Registrati subito:

Potrai inserire nella directory tutti i siti che vorrai! L'inserimento è: gratuito, semplice ed immediato
:
:

Garanzia di qualità: non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti in qualsiasi momento con 1 semplice click!

*** ATTENZIONE: abbiamo qualche problema con blogger, quindi sino a quando non saranno risolti il servizio non sarà garantito per i nuovi iscritti *** Per questo riceverai in alternativa l'invito a Directory Italia 2

Allontana topi

RR Disinfest opera da anni con ottimi risultati nell’allontanamento topi e derattizzazione. Offriamo i nostri servizi sia in ambienti privati come case e appartamenti, sia in attività commerciali, capannoni industriali, aziende di ogni genere genere.

Il trono del padre – L’innocenza di Massimo Pinto: la distanza tra padre e figlio

“[…] Fausto prese spunto dalle recenti conquiste della fisica e dell’astrofisica. In particolare lo attrassero due aspetti: il primo fu la prova dell’esistenza della antimateria, una realtà materiale e fisica perfettamente eguale a quella che conosciamo e che viviamo, ma opposta. […] Il secondo aspetto, che proveniva dall’astrofisica, era la prova dell’esistenza dei “buchi neri” nello spazio siderale. Tale fenomeno avviene attorno ad un corpo celeste estremamente denso e dotato di un’attrazione gravitazionale talmente elevata, che la velocità di fuga dalla sua superficie risulta superiore alla velocità della luce.

In apertura del primo capitolo de “Il trono del padre – (L’innocenza)”, denominato “La palude”, è il 22 novembre 1957 e siamo a Roma in una poetica cornice di vampate luminose che accedono lo studio nel quale Fausto era solito sostare con i libri di scuola.

Fausto, nato nel 1944 figlio di una guerra che ha piegato l’Italia,si era nutrito, prima nella placenta e poi dal seno della madre, in un’atmosfera di tanto odio e paura, soprattutto paura, venne fuori con un carattere insicuro, titubante, ansioso, timoroso, spesso angosciato, schivo e malinconico, ma anche del tutto imbelle e pacifico, che contrastava con un’intelligenza prontissima e precoce, osservatrice occhiuta del mondo circostante, anche con ironia”.

Se la Seconda Guerra Mondiale produsse molti orfani, non di meno il post guerra rese ardua la comprensione dei fatti che portarono alla caduta di un impero che faceva capo a Benito Mussolini.
Fausto fu soggetto ad un amore completo da parte della madre Lia, che seppur orfana di entrambi i genitori fu sempre presente nella vita del figlio cercando a suo modo di immaginare come potesse agire una madre nei confronti di un figlio.

Difformemente il giovane pensatore “schivo e malinconiconon riuscì a trovare accoglienza nella vita del padre Graziano che visse uno stato di allontanamento dalla famiglia per la profonda delusione provocata dalla sconfitta della guerra.

Fausto non era in grado di giudicare i comportamenti dei genitori, non si trattava di questo, di stabilire cioè se la mamma o il papà agissero bene o male: la mamma era sempre presente, sicuramente forse anche sbagliando, però c’era, non mancava mai. Il padre, una volta, quando era piccino, c’era anche lui, e se anche qualche volta lo sgridava, o proibiva, o allungava le mani, comunque era presente, ma adesso non c’era più: questo era il frustrante mistero. Perché il padre aveva delegato tutto alla moglie, anche i propri compiti e doveri?

Un frustante mistero che accompagna tutta la vita di Fausto e che lo lega al secondo protagonista del romanzo “Il trono del padre – (L’innocenza)” con un salto temporale notevole, infatti, nel capitolo 1/bis omonimo del primo siamo nel castello di Schönbrunn a Vienna ed è il 19 novembre 1824.

L’autore Massimo Pinto ci trasporta abilmente nel secolo precedente utilizzando il raccordo del mirabile effetto ottico del tramonto la cui luce infiamma, in questo caso, la collinetta, le vetrate e gli archi della Gloriette. E se Fausto tribolava alla ricerca di senso per la vita, questo secondo illustre protagonista Napoléon François Charles Joseph Bonaparte non fu meno nel rifugiarsi nell’astrazione per non cadere facile preda del dolore che incessantemente prova.

Figlio di “un talamo senza amore ed orfano di padre, infatti Napoleone Bonaparte è deceduto ormai da tre anni durante l’esilio forzato nella piccola isola Sant’Elena, sperduta nel mezzo dell’oceano Atlantico. Così Napoléon iniziò a rivolgere le sue parole ad un gruppo marmoreo che raffigurava Enea che salva il padre Anchise durante la distruzione di Troia.

Piangeva quell’orfano perché nessuno, dal maggio del 1821, dopo la solitaria morte del padre in quella remota isoletta dell’Atlantico meridionale, gli aveva mai tributato il rispetto dovuto per il suo incommensurabile dolore. Napoléon, peraltro, era pur sempre un tredicenne e come tale godeva dei privilegi della grazia e allegria, e anche spensieratezza, che la natura concede a tutti i ragazzi di quell’età, sempre pronti a mettere da parte la tristezza se le occasioni si presentano.

Ed è questa la maestosa indagine di Massimo Pinto nel romanzo “Il trono del padre – (L’innocenza)” edito da Bastogi Libri: la cognizione del sentirsi orfani avendo o meno un padre affianco, la desolazione di una ricerca continua di amore paterno che non vede alcun spiraglio nel caso romano per la profonda angoscia che Graziano vive e, nel caso viennese per la morte naturale ed il precedente esilio.

E se sovviene nel lettore la domanda: ma seppur in vita Napoleone avrebbe amato suo figlio o la ragion di Stato avrebbe occupato ogni suo pensiero?

Certo di non poter decretare risposta, il lettore accorto potrà continuare questo viaggio misterico nei meandri della mente dei due protagonisti che condividono un animo affine malgrado la grande differenza temporale e sociale che li contraddistingue.

E saremo trasportati nel ricordo dello scoppio di una bomba a Roma presso le sedi dell’ambasciata del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda nel 1946, nelle vicende che portarono alla costruzione dello Stato di Israele, nella vita di Anna vecchia e sdentata contessa di origine polacca, nella nascita della Repubblica italiana e dunque le prime libere elezioni, nei processi che portarono il celebre Piano Marshall, l’amicizia con Renato e Fabio, la mancanza di rispetto per i minori, l’innocenza ontologica dell’uomo e del libero arbitrio.

E per quanto i temi trattati siano molteplici e di grande importanza per comprendere la storia della costruzione dell’Europa non posso far meno di immaginare il nostalgico tredicenne Napoléon che, ricordando la notte dell’ottobre 1812 in cui suo padre giunse inaspettatamente al palazzo delle Tuileries di Parigi, invoca la grande storia del grande impero antico nella ricerca di un segno, nel desiderio di esser grande come Enea, nel desiderio di aver la stessa possibilità di poter salvare il padre che ha avuto l’eroe troiano.

“Il trono del padre – (L’innocenza)” offre innumerevoli spunti di riflessione su cui imbandire giorni di discussioni animate e feconde, concludo dunque questo breve boccone con una citazione del 2 giugno 1948 di Papa Pio XII che lo stesso autore Massimo Pinto colloca con maestria nel romanzo:
Quanto più il mondo presente mette dinanzi agli occhi lo spettacolo desolante dei suoi dissensi e delle sue contraddizioni, tanto più stringente è il dovere dei cattolici di dare un luminoso esempio d’unità e di coesione, senza distinzione di lingue, di popoli, di stirpi.”

Massimo Pinto è nato e vive a Roma, laureato in Economia alla Sapienza ed in Teologia presso l’Ateneo Romano della Santa Croce. È Croce al Merito Melitense del Sovrano Militare Ordine di Malta. Nel 1998 ha pubblicato il saggio “Stato sociale e persona”. Recentemente, ed esattamente il 17 giugno 2017, “Il trono del padre” è stato premiato con una Segnalazione Particolare della Giuria presso la prestigiosa Abbazia di San Fedele a Poppi (Arezzo) per la 42° edizione del Premio Letterario Casentino, nella sezione narrativa/saggistica edita.

Written by Alessia Mocci

Info

Fonte


Ecco un portale dedicato al mondo della cura dei capelli e dei tagli più trendy del momento!

Sei in cerca dell'acconciatura perfetta per la tua forma del viso, di idee e suggerimenti attenti alle ultime tendenze su colore e cura dei capelli? Ami aggiornarti sulle ultime novità in fatto di hair cut? Vuoi scoprire quali sono i vantaggi e gli svantaggi di possedere i capelli corti oppure i pro e i contro di quelli lunghi? Bene, puoi ritenere conclusa la tua ricerca, perché sei sulla pagina giusta! Su questo portale interamente dedicato al mondo dei capelli, puoi trovare tanti pratici consigli su trucchi e prodotti, attrezzature e tanto altro ancora.

Non importa che la tua chioma sia liscia e fluente o riccia e ribelle; non importa che il tuo taglio sia un caschetto simmetrico oppure uno sfilzato: troverai sempre il suggerimento adatto a te, pensato per il tuo taglio, il tuo carattere ed il tuo stile e perché no, anche per la tua professione. Devi partecipare ad una riunione importante, ad un colloquio di lavoro, ad una occasione speciale e sei indecisa se optare per una classica coda di cavallo oppure per uno chignon? Bene, sfogliando il sito, troverai le soluzioni più adatte alla tua personalità.

Tante sezioni da consultare ogni giorno, per restare sempre al passo con i tempi, per scoprire quali acconciature poter realizzare se si possiede una capigliatura lunga o ancora di media lunghezza e per sperimentare tagli trendy ed originali se, invece ,si è amanti dei capelli corti! Il giorno delle nozze si avvicina e non sai ancora per quale taglio o acconciatura optare? Bene, troverai una sezione interamente pensata per chi, come te, è in procinto di fare il grande passo, corredata da foto e didascalie che ti aiuteranno a fare la scelta giusta in relazione ad alcuni aspetti importantissimi, quali, ad esempio, la forma e i lineamenti del viso, la consistenza dei capelli, lo stile dell'abito da sposa.

Ma ancora. Il taglio che hai scelto proprio non ti piace e vorresti tanto ritornare ai tuoi amati capelli lunghi? Perfetto, non c'è da abbattersi! Puoi optare per le extension, realizzate in capelli naturali o artificiali, ideali per passare da un hair cut corto ad uno lungo in pochissimi secondi oppure per aggiungere vitalità e volume alla chioma! E infine, vogliamo parlarvi di una delle ultime novità del momento: il colpo brasiliano dei capelli, metodo che consente di ottenere capelli lisci e sani. Si tratta di una modalità molto apprezzata per compensare la perdita di cheratina e ripristinare lucentezza e vitalità alle chiome “stressate”.

La piega brasiliana, detta anche “raddrizzatura brasiliana”, è un trattamento, adatto sia a chi ha i capelli già lisci oppure a chi possiede una chioma ondulata o riccia. E' a base di cheratina che viene immessa in profondità nei cappelli danneggiati. Va eseguito con la giusta cura ed attenzione solo da persone esperte e competenti, per risultati altamente soddisfacenti e per evitare spiacevoli inconvenienti.

Le acconciature più belle e i consigli per curare i capelli e preservarli brillanti e luminosi nel tempo li troverai su Capellitrendy.it! Visita il sito e non te pentirai!

APP "SCOMMESSE DI CALCIO"

LE MIGLIORI PREVISIONI E PRONOSTICI CON QUESTA APP GRATUITA CHE PUOI TROVARE NELLO STORE O SCARICARE DA QUI.


Free Football Betting Tips & Stats Day to Day


PRONOSTICI VINCENTI SELEZIONATI GIORNO PER GIORNO SULLE PARTITE DI CALCIO.

UN MODO OCULATO PER FARE SOLDI SCOMMETTENDO SULLE PARTITE DI CALCIO.

VENGONO SELEZIONATE PARTITE DA TUTTI I CAMPIONATI DEL MONDO.

UNA APP VINCENTE E GRATUITA


http://wintipswin.blogspot.it/

Nuova collezione di tappeti personalizzabili per il salotto



Il tappeto è un complemento d’arredo in grado di fornire personalità al salotto, alla camera da letto ed ad ogni spazio della propria abitazione.
Il posizionamento di un bel tappeto sotto o vicino al divano, valorizza lo spazio del spazio del living creando una zona relax armoniosa, piacevole e ben arredata.

Tino Mariani propone una nuova collezione di tappeti realizzati in moquette, materiali innovativi e creativi che danno vita a diverse tipologie di finiture, morbidezze, disegni, spessori e colori.

Le dimensioni, lo stile e le forme dei nuovi tappeti in moquette in vendita da Tino Mariani sono studiati accostando colori e materiali, alternando spessori e gradi di morbidezza per soddisfare ogni aspettativa del cliente. 
Le tante dimensioni standard proposte dal catalogo possono essere personalizzate ed ogni cliente è libero di scegliere la dimensione che preferisce, creando così un tappeto Su Misura, come tutti i divani e divani letto della nostra collezione.

Oltre ai colori tinta unita, status symbol della collezione di tappeti, Tino Mariani offre una collezione dal gusto Vintage, dove tradizione e design si uniscono offrendo una soluzione d’arredo perfetta per ambienti moderni, giovani ed attuali, per un look di trame antiche per moderne esperienze.

I nuovi tappeti di moquette possono essere realizzati in diverse forme e dimensioni e più precisamente: quadrati, rettangolari, tondi, oppure su misura e su disegno del cliente.
Il servizio di personalizzazione riservato anche ai tappeti, visionabili in negozio a Lissone, permettono a tutti di creare lo stile perfetto per i propri gusti e necessità. 
Puoi scegliere il colore del bordatura, che può essere in tinta o in contrasto con il colore del tappeto, è possibile realizzare frange, creare su disegno forme e soggetti unici acquistando così un prodotto 100% made in Italy di qualità artigianale, realizzato con cura e professionalità.


Cura e manutenzione del tappeto: con l’acquisto di un tappeto di moquette riceverai una scheda tecnica ed informazioni dettagliate per la cura, la pulizia e la manutenzione del tuo nuovo tappeto creato da te.






Pietro Salini al PoliMi: “Assunzione di talenti una priortità”

Secondo Pietro Salini: “L’assunzione dei giovani talenti è una priorità strategica e non tattica, che va curata come una dinamica di lungo periodo e non gestita come una transizione nel momento del bisogno”. È quanto ha affermato l’amministratore delegato di Salini Impregilo all’inaugurazione del master in International Construction Management ideato dal gruppo in collaborazione con il Politecnico di Milano. 

Il corso si rivolge a neolaureati in ingegneria civile e meccanica, ingegneria per l’ambiente e il territorio, dei sistemi edilizi, edile-architettura, edile, ingegneria gestionale e altre discipline affini. Punta alla formazione di figure professionali adatte al core-business di Salini Impregilo: la gestione di commesse di grandi opere a livello internazionale. 

“La collaborazione con il Politecnico di Milano – ha dichiarato Salini – rappresenta l’inizio di una nuova era per Salini Impregilo. Crediamo che attrarre giovani talenti dalle migliori università del mondo sia una leva da utilizzare per continuare a crescere”.

http://www.affaritaliani.it/economia/pietro-salini-al-polimi-assunzione-di-talenti-una-priortita-484675.html?refresh_ce

Il trono del padre di Massimo Pinto premiato alla 42° edizione del Premio Letterario Casentino


Per i boschi, per i sentieri e per le alte rive, al cospetto delle placide acque del Danubio, ora argentee, ora blu, quell’uomo, un tempo così rigido e formale, divenne un abile e interessante conversatore. Gli parlava di tutto: della vita degli animali, delle specie dei fiori, dei poteri delle piante, delle fantastiche storie che popolavano quel castello, ma anche di argomenti di attualità, di scienza, dei progressi della aerostatica, degli esperimenti con la macchina a vapore e con l’elettricità. Gli parlava del cosmo e del sistema solare, dandogli una visione dell’uomo non più soltanto confinata ai destini dell’Europa e del mondo, ma ben più ampia, quasi metafisica, religiosa.” – “Il trono del padre

Sabato 17 giugno 2017 alle ore 16:30, presso la prestigiosa Abbazia di San Fedele a Poppi (Arezzo), si svolgerà l’attesa cerimonia di premiazione della 42° edizione del Premio Letterario Casentino alla presenza dei componenti della Giuria e dei rappresentanti del mondo artistico e letterario italiano.

Fra i premiati della sezione narrativa/saggistica edita con Segnalazione Particolare della Giuria lo scrittore Massimo Pinto con il suo romanzo “Il trono del padre – (L’innocenza)” pubblicato nel 2016 dalla casa editrice romana Bastogi Libri.

Il libro narra di due figli, Fausto un giovane romano nato nel 1944 e Napoleone II, figlio del celebre Napoleone Bonaparte, nato nel 1811. Due ragazzi che sentono l’assenza dei rispettivi padri e che riescono a dialogare in dimensione diacronica e diatopica grazie all’ingegno dell’autore.

Massimo Pinto è nato e vive a Roma, laureato in Economia alla Sapienza ed in Teologia presso l’Ateneo Romano della Santa Croce. È Croce al Merito Melitense del Sovrano Militare Ordine di Malta. Nel 1998 ha pubblicato il saggio “Stato sociale e persona”. 

Il Premio Letterario Casentino è stato fondato da Carlo Emilio Gadda, Nicola Lisi, Carlo Coccioli che lo istituirono negli anni ’40. Dopo l’interruzione del periodo bellico, il Premio, negli anni ’70, viene riproposto all’attenzione del mondo culturale italiano per volontà del Presidente del Centro Michelangelo, Silvio Miano, e attualmente dal Centro Culturale Fonte Aretusa.

Il Premio – tra i più antichi e significativi organizzati su scala nazionale – affida la presidenza delle sezioni poesia, narrativa ed economia rispettivamente a Silvio Ramat, Giancarlo Quiriconi e Giorgio Calcagnini e ad una competente, integerrima giuria che alla fine del suo lavoro di selezione, individua coloro la cui voce è parsa di più vasto significato e risonanza. Il Premio Letterario Casentino rende inoltre omaggio tutti gli anni ad eminenti personalità della nostra cultura, assegnando i ‘Premi d’onore Casentino’ per la poesia, la narrativa, la saggistica, il giornalismo, l’economia e la medicina.

La 42° edizione del Premio si svolgerà in due giornate, la prima giornata di premiazione si concluderà sabato 17 giugno 2017 con una cena di gala che sarà occasione di incontro tra scrittori, critici ed operatori culturali, alla quale possono partecipare i premiati con parenti e amici. Domenica 18 giugno la cerimonia sarà seguita da un altro incontro conviviale (pranzo a buffet) aperto a tutti i premiati ed a chi li accompagna.

In una recente intervista lo scrittore Massimo Pinto racconta “Il trono del padre”:Questa è una narrativa all’interno di sé stessi, piuttosto che fuori da sé: Lo stile piano, chiaro e, mi dicono, elegante, facilita la comprensione. E da spiaggia? Perché no? Certo non racconta un fatterello e richiede, più che attenzione ferma, una dose di concentrazione per coglierne i significati, anche quelli non voluti da me. Ma è tutt’altro che faticoso, si presta a una lettura lenta, ferma e continua. Perché lo consiglio? Ebbene perché chi lo ha letto mi ha ringraziato. Alcuni si sono sentiti così coinvolti emotivamente da doversi assentare dal lavoro (non era mia intenzione!), altri asseriscono di avere appreso fatti e sensazioni che non conoscevano, altri ancora, infine, una volta terminata la lettura (alcuni l’hanno letto due volte di seguito), si sono sentiti orfani. Che dire di più?

Non sempre il bambino capiva tutto, però quell’uomo si rivelò come un mito. La sua benda sull’occhio cominciò a fargli meno paura, anzi, al contrario, la ritenne una prova del suo valore in battaglia e prese a cercarlo. Gli chiese naturalmente del padre e lui rispose con maggiore obiettività, sincerità e rispetto di tutti gli altri. Gli raccontò, succintamente, le ultime vicende, non disse, come diceva il nonno, che il padre era cattivo, anzi lo difese, disse che era un grande condottiero, che era stato sfortunato, mal consigliato, che era sicuro che pensasse sempre a lui. Lo rinfrancò. Non fu nemmeno reticente, come lo erano tutti.” – “Il trono del padre

Written by Alessia Mocci

Info

Fonte




Beerparadise, lo specialista della birra online



Beerparadise.it è il nuovo negozio online specializzato nella vendita di birre online di qualità, nato dall'esperienza pluriennale di appassionati ed esperti operatori in questo settore.
Specializzati in birre artigianali, mettiamo a disposizione dei tanti clienti e appassionati birre nazionali ed estere, nonché idee regalo e una vasta gamma di accessori.
Ma come dev'essere assaporata una buona birra?
Innanzitutto assicuratevi di disporre del miglior bicchiere, che, di fatto, è quello adatto al tipo di birra che state per bere. Lavatelo con cura e asciugatelo perfettamente se volete bere una birra ad alta fermentazione.
La birra va bevuta fredda, ma non tutte vanno servite alla stessa temperature: informatevi direttamente sull'etichetta del prodotto.
Lasciate 3 o 4 centimetri di schiuma alla sommità del bicchiere: materrà più a lungo la freschezza ed il sapore di quel che andrete a bere.

Presentazione Il lungo viaggio dell’anima di Cinzia Rinaldi, 12 maggio 2017, Open Door Bookshop di Roma

Gli angeli sono creature celesti dello stesso Padre Dio che vivono esclusivamente in cielo, allo stesso modo è l’uomo, solo Dio lo ha destinato per il suo habitat la terra. L’uomo è solo un cittadino in questo pianeta, non il padrone.” – “Il lungo viaggio dell’anima

Edito a fine gennaio 2017 dalla casa editrice Bastogi Libri, “Il lungo viaggio dell’anima” è un romanzo autobiografico di Cinzia Rinaldi (3 agosto 1970, Tivoli).

Venerdì 12 maggio 2017 alle ore 18:30 presso la libreria Open Door Bookshop di Roma, si terrà la presentazione del libro “Il lungo viaggio dell’anima”. Sarà presente l’autrice Cinzia Rinaldi, il Direttore della casa editrice Bastogi Libri, il Dott. Angelo Manuali, e la Responsabile Dott.ssa Roberta Manuali.

“Il lungo viaggio dell’anima” ripercorre la vita dell’autrice e le apparizioni/visioni che negli anni le si sono manifestate. Troviamo al suo interno due personaggi di fama internazionale: Freddie Mercury e Michael Jackson.

Due musicisti che hanno profondamente segnato la vita psichica della Rinaldi, non solo per la loro produzione artistica ma anche, come si legge nel romanzo, per le fervide apparizioni nelle quali si trasmettevano conoscenze all’autrice.

Così “Il lungo viaggio dell’anima” è un lungo racconto di un’esperienza particolare tra il misticismo e l’incredulità che ha portato Cinzia a dubitare ogni giorno di questo “dono” ed ad analizzare dunque la possibilità di una immaginazione tanto forte quanto accattivante.

Ma, con il passare degli anni e con la manifestazione di costanti “coincidenze” che continuavano a presentarsi, l’autrice pian piano è riuscita a posizionare l’ago della sua bilancia sulla spiritualità sino ad arrivare alla decisione di scrivere la sua storia così da condividerla con tutti i lettori che hanno avuto esperienze simili o che siano solamente curiosi di conoscere qualcosa di diverso da ciò che “appare”.

La libreria Open Door Bookshop è stata aperta nel 1976. Il suo nome indica non solo un cordiale benvenuto a tutti gli amanti di libri, ma anche una mente aperta ed un’inesauribile curiosità per argomenti di ogni genere.  La ricerca di libri è per noi una caccia al tesoro tra vecchie edizioni e libri di antiquariato o fuori catalogo; un punto di riferimento romano per un’ottima selezione di libri di seconda mano, in lingua inglese ed in italiano, ma anche un ottimo ritrovo per intime presentazioni.

Una domanda all’autrice:

A.M.: Il 24 novembre 1991 ti è apparso il famoso cantante Freddie Mercury. Come racconti dal tuo libro, non sentivi la band Queen in tenera età. Cosa hai provato quando hai capito che l’essenza di Freddie Mercury si era manifestata a te?

Cinzia Rinaldi: Sorpresa e scetticismo! Io non lo seguivo come invece facevo con Michael, all’inizio lo consideravo solo un personaggio pubblico che aveva scelto me perché c’erano delle affinità spirituali, come disse infatti nella prima visione, “sei la mia pupilla”. La sua manifestazione nei miei confronti mi lusingava molto e col tempo iniziai ad apprezzare la sua arte, la sua musica. Alcuni mesi dopo la sua scomparsa, capii di essere fiera di aver conosciuto un personaggio celebre nel mondo della musica come Michael. Posso solo confessare una cosa: mi sentivo fiera di aver conosciuto nel mio cammino spirituale uno come Freddie ma consideravo Michael il mio compagno platonico di vita terrena, ero divisa tra due grandi celebrità: uno reale e l’altro in spirituale, ed era una sensazione che mi esaltava l’anima.

“Mi prese il panico per le sue ultime frasi perché mi dette l’impressione che l’avventura stava appena iniziando e io dovevo stargli dietro, seguirlo in tutto insomma. Solo alcuni anni più tardi capii il vero messaggio, che dovevo iniziare a percorrere la via della scrittura e dell’arte in tutte le sue forme e… mettere per iscritto tutte le esperienze che stavo per fare con il mondo celeste, con l’aldilà.” - “Il lungo viaggio dell’anima

Dunque, ricapitoliamo: venerdì 12 maggio 2017 alle ore 18:30 siete tutti invitati alla prima presentazione del romanzo di Cinzia Rinaldi “Il lungo viaggio dell’anima” presso la libreria Open Door Bookshop in via della Lungaretta 23 a Roma.

L’ingresso è libero e gratuito ed al termine della serata sarà offerto un rinfresco per tutti gli ospiti intervenuti.

Evento organizzato con il supporto di Oubliette Magazine.

Non mancate!

Written by Alessia Mocci

Info
Sito Bastogi Libri
Facebook Cinzia Rinaldi
Sito Open Door Bookshop
Evento su Facebook

Fonte




CityBuzz.it la guida per scoprire cosa vedere in Italia e nel Mondo

Tra le tante guide, siti e blog turistici del panorama web italiano, CityBuzz.it su pone come punto di riferimento per chi vuole sapere concretamente cosa vedere e fare nelle tantissime mete turistiche italiane e mondiali. Città famoso e piccoli borghi, itinerari in giro per i paesi più remoti del mondo, percorsi, spiagge, località montane e marittime, laghi e luoghi di interesse storico e turistico unici.

TOUR DELL’ETNA CON HOST&GUEST


HOST&GUEST, giovane  gruppo emergente composto da proprietari di immobili in affitto breve e case vacanza Sicilia che hanno deciso di riunirsi per offrire ai propri ospiti un circuito di alloggi di qualità, offre l’occasione di fare un Tour dell’Etna soggiornando di volta in volta in accoglienti appartamenti o in splendide ville immerse in lussureggianti campagne o sulle rive del  mare Jonio.

Iniziamo il nostro giro cominciando da:

CATANIA, la città barocca, in cui convivono, accanto alle vestigia della Magna Grecia e dell’antica Roma, come il Teatro e Odeon Greco-Romano ed il Teatro Romano, antichi castelli medievali come il Castello Federico di Svevia che ospita, oltre al museo permanente, anche mostre di notissimi artisti internazionali. Imperdibile, la sera e la notte,  la “movida” catanese in cui prendono vita innumerevoli locali, ristoranti  e pub complice il nostro clima spesso tiepido anche in pieno inverno. A Catania nel circuito HOST&GUEST potrete trovare comodi ed accoglienti appartamentini dislocati in zone strategiche della città a seconda delle vostre esigenze, turistiche, di studio o di lavoro.

Ci avviciniamo all’Etna ed andiamo a:

ZAFFERANA ETNEA, la città del miele, tranquillo e ridente paesino che d’estate si anima per le molteplici iniziative culturali e di svago che culminano nel mese di ottobre con L’OTTOBRATA trionfo della gastronomia e dell’artigianato siciliano. Da qui è facilissimo raggiungere il Rifugio Sapienza da dove parte la Funivia dell’Etna per l’emozionante visita al vulcano attivo più alto d’Europa. D’inverno a Zafferana la neve è alle porte e le piste da sci Etna Sud sono raggiungibili in pochi minuti. Sia in centro paese che nelle vicine colline potrete trovare appartamentini e ville per trascorrere le vostre vacanze.

Una puntatina al mare prima di riprendere il nostro giro montano? Spostiamoci allora a:

ACIREALE, balcone sul mare, con il suo bellissimo Duomo. A carnevale ospita una delle manifestazioni  più belle e famose della Sicilia;
LETOJANNI, con le sue spiagge dorate ed il mare cristallino. Vicinissima a Taormina.

Riprendiamo il nostro Tour dell’Etna e ci spostiamo a:

BRONTE, la patria del pistacchio che è alla base di golosissime specialità culinarie che lo hanno reso famoso nel mondo. I dintorni di Bronte regalano panorami meravigliosi dell’Etna e custodiscono tesori come lo splendido Castello di Maniace acquistato da Orazio Nelson. A Bronte potrete soggiornare da:

Il nostro anello attorno all’Etna si chiude a:
SAN PIETRO CLARENZA: paesino alle porte di Catania, vicino all’aeroporto internazionale di Fontanarossa dove Etnasea vi potrà ospitare in una splendida villa immersa in un lussureggiante giardino di ulivi aranci e limoni.

Il nostro Tour attorno all’Etna insieme ad HOST&GUEST si conclude qui, sono convinta che da questa esperienza conserverete nel cuore il calore del nostro vulcano, lo splendore del nostro sole, il profumo della nostra zagara e che il soggiorno nei nostri appartamenti vacanze Sicilia ci abbia fatti conoscere.

Intervista di Alessia Mocci a Massimo Pinto: vi presentiamo Il trono del padre – (L’innocenza)

“Il mistero si infittiva, ma una cosa era certissima: in entrambi i due primi ritratti la somiglianza fisica tra Fausto e il ragazzino imperiale era impressionante, nel terzo, almeno fino a quel novembre del 1957, Fausto non poteva riscontrare somiglianze perché lui ventuno anni non li aveva ancora. Però un’altra cosa lo incuriosì non poco: se era vero che Napoleone II era morto a ventuno anni, come mai quell’ultimo ritratto, dipinto proprio nello stesso anno del decesso, lo mostrava tutt’altro che macilento e moribondo, bensì in tutto il fulgore della sua bellezza di giovane uomo?” – “Il trono del padre – (L’innocenza)

Il trono del padre – (L’innocenza)”, edito nel 2016 dalla casa editrice Bastogi Libri, è un romanzo psicologico-evolutivo e storico di Massimo Pinto.
Il libro vede due personaggi principali, due figli, Fausto un giovane romano nato nel 1944 e Napoleone II, figlio del celebre Napoleone Bonaparte, nato nel 1811. Due figli che sentono l’assenza dei rispettivi padri e che riescono a dialogare in dimensione diacronica e diatopica grazie all’ingegno dell’autore.
Massimo Pinto è nato e vive a Roma, laureato in Economia alla Sapienza ed in Teologia presso l’Ateneo Romano della Santa Croce. È Croce al Merito Melitense del Sovrano Militare Ordine di Malta. Nel 1998 ha pubblicato il saggio “Stato sociale e persona”. 
L’autore è stato molto disponibile nel concedere questa intervista e nel raccontare la genesi e qualche significato del suo romanzo. Buona lettura e buona conoscenza!


A.M.: Ciao Massimo, ti ringrazio per aver accettato l’intervista ed inizio subito con una curiosità che verte più sul tuo passato. Hai sentito il bisogno di esprimere con le parole le voci che ti sussurravano in testa sin da piccolo?
Massimo Pinto: Il romanzo appartiene al filone narrativo, non inventato, ma una volta per tutte codificato da Marcel Proust. A suo modo è una piccola recherche che si prefigge di dar voce, sì alla memoria volontaria, ma soprattutto a quella involontaria, addirittura la memoria invisibile. Dare voce cioè all’“ineffabile”, anche se sembra uno ossimoro. Tecnica in parte ripresa da Italo Svevo nella “Coscