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Regalati vacanze a cavallo vicino Gabicce, scegli Du Parc Hotel

Per gli appassionati di equitazione a Gabicce trovate tutto ciò che desiderate; nei pressi di Gabicce mare si trova infatti uno dei più importanti centri ippici italiani, il Riviera Horses, dotato di ampio maneggio, di cavalli che possono venire noleggiati per la giornata e di un enorme ippodromo, dove periodicamente si tengono concorsi ippici nazionali ed internazionali. Se invece preferite le lunghe passeggiate a cavallo nella natura, Gabicce si trova in una zona verdeggiante, caratterizzata da colline boschive e da mille itinerari, da percorrere volendo anche a cavallo.

Per gli amanti delle escursioni a cavallo che si vogliono fermare in hotel a Gabicce, in Via Panoramica 48 si trova il Du Parc Hotel. Albergo molto comodo ed accogliente, permette di organizzare anche brevi week end, fornendo agli ospiti tutti i servizi necessari per un soggiorno memorabile. Se amate le escursioni, sarete particolarmente interessati al trattamento in B&B, con pernottamento e prima colazione, da consumarsi nel bellissimo ristorante Maremosso, interno alla struttura. Se invece preferite coniugare alle passeggiate a cavallo, qualche ora in spiaggia, il Du Parc Hotel offre a tutti i suoi sopiti il servizio spiaggia compreso nel prezzo.


Il Du Parc Hotel si trova nei pressi del centro ippico Riviera Horses, che dista meno di 8 chilometri, raggiungibile quindi in meno di 15 minuti in macchina. Se amate la vita a cavallo questo albergo è perfetto, perché vi garantisce tutti i servizi disponibili, pur mettendovi nelle condizioni di trascorrere quanto più tempo possibile all'aperto. Se lo desiderate inoltre, presso il Du Parc Hotel è possibile pernottare portando con sè il proprio animale domestico, per cui vengono fornite anche le ciotole per acqua e cibo. Verificate sul sito dell'albergo le varie offerte e le disponibilità.

Chesta sera

Arredi per centri benessere

Azienda veneta con diversi decenni alle spalle di lavoro nel settore degli arredamenti per parrucchieri a Padova, con in vendita anche dei prodotti per centri estetici e centri benessere.

mimmo galletta n 8

Lettura carte napoletane per fare chiarezza sull’oggi e sul domani

Spesso non riusciamo a trovare una valida soluzione ai mille problemi che affliggono la nostra esistenza e ci mettiamo alla ricerca di un valido servizio di cartomanzia che possa fornirci, sempre ed in ogni momento, quelle riposte tanto care per dare una svolta alla nostra giornata nera! 

Esiste un grande portale attraverso il quale potersi mettere in contatto con bravissimi cartomanti, sensitivi e astrocartomanti, ma anche con astrologhi e con operatori esperti nella lettura delle carte marsigliesi, nei tarocchi o nella lettura carte napoletane, ovvero che conoscono alla perfezione i significati reconditi nascosti nelle quaranta carte di cui si compone il mazzo di divinazione partenopeo che saranno di grande aiuto per fare luce sul passato di una persona, ma anche sul presente e sul futuro.

 Non esitate a scegliere un buon servizio e diffidate da siti poco chiari e che magari propongono tariffe troppo alte o comunque poco chiare, magari non comprensive di IVA. Dunque, affidatevi al meglio e scegliete dei veri e propri professionisti, quali sono quelli di Cartomanti24.it: essi conoscono tutte le metodologie più antiche o più nuove per effettuare una lettura di successo; forniscono responsi molto precisi, accurati e sanno ascoltare e fornire consigli sempre opportuni, perché affiancati dall’interpretazione dei tarocchi e delle carte.

 Inoltre le tariffe sono tutte a meno di 1 euro al minuto, sia chiamando da rete fissa che da numero di cellulare ( di qualsiasi operatore telefonico) e anche addebitando il costo della chiamata su carta di credito, il prezzo sarà davvero molto basso. Pensate che i consulti e le predizioni sono offerte a partire da 0,54 euro al minuto. Chiamate subito i numeri 899.03.20.58 oppure 0423.70.51.67: chiacchiererete con persone affidabili, puntuali e precise. 

Come le nostre più care amiche sanno sempre come tirarci su il morale dopo una delusione o magari dopo una giornata no, anche le bravissime cartomanti di Cartomanti24.it faranno altrettanto e le carte, dai tarocchi della zingara a quelle partenopee, sapranno fare luce sui dubbi e perplessità egregiamente. Il servizio è attivo sette giorni su sette, quindi anche la domenica e fino all’una di notte, partendo dalle sette del mattino: buona lettura carte napoletane e tarocchi!

Melancholy Collection: il nuovo progetto editoriale di Rupe Mutevole Edizioni – bando di partecipazione

La casa editrice Rupe Mutevole Edizioni presenta “Melancholy Collection”, un nuovo progetto letterario in vista della prossima partecipazione alla prestigiosa Fiera del Libro di Francoforte che si terrà ad ottobre 2015.
Il progetto vede la pubblicazione di una serie di raccolte letterarie (poesia, racconto breve e fiaba/favola) nella collana editoriale “Trasfigurazioni” in collaborazione con Oubliette Magazine.
Le antologie saranno pubblicate a settembre 2015 e successivamente presentate alla Fiera di Francoforte come voce plurima degli scrittori e poeti italiani.
L’antologia di poesia e racconto tratterà la tematica della malinconia, l’idea nasce dalla volontà di dar voce agli animi melanconici presenti nel nostro tempo, con il proposito di capire l’evoluzione del sentimento letterario proprio dell'inquieto, il saper governare il dolce oblio ed il concepire la diversità umorale nel suo mutare di cultura ed usi.
L’antologia di fiabe/favole, invece, non presenta nessuna indicazione di tematica prestabilita, dunque il tema è libero.
Per partecipare alla sezione Poesia, ogni autore dovrà inviare dieci liriche sulla tematica indicata, con il limite di circa quaranta versi ciascuna, ed una breve biografia correlata da foto.
Per partecipare alla sezione Racconto Breve, ogni autore dovrà inviare da uno ad un massimo di cinque racconti sulla tematica indicata, con il limite di 2500 parole complessive, ed una breve biografia correlata da foto.
Per partecipare alla sezione Fiabe/Favole, ogni autore dovrà inviare da uno ad un massimo di cinque racconti con tematica libera, con il limite di 2500 parole complessive, ed una breve biografia correlata da foto.
Ogni autore potrà partecipare a tutte le sezioni delle antologie. 
Ogni autore selezionato vedrà la pubblicazione delle opere inviate, della biografia e della fotografia, e riceverà in omaggio 10 copie dell’antologia.
La scadenza per l’invio del materiale per la possibile partecipazione alle nuove antologie di Rupe Mutevole Edizioni è fissata per il 30 giugno 2015.
Si partecipa via email inviando il materiale, correlato di scheda di partecipazione che troverete sotto,  ad: alessia.mocci@hotmail.it, inserendo come oggetto dell’email la dicitura: Partecipazione Antologia Poesia/Racconto/Fiaba.
Si consiglia una partecipazione celere in quanto le antologie hanno un numero limitato di autori selezionati.
Tutti i partecipanti riceveranno risposta affermativa o negativa dalla curatrice della raccolta, la Dott.ssa Alessia Mocci.

Scarica la scheda di partecipazione:

Fonte:

Shopping a New York

Azienda che si occupa di viaggi organizzati negli Stati Uniti, prendendosi cura di tutti gli aspetti che un viaggio comporta,che possono includere alla selezione di posti in cui fare shopping a New York ai luoghi da visitare a San Francisco.

Open day Accademia Fiera Milano 2015

Gli aspiranti esperti di fiere ed eventi possono conoscere Accademia Fiera Milano il 26 maggio e il 30 giugno in occasione degli Open day 2015.
Verranno presentati i due corsi che partiranno dopo l’estate: PROGEA, master in progettazione e organizzazione di fiere, eventi e punti vendita, e MOE, corso post diploma in marketing e organizzazione di eventi, specializzazione fiere e congressi.

L’appuntamento è dalle 10 alle 17 al gate 16, in via Gattamelata a Milano.


Progettazione fontane

Progettazione giardini e fontane a cura dei garden designer dello staff di Dimensione Verde, esperto anche nella manutenzione di aree verdi.

Salotti classici di lusso

Sito web di professionisti nella produzione di mobili di lusso, boiserie in legno e arredamenti classici di lusso che comprendono salotti classici di lusso.

Foglia argento

La Giusto Manetti Battiloro Spa produce foglia d'oro e foglia argento, utile strumento decorativo utilizzabile in più settori tra cui quello dell'arte, del restauro, dell'arredamento e del design e del make up.

Caredil - Salerno

Caredil è un impresa edile specializzata nella ristrutturazione e case di nuova costruzione su Salerno e Provincia di Salerno. Visita il nuovo sito web!

Intervista di Alessia Mocci a Patrizia Stefanelli, autrice del libro Rosanero

“Se volessi, potrei, scrivere in metrica,/ ma non voglio./ Versi un po’ stanchi mi inseguono./ Sono liberi./ Sono strascichi informi di canzoni/ tutte le canzoni che ho cantato/ riverse ora, qui, in quest’inchiostro/ che mi dileggia inutilmente./ […]” da “È così che va”
Sin dalle prime liriche della raccolta “Rosanero” Patrizia Stefanelli racconta ai lettori i suoi intenti poetici. L’autrice sente la pressione di versi che fuoriescono su carta, versi che sin dalla loro genesi sono liberi da schemi precostituiti.
“Rosanero” è stato pubblicato nel 2015 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Poesia”.
Patrizia Stefanelli è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua produzione poetica. Buona lettura!

A.M.: Ciao Patrizia, è un piacere sentirti per conoscere un po’ la tua ultima pubblicazione intitolata “Rosanero”. Ci racconti la genesi del libro?
Patrizia Stefanelli: La genesi, che bella parola! Nascita, origine, creazione. Ecco, ogni libro che nasce è un’originale creazione. In sé racchiude un piccolo/grande tempo/spazio. Lo spazio della poesia nel caso di “Rosanero” e il suo tempo che batte furtivamente alla mia porta ogni volta che mi addormento. Sì, perché le poesie più intense le scrivo quando dormo, nell’attimo in cui il sogno comincia ad aprirsi un varco nella coscienza. Mi rammarico a volte di non ricordarle perfettamente. I sogni si sa, vengono come vogliono, a volte son rosa, a volte neri.

A.M.: Nell’introduzione Nazario Pardini scrive a proposito della tua lirica “Un tappeto di velluto su cui scorrono i sentimenti”: “Poesia intensa, zeppa di amore, di vita, di slanci oltre il comune senso dell’esistere. Un connubio di grande intensità emotiva che riesce a scalare le vette dell’anima,
con passi di velluto.”. Ti riconosci in questa descrizione?

Patrizia Stefanelli: Mi riconosco, anzi mi conosco forse, soltanto attraverso ciò che scrivo e attraverso la lettura attenta e sensibile di chi, come il mio maestro Nazario Pardini, va oltre la forma nei miei voli sintattici  e fonosimbolici. Semplice complessità la mia natura, fatta di strati come la mia scrittura ed Eros. Tangibile e spirituale, ogni sentire in noi tutti cerca l’assetto verso il divino. L’equilibrio che è dato dalla vita insieme alla morte, ogni morte.


A.M.: August Strindberg sosteneva “Cos'è la poesia? Non è la realtà, ma più della realtà... Non è un sogno, ma sognare da svegli.” Ti senti partecipe di questa risposta?

Patrizia Stefanelli: Incredibilmente ho già risposto. Sto leggendo le domande una ad una per non crearmi schemi o strutture di pensiero. Il surreale, il trascendente, sono per me gli spazi della Bellezza. La natura ci veste di sogni ad occhi aperti, fatti di fantasie e ad occhi chiusi fatti di scariche elettriche o chissà cosa. Magari presagi o desideri, come diceva una vecchia canzone. La poesia sublima lo spazio temporale, la natura e gli accadimenti del quotidiano, li spersonalizza facendone immagini di perfetti suoni, dissonanti a volte e alquanto misteriosi. Nessuna risposta può dare una poesia e nessuna verità. Giungere all’emozione il suo unico segno sensibile. Di chi scrive e di chi legge. Mi sta dando tante soddisfazioni la poesia, spesso la paragono al rimedio omeopatico: il tuo simile in natura. La malattia che cura. Ho partecipato a qualche importante concorso letterario solo dal 2012 ricevendo molti premi e soltanto perché il primo l’ho vinto. Pensavo allo scherzo di uno dei miei attori, quando mi giunse la telefonata del Direttore del Premio Lirico Leoncavallo, Roberto D’Alessandro con Michele Mirabella e Rosanna Cancellieri. Poi, sono venuti premi internazionali e un bellissimo premio speciale per “Guardami” il mio primo libro, al “Voci” di Abano Terme. Sono un po’ pigra nell’inviare testi a concorso ma voglio provarmi ancora. Incrociamo le dita.


A.M.: Nella lirica “Nel dimenticatoio del tempo” citi un castello fatato nel quale vive una fanciulla. Ci racconti la simbologia nascosta dietro ai versi?

Patrizia Stefanelli: Una poesia questa che quasi non avrei voluto mettere, nella raccolta eppure,  chi legge, spesso me la riporta. Amo le favole tanto e ancora. Il mito, i castelli, gli eroi. Di me bambina ricordo le favole in cui mi rifugiavo ed ero principessa o fata, come ogni bambina. Molti di quei sogni si sono realizzati e il castello è di pietra viva, una pietra filosofale che risana la materia che si disfa e trasforma  in oro rendendoli incorruttibili, i ricordi. Il bene e il male sono il rosa e il nero. Rendono possibili le scelte di ognuno. Il fanciullino pascoliano però, non deve abbandonarci mai. Ci accompagna, se vogliamo, lungo i sentieri erti della nostra vita, il cui pane quotidiano (il granaio) è l’amore in tutte le sue declinazioni.


A.M.: Ti consideri una lettrice? Quali sono gli autori che ti hanno maggiormente colpito e guidato in questi anni di produzione?

Patrizia Stefanelli: Sono una lettrice che va a momenti. Ho sempre un libro sul comodino o più di uno. Il libro per me è un amante. Tale lo considero se mi prende e mi sceglie e lo scelgo. A volte sto sveglia fino a tardi per finirlo. E lo rileggo anche, spesso due volte. La seconda lettura mi regala emozioni nuove. Preferisco volumi non troppo spessi circa il numero di pagine perché sono incostante nella lettura in termini di tempo. Leggo molta poesia contemporanea e soprattutto quella di amici. Mi piacciono diversi stili e forme. Mai manco di rileggere Leopardi nei suoi canti e D’Annunzio e Montale. Per quanto riguarda la narrativa, “Il nome della rosa” di Umberto Eco resta tra i più validi trattati di linguistica che abbia mai letto. Ancora adoro Baricco che in “Seta” è magico e  Steven King  che mi porta nel mondo della paura e dell’ansietà che sono catarsi per me. Ma solo per citarne qualcuno.


A.M.: Hai altre passioni oltre alla poesia?

Patrizia Stefanelli: Certamente, guarda Alessia, avessi un’altra vita farei il muratore, la parrucchiera, la cuoca, mentre intanto faccio anche teatro. Sono laureata in DAMS con una specializzazione in regia teatrale. Ho scritto diverse commedie per il teatro e le ho anche rappresentate. Dirigo al momento e da qualche anno, la Compagnia Teatrale Mimesis, dell’omonima associazione di cui sono vicepresidente e il Direttore artistico per il Premio Nazionale Mimesis di poesia che, O fortuna! Si conferma tra i più importanti premi letterari italiani per numero di partecipanti e qualità professionale. Tra le mie commedie hanno vinto alcuni premi e ottenuto consensi critici di settore e di pubblico la “Qui si sana?”; “Non scherzare con il morto”; “Tre tazze e una zuppiera”; “Il mistero di Don Giovanni”, ultima commedia rappresentata in teatro con il tutto esaurito. Sentire il battimani di 650 spettatori sorridenti è davvero un premio straordinario, specialmente quando il testo è tuo. L’adrenalina sale alle stelle, la responsabilità si scioglie insieme al timore, negli occhi lucidi  dei tuoi compagni di lavoro.  


A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

Patrizia Stefanelli: Benissimo! Mi colpì subito la prima telefonata con la titolare Cristina Del Torchio con la quale si è instaurata una collaborazione proficua e devo dire molto generosa da parte sua, anche con il Premio Mimesis. A volte, come si dice, non tutte le ciambelle riescono col buco, ma, sempre ho trovato grande disponibilità nella casa editrice. In un momento non troppo fortunato per il mondo letterario e per l’editoria, la Rupe Mutevole riesce in veri e propri miracoli. Intanto sceglie con cura gli autori in cui crede davvero. Non li prende certo per la gola facendogli sborsare fior di euro, scusate la franchezza ma è così. C’è chi pubblica di tutto pur di far cassa, facendo dei danni enormi e chi pur di vedersi in un libro pagherebbe qualsiasi cifra. Occorre senz’altro equilibrio e uno dei compiti dell’editore, oggi più che mai, è riabituare il lettore alla buona e sana lettura. Quante sfumature ci vorranno al raggiungimento di questo obiettivo? Naturalmente, qui nessuno si mette in cattedra. Tutti hanno diritto, se vogliono a far sentire la propria voce ma la responsabilità è enorme. D’altronde i cambiamenti più importanti nella storia, sono arrivati sempre dalla parte che non ti aspetti.  Il successo poi, dipende da molti fattori. Intanto occorre un buon lavoro, poi una buona promozione sia da parte dell’editore che da parte dell’autore. Presentazioni, reading o quant’altro, possono aiutare. I social network e i blog  letterari seri, anche. E nondimeno i Circoli cultuali e le associazioni.


A.M.: Hai delle novità da condividere con me e con i lettori? Qualche presentazione del libro?

Patrizia Stefanelli: Sicuramente farò una presentazione di “Rosanero” al più presto. Sarà una festa per i non addetti ai lavori con musica e recitazione. Per il  24 maggio, sto organizzando ad Itri  (LT) una serata incredibile piena zeppa di artisti: poeti, musicisti, cantanti, e perfino WBE Channel con Pasquale Sorabella. WBE è un canale televisivo pensato per essere la televisione degli italiani all'estero. Il suo quartier generale è a Sarasota in Florida, da dove trasmette sul canale nazionale dello Stato di Manathee, in chiaro. Attraverso la piattaforma Italica TV  che trasmette dallo Stato di New York, è visibile in 72 paesi nel mondo. La serata è legata al IX  festival internazionale “Palabras en nel mundo”  attraverso Gabriel Impaglione che è uno tra i più influenti poeti argentini, fondatore insieme a Tito Alvarado del progetto Palabra en el Mundo, lettura in simultanea mondiale di poesia, composta da readings organizzati dai poeti interessati nel loro luogo d’origine ,che si svolge in piazze, teatri, pub, centri culturali, scuole, progetto che oggi coinvolge più di 300 città in tutto il mondo. E poi, ad agosto la serata finale del Mimesis con l’antologia edita sempre da Rupe che regala la pubblicazione al vincitore. Per chi è interessato il sito dà ogni indicazione e il bando di concorso.


A.M.: Salutaci con una citazione…

Patrizia Stefanelli: “Aria di fessura porta in sepoltura!” (lo diceva mia nonna, Pasquetta Toffetti)
Cari saluti Alessia e a tutti. Grazie!

A.M.: Carissimi saluti anche a te Patrizia, grazie per questa intervista ma soprattutto per le tue risposte sincere! Alla prossima!

Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un’e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana “Trasfigurazioni” con la collaborazione di Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it

Written by Alessia Mocci
Addetta Stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

Info
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
https://www.facebook.com/RupeMutevole
http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/rosanero-di-patrizia-stefanelli.html

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2015/04/14/intervista-di-alessia-mocci-a-patrizia-stefanelli-autrice-del-libro-rosanero/

Hotel a Rimini Marina Centro

L’Hotel Mon Pays è un albergo 3 stelle di Rimini che sorge a Marina Centro, nel cuore della città turistica e balneare, a cento metri dalla spiaggia e vicino a negozi e locali alla moda. Propone ai propri ospiti la tipica ospitalità romagnola, con particolare attenzione alla buona cucina. All’Hotel Mon Pays di Marina Centro di Rimini sono lieti di ospitare le famiglie con bambini. L’albergo, dotato di un grande cortile all’ombra, offre ai bambini gli spazi in cui poter giocare. A tavola la cucina è sempre disponibile a preparare menu personalizzati per i più piccoli Per saperne di più visita il sito dell'Hotel Mon Pays di Rimini Marina Centro www.riminibeachhotel.it

Hotel a San Mauro Mare pe famiglie

L’Hotel Pironi è un albergo 3 stelle di San Mauro Mare, sulla Riviera romagnola, che sorge direttamente sul mare e propone un’ottima cucina, curata dalla proprietaria. A disposizione degli ospiti ampi spazi all’interno e all’estero. L’hotel, che sorge direttamente di fronte alla spiaggia, propone un conveniente rapporto qualità prezzo, ed è particolarmente indicato per le vacanze delle famiglie con bambini per saperne di più visita il sito http://www.hotelpironi.net/it/hotel-famiglie-san-mauro-mare.html

"Girogustando" tra prodotti calabresi: i liquori di cedro e di bergamotto

E risaputo che le tendenze degli ultimi anni hanno fortemente ridimensionato il consumo di alcool e similari, ma di tanto in tanto gustare un liquorino ben fatto  non dispiace, anzi: in particolare se si tratta di un "rosolio" tipico delle nostre regioni, visto che l'Italia la fa da padrona in fatto di gastronomia in genere: per esempio, un liquore di cedro oppure di bergamotto della Calabria, difficilmente acquistabili nella grande distribuzione, attenta più alla legge dei "grandi numeri" che alla “qualità” dei prodotti offerti, mentre facilmente rinvenibili sul web, in particolare sulle vetrine virtuali di siti e.commerce di prodotti tipici calabresi.
E’ in questa regione, infatti, che si ottiene la migliore produzione di questi due prelibati e profumatissimi agrumi, forse non tanto conosciuti ai più; il cedro ha trovato da secoli ormai, nel cosentino, le ottimali condizioni ambientali di coltivazione, alpunto che una fetta considerevole della produzione europea proviene da queste zone, per non parlare poi della produzione nazionale, attestata ad una quota intorno al 98%. L’importanza assunta dalla coltivazione di questo agrume nel comprensorio menzionato, ne ha stimolato la costituzione di un contestuale Consorzio di tutela (..quello di Santa Maria del Cedro) che opera per la promozione, tutela e valorizzazione del prodotto, ritenuto una vera eccellenza nei diversi usi, in primis dolciario e gastronomico, anche se offre le sue peculiarità nell’ambito salutistico, come prevenzione nell’obesità ed in varie patologie cardiovascolari, oltre che per le sue funzioni disinfettanti.

Per il bergamotto calabrese si possono fare considerazioni pressappoco simili a quelli del cedro: anche in tal caso l’habitat è ideale per ottenere una produzione di “spessore”, visto che il 90% della produzione mondiale viene da queste terre; e pariteticamente, anche per cautelarlo da eventuali “falsi” tutelando al contrario la produzione “indigena”, agisce ed opera ormai da anni un Consorzio del bergamotto (di Reggio Calabria). Considerato comunemente come incrocio tra arancio amaro e limetta, regala il meglio di se nell’uso dolciario e gastronomico, anche se è particolarmente apprezzato in profumeria e cosmesi, con i suoi oli essenziali; negli ultimi anni se ne sta via via aumentando il suo uso ed interesse anche nel campo farmaceutico.

Se 2 + 2 fa ancora 4, considerando l’eccellenza nei vari e menzionati usi di questi due ricercatissimi agrumi, un liquore ottenuto con gli stessi non deluderà sicuramente….ed infatti è proprio così: dalla gradazione alcolica “contenuta”, vengono apprezzati nella versione ghiacciata, magari al posto del classico limoncello; spiccano deliziando allorquando sono chiamati a regalare un tocco di sapore in più a dolci, gelati e macedonie.

…..l’importante è, come al solito, non esagerare nell’uso alzando “il gomito” oltre il lecito!!!!

Corsi Taekwondo

Deteragazzi gladiorminazione, passione, costanza e impegno. Queste le componenti fondamentali che hanno portato all’inaugurazione della nuova asd “Gladio Taekwondo”. La palestra si trova a Pomigliano D'Arco (NA) ed è facilmente raggiungibile da tutte l'hinterland partenopeo.

Bartolini, ecco con quali modalità poter ritirare un pacco con questo importante corriere espresso

Bartolini è un corriere espresso affidabile, puntuale, efficiente che consente, a tutti coloro che ne hanno bisogno, sia per necessità private che di business, di spedire, in maniera facile e veloce, merce ed articoli di vario genere: l'azienda è giovane, flessibile e dinamica ed è in grado di soddisfare pienamente tutte le esigenze dei suoi clienti. 

Per poter predisporre il ritiro di un pacco con Bartolini è possibile avvalersi di ben tre modalità, per venire incontro alle specifiche necessità di tutti. La prima è la modalità online, che senza sottostare ad orari d'ufficio, permette di organizzare la spedizione da casa oppure da ufficio in maniera semplice e veloce. Basteranno pochi click del mouse per organizzarla nel minor tempo possibile. Per quel che riguarda le richieste di ritiro, sappiamo che possono essere effettuate tramite l'area dedicata ai servizi online. Una seconda modalità, invece, è quella telefonica, anche questa molto utilizzata.

Chiamando l'operatore della filiale di zona, sarà possibile inoltrare, in breve tempo, la richiesta all'ufficio competente. Poi vi è la terza modalità, ovvero disponibile per quella fetta di clienti che posseggono un contratto e che necessitano di spedizioni programmate ( ad esempio nell'arco della stessa giornata). 

Dunque, attraverso la modalità del ritiro fisso, è possibile, stabilire in precedenza, luogo, giorno e ora del ritiro per guadagnare tempo! Prima di effettuare una spedizione, inoltre, è importante sapere che è possibile scegliere il servizio più adatto e provvedere all'imballaggio del pacco, controllando se la merce o gli articoli non rientrino nella lista degli oggetti proibiti per legge. 
 
Parlavamo di numeri di telefono. Se desiderate ottenerli rapidamente, non dimenticate di scegliere un validissimo servizio, sempre pronto a soddisfare ogni singola esigenza dell'utente. 

Cliccando qui, scoprirete Iltrovanumeri.it: non ve ne pentirete! Otterrete importanti informazioni su ordini e ritiri, tempi di resa e di giacenza, consegne, reclami e/o segnalazioni oppure semplicemente per avere subito utilissime e preziose informazioni! Buona spedizione e buona chiamata a tutti!

Intervista di Alessia Mocci a Giovanna Fracassi, autrice della silloge Emma. Alle porte della solitudine

Ho voluto dedicare questa mia silloge a mia madre perché l’ho persa anni fa, ma la malattia di cui soffriva, l’Alzheimer, in realtà l’aveva già allontanata da me, rinchiudendola in un suo mondo, nella sua solitudine popolata da ricordi del passato ma completamente assente al suo presente e quindi a me, sua unica figlia.”
Il ricordo di un rapporto unico, una solitudine univoca a cui la donna non poteva sottrarsi. Giovanna Fracassi ricorda sua madre nella recente pubblicazione: “Emma. Alle porte della Solitudine”.
Edito dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni” in collaborazione con Oubliette Magazine, “Emma” è la quarta silloge dell’autrice, preceduta da “Arabesques”, “Opalescenze” e “La cenere del tempo”.
Un’opera che indaga sulla tematica della solitudine con un tocco confidenziale e sincero, il ricordo non viene allontanato bensì integrato nel presente e nel verso letterario.
Giovanna si è mostrata molto disponibile nel voler raccontare la genesi della sua silloge, sul concetto di solitudine e non solo. Buona lettura!

A.M.: Ciao Giovanna, innanzitutto congratulazioni per la tua nuova pubblicazione “Emma. Alle porte della solitudine”. Una silloge con una copertina speciale. Ci sveli l’identità della donna raffigurata?
Giovanna Fracassi: Il volto della copertina è quello  di mia madre, quando aveva l’età di 18 anni. All’epoca  aveva da poco conosciuto  l’uomo che sarebbe  diventato suo marito dopo molti anni di vicissitudini  famigliari e storiche. Erano gli anni del Fascismo e della Seconda Guerra  Mondiale ed anche la vita dei singoli ne venne inevitabilmente condizionata. I miei genitori dovettero aspettare molto tempo per potersi sposare ed il loro fu un amore molto travagliato, pieno di peripezie. Ho voluto dedicare questa mia silloge a mia madre perché l’ho persa anni fa, ma la malattia di cui soffriva, l’Alzheimer, in realtà l’aveva già allontanata da me, rinchiudendola in un suo mondo, nella sua solitudine popolata da ricordi del passato ma completamente assente al suo presente e quindi a me, sua unica figlia. Anche per questo in molte mie poesie tratto i temi della solitudine, della mancanza, dell’allontanamento, dell’assenza. La vicenda di mia madre e il mio rapporto con lei, sono assurti a paradigmi delle tante solitudini che vedono protagoniste le donne, così spesso  costrette a fare affidamento sulle loro uniche forze interiori per affrontare i molti momenti difficili che costellano la loro esistenza, proprio in quanto donne.

A.M.: Facendo un passo indietro, il tuo curriculum letterario annovera tra le pubblicazioni: “Arabesques”, “Opalescenze” e “La cenere del tempo”. Quanto è variato il tuo modus scribendi?
Giovanna Fracassi: La poesia è, per me, un modo di esserci, nella vita, in quel crogiuolo di pensieri, di sentimenti, di emozioni  che costituiscono l’io individuale ma anche quello sociale. Pertanto, per poter esprimere tutto questo assume un valore importantissimo la scelta della parola. È questo l’atto creativo del poeta che con  la parola evoca il significato, dà realtà all’irreale, all’immaginario, dà voce all’inconscio e ridefinisce, nobilita il reale, il quotidiano elevandoli dal particolare della vita di ciascuno all’universale della vicenda degli uomini in generale. La parola evoca suoni, colori, immagini, sensazioni tattili, persino odori, dà loro voce, corpo, senso, li pone in relazione tra loro e con il pensiero di chi scrive Pertanto la  poesia e le parole che uso, sono per me un continuum in divenire perché non vi può essere compimento chiusura, fine, né nella singola mia poesia, né nelle mie sillogi. Al contrario vi  sono e vi devono essere, l’assenza, la mancanza perché tutto questo lascia aperta la crescita, l’esplorazione, la ricerca, la  tensione verso l’infinito. Scrivere è un atto dinamico: del pensiero e della parola, del significato e del significante. In questo senso, penso che il poeta debba essere anche camaleontico, sapersi calare e celare in mille sfaccettature della vita non solo propria ma  anche degli altri e della natura che spesso fa da sfondo anche alle mie liriche. Partendo da questi presupposti è inevitabile che, nelle mie varie sillogi, vi sia un crescendo di maturità e di  desiderio di  ricercare  una sorta di perfezione della forma e del contenuto  poetici, dato che faccio mia questa funzione della poesia di farsi portavoce di tante istanze  del pensiero e dell’animo umano, partendo dal particolare per giungere all’universale o spesso anche  con il moto inverso. In tal senso mi piace pensare alla poesia come ad un laboratorio, dove il possibile si mescola all’impossibile, dove dimorano il tempo e lo spazio  rendendo presenti il partire  e il rimanere, l’esserci e il non esserci più, il ricordo ma anche l’oblio,  la malinconia, la tristezza, la nostalgia  ma anche l’estasi, lo stupore, l’incanto. Ecco perché le  parole e  alcune  figure retoriche , sono da me usate in quanto  simboli che rinviano sempre ad altro: riflessioni, considerazioni, osservazioni,  domande e ricerca di possibili spiegazioni o interpretazioni.  

A.M.: “Emma. Alle porte della solitudine”, come suggerisce il sottotitolo, intrattiene un rapporto privilegiato con la solitudine dell’essere umano. Quanto ritieni sia importante la solitudine nell’atto creativo?
Giovanna Fracassi: L’atto creativo, per me, può avvenire solo nella solitudine, quando il mondo, dopo essere stato osservato, respirato, indagato con tutti i sensi e fatto proprio, tace, è finalmente lontano. In questa sospensione temporale, in questo spazio libero, si forma, prende corpo e si anima la mia scrittura. La composizione di una poesia somiglia ad un parto dell’anima e del pensiero. Nel mio silenzio interiore prendono forma immagini, riflessioni, emozioni e  si amalgamano in nuovi accostamenti di parole, in nuovi  affreschi, si aprono nuovi percorsi  di significato. Tutto ciò che attingo dal mondo, dagli altri, dalle mie letture, dalle mie esperienze si sedimenta nella mia interiorità e poi germoglia nell’urgenza dell’espressione poetica. Questo atto creativo avviene di solito  accompagnato dalla musica, che altro non è se non la poesia dei suoni; grazie alla sua potenza evocativa e alla sua forza immaginativa, riesco a scrivere   guidata dalle vibrazioni  che la musica provoca titillandomi le corde del cuore.  

A.M.: Il Conte di Lautréamont scriveva: “Esiste una logica per la poesia. Non è la medesima per la filosofia. I filosofi sono da meno dei poeti. I poeti hanno il diritto di considerarsi superiori ai filosofi.”. La poesia superiore alla filosofia? Ci avevi mai pensato?
Giovanna Fracassi: Filosofia e poesia affrontano in modo diverso gli stessi temi: l’origine e la fine dell’Universo, il destino dell’uomo, la felicità, il dolore, la morte. Ma sono  assai diversi gli strumenti di cui si servono. La poesia ci permette un contatto più immediato con la realtà perché ci fa entrare in comunicazione con le persone, ci  permette  di  penetrare, con la nostra sensibilità e la nostra intelligenza, nelle situazioni più varie e ci consente un approccio alle cose che ci circondano e alla natura,  molto  profondo  e pervasivo. Lo sguardo del poeta  coglie, osserva, interpreta e ricompone tutto ciò che lo circonda. Si scrivono poesie su ogni argomento, il lavoro, l’impegno civile, la religione, l’arte, il mondo delle piccole cose, la propria casa, il giardino o ancora la vita dei  campi o nella città, l’amore in tutte le sue declinazioni, l’amicizia, i sentimenti positivi come anche quelli negativi, la malattia. Nulla si sottrae  all’osservazione acuta e piena di pathos e di vita  del poeta. La filosofia si occupa dell’indagine  razionale, sottopone ogni quesito, ogni problema all’indagine della ragione nel tentativo di riportare ogni elemento ad un Uno, ad un Tutto originario. La poesia non ha questo scopo: anzi vive della molteplicità, si sostanzia  della varietà dell’essere e della vicenda umana in questo solo mondo conoscibile e interpretabile. E lo fa con tutta la sua forza immaginativa e creatrice arrivando a quell’immediatezza che coinvolge e comunica, laddove la filosofia necessita di lunghe e approfondite riflessioni e razionalizzazioni. Ma non c’è vera poesia senza filosofia perché l’oggetto dell’indagine, alla fine, è appunto lo stesso: l‘Uomo gettato in questa vita, in questo Universo. Quindi non sono d’accordo con questa affermazione: non vi è, a mio parere, superiorità dell’una sull’altra. Hanno pari valore, pari dignità nella loro specificità.

A.M.: In un recente articolo, Cristina Biolcati scrive”: “In alcune liriche si avverte una voglia di “leggerezza”, la necessità di potersi fidare di qualcuno, affinché non tutto sia dolore. Salta all’occhio che il sangue in questa silloge non sia rosso, ma bianco.”. Confermi?
Giovanna Fracassi: È proprio della poesia saper ammantare di leggerezza anche  i sentimenti e le emozioni più dolorose. La parola in poesia è sempre simbolo, rinvia a riflessioni, a considerazioni che non hanno come referente il singolo, un io e/o un tu, ma un Io totalizzante, l’ Uomo. Il poeta non scrive di sé ma dell’Uomo. Come potrebbe quindi scrivere solo del dolore? Come potrei io scrivere solo del dolore che, pur restando la cifra ultima della vicenda umana (basti considerare che essa si conclude inevitabilmente con la  sofferenza e con la morte) deve trovare una sua collocazione nella vita di ciascuno? Una collocazione tale che lo renda significativo, che consenta all’uomo di aprirsi, tramite esso, agli altri, al mondo, a tutto ciò che è altro da sé. Ecco perché, nella mia poesia, il colore del sangue è bianco: perché il dolore è  pura genesi, è  candida trasformazione, è  totale e offerta  apertura, è maieutica scoperta di sé stessi e di sé stessi nel mondo. È anche fiducia certo, in un altro giorno, in un altro domani, in un altro pensiero, in un’altra emozione, in un altro afflato verso il sublime, nella tensione alla vita, in un insopprimibile istinto di conservazione e  di sopravvivenza  dello spirito, dell’anima.

A.M.: Una curiosità: trascrivi i tuoi versi sul cartaceo con l’ausilio della classica penna oppure ti affidi all’immediatezza della tastiera?
Giovanna Fracassi: Compongo nelle situazioni più varie e con i mezzi che mi trovo a disposizione. Accade che scriva con la matita sulla copertina di un libro o su un foglio di giornale, con la penna sul block notes che porto sempre con me e che utilizzo quando,  per esempio, sono in auto e devo fissare subito un pensiero, un’immagine, un’emozione; ma scrivo anche in mezzo alla confusione, ad una mostra di pittura, o in un museo, e allora può tornarmi utile persino il cellulare. Ho una notevole capacità di estraniarmi da tutto e da tutti, bastano solo pochi minuti. Poi so che a casa, al computer, con la musica di sottofondo, recupererò  quanto appuntato e ricreerò tutto il mio pensiero.

A.M.: Le tue pubblicazioni presentano la firma della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni. Dopo anni di conoscenza potresti dire che la casa editrice è molto attiva nella promozione dei suoi autori? Insomma, la domanda spicciola è perché scegli Rupe Mutevole per le tue pubblicazioni?
Giovanna Fracassi: Ho avuto la fortuna di incontrare, del tutto fortuitamente, la Casa Editrice Rupe Mutevole Edizioni tramite Facebook. Sin dalla prima pubblicazione sono stata seguita e consigliata  dall’editrice Cristina dal Torchio,  dai collaboratori a vario titolo coinvolti e,  in particolare, da te Alessia. Con tutti ho avuto rapporti molto chiari, sereni, e ho apprezzato la professionalità, la pazienza e la cura  con cui sono stata accompagnata in questo mio percorso di scrittrice. Ho anche  assistito con piacere e soddisfazione alla progressiva crescita di questa Casa Editrice che ha ampliato moltissimo, in questi pochi anni, la sua attività, divenendo una realtà editoriale sempre più presente nel panorama italiano ed estero, sviluppando varie iniziative volte alla promozione dei suoi autori. Credo che come autrice non  possa chiedere di più. Inoltre ho già consigliato ad alcuni miei conoscenti di affidarsi a Rupe per la serietà  che la contraddistingue e per la qualità del suo operare. Personalmente continuerò a pubblicare i miei prossimi lavori con Rupe Mutevole, sicura che la mia esperienza con questa casa editrice non potrà che essere sempre più  positiva e  gratificante, per entrambi.

A.M.: Un’anticipazione doverosa è che “Emma. Alle porte della solitudine” sarà presentata alla prestigiosa Fiera del Libro di Francoforte che si terrà ad ottobre 2015. Sai già se potrai essere presente all’evento?
Giovanna Fracassi: In quel periodo non mi è facile allontanarmi dal mio  impegno come docente. Certo sarebbe mio desiderio potervi partecipare, sia per l’importanza dell’evento che si svolge in una città della Germania che già  ho visitato e apprezzato, sia per la  soddisfazione personale. Già l’anno scorso vi è stata presentata la mia penultima silloge “La cenere del tempo”, che anche Emma sia stata scelta per l’edizione di questo anno  non può che rendermi particolarmente felice ed  orgogliosa. 

A.M.: Salutaci con una citazione…
Giovanna Fracassi: Il termine poesia deriva  dal greco pòiesis, che rimanda al  verbo pôiein: fare, creare. Pertanto scrivere una poesia è un atto creativo che presuppone un’intenzionalità, quindi la messa a punto dei  contenuti e dei messaggi che si vogliono trasmettere, il possesso di un quadro di riferimenti culturali, l’aver fatto propri valori e principi etici. Il verso non è solo, o non tanto, una questione di eleganza e di  metrica, quanto piuttosto l’espressione di un pensiero, di un’idea, di un’emozione, di un sentimento, di un’immagine o di un desiderio. Concludo  perciò citando Ugo Foscolo: “Odio il verso che suona e che non crea”

Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un’e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana “Trasfigurazioni” con la collaborazione di Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it.

Written by Alessia Mocci
Addetta Stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

Info

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2015/04/03/intervista-di-alessia-mocci-a-giovanna-fracassi-autrice-della-silloge-emma-alle-porte-della-solitudine/


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Salini Impregilo e il Canale di Panama: il cantiere tra i due oceani

"Siamo a Panama, nel più grande cantiere del mondo proprio nel cuore dei lavori per l’allargamento del canale, i due oceani, Pacifico ed Atlantico, che si specchiano e che alla fine dei lavori potranno quasi toccarsi idealmente, divisi solo dal Lago Gatun". Così il giornalista Roberto Taglialegna, inviato speciale di Radio1 descrive quello che è considerato al momento il più grande cantiere del mondo.
Ascolta la trasmissione Inviato speciale del 04/04/2015 >>

A Panama, i lavori per l 'ampliamento del canale sono ormai in dirittura d' arrivo. Il progetto, partito nel 2009, vede tecnici e imprenditori italiani di Salini Impregilo a capo di un consorzio internazionale.
Le strutture di acciaio massiccio che pesano in media 3.400 tonnellate, mentre le porte delle chiuse hanno dimensioni variabili, un’autostrada di quasi 7 km di porte alte 35 metri. "Quando entriamo nel cantiere - spiega con entusiasmo Roberto Taglialegna - siamo contagiati dalla stessa emozione che coinvolge gli oltre 9.000 uomini che dal 2009 lavorano senza sosta, anche con turni notturni per completare l’opera."

Verniciatura Impianti Salerno

E' online il nuovo sito di Eposud, azienda campana leader nella verniciatura di impianti. Eposud si trova a Nocera Superiore (SA) ma offre i suoi servizi in tutte le province della Campania.

Per il relax in hotel vicino al mare a Rimini c'è il Bridge

Il legame tra Rimini e le vacanze al mare si può far risalire al 1843 quando fu inaugurato il primo stabilimento balneare di quella che è diventata, nell’immaginario collettivo, la location ideale per le vacanze estive in Riviera Romagnola. Oggi un hotel al mare a Rimini è un must per trascorre delle piacevoli ferie, non se ne può fare a meno se si vuole godere delle spiagge, dei locali, delle feste e dei tanti eventi che sola Riviera Adriatica sa regalare.

Un hotel vicino al mare a Rimini a 3 stelle come l’Hotel Bridge in Viale Regina Elena 117 è la scelta migliore per le proprie vacanze, infatti, questo hotel di Rimini a Marina Centro con parcheggio vi permetterà di soggiornare a pochi passi dai maggiori luoghi d’interesse come il lungomare e la spiaggia. La zona di Marina Centro è poi rinomata per lo shopping, qui potrete troverete tanti negozi, dai souvenir alle grandi marche, dove sarà piacevole perdersi curiosando tra i vari articoli esposti.

La spiaggia convenzionata sarà il luogo dove godersi il sole della Romagna facendo uno dei tanti sport sulla sabbia, come il beach volley o il beach soccer, o semplicemente dove rilassarsi sul lettino leggendo il vostro quotidiano preferito. Alla sera sul lungomare si potrà vivere la movida romagnola e, qualora non bastasse, le tante discoteche della Riviera vi sapranno intrattenere fino all’alba.

L’hotel è completamente climatizzato ed ha un’ampia terrazza panoramica per darvi un soggiorno comodo e piacevole. Sono inoltre ammessi animali di piccola taglia per non dover lasciare a casa i vostri cuccioli.

La connessione Wi-Fi in tutta la struttura vi terrà informati su tutti gli eventi che saranno organizzati in città e, grazie alle biciclette dell’Hotel Bridge, li potrete raggiungere agevolmente senza auto, lasciandola al sicuro nel garage gratuito dell’hotel o nel parcheggio recintato.


Disponibili poi guide turistiche per andare alla scoperta di Rimini e del suo entroterra così pieno di storia e fascino, per chi invece preferisse i parchi, l’hotel è convenzionato con i maggiori parchi tematici della Romagna. Con l’Hotel Bridge le vostre vacanze al mare saranno momenti rilassanti e pieni di divertimento.

Risparmio Energetico e Ridurre i Consumi con SalvaWatt

Un'importante ed innovativo modo per risparmiare energia è proposta da Doc Italia Network con il lancio di SalvaWatt, rifasatore che permette di ridurre i consumi della bolletta elettrica.
Proposto in tre modelli differenti, rifasatore monofase, rifasatore trifase più un terzo modello richiedibile dal cliente con specifiche personalizzate, riservato sempre alle utenze trifase tuttavia con portata maggiore ai 40 kW.



Risparmio energetico ecologico valido sia alle aziende ma pure ai privati, al momento commercializzato per mettere in pratica in modo automatico il rifasamento alle utenze che posseggano un impianto monofase o trifase.
Rimuovendo i costi dell'energia reattiva, il risparmio è assicurato ed è evidente dalla prima bolletta elettrica, riducendo i consumi subito del 10% e in casi eccezionali si può arrivare fino al 35% di risparmio energetico.
Rimane riduttivo, comunque, limitare in SalvaWatt unicamente un dispositivo per il risparmio energetico, peculiarità fondamentale e vitale; il rifasatore automatico consente di rendere migliore ed ottimizzare l'impianto originale, avendo presente che non sarà doveroso realizzare modificazioni all'impianto originale o scegliere un altro operatore.

Compatto, facilmente installabile SalvaWatt è la soluzione perfetta per tagliare con i costi della bolletta elettrica.
Maggiori informazioni, senza alcun impegno, chiamare il servizio clienti al numero 0175.576064

Non un semplice hotel benessere in Umbria, ma Relais Paradiso

Quando si avverte il bisogno di una pausa rigenerante per recuperare forma ed equilibrio fisico consumati dalla routine quotidiana, scegliere una location ad hoc è già “metà dell’opera”.

Tra le numerose strutture presenti nel Bel Paese, optare per un centro benessere in Umbria può rivelarsi la scelta giusta, soprattutto perché le peculiarità del territorio permettono di abbinare relax e vita sana, in una natura incontaminata che offre splendidi frutti da portare a tavola.

E’ proprio questo uno dei concetti base su cui il Relais Paradiso ha fondato la sua qualità di hotel benessere in Umbria, una residenza d’epoca immersa nel verde tra oliveti e vigneti, dotata di un moderno centro benessere, una piscina all’aperto ed un’ottima cucina a km zero.

Non sarebbe corretto considerare questo Relais come una semplice Beauty Farm, infatti ciò che lo distingue dalle altre strutture è la qualità dei servizi offerti e l’esclusività delle formule personalizzate per il benessere degli ospiti. 
Qui, un’equipe composta da dietista, chef, estetista e fisioterapista vi seguono in programmi personalizzati per un soggiorno salutare.

Lasciarsi sfuggire le offerte benessere in Umbria di questa struttura sarebbe un peccato, qui relax e vita sana vanno a braccetto, e di sicuro apprezzerete gli ambienti che vi aspettano: spa, centro estetico e fisioterapico, camere con salottino e pavimenti in legno, ristorante con cucina biologica e bioenergetica, giardino.

Questo relais in Umbria, poi, è ubicato in posizione strategica a due passi da Todi, e vi consente di fare interessanti visite alle bellissime località vicine, come Perugia, Assisi, Gubbio o Spoleto (per citarne alcune).

Soggiornare in hotel vicino l’Aeroporto di Firenze? Hotel Nord Florence è a 2 km

Inutile dirlo, una vacanza a Firenze è sempre un’esperienza fuori dal comune, questa città conserva sempre intatto il fascino della cultura e della storia made in Italy, ed anche un week end qui ha molto da offrirvi in termini di bellezze da visitare e da vivere.

Giungere in città in aereo è una bella comodità per chi ha intenzione di trascorrere un periodo di vacanza nella culla della cultura Italiana, per questo motivo scegliere un hotel vicino all’Aeroporto di Firenze può essere una buona occasione per rilassarsi dopo il volo, ed approfittare di una posizione favorevole per recarsi in centro.

L’Aeroporto di Firenze vanta collegamenti internazionali, una struttura moderna che offre ottimi servizi, per questo la comodità di atterrare o partire qui si traduce in serenità sia per chi viaggia per lavoro che per vacanze.

Hotel Nord Florence è un hotel economico a Firenze a pochi passi dall’aeroporto, in particolare questo albergo è a meno di 2 km, quindi molto comodo per riposarsi, prima di recarsi in aeroporto.
Ma non è l’unico vantaggio di soggiornare qui, infatti l’hotel è a 15 minuti dal centro storico di Firenze, facilmente raggiungibile in bus, la cui fermata trovate di fronte alla struttura. Qui potrete soggiornare con formula bed and breakfast, ed approfittare di un comodo servizio bar – ristorante.

L’hotel dispone di parcheggio, collegamento wi-fi, internet point, camere climatizzate ed un ottimo servizio di prenotazione biglietti per eventi, musei, visite guidate.


Scegliete di soggiornare qui, ed avrete il comfort di un hotel vicino Firenze centro, perfetto per visitare i punti di interessi limitrofi e funzionale per un soggiorno leggero in Toscana.

Intervista di Alessia Mocci a Federico Li Calzi, autore del romanzo Nove periodico

Diceva Oscar Wilde nel suo capolavoro, ‘Il Ritratto di Dorian Gray’, che: “nella vita il vero peccato è fermarsi di crescere”. Uno scrittore, nella sua carriera, scrive più libri proprio perché matura insieme alle sue opere e perché cambiano le esigenze, le condizioni, le emozioni, l’occhio sul mondo in generale; e queste variabili dettano l’esigenza di una nuova pubblicazione e di una nuova esperienza.”
Una considerazione difficile da contraddire: lo scrittore deve crescere, continuare a scoprirsi, ingannare il tempo con nuovi studi perché il mondo e la società continuano la loro corsa in modo naturale, e così naturalmente anche lo scrittore deve aver esigenza di novità.
Federico Li Calzi, conosciuto come il Poeta di Canicattì, ha pubblicato il suo terzo libro, non una silloge poetica come ci si aspettava, bensì un romanzo ambientato nella sua Sicilia.
“Nove Periodico”, edito per Tra@art, è la storia di Mauro, un uomo che dopo anni di lontananza sente la necessità di tornare in patria. Un’esigenza che ricorda la poetica del fanciullino e l’amore verso il luogo natio tanto caro ai maggiori poeti italiani.
L’autore Federico Li Calzi è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua novità editoriale. Buona lettura!

A.M.: Ciao Federico, è un piacere incontrarci per una nuova intervista e per parlare un po’ della tua nuova pubblicazione. Se non ricordo male, ci siamo conosciuti con la tua prima silloge “Poetica Coazione”. A distanza di anni cambieresti qualcosa di quelle intense poesie che hanno segnato una possibile via letteraria?
Federico Li Calzi: Ciao Alessia, il piacere è mio e sono gratificato che la mia attività letteraria, dopo anni, continui a suscitare interesse. Un’opera, per chi l’ha compiuta, rappresenta lo spaccato di quel tempo e racchiude l’anima, tutta l’esperienza e ciò che in quel momento è lo stile dell’artista. Con gli anni la materia verbale dell’autore, inevitabilmente, cambia, perché in tutto c’è, e deve esserci, una evoluzione e trasformazione (ma non stravolgimento) che distrugge lo stile di scrittura precedente e ne riforma un altro, sulle basi e le tecniche del passato: nuovo, rigenerato, ma cosciente e padrone del vecchio stile, la così detta “mano fatta”. Un’artista ha l’obbligo spirituale di continuare la sua corsa evolutiva per crescere nel tempo. Diceva Oscar Wilde nel suo capolavoro, ‘Il Ritratto di Dorian Gray’, che: “nella vita il vero peccato è fermarsi di crescere”. Uno scrittore, nella sua carriera, scrive più libri proprio perché matura insieme alle sue opere e perché cambiano le esigenze, le condizioni, le emozioni, l’occhio sul mondo in generale; e queste variabili dettano l’esigenza di una nuova pubblicazione e di una nuova esperienza. In definitiva, per rispondere alla tua domanda, “Poetica Coazione” rappresenta la stratigrafia del mio passato, come artista/scrittore, che scandaglia le emozioni e le idee di quel momento e che ho voluto congelare e consegnare, con una pubblicazione, all’umanità. Quindi non soltanto non cambierei nulla di quel volume ma, per come in intendo l’arte, non sarebbe nemmeno giusto.

A.M.: “Dittologie congelate”, la tua seconda silloge, continua il discorso di “Poetica Coazione”, ma presenta una struttura del verso più articolata. Un’evoluzione della prima raccolta?
Federico Li Calzi: Come ho già detto, ogni libro racchiude una nuova esperienza che si risolve in un nuovo stile di scrittura ed in una nuova evoluzione dello stile.

A.M.: Ed ora la tua nuova pubblicazione non è una silloge poetica bensì un romanzo “Nove periodico”. Quando e come è nata l’idea di scrivere in prosa?
Federico Li Calzi: Ogni autore, che non sia un poveretto, prima di scrivere un romanzo si pone dei quesiti, sullo stile da usare, sul ritmo, sul genere (se scrivere, quindi, un romanzo storico, di denuncia sociale, poliziesco, malavitoso, d’amore, d’amicizia), anche sulla nuova realtà che questa storia deve portare alla luce e sulle regole che lo scrittore possiede e che s’impone di rispettare nello svolgimento testuale, così da crearsi mentalmente, ed a livello concettuale, uno schema: un progetto, per avere chiaro il quadro come iniziare la costruzione della scrittura e dove porre la parola fine. Personalmente, all’inizio, sapevo soltanto che avevo dei blocchi di realtà e vita vissuta, per me preziosi, da raccontare, da esporre, ma non capivo bene come incastonarli e connetterli fra loro, nella vicenda da narrare, per farli funzionare. Alla fine ho fatto chiarezza, ho preso coscienza del mio passato e sono riuscito a possedere la mia storia. Ho capito che la realtà nuova da raccontare, e che sicuramente nessuno poteva conoscere meglio di me, era la mia vita; partendo proprio dai primissimi ricordi della mia infanzia; quindi i cambiamenti e le metamorfosi socio/economiche e culturali che si avvicendavano e avvenivano in Sicilia nei primi anni Ottanta, con il benessere e le tecnologie (che ho vissuto in prima persona) e come queste mutazioni venivano recepite da quella società e mentalità contadina e, perché no, raccontare, anche attraverso la fantasia, elemento fondamentale della creatività, le aspirazioni dell’autore. L’idea è stata quella, allora, di creare un personaggio che nel romanzo renda possibile quello che nella realtà non è stato e che sono rimasti solamente dei sogni, cioè diventare un musicista di successo. Questo personaggio è di fatto lo sdoppiamento dell’autore: Mauro per metà e, per l’altra metà, l’amico Ntonio (queste due figure sono le due facce della stessa medaglia), ma in parte, e non in maniera marginale, anche del ragazzino Luca, figlio di Ntonio. I due personaggi si completano a vicenda, Ntonio è colui che da ragazzo insegna molte cose a Mauro. Mauro è colui che va alla ricerca profonda della verità e delle cose, che ha imparato dall’amico, senza mai fermarsi (neanche quando fa male), lezione, questa, che gli darà, come si vedrà alla fine del romanzo, quando Ntonio non trova più il coraggio di agire e di affrontare i problemi e Mauro, invece, è determinato ad andare fino in fondo, alla ricerca della verità. In definitiva, Mauro metterà in atto tutto ciò che l’amico Ntonio gli ha insegnato. Così ho fatto partire il romanzo dal momento in cui Mauro ritorna al suo paese Canicattì. Ciò nello svolgimento della narrazione, oltre ad essere un momento suggestivo, mi ha dato dei vantaggi, come avere la possibilità di muovermi a livello temporale sul piano del presente ma anche sul piano del passato. Credo inoltre che nell’excurrere testuale è facile notare come il “romanzo sia costruito su diversi livelli che interessano sia la forma che il contenuto” (L. Carrubba), o meglio contemporaneamente vengono raccontate più storie che si stratificano in una minuzia di particolari ma che vanno a confluire tutti sul personaggio Mauro. Luca, peraltro come esempio già citato, è un altro momento iniziale della narrazione, o meglio la storia di questo bambino, che si svolge nella campagna che, non a caso, coincide perfettamente con la storia di Mauro, va a colmare proprio quella parte di vissuto mancante del protagonista  attraverso le sensazioni, le idee, le speranze, le aspirazioni di questo bambino.

A.M.: Nuccio Mula ed Enrico Testa sono due nomi confermati in “Nove periodico”. Come nasce questa profonda collaborazione ed amicizia letteraria che vi lega?
Federico Li Calzi: La collaborazione nasce nel 2009 quando Nuccio Mula, dopo aver letto le prime poesie sparse, che sarebbero poi divenute il corpo di “Poetica Coazione”, mi diede la spinta finale verso la pubblicazione. Devo molto al Prof. Mula, è stato lui a darmi fiducia e determinazione. Il libro che nacque da questo connubio (Poetica Coazione) fu accolto e recensito da Enrico Testa che si pronunciò positivamente sull’opera, da qui iniziò un rapporto di stima che ci lega ancora oggi. Voglio ricordare, inoltre, che sia Nuccio Mula che Enrico Testa sono stati presenti, a settembre del 2014, per la prima presentazione ufficiale a Canicattì di Nove Periodico, ciò a testimonianza del supporto culturale e affettivo che mi riservano.

A.M.: La copertina firmata da Gianfranco Gallo rappresenta un bambino che cerca di scavalcare una rete su un campo dai colori estivi. Un invito ad oltrepassare i limiti?
Federico Li Calzi: Questa è forse la domanda che meglio riassume il senso di Nove Periodico. La copertina è la summa e racchiude l’archetipo profondo e generale di questo libro: rappresenta, contemporaneamente, il bambino Luca, che è una delle chiavi di lettura, e il protagonista Mauro che, come Luca, ha vissuto l’infanzia in quella stessa terrà e in quella campagna, con la speranza di andare via, di fuggire per trovare il successo. Ma, inevitabilmente, spinto da più motivazioni, ritornerà per ritrovare il suo mondo, le sue cose i suoi affetti, ormai perduti, e capire che in fondo in questo mondo non bisogna poi girare tanto per essere felici e a volte basta accontentarsi e prendere la vita così come viene. L’immagine del bambino che vuole scavalcare rappresenta, allora, la voglia di scoprire ma anche quello di andare via, simboleggiato, proprio, da quella traversa di ferrovia che si vede nella copertina che fa da recinto. Questo bambino che è attento alle piccole cose della natura, che conosce le coltivazioni, gli innesti, le piante.

A.M.: Un uomo, Mauro, che decide di tornare in Sicilia, i ricordi dell’adolescenza si sovrappongo alla nuova realtà, agli anni che sono trascorsi. Com’è nato Mario nella tua mente? Qual è la percentuale di realtà presente nel romanzo?
Federico Li Calzi: Mauro e Ntonio come ho già detto, sono in realtà la stessa persona. A Mauro ho fatto realizzare, nella fantasia del romanzo, quelli che erano i miei sogni. C’è da chiedersi, allora, se egli che è andato via, ed ha ottenuto il successo, di fatto e rispetto all’amico, si sente realizzato, se è felice e se la felicità nella vita esiste e se ha trovato la sua serenità. I due personaggi confluiscono sulla stessa figura. Non è un caso che Mauro non viene mai descritto fisicamente, egli è quasi un’anima: la controparte che c’è in ognuno di noi, non ha corpo materialmente. È  una voce narrante, a differenza di Ntonio che viene costantemente descritto nella sua fisicità. Sono entrambi il retto e il verso della stessa medaglia. Mauro è una persona scevra da condizionamenti. Ma, come si vedrà nello svolgimento del romanzo, pagherà a caro prezzo questa sua libertà, restando in una dimensione sociale, umana, culturale e geografica ai margini e che non lo colloca in nessun livello.


A.M.: Scrivere un romanzo ambientandolo nella propria città, Canicattì. Il luogo natio diventa così principale nella tua produzione letteraria, quasi come un ricordo di poetica ottocentesca. Quanto è grande il tuo amore per la Sicilia?
Federico Li Calzi: È stato quasi scontato, per come io intento l’arte, ambientare la mia opera in Sicilia; non credo si possa scindere l’anima dell’artista dalla sua terra, dal posto dov’è nato e cresciuto e si è formato. Egli è parte integrante di quel contesto, di quel territorio, della terra, di quei luoghi, di quella società, di tutto ciò che si porterà dietro nella vita e di tutto quanto ha vissuto e imparato nella sua adolescenza. Si porterà dentro sempre quel mondo e quel modo di vedere le cose.  Quindi, scrivere un’opera e parlare della propria terra significa, anche, possedere la propria esperienza, fare i conti con il proprio passato, la propria vita, i propri limiti, le proprie ambizioni, cosa non sempre facile nel mondo d’oggi inquinato dai più prepotenti e arroganti mezzi di comunicazione e social network che annientano ogni possibilità di solitudine e quindi di riflessione.

A.M.: Com’è il tuo rapporto con la poesia oggi, dopo l’esperienza della prosa?
Federico Li Calzi: Credo di essere arrivato al Romanzo (e lo dico senza vezzo d’ambizione) quando ero già sicuro di una mia forma, di un mio stile. Certamente l’esercizio narrativo porterà nuova linfa anche alla poesia. Quindi come diceva Pavese “dopo un certo silenzio, ci si propone di scrivere non una poesia ma delle poesie”.

A.M.: Salutaci con una citazione…
Federico Li Calzi: In arte non si deve partire dalla complicazione. Alla complicazione bisogna arrivarci. Non partire dalla favola simbolica di Ulisse, per stupire; ma partire dall’umile uomo comune e a poco a poco dargli il senso di un Ulisse.” (dal Mestiere di Vivere di Cesare Pavese)
Un caro saluto a tutti i lettori.

A.M.: Un saluto a te caro Federico ed un augurio per questa nuova pubblicazione, che possa portarti le gioie della poesia.

Written by Alessia Mocci
Addetta Stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

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Un hotel a Torino centro e ideale per lo Juventus Stadium? La risposta è Holiday Inn Turin Corso Francia

Ci sono mille buoni motivi per visitare Torino, che siate in viaggio di piacere o per business, questo è il posto giusto per trascorrere un buon soggiorno, in una città ultramoderna ma che ha molto da mostrare anche per arte e cultura, ma non solo.

Scegliere un hotel in zona centro a Torino significa potersi muovere comodamente tra monumenti, palazzi e musei, grazie ai collegamenti di una pratica metropolitana che vi consente di spostarvi senza utilizzare la macchina. 

Approfittatene per visitare punti di interesse come Palazzo Madama, il Teatro Regio o Palazzo Reale, e non dimenticate una visita alla Mole Antonelliana, al Museo Egizio ed al Museo Nazionale del Cinema.

Accomodatevi, per esempio, all’Holiday Inn Turin Corso Francia, godetevi i servizi 4 stelle ed alloggiate a pochi minuti dal centro cittadino. La fermata della linea metropolitana (Piazza Massaua) è proprio di fronte all’hotel ed è ben collegata con il centro città e con gli altri punti di interesse.

Da segnalare, a tal proposito, la comodità di questo hotel vicino allo Juventus Stadium, dal quale dista appena 5 km. Scegliete uno dei convenienti pacchetti che l’hotel propone e godetevi un conveniente soggiorno al seguito della vostra squadra del cuore.

Concedetevi una vacanza a Torino, lasciatevi conquistare da una città ricca di storia e di spunti da scoprire, Holiday Inn Turin Corso Francia è il posto giusto, qui avrete a disposizione: parcheggio, connessione wi-fi, aria condizionata, camere insonorizzate e con parquet, TV sat.


A colazione potrete trovare una ricca scelta di dolce e salato, e per i più esigenti vi è un angolo dedicato ai prodotti biologici. A pranzo ed a cena soffermatevi al Ristorante Fermata Venchi che propone piatti nazionali ed internazionali.

“Emma. Alle porte della solitudine” di Giovanna Fracassi: l’importanza di ricordare le nostre radici

La tua effigie/ nell’opale iridescente/ splende/ s’aureola languida/ nel tenue crepuscolo./ Solo un baluginio/ nel buio di brace/ rimane”. Da “Effigie
Dopo “Arabesques”, “Opalescenze” e “La cenere del tempo” torna l’autrice vicentina Giovanna Fracassi con una  quarta silloge poetica, edita dalla medesima casa editrice, Rupe Mutevole Edizioni. “Emma” con sottotitolo “Alle porte della solitudine” è stato pubblicato nel gennaio 2015 nella collana editoriale Trasfigurazioni in collaborazione con Oubliette Magazine.
Senza dubbio una mente in continuo divenire, quella di Giovanna Fracassi, che non si ferma e anzi, offre al lettore una produzione copiosa.
Fin dai primi versi, si comprende che protagonista assoluta sia la solitudine, intesa non tanto in senso peculiare, bensì universale, in quanto caratteristica che accomuna l’essere umano. Brevi istanti di condivisione di cui si compone la vita, non evitano di percepire in maniera assordante questo sentimento. Vi è però un senso di speranza, che ci dice che niente è perduto, quell’”anelito all’infinito”, come lo chiama l’autrice, attraverso cui si riesce a dare un senso al dolore e alla mancanza. Nessuno nasce invano, ed ecco quindi che la lirica si trasforma in un inno che nega l’inutilità della vita e che rifiuta che essa sia tale. Ciascuno ha un compito ben preciso da svolgere, ed è come se il dolore attivasse i sensi. Attraverso la sofferenza, ci si sente vivi.
L’opera è dedicata alla madre, chiamata qui con un nome di fantasia, Emma. La donna è morta da anni, colpita dal morbo di Alzheimer. In maniera delicata l’autrice ci introduce su quella “soglia” dove lei ha dovuto rimanere, come figlia impotente, impossibilitata ad andare “al di là”. La solitudine della madre si erge quindi ad emblema di ogni solitudine, e riporta al tema del recupero della memoria, importantissimo per l’individuo, dal “ripostiglio del tempo”, di cui rimane un’eco in lontananza, sempre pronta per essere colta. E spesso nella poetica della Fracassi vi sono allitterazioni che si ripetono in maniera esasperata; oppure gruppi di aggettivi o di verbi, allo scopo di rendere quest’idea di eco che rimbalza. Che tutto torna e non è perduto per sempre.
Pure/ quei passi/ che ho inciso/ nell’anima/ sono rimasti/ nell’eco/ che sempre/ ritorna/ risuona/ rimbomba/ rimbalza/ risponde” da “Eco”.
Parole dure, come “stiletto”, “fendente” che ricorrono, danno l’idea di un’arma che agisca in velocità, a tradimento. Un colpo secco, inaspettato, ad arrecare un immane dolore. Proprio come avviene nella vita, coi suoi eventi ineluttabili. La poetessa quindi si fa strada e cerca il ricordo, e, attraverso l’urgenza dei suoi scritti, si impone di ripercorrere le proprie radici e di non essere mai dimenticata. Ma nonostante questo desiderio di continuare a vivere, fa fatica a ricongiungersi alle persone care, sebbene solo col pensiero.
Ho ascoltato le voci di cristallo/ disciogliersi nell’aria/ che scuote di rosso le rose appassite/ Eppure ancora non ti ho incontrato”. Da “Ho”.
La mente è strutturata come se si trovasse di fronte a labirinti in cui ci si incontra, ma con altrettanta facilità, tutto sfuma e ci si perde.
Il ricordo è riportato attraverso immagini bucoliche, di una natura sempre presente, che è benevola ma rimanda al duro lavoro nei campi, di generazioni passate. Nei ricordi di bambina la tristezza rimane in agguato, pronta a ghermire e a ricordare quel vuoto venuto col tempo.
In alcune liriche si avverte una voglia di “leggerezza”, la necessità di potersi fidare di qualcuno, affinché non tutto sia dolore. Salta all’occhio che il sangue in questa silloge non sia rosso, ma bianco. Forse perché il bianco, ricordando la pagina scritta, è più rassicurante, rappresenta un punto di “stasi”, di riflessione. Insomma, apre una possibilità che invece la crudeltà non concede.
Questo poetare, che prosegue per similitudini e si sviluppa in dicotomie, è in continuo divenire. Una sperimentazione che include parole provenienti dal mondo della musica e assonanze con termini utilizzati da poeti antichi, fra tutti Leopardi.
"nella foresta più vergine/ dove lo sguardo si smarrisce/ dove la mente si spaura/" da “Foresta”.
Vi è un profondo desiderio di avere risposte, in questa raccolta poetica di Giovanna Fracassi, che siano domande poste ad un amore, al padre, alla madre, ai figli o alla vita di tutti i giorni. La ricerca di un registro linguistico che sia d’impatto. Che prima ancora di arrivare col concetto, arrivi al lettore per il suono. Come la musica, così importante e colonna sonora dell’esistenza.
E concludo con una poesia che ho particolarmente apprezzato, perché credo compendi tutto.
Narro a me stessa/ la bugia/ che voglio sia mia/ ma/ mi manchi/ ancora/." Da “Bugia

Written by Cristina Biolcati

Info
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
https://www.facebook.com/RupeMutevole
http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/emma-alle-porte-della-solitudine-di-giovanna-fracassi.html

Fonte

http://oubliettemagazine.com/2015/03/07/emma-alle-porte-della-solitudine-di-giovanna-fracassi-limportanza-di-ricordare-le-nostre-radici/