obiettivo quello di ricostruire un repertorio cronologico essenziale che segua, nella nebulosa della narrativa della seconda metà del XX secolo, in che modo le tematiche esistenzialiste, distinte dalla filosofia esistenzialista sebbene ad essa correlate, vengano sviluppate e rivitalizzate in nuove forme.
Collana editoriale "Trasfigurazioni" in collaborazione con Oubliette Magazine.

“Il mercato degli schiavi” di Andrea Giglio
Fare il cantante significa interagire con la gente. È uno scambio di energie. Alla fine di ogni serata ricevo io stesso del materiale dalle persone che mi vengono a vedere. Giovani musicisti, punkettoni filosofi, femmine cantanti. Un ragazzo gracilino dal viso smunto e con i capelli arruffati, durante un concerto mi chiese se avevo letto le sue poesie, che mi aveva portato alla fine di un concerto di un anno prima. Gli risposi che era davvero troppo il materiale che ricevevo durante i concerti e per me era impossibile distinguere o ricordare le cose ascoltate o lette. Le uniche poesie che ricordavo di aver letto tra il materiale ricevuto di recente avevano per titolo "Le Lucciole". Il ragazzo meravigliatosi mi rispose di essere proprio lui l'autore di quegli unici scritti che mi ricordavo. Aveva con sé un altro manoscritto: era il Mercato degli Schiavi.

“Amata voce” di Nicoletta Nuzzo
Conquistare se stessi è un’operazione dura e delicata in cui riuscire a guardare il passato richiede cautela e infinita pazienza (Prende tempo: Prende tempo/e poi mi appare quello che accade/lo vedo e lo ricordo/lo vedo e lo dimentico/adesso è solo un piccolo tratto senza confine/che si aggiunge alla lunga spirale che mi avvolge//). E forse le parole sono davvero le impronte attraverso le quali ritrovare la strada di casa per quanto esse nascondano al loro interno una carica di estrema pericolosità: servono a individuarsi, ma al tempo stesso a separarsi (In faccia: se non fossi l’uccellino che sono/poggiato di pena e oblio su zampe filiformi/ti griderei in faccia tutta la mia rabbia/con un solo nome io io io//). Con la separazione giunge la paura, una paura che si nutre dell’informe e dell’indistinto (Spirale: io aspetto/e faccio cose che conosco,/ascolto voci che conosco,/cerco di non spaventarmi/e di trovare gli occhi di questo nulla./Aspetto/e faccio cose mute/come stare davanti al mare/o accarezzare un gatto/).

Le raccolte di Rupe Mutevole: n^ 1 Aldo Boraschi
Raccolta nr. 1 dedicata alla collana editoriale di libri noir “Al limite del buio” che raccoglie i tre volumi di Aldo Boraschi è disponibile in un'unica confezione:
1 - Al limite del buio
2 - L'Enfasi eccessiva
3 – Dalidà

Le raccolte di Rupe Mutevole: n^ 2 Mauro Salvi
I libri di Mauro Salvi ora disponibili in un'unica confezione
1 - Autobiografia di un artista
2 - Storie sottoamericane
3 - A un sogno dal mare e nell'oblio dei monti
4 - Tradotta giustizia

Le raccolte di Rupe Mutevole: n^ 3 Haria
La prima raccolta di Haria contiene i seguenti volumi
1 - Donne di conoscenza
2 - Castagni e Trasmutazioni
3 - Piante di energia
4 - La luce negli occhi
5 - La mappa delle antiche donne di conoscenza

Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un'e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana "Trasfigurazioni" con la collaborazione di Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it

Written by Alessia Mocci
Addetta stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

http://youtu.be/olYz4-hIO0U?list=PLk-ldvyzx9HZlFHTXvksklGSyh5nsVqFr

Info
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
https://www.facebook.com/RupeMutevole

Fonte

Apowersoft Phone: Gestore cellulari

Apowersoft Manager Phone è un freeware ideale, che può sincronizzare il dispositivo portatile al PC per gestire tutti i dati del telefono, tra cui musica, video, messaggi, note, foto, applicazioni, eBooks, contatti e altro ancora.

Calcolo compatibilità segni zodiacali, ecco come e dove calcolo compatibilità segni zodiacali

Capita sovente di affidarsi alle previsioni dell’oroscopo per scoprire che cosa riserverà il futuro in ambito sentimentale e lavorativo e gli astrologhi, che studiano le influenze delle stelle e dei pianeti sulla vita delle persone, sostengono che le posizioni degli astri possono essere d’aiuto per elaborare predizioni importanti e possono anche fornire il calcolo compatibilità segni zodiacali, per stabilire che tipologia di affinità intercorra con il partner.

 Con Cartomanti24.it, il servizio attivo sette giorni su sette e dalle sette del mattino all’una di notte, è possibile mettersi in contatto con validissimi astrologhi e astrocartomanti per scoprire quali fantastiche sorprese ci riserverà il futuro anche in ambito amoroso. Telefonare persone esperte e qualificate è davvero semplicissimo. 

Basterà chiamare i numeri 899.03.20.58 oppure lo 0423.70.51.67: le tariffe sono, sia chiamando da telefono fisso che da cellulare, a meno di 1 euro al minuto e pagando con carta di credito il consulto fornito costerà solo 0,54 euro al minuto IVA compresa. Già nei tempi più remoti gli uomini, osservando il movimento degli astri, ne compresero la straordinaria influenza sulla vita degli esseri umani e i cartomanti con i quali avrete modo di parlare al telefono tramite semplici informazioni, come data di nascita e segno zodiacale, saranno in grado di offrirvi consulti e predizioni molto accurati e precisi. 

Se siete curiosi di scoprire se tra i vostri segni ci sia affinità, se nubi dense e cupe si sono addensate sulla vostra relazione sentimentale e non sapete come scacciarle via, affidatevi agli esperti di Cartomanti 24.it, che hanno passato un’attenta e scruplosa selezione e che saranno pronti a raccontarvi che piega prenderà il vostro rapporto e se ci sia o meno compatibilità a livello caratteriale.

Non ci credete? Cliccate su questo link: c’è un mondo nuovo che vi aspetta, chiamate subito! Il calcolo compatibilità segni zodiacali vi aspetta!

B&B Treviso e dintorni

La Ghiandaia, b&b a San Biagio di Callalta (Treviso), è un’accogliente casa di campagna dotata di 3 grandi camere da letto, 2 bagni, una cucina, un ampio parcheggio privato e un giardino con giochi per bambini.  Propone sistemazione in camera con prima colazione per chi desidera dormire a Treviso o dormire vicino a Treviso


Vi aspettiamo per piacevoli vacanze o anche per un fine settimana nel nostro bed and breakfast alla scoperta di Treviso e dintorni e per trascorrere momenti di relax davanti al camino acceso nel salotto o al fresco del portico.

Il Coraggio del lavoro per Costruire il futuro: Salini Impregilo cerca 15.000 nuovi pionieri in tutto il mondo

Salini Impregilo ha lanciato una campagna di occupazione: 15 mila persone in quattro anni e di queste 2.500 in Italia nei prossimi dodici mesi.
“Il coraggio del lavoro per costruire il futuro” è il titolo della nuova campagna, veicolata attraverso un video di grande impatto che racconta la visione del Gruppo sulla ripresa del settore delle infrastrutture e più in generale dell’economia. Secondo Salini Impregilo, infatti, “non c’è crescita senza occupazione”: gli investimenti in infrastrutture possono spingere la crescita globale, e il Gruppo intende agganciare la ripresa puntando su un fattore-chiave per il suo sviluppo: le risorse umane.


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Olio extravergine di oliva, cosa è e da dove deriva il suo gusto intenso

L’olio extravergine di oliva è un alimento ed un condimento apprezzato il tutto il mondo per le sue caratteristiche e per il suo gusto intenso. 

Ogni tipologia di oliva, a seconda della zona di provenienza e delle specifiche caratteristiche che adesso conosceremo più da vicino, permette di dare vita ad un “nettare” con proprietà organolettiche e peculiarità tali da distinguerlo da altre tipologie di oli. La produzione di olio si concentra soprattutto nei Paesi, come l’Italia, che si affacciano su mar Mediterraneo e questo prezioso alimento è un grasso nobile conosciuto ed apprezzato fin dai tempi più antichi, quando, come oggi, veniva impiegato come condimento ma era anche alla base di ricette cosmetiche per detergere la cute.

Ripercorrere la storia dell’olio extravergine d’olia significa compiere un giro nel tempo ed arrivare alle modalità attraverso le quali cui veniva estratto dalle olive coltivate Le drupe, come accadeva nell’antichità, venivano schiacciate da pietre circolari le quali venivano fatte girare su un piano realizzato in muratura.

Si otteneva una pasta d’olio che, una volta spremuta permetteva di estrarre il mosto. Oggi l’olio può essere estratto sia con metodo tradizionale che con metodo industriale e proprio quest’ultimo viene impiegato per velocizzare i tempi, che nel primo caso, come è facile immaginare, sono molto più lunghi.

Se desiderate acquistare un ottimo olio, legato a tradizioni passate ma sempre vive nel cuore di tutti, è possibile visitare il sito http://www.olio-extravergine-di-oliva.it/ e comperare l’olio dell’Azienda Allegra, un pregiato olio siciliano, prodotto secondo tecniche e metodologie tramandate di generazione in generazione. Tre le confezioni a disposizione: risparmio, maxi risparmio e gusto delicato, l’olio ideale per i più piccini. 

L’Azienda Agricola Allegra produce due qualità di olio: uno, quello di Nocellara, morbido ed equilibrato, perfetto per irrorare piatti a base di pesce o carne; l’altro, invece, dal gusto intenso perfetto per le minestre di verdura e legumi e per condire il baccalà alla ligure. 

Quali i vantaggi dell’olio di Carmelo Allegra? Niente antiparassitari, niente pesticidi, coltivazione biologica, nessun intermediario, trasporto gratuito e massima tracciabilità. Cosa aspettate a portare sulle vostre tavole un olio di qualità?

Spedire a Belfast con Spedireadesso, ecco come

Il modo della rete offre soluzioni e servizi per velocizzare operazioni che prima richiedevano tempo e non potevano essere svolte rapidamente al pc. Oggi la spedizione pacchi avviene avvalendosi del supporto di Internet e uno dei più validi ed affidabili servizi di spedizione online di pacchi, buste e pallet per venire incontro alle esigenze private o di business degli utenti è sicuramente rappresentato da www.Spedireadesso.com

 Se desiderate spedire a Belfast, ad esempio, il procedimento è facile e veloce. Bisognerà compilare in tutte le sue parti il modulo di prenotazione ordine direttamente online, badando bene a riempire con esattezza tutti i campi richiesti ( nome, cognome, località mittente e destinatario, indirizzi, numeri di telefono, e-mail, etc). Segue, poi,la fase dedicata al pagamento elettronico e quella legata alla ricezione della posta elettronica. Il messaggio che arriverà conterrà l’etichetta di spedizione, al cui interno è presente il codice alfanumerico di tracciamento. Essa va incollata sul pacco pronto per essere inoltrato. 



Se il codice presente su di essa viene inserito nell’apposito box online, consente di scoprire data e ora presunte di arrivo a destinazione. Un corriere espresso provvederà al ritiro del pacco, che avverrà nel giorno indicato sul modulo di prenotazione dell’ordine e lo consegnerà in tempi molto rapidi, che variano di località in località. Spedire a Belfast prevede una tariffa davvero molto conveniente: per un pacco da 0 a 50 kg il prezzo sarà di soli 29,00 euro IVA inclusa. 

Niente calcolo volumetrico, dunque, perché il prezzo varia solo in relazione alla località: l’Europa, infatti, per motivi logistici, è stata suddivisa in tre grandi zone; La Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord appartengono alla Zona Due e per questo tutti i Paesi che rientrano in tale fascia, hanno un costo di spedizione pari alla tariffa sopraindicata per un pacco fino a 50 kg. Se invece desiderate spedire a Belfast una piccolo pacco fino a1 kg o ancora una busta, il costo della spedizione sarà di soli 19 euro IVA compresa. Cosa poter spedire in un pacco piccolo?

Elettrodomestici come piastra e phon, dimenticanze legate alle vacanze, souvenir, abbigliamento ma non profumi perché facilmente infiammabili ( è necessario, prima di eseguire l’imballaggio, controllare la lista degli oggetti proibiti presente sul sito, nella quale rientrano tutti quegli articoli di cui la legge ne vieta il trasporto per la loro certificata ed insista pericolosità per persone o cose). Spedireadesso. com è un’azienda dinamica, giovane ed innovativa, sempre al passo con i tempi e che sa ascoltare le mille esigenze della clientela per dare vita a soluzioni vantaggiose e con un occhio attento al portafogli. 

Un ultimo consiglio: per spedire a Belfast come nel resto d’Europa, è necessario controllare preventivamene i limiti di peso e di misure. Non è possibile spedire un pacco oltre i 50 kg e per questo, se il pacco è troppo grande, la merce va distribuita su più pacchi. Dunque è necessario tener conto di tre limiti: peso ( pacchi da 0 a 50 kg) , forma ( l’ altezza non può superare i due metri) e dimensioni ( pacco senza angoli e sporgenze).Per qualsiasi dubbio o perplessità, lo staff di Spedireadesso.com risponderà alle vostre domande tramite chat, email, fax o telefono. A tutti, una buona spedizione!

Intervista di Alessia Mocci a Savino Carone, autore de Arbor Mirabilis

“balenò breve suono di musica, un tratto/ inudita come fossi in sonno/ di me uscii senza più traccia alcuna/ d’essenza ma solo vago malessere/ che poco disturbava le mie membra/ appese a più parole ben capite/ schematizzate e razionali in mente./ Vuoto./ […]”  – “Ipermnesia”
Arbor Mirabilis” è un libro che vuole spingersi oltre la raccolta di versi. L’autore, Savino Carone, costruisce un particolare percorso interiore, cercando di ricostruire il vissuto personale e le occasioni letterarie che si prospettano all’uomo.
Il libro è stato pubblicato con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, ed è suddiviso in sette parti. Savino, con “Arbor Mirabilis” esce dalla nicchia poetica più tradizionale per miscelare il suo lavoro di versi editi ed inediti, di prose emozionali e tecniche.
Savino Carone si racconta ai nostri lettori. Buona lettura!

A.M.: Ciao Savino, ti ringrazio per aver accettato questa mia intervista. Curiosando sul tuo passato, mi piacerebbe sapere quando hai iniziato a scrivere e quali sono stati gli scrittori che ti hanno, in qualche modo, alimentato la fantasia.
Savino Carone: Buon giorno Alessia, ringrazio te ed Oubliette Magazine per questa opportunità di far conoscere meglio il mio lavoro. Onestamente, se dovessi elencare gli scrittori che, tu dici, potrebbero aver alimentato la mia “fantasia”, non potrei, perché sono davvero un numero innumere, a  cominciare dalla “Serie Malese” di Salgari che lessi per intero all’età di 12 anni. Ma un momento di svolta c’è stato, soprattutto gli ultimi anni di liceo, quando con i soliti amici, curiosi quanto me, ci siamo imbattuti nei poeti francesi cosiddetti “Modì”, uno su tutti; Charles Baudelaire con i suoi “Fiori del Male”; fu davvero quello un momento di “passaggio”,  passaggio dalla lettura di curiosità indistinta alla lettura di comprensione e partecipazione. La comprensione che, in una poesia, qualsiasi sia il suo tema, ciò che inaspettatamente la rende attuale, nonostante non sia legata al proprio vissuto, è la perfetta armonia tra parole e suono, che ricrea, inaspettatamente, stati d’animo che non ci saremmo aspettati di trovare, che colpiscono come “flash” , come “Dèjà vu”, sorprendentemente. E non accade solo con Baudelaire ma anche con Rimbaud, che, se pure più prosastico, la sua lettura immerge in un sogno di giovinezza senza freni, avventurosa;  potrei fare altri esempi, Lautreamont, Verlaine, tutta una generazione (più o meno) grandemente innovativa, sia per il modo di fare poesia, classico ma sovversivo sia per i comportamenti umani, contrari a qualsiasi disciplina borghese dell’epoca. Altro fulmine, non proprio a ciel sereno, la traduzione di Fernanda Pivano dei nuovi giovani poeti americani, che, nel loro Manifesto, Juke Box all’Idrogeno, mettono in discussione un’altra volta la prosodia, la certezza classica degli endecasillabi accentati in 3°, 6° e 10°, ma riprendono la prosa giornalistica dei Tabloid americani, così distanti dalla nostra cultura, ma crudi e permeati di valori ideali e sociologici con un mix di inserimenti, si legga “Kaddish” di Ginsberg, antica preghiera ebraica per i morti. Insomma, la via della poesia è infinita e non mi dilungo oltre, anche se avrei qualcosa da dire sul “Gruppo 63” e sul decostruttivismo, sul Minimalismo, ecc.

A.M.: “Arbor Mirabilis”, un titolo che colpisce e proietta nell’immaginifico. Come nasce l’idea di queste poesie in forma di romanzo?
Savino Carone: Prima di accennare ad “Arbor Mirabilis”, l’ultimo mio lavoro edito per la casa editrice Rupe Mutevole, vorrei fare alcune precisazioni: negli anni, l’ultima pubblicazione in ordine di tempo è stata la silloge “La Coda del Logos” e la più vecchia “Luna di Sale”. Nell’arco diciamo a soldoni, di una quindicina d’anni, l’acquisto e la conseguente lettura di poesia, come genere letterario, è andato scemando, di pari passo con le riviste cartacee che se ne occupavano, l’ultima delle quali, “451” che comprendeva anche un estratto in tempo reale del “New Yorker”, ha fatto anche lei i bagagli e da cartacea che era, si è trasferita sul web. Cosa significa? Che anche le riviste di prestigio non hanno un sufficiente numero di abbonati o compratori per poter sopravvivere. A maggior ragione, la poesia, oltretutto, vittima delle vicende alterne di rubriche presenti su quotidiani ad alta tiratura nazionale, è difficilmente confortata da un parere competente, inabissatasi, ormai, la nostra Musa, verso un aspetto minore e desueto del nostro panorama letterario. Dunque, prima di editare un’altra cosa, che tra l’altro stavo rimaneggiando da più di un anno, ho riflettuto se valesse la pena, visto che miei amici più prossimi avevano già avuto modo di vedere e valutare il lavoro. Dunque ho pensato di non fare la solita raccolta, ma qualcosa di più simile ad  un percorso, mutuando il modo dal Jazz Fusion, alla Miles Davis, cioè, per farla breve, come Davis rimpasta tutto quello che è venuto prima di lui, dal punto di vista jazzistico traendone delle nuove sonorità, così il mio lavoro segue un “fil rouge”, un continuum che è la “Ballata del Vecchio Marinaio”, nella quale si innestano miei scritti, poesie ed altro, vecchi e nuovi, legati a suggestioni di autori diversi e che rappresentano ognuno una tensione ideale e/o momentanea e che sono le pietre angolari dell’edificio che ho costruito. Spesso ho avuto il dubbio che avessi potuto raffinare ancora di più l’insieme degli scritti, correndo però il rischio di una incomprensibilità totale, cosa, che, per altro, potrebbe essermi già riuscita nonostante abbia cercato di evitarla. Dunque un nuovo modo di scrivere poesia che oltre il risultato finale, cioè la poesia in se, fornisce anche una chiave di interpretazione delle suggestioni che l’autore ha assimilato e filtrato prima dell’uscita del prodotto finito. In quanto al titolo: “Arbor Mirabilis”, scaturisce dal titolo originale si un singolare manuale di alchimia del’500, nel quale mi sono imbattuto leggendo la vita(apocrifa) di Nostradamus; dunque questo libro, mi sono documentato, esiste veramente ed è tuttora indecifrato, non solo, espone disegni di piante officinali non presenti in natura, destando tuttora lo sgomento degli appassionati di questioni esoteriche e, in genere, di tutti coloro che si cimentano in codici o lingue sconosciute.

A.M.: Sono passati alcuni mesi dalla pubblicazione, non posso non farti una domanda piccante. Cambieresti qualcosa del libro se potessi tornare indietro?
Savino Carone: Non so se cambierei qualcosa nel libro, potendo tornare indietro, perché è un tentativo sperimentale di introdurre il lettore nell’animo di chi scrive poesie, quali sono le sue ragioni o quali le momentanee suggestioni; per raggiungere lo scopo ho lasciato che la metrica dei componimenti in poesia fosse un po’ “sgrammaticata”, nel senso che il conteggio delle sillabe è stato sacrificato alla musicalità delle composizioni, alla più semplice fruibilità delle suggestioni. Certo, potevo fare di più, ma non ho voluto esagerare: già porre una raccolta di versi in un labirinto psico-semantico, è un problema, specialmente per coloro che sono abituati a leggere la poesia in forma di raccolta di versi, pura e semplice.

A.M.: Tastiera o penna?
Savino Carone: Tastiera o penna? Sembra una risposta facile ma non lo è. Io, per inveterata abitudine sono incline ad appuntarmi le idee, i pensieri, le impressioni su qualsiasi foglio di carta che abbia a portata di mano, quindi a penna, a matita, con  quel che capita, e capita anche, talvolta, che i foglietti eterogenei che ho sparsi per le tasche, vadano in lavatrice insieme agli indumenti che li contengono, non spesso, ma succede. Quel materiale è perduto, ma non irrimediabilmente, qualcosa in me resta e naturalmente quel che ricordo lo riscrivo. Per la prima stesura, la tastiera è indispensabile per la facilità di correzione, lo stesso dicasi per la seconda.  Alcuni audaci colleghi, ho saputo di recente, si esercitano con dei torchi a mano, tirando poche copie ma impreziosite dalla carta e dalla bella lucentezza dei caratteri. Ma queste cose non fanno per me. Non mi ritengo uno stampatore ma un poeta.

A.M.: Hai un sogno nel cassetto che vorresti esaudire? Vuoi condividerlo con noi?
Savino Carone: Sogni nel cassetto? Vediamo, quale dei cassetti? Vorrei dipingere, avrei voluto fare l’Artistico invece del Classico; suonare da virtuoso uno strumento, qualsiasi, anche il triangolo. Amo la musica, è la mia terza o quarta passione.

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?
Savino Carone: La Casa Editrice Rupe Mutevole è stata, dopo alcune iniziali diffidenze, una magnifica sorpresa nel mondo sempre più confuso dell’editoria, in particolar modo l’ottimo rapporto che ho instaurato con tutta la struttura ed in special modo con Cristina Del Torchio, mi ha dato la fiducia di cui avevo bisogno per lanciarmi in questa nuova forma di composizione letteraria; essere compreso e supportato, in questi casi, quando si offre una novità che suscita dubbi persino nell’autore, è una cosa di grande importanza.

A.M.: Hai qualche novità per il 2015? Puoi anticiparci qualcosa?
Savino Carone: Qualcosa c’è che bolle in pentola ma non credo per il 2015, sono tra l’altro indeciso se del “Plot” che sto rigirando e l’argomento di cui tratta sia più adatto ad un romanzo breve o ad una commedia teatrale. Comunque qualcosa bolle in pentola, oltre, è bene essere chiari, la poesia che non ho abbandonato ma continuo a coltivare nel mio orticello…

A.M.: Salutaci con una citazione…
Savino Carone: Gentile Alessia, mi inviti a salutare con una citazione: questa è la mia preferita, come molti sanno, “Carmina non dant panem”, frase che qualcuno attribuisce al Petrarca ma che, a mio parere, sia da attribuire a Marco Tullio Cicerone. Grazie per aver voluto approfondire così garbatamente sia le mie radici, diciamo così, culturali, sia il mio lavoro, sia i miei lavori a venire.  Speriamo di risentirci e magari scrivere qualche altra cosa per chi si interessa alle problematiche che ho in queste righe esposto per sommi capi.
Too meet again soon, un caro saluto, Savino Carone, dall’Isola d’Elba.

A.M.: Savino grazie per questa condivisione, è stato molto interessante fare un salto nella tua vita e nelle tue passioni. Ora posso dire di conoscerti un po’ di più e spero che anche qualche nostro lettore sia dello stesso parere. Buon 2015!

Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un'e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana "Trasfigurazioni" con la collaborazione di Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it

Written by Alessia Mocci
Addetta stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

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Pavimenti industriali


Da oltre 30 anni DK Pavimentazioni a Massanzago (PD) opera nel settore edilizio realizzando pavimenti industriali e civili, pavimentazioni in resina, pavimenti stampati, massetti autolivellanti, sottofondi alleggeriti, pavimenti sasso lavato, barriere acustiche, rampe antiscivolo. Esegue anche resine trasparenti e colorate.

Boogie Woogie club

E' stato costituito a Maerne in provincia di Venezia il gruppo Happy Days Boogie's Club con lo scopo di praticare e diffondere il ballo Boogie Woogie in Italia.
I membri del gruppo si ritrovano settimanalmente per migliorare il proprio stile di ballo sotto la guida del maestro Walter Cremasco.
A questo vengono aggiunte uscite di gruppo nei locali dove si balla musica anni cinquanta, occasioni valide sia per ballare che per stare insieme.
Il gruppo organizza quest'anno un evento "Voglia di cinquanta" per diffondere la musica e la cultura del Boogie Woogie.
Potrete trovare tutte le informazioni sul gruppo e sugli eventi in programma sul sito del Boogie Woogie Club

Wall Print

La nostra azienda grazie all'esperienza ultradecennale nel settore, riesce ad affrontare qualsiasi sfida con grande spirito di iniziativa, e a raggiungere ottimi risultati, competitivi e originali.
L'efficienza della nostra ditta, è data dalle competenze tecniche del nostro staff, dall'onestà e dalla serietà, oltre che dalla puntualità.
SOS PRINT, in quasi dieci anni di attività, ha accumulato l'esperienza e il know-how necessari per rispondere a qualunque sfida in cui occorra dimostrare concorrenza e puntualità.

Cena di San Valentino

La festa di San Valentino, è una data speciale per tutti coloro che vogliono festeggiare il proprio amore. E’ possibile approfittare di questa data speciale per rinnovare la promessa d’amore alla dolce metà. Sarebbe interessante creare un’atmosfera suggestiva; invitare a cena il proprio partner prenotando un tavolo con vista panoramica; assaporare gustosi piatti e magari sorseggiare del buon vino. Tutto questo è possibile a Tenuta Astroni, una splendida villa per eventi a Napoli

Intervista di Alessia Mocci a Carmelo Salvaggio, autore del libro Versi dal silenzio



“Nella sera/ ombre passano nel silenzio,/ pensieri scorrono/ sulle ali del ricordo/ e suonano prepotenti/ le note di tristezza al cuore./ Avevano occhi di speranza,/ mani di cielo,/ profumo di bosco ed aliti/ di vento per destino./ Furono tramonto,/ ed il sole si spense/ dentro la notte in cui svanirono./ Perché ora tanti volti/ confondono la memoria?” – “Femminicidio”

Una delle prime liriche della silloge “Versi dal silenzio” si intitola “Femminicidio”, una lirica che imprime nel lettore un’angoscia senza tempo, una perdita che non potrà essere colmata. Ricordi che si accavallano per creare nuovi ricordi, la coscienza scava per ricordare volti, vite, donne.
Carmelo Salvaggio è l’autore di questa nuova pubblicazione della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Poesia”. La silloge è in pubblicazione e sarà disponibile nelle librerie online e fisiche sin da gennaio 2015.
Carmelo è originario di Canicattì in provincia di Agrigento ma sin da piccolo ha vissuto ad Aprilia. “Versi dal silenzio” è la sua seconda pubblicazione preceduta nella scorsa primavera dal primo libro “Nel riflesso dei giorni”.
Carmelo Salvaggio è stato molto disponibile nel rispondere a qualche mia domanda sulla sua passione letteraria e sulla sua vita da autore. Buona lettura!

A.M.: Ciao Carmelo, grazie per aver concesso questa intervista per parlare un po’ della tua nuova pubblicazione “Versi dal silenzio”. Come nasce l’idea di questa silloge poetica?
Carmelo Salvaggio: Grazie a voi. Gli anni appena trascorsi, da che mi sono affrancato dal lavoro che molto mi ha assorbito e molto comunque ho amato, avevo responsabilità nell'organizzazione aziendale e nei rapporti con il personale, sono stati anni di liberazione e di riavvicinamento verso la riflessione sui temi sociali da me molto sentiti, sulla condivisione delle esperienze vissute e sulla ripresa e riscoperta di una mia mai spenta passione verso la poesia ed il suo messaggio. Devo dire che non mi aspettavo che ci fosse un così grande seguito verso questa forma di arte che ritenevo intima e vissuta in piccole enclavi di elezione. Mi sbagliavo e questo mi ha dato forza nel voler partecipare al coro di tante voci che attraverso la poesia creano unione e cultura su tutti i temi che identificano, connotano e sovrastano l'uomo. Penso che l'avvento dei social network sia stato elemento fondamentale per la diffusione e la presa di coscienza nei confronti di questa forma sublime di arte. L'idea di questa silloge poetica nasce da un motivo contingente. Sono il vincitore del "Premio Mimesis 2014" ed il premio al vincitore consiste nella pubblicazione di una silloge edita da Rupe Mutevole Edizioni. Ho già avuto il mio battesimo letterario nella primavera scorsa con la pubblicazione del mio primo libro "Nel riflesso dei giorni" (Editsantoro), presentato il 22 marzo 2014, nel quale ho trasmesso i miei valori verso il vissuto, la famiglia, il sociale esponendoli nella loro semplicità di impatto e verità. Questa seconda silloge nata per il motivo già detto, ripercorre un po’ gli stessi temi ma in modo più intimistico, con l'intento di trasmettere al lettore un sentimento di prima persona, di immedesimazione, di far propria una esperienza universale. Ho scelto la silloge tra i componimenti scritti durante l'anno 2013, che ritengo anno di grande maturazione. Li offro al lettore, nella volontà che possano essere motivo di sua riflessione e nella consapevolezza di voler dare un contributo umano affinché creino eco nell'animo che li farà suoi.


A.M.: Nella lirica “Coscienza” reciti “Nell’eco/ assordante/ del silenzio/ goccia su goccia/ a scavar/ la pietra/ piange/ la coscienza”. Perché la coscienza piange?
Carmelo Salvaggio: Questa lirica, come del resto diverse altre, ha due chiavi di lettura una personalissima che risiede in un periodo di forte introspezione nel quale chiedevo a me stesso coerenza ed umiltà nell'approccio dei rapporti interpersonali. L'altra risiede nella immedesimazione verso l'uomo di questo tempo, spesso messo a dura prova dagli eventi in cui si trova costretto. Contrariamente a quanto possa sembrare, in questa poesia insiste un messaggio di speranza. Un ossimoro rafforza una profonda e lunga riflessione(goccia su goccia), tesa a scuotere i propri sentimenti, magari scavando la verità (dura pietra) dei dolorosi momenti non sempre compresi. La coscienza, entità profonda del nostro io, piange perché si ritrova ed il suo pianto non è di dolore ma di gioia, perché il ritrovarsi diventa un dono.


A.M.: Quanto è autobiografica la tua opera?
Carmelo Salvaggio: Nella misura in cui ho maturato i versi di ogni componimento, l'opera rispecchia mio sentire e miei principi. La realtà affianca spesso la ricerca dei temi ed un innato desiderio di immedesimazione mi porta a farli sentire parte del mio vivere. Chi di noi può dire che la storia o il vissuto dell'altro sono indifferenti a noi stessi. Spesso ciò che accade ad un nostro coetaneo, ad una persona del nostro tempo, potrebbe accadere a noi stessi come in una sorta di vita parallela, da lì nel mio elaborare nasce il desiderio di capire. E quale migliore mezzo se non l'immedesimazione?


A.M.: Secondo te, qual è la lirica di “Versi dal silenzio” che potrebbe colpire maggiormente il lettore?
Carmelo Salvaggio: Guarda, a questa domanda credo di non saperti rispondere. Ho toccato tanti e tali temi esistenziali che mi è veramente difficile sceglierne uno in particolare. Ogni verso che ho scritto, l'ho veramente amato come fosse l'unico verso. Credo che l'interesse dei lettori sia vario ed altrettanto universale da poter apprezzare le varie tematiche trattate. Mi affido alla loro sensibilità.


A.M.: Ti consideri un lettore accanito? Qual è l’ultimo libro che hai letto?
Carmelo Salvaggio: Sono un buon lettore ed apprezzo vari autori. La mia anima è legata al classico però ho allargato le mie letture agli autori più disparati. Oggi ad esempio, sto leggendo con interesse il libro scritto da Giulio Scarpati "Ti ricordi la casa rossa? - A mia madre" (Mondadori).

A.M.: Quali regali hanno trovato i tuoi cari sotto l’albero di Natale? Qualche libro?
Carmelo Salvaggio: C'è tradizione di lettura in casa, pertanto non sono mancati libri sotto il nostro albero. I nipotini sono ancora piccoli, due di loro hanno incominciato a frequentare la prima elementare o come dicono ora la scuola primaria. Posso dire però che già da qualche anno ho riservato loro una collana completa delle favole più note.


A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?
Carmelo Salvaggio: Non conosco molto bene Rupe Mutevole Edizioni però, dall'approccio che sto avendo e dall'attenzione che mi viene rivolta, mi sono fatta l'idea che si tratti di una eccellente casa editrice. Sarà un piacere per me poterla apprezzare e consigliarla agli amici.


A.M.: Hai qualche novità per il nuovo anno? Ci puoi anticipare qualcosa?
Carmelo Salvaggio: Per l'anno prossimo ho un cassetto pieno di sogni, tra questi la volontà di voler scrivere qualcosa in prosa, magari un romanzo; scrivere qualcosa per i bambini, magari una serie di favole; condividere poesia con tutti gli amici autori e con nuovi.


A.M.: Salutaci con una citazione…
Carmelo Salvaggio: Ricordi scolastici mi riportano ad una bellissima poesia dove l'autore scrive: "Io sono una lampada ch'arda | soave! | La lampada, forse, che guarda, | pendendo alla fumida trave | la veglia che fila; || e ascolta novelle e ragioni | da bocche | celate nell'ombra, ai cantoni, | da dietro le soffici ròcche | che albeggiano in fila:.." (G. Pascoli - La poesia - Canti di Castelvecchio). Mi piace comunque ricordare che la poesia fine a se stessa non è poesia se non riesce a rendere la dimensione umana; ammoniva Sant'Agostino - Dottore della Chiesa: "Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi." Ringrazio la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ed in particolare la D.ssa Alessia Mocci per l'intervista gentilmente realizzata.

A.M.: Grazie a te Carmelo, è stato molto interessante entrare nel tuo mondo con le tue risposte. Ora posso dire di conoscerti un po’ di più e spero che anche qualche nostro lettore sia dello stesso parere. Buon 2015!


Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un'e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana "Trasfigurazioni" con la collaborazione di Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it

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Un'inizio di 2K15 all'insegna del noleggio?
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Il tuo 2015 da imprenditore soddisfatto?? E allora 1..2..3…


Ben trovato.

L’ altro giorno parlando con un imprenditore che definisco “incasinato” mi diceva “ la vita mi ha portato qua…” e raccontandomi tutti i motivi che perché secondo lui, la vita lo aveva portato la, nella sua situazione attuale, nel suo PUNTO A.

E’ capitato di dire a te stesso la medesima cosa o sentirla dire da qualcuno?

Trovo che questo modo di dire “ la vita mi ha portato qua…” sia un bel modo per deresponsabilizzarsi. Sarebbe a dire come se la vita avesse un trasportino che ti spostasse da una parte all’ altra. Buffo, non credi?
E se fossi stato tu stesso a con le tue ABITUDINI a portarti lì proprio dove ti trovi adesso? Ci hai pensato?
Ti sei chiesto se le abitudini che hai, sono “produttive” o “improduttive” per raggiungere ai tuoi obiettivi? Prova a pensarci.

Se siamo portati a fare scelte sbagliate, continuiamo ad ottenere disastri. Tutto questo è dato dalle “cattive” o dalle “buone abitudini”. C’è una buona notizia: la vita non chiude mai le porte alle occasioni.
Ma cosa è un’abitudine? La risposta a questa domanda lecita è: la tendenza a ripetere e perpetuare lo stesso comportamento.


 Per prendere coscienza delle abitudini c’e un semplice modo per sintetizzare

Abitudini negative= conseguenze negative

Abitudini positive= conseguenze positive

Prova ad immaginare solo per un istante se nel 2015 cambiassi solo 4 abitudini. Facciamo un esempio pratico.

Se solo iniziassi a: 1) Correre 30 minuti al giorno; Se solo iniziassi a: 2) Mangiare più sano ogni giorno; Se solo iniziassi a: 3) Leggere libri stimolanti di crescita personale; Se solo iniziassi a: 4) Frequentare persone positive, entusiaste e motivanti

Se solo potessi, secondo te, come cambierebbe la tua vita? E COSA TI IMPEDISCE DI FARLO????

C’è una cosa che devi sapere per cambiare una tua abitudine. Fino a quando non hai ben compreso cosa ti impedisce di farlo, cosa ti trattiene, diventa difficile creare abitudini produttive.

Se vuoi puoi iniziare bene il tuo 2015, facendo il primo passo per TRASFORMARTI da “imprenditore incasinato” a “imprenditore soddisfatto” e spostarti per giungere al PUNTO B.


Se ti va, puoi approfondire l’ argomento che ho scritto sulle abitudini e SCARICARLI GRATIS! >> http://bit.ly/1yaAlaM  <<


Nello stesso link, trovi altri approfondimenti GRATIS per la tua TRASFORMAZIONE ;-)


Alla tua, BUON ANNO!

Salvatore

Intervista di Alessia Mocci ad Antonella Massa, autrice del libro Riflessi di luce

Intense le parole della poetessa, parole che portano rispetto all’amore e ne comprendono il valore, la forza, l’indissolubilità. Poesie d’abbracci, di sogni e sospiri in un lirismo suggestivo che conquista e che incanta, un’altalena di passione e di battiti del cuore; versi che innalzano al cielo sensazioni d’incanti e “Riflessi di luce” anche dove il buio della notte impera.”
Con queste parole Marzia Carocci introduce la nuova silloge di Antonella Massa rivelando un’autrice attenta al sentimento ed alle sue diramazioni nella vita.
Riflessi di luce” è stato pubblicato nel mese di novembre 2014 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “Poesia”. Per Antonella è la seconda silloge edita per la stessa casa editrice, ricordo infatti nel 2012 l’uscita della raccolta “Sogno antico”.
L’autrice Antonella Massa è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua carriera letteraria e sulla sua vita. Buona lettura!

A.M.: Ciao Antonella, eccoci qui per parlare della tua raccolta “Riflessi di luce”. Come nasce l’idea di questa silloge?
Antonella Massa: È una nuova raccolta di poesie, dopo la pubblicazione del mio primo libro “Sogno antico” nel 2012, scritto nell'arco di circa 2-3 anni, e nell'ambito di un percorso poetico che vede l'Amore sempre come argomento principale. Il libro è suddiviso in due sezioni: nella prima vi sono le varie poesie mentre nella seconda una raccolta di haiku intitolata “Gocce di poesia” con la prefazione di Marzia Carocci.

A.M.: Quali sono le tematiche predominanti di “Riflessi di luce”?
Antonella Massa: Direi sempre l'Amore nei vari aspetti e punti di vista. Come essenza divina e come assenza che si fa presenza nel ricordo e nel sogno. In sintesi la descrizione di sensazioni, emozioni, momenti d'incanto, visioni, percezioni sensoriali, ricordi e sogni vividi dove luci e colori vibrano d'energia propria, a volte anche con tratti  malinconici, ma dove il messaggio di fondo vuole sempre rasserenare, portare luce, nuove speranze ai lettori e magari trasportare in una magica atmosfera di sogno od in uno splendido altrove metafisico che dia pace e ristoro.

A.M.: Qual è, secondo te, la poesia che maggiormente potrebbe piacere ai tuoi lettori?
Antonella Massa: Credo ci siano diverse poesie che possano piacere ai lettori, a quelli soprattutto che si riconoscono in questo genere, forse “Gaie emozioni” che rappresenta l'istante gioioso del riconoscimento e del dono dell' Amore ambientata nella mia città: Milano.
“Quando s’incarnerà l’amore/ avrà occhi dolci e umidi di sole /il respiro fresco della primavera/ tra le luminarie della notte accese/ su quelle sponde antiche del cuore// Danzerà al tuo fianco raggiante/ come un’alba fiorita all’ orizzonte/ magia di un istante atteso e sognato/ e avrà il sapore di un bacio vero/ elisir di malinconia e bellezza// Pulserà di recondite e gaie emozioni/come scintille e fremiti liberi nel vento/e t’avvolgerà d’ali un caldo abbraccio/ rifugio sicuro che sempre t’accoglie/ naviglio di passione e di gioia pura.”

A.M.: Quanto è autobiografica l’opera?
Antonella Massa: Il mio sentire ed il mio vissuto costituiscono certamente il tessuto delle miei liriche e vi sono molti riferimenti autobiografici circa i sentimenti e le emozioni narrate.

A.M.: Preferisci carta e penna, oppure la tastiera?
Antonella Massa: Carta e penna conservano sempre il loro fascino ma per ragioni pratiche utilizzo spesso la tastiera.

A.M.: Ti ritieni una lettrice assidua? Che genere preferisci?
Antonella Massa: Prima che scrittrice mi ritengo una lettrice. Ho sempre amato leggere e ho cominciato fin da bambina. Leggo di tutto, mi piace molto leggere i libri degli amici. Preferisco di solito libri di poesia, fantasy, storici.

A.M.: Qual è il tuo pensiero sui social network ed, in generale, sul mondo del web?
Antonella Massa: Un ottimo sistema, se usato con discrezione e con le dovute precauzioni, per fare amicizie, confrontarsi, imparare ed evolvere in ogni campo dell'informazione e della conoscenza.

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?
Antonella Massa: Molto bene! Svolgono il loro lavoro con molta professionalità e passione e la  consiglio anche ad altri autori. Questo è il secondo libro che pubblico con Rupe Mutevole e sicuramente vale anche per il prossimo.

A.M.: Ci sono novità imminenti per dicembre? Qualche presentazione del libro, per esempio…
Antonella Massa: Sto lavorando sulla prossima pubblicazione, sto valutando riguardo la presentazione del libro in tempi brevi ed anche ad altri progetti in collaborazione.

A.M.: Salutaci con una citazione…
Antonella Massa: Vi saluterò con una mia citazione “Scrivo d’amore/ immersa nell’anima/ dolce incanto.”

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Perché la campagna pubblicitaria CDP

Roma, 7 novembre 2014 –  Dopo oltre 160 anni di storia, Cassa depositi e prestiti ha deciso di raccontarsi con una campagna pubblicitaria. CDP svolge un ruolo unico, che nessuna società in Italia è in grado di ricoprire: valorizzare risorse private per raggiungere obiettivi di interesse pubblico.

Allo stesso tempo, Cassa depositi e prestiti si muove in un mercato competitivo, nel quale i prodotti di risparmio come libretti e buoni postali devono misurarsi con concorrenti che fanno della promozione pubblicitaria un elemento fondamentale della propria strategia di comunicazione. 

Per CDP è importante farsi conoscere al grande pubblico, descrivere il supporto che garantisce ogni giorno al Paese, alle imprese e alle famiglie italiane.

In previsione dell’utilizzo di strumenti complementari al risparmio postale e dell’ingresso nel mercato dei prodotti finanziari, come i bond,  Cassa depositi e prestiti ha voluto quindi iniziare un percorso di comunicazione trasparente, sia attraverso i canali tradizionale che quelli digitali, aperto a tutti gli utenti che vorranno avvicinarsi e dare fiducia a una istituzione che ha sempre accompagnato lo sviluppo del paese dalla ricostruzione post bellica allo sviluppo di moderne tecnologie di comunicazione.

http://www.cdp.it/media/in-primo-piano/al-via-la-prima-campagna-istituzionale-cdp.htmlhttp://www.cdp.it/media/in-primo-piano/al-via-la-prima-campagna-istituzionale-cdp.html

Al via la prima Campagna istituzionale CDP

Roma, 7 novembre 2014 –  Dopo oltre 160 anni di storia, Cassa depositi e prestiti ha deciso di raccontarsi con una campagna pubblicitaria. CDP svolge un ruolo unico, che nessuna società in Italia è in grado di ricoprire: valorizzare risorse private per raggiungere obiettivi di interesse pubblico.

Allo stesso tempo, Cassa depositi e prestiti si muove in un mercato competitivo, nel quale i prodotti di risparmio come libretti e buoni postali devono misurarsi con concorrenti che fanno della promozione pubblicitaria un elemento fondamentale della propria strategia di comunicazione. 

Per CDP è importante farsi conoscere al grande pubblico, descrivere il supporto che garantisce ogni giorno al Paese, alle imprese e alle famiglie italiane.

In previsione dell’utilizzo di strumenti complementari al risparmio postale e dell’ingresso nel mercato dei prodotti finanziari, come i bond,  Cassa depositi e prestiti ha voluto quindi iniziare un percorso di comunicazione trasparente, sia attraverso i canali tradizionale che quelli digitali, aperto a tutti gli utenti che vorranno avvicinarsi e dare fiducia a una istituzione che ha sempre accompagnato lo sviluppo del paese dalla ricostruzione post bellica allo sviluppo di moderne tecnologie di comunicazione.


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Le novità editoriali di novembre 2014 della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni

Fondata nel 2004, la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ha avuto modo di espandersi nel settore tematico e geografico.
Sono venti le collane editoriali della casa editrice, venti sono dunque le braccia che accolgono la diversità per condurre oltre i confini territoriali e mentali.
La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”, “Radici”, “Supernal Armony”.
Eccovi le novità editoriali del mese di novembre 2014:
“Prima dell’Anima” di Paola Froncillo
Oramai tutto era pronto, anche lei anche il suo sguardo organizzato. Sola mancava la sua vera anima, la sua natura entusiasta e volitiva.
Si voltò a guardare per l’ultima volta il frutteto di sua nonna, le viole, che immaginava ancora di quel viola scurissimo, ed avvertiva il velluto dei petali tra le dita come se il ricordo dei suoi dieci anni fosse vivo ancora, ancora più vivo del vissuto. Mentre come una videocamera i suoi occhi coglievano l’essenza dello spazio che la avvolgeva, si accorse che l’albero di amarene non c’era più... eppure lo ricordava proprio in quel punto tra la casa e l’ingresso della scalinata. Le ortensie c’erano, come anche le rose di un rosa pallido ma l’amareno era scomparso.
Così erano scomparsi i ricordi e i profumi delle amarene ed il sapore e la loro consistenza.
Voglio tornare indietro si disse.

“Eppure sento le tue lacrime” di Fabio Angelino
“Sono fermamente convinto che gli sguardi abbiano il potere di smascherare le persone e io non voglio esser smascherato, non voglio mostrare la mia debolezza. Noi esseri umani siamo creature particolari, fatti di carne e ossa, fragili come cristalli.” tratto da Roger
“...vide il bambino cadere con la bicicletta: il padre accorse, aiutando il figlio a rialzarsi. Un piccolo gesto in cui vide una metafora della vita: bisogna essere in grado di rialzarsi da soli, dopo ogni brutta caduta. Però, quando si è aiutati da qualcuno che ci ama, tutto diventa più semplice. Un leggero sorriso comparve sul suo volto invecchiato. Nonostante tutto, non aveva mai smesso di amare immensamente la vita.”
 “Amata Voce” di Nicoletta Nuzzo
“Grembo”(Rupe Mutevole 2012, Collana Poesia), le strategie di occultamento dal dolore, nato insieme alla vita, e dalla dispersione sono molteplici (Presente: Quello che mi accade è tanto veloce/che io devo inseguirlo/ma arrivo tardi/e allora ho bisogno di un focolare,/anche un angolo,/anche un breve tratto di stoffa/dove accucciarmi/e fissare qualcosa che mi aiuti a ricordare//). Conquistare se stessi è un’operazione dura e delicata in cui riuscire a guardare il passato richiede cautela e infinita pazienza (Prende tempo: Prende tempo/e poi mi appare quello che accade/lo vedo e lo ricordo/lo vedo e lo dimentico/adesso è solo un piccolo tratto senza confine/che si aggiunge alla lunga spirale che mi avvolge//). E forse le parole sono davvero le impronte attraverso le quali ritrovare la strada di casa per quanto esse nascondano al loro interno una carica di estrema pericolosità: servono a individuarsi, ma al tempo stesso a separarsi (In faccia: se non fossi l’uccellino che sono/poggiato di pena e oblio su zampe filiformi/ti griderei in faccia tutta la mia rabbia/con un solo nome io io io//). Con la separazione giunge la paura, una paura che si nutre dell’informe e dell’indistinto (Spirale: io aspetto/e faccio cose che conosco,/ascolto voci che conosco,/cerco di non spaventarmi/e di trovare gli occhi di questo nulla./Aspetto/e faccio cose mute/come stare davanti al mare/o accarezzare un gatto/). Antonella Giacon

“Riflessi di luce” di Antonella Massa
Intense le parole della poetessa, parole che portano rispetto all’amore e ne comprendono il valore, la forza, l’indissolubilità. Poesie d’abbracci, di sogni e sospiri in un lirismo suggestivo che conquista e che incanta, un’altalena di passione e di battiti del cuore; versi che innalzano al cielo sensazioni d’incanti e riflessi di luce anche dove il buio della notte impera. Emily Dickinson scrisse: “Che l’amore è tutto, ed è tutto ciò che sappiamo dell’amore”: questo Antonella Massa lo ha compreso e con eleganza di idiomi lo sussurra in questo libro. - Dall’introduzione di Marzia Carocci

“Lo stomaco delle farfalle” di Davide Lisi
“Della luce a tratti, quasi avesse il morbo di Parkinson, trapela viscida dalle sbarre che separano la civiltà da tutto quello che di civile si può immaginare. Incontro mostri dalle fattezze fatate e uomini che si distruggono appena possono così da ricomporsi ogni volta secondo puro istinto.
Ancora fradicio, intravedo gli amori ormai evaporati in una coltre di fumo e nebulose moribonde, mi guardano affabili e affamati, non cerco neanche di schivarli, mi arrampico sui loro occhi rossi e per la prima volta in vita mia scopro l’invidia di dio verso di noi. La sua onniscienza nulla può contro il piacere di un ritorno, di una partenza, un vigoroso addio linciato dal buon senso che appartiene solo all’amore.
Amore. Ecco, alla fine si torna sempre a casa.”
Collana Trasfigurazioni in collaborazione con Oubliette Magazine.

“I sentieri dell’anima” di Pietro Pani
Nelle pagine che compongono il volume, Pietro Pani ci guida quasi per mano tra i suoi ricordi, come nella poesia Sarai un attimo eterno (mamma) 8 maggio 2014. Là dove il tempo sembra essere sospeso per celebrare la memoria e l’affetto della persona che l’ha messo al mondo: la mamma, che qui è dolcemente avvolta dal profumo della rosa che il figlio le porge fra i suoi capelli. La mamma, che è la protagonista indiscussa di questo brano, e che non lo abbandonerà mai, poiché vivrà sempre nei ricordi del poeta: «sarai lì, tra un’estate e un inverno, mamma, sarai quell’attimo che diventa eterno». La struttura del libro è particolare e originale, giacché il filo conduttore che unisce le varie poesie è la memoria dell’autore, il quale narra in prima persona le sue emozioni. Così come farebbero i poeti di cui parla nei versi di L’abbraccio stanco della notte, nei quali descrive l’atteggiamento di chi ha l’anima tanto sensibile da avere la necessità di fermare con le parole gli attimi di vita vissuta, lì sui quei fogli che da bianchi si tingono d’inchiostro. L’anima che, tuttavia è: «in subbuglio, perché i poeti sono come le barche che lasciano il porto, pronte a sfidare la tempesta».
Collana Trasfigurazioni in collaborazione con Oubliette Magazine.

“Senso Profondo” di Roberto Colonna
Affetti speciali

che arrivano e poi sparisco

come fuochi d’artificio

luminosi grandi e pieni di colori

si alzano e poi ricadono

affetti speciali sparati via

da un cuore ricucito ormai troppo volte

grande come un cannone

per fare un rumore chiamato amore.



“Viaggio infinito” di Roberto Colonna
mi affanno
piano piano
e cerco di respirare
la tua essenza
d’amore
che mi circonda
la mia anima
così sola
eppure
respiro di te
di questa aria
che intorno a te
forte mi stringe
d’amore respiro
con te
all’infinito.


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Salvatore Castro: Essere o Diventare Imprenditori soddisfatti? Conos...

Salvatore Castro: Essere o Diventare Imprenditori soddisfatti? Conos...: Probabilmente avrai letto da qualche parte o qualche libro, sull’ argomento relativo ai   valori di un imprenditore o genericamente di...

Perché Cassa depositi e prestiti sta facendo pubblicità?

Cassa depositi e prestiti è sulla stampa, tv e Internet con la campagna pubblicitaria "L'Italia che investe nell'Italia" e in molti si stanno domandando come mai tutto a un tratto abbia deciso di fare pubblicità.
La risposta la dà CDP stessa in una nota sul suo sito:
"Dopo oltre 160 anni di storia, Cassa depositi e prestiti ha deciso di raccontarsi con una campagna pubblicitaria. CDP svolge un ruolo unico, che nessuna società in Italia è in grado di ricoprire: valorizzare risorse private per raggiungere obiettivi di interesse pubblico.
Allo stesso tempo, Cassa depositi e prestiti si muove in un mercato competitivo, nel quale i prodotti di risparmio come libretti e buoni postali devono misurarsi con concorrenti che fanno della promozione pubblicitaria un elemento fondamentale della propria strategia di comunicazione. "
"Per CDP - continua l'articolo - è importante farsi conoscere al grande pubblico, descrivere il supporto che garantisce ogni giorno al Paese, alle imprese e alle famiglie italiane.
In previsione dell’utilizzo di strumenti complementari al risparmio postale e dell’ingresso nel mercato dei prodotti finanziari, come i bond; Cassa depositi e prestiti ha voluto quindi iniziare un percorso di comunicazione trasparente, sia attraverso i canali tradizionale che quelli digitali, aperto a tutti gli utenti che vorranno avvicinarsi e dare fiducia a una istituzione che ha sempre accompagnato lo sviluppo del paese dalla ricostruzione post bellica alle moderne tecnologie di comunicazione."

Interventi di efficienza energetica

Sito ufficiale della società di Milano che  si occupa di energy consulting e realizza interventi di riqualificazione energetica per le imprese desiderose di contenere i costi relativi all'energia.

Cassa depositi e prestiti investe nell'housign sociale

"Cassa depositi e prestiti è il più grande investitore in Italia nel campo del social housing. Finanzia la costruzione di case per chi supera le soglie di accesso all’edilizia popolare ma non ha abbastanza risorse per far fronte ai prezzi di mercato".
È quanto si legge sul sito "L'Italia che investe nell'Italia".


"Con la creazione di un fondo da due miliardi di euro, CDP fornisce abitazioni a canoni calmierati per famiglie monoreddito, giovani coppie, lavoratori precari, anziani, ragazze madri e padri separati.
Sono già 1800 le abitazioni consegnate. Ma non è che il primo passo. Sono già state deliberate risorse che consentiranno di realizzarne 12.500, di cui 1.500 entro il 2015.
Le strutture sono tutte di elevata classe energetica. Richiedono meno energia per essere riscaldate, riducendo così le emissioni inquinanti e generando un risparmio per gli inquilini.
Sono 6.400 i posti letto che saranno realizzati per gli studenti universitari fuori sede e per altri soggetti che necessitano di residenzialità temporanea: ne sono già stati consegnati 800 tra Milano e Torino e altri 1.000 sono in fase di realizzazione.
CDP inoltre acquisisce e valorizza immobili e aree di pregio di proprietà pubblica in disuso (caserme, palazzi, ospedali, isole). Strutture che, se ristrutturate e riconvertite ad altri usi, possono generare valore per il territorio e fornire risorse per nuovi investimenti.
Cassa depositi e prestiti ha acquisito, da Enti locali e Stato, asset per un valore di 486 milioni e una superficie commerciabile di 700.000 metri quadri. Il 73% degli immobili è di alto valore storico e artistico. Ventidue caserme saranno convertite in alberghi, abitazioni, uffici e musei"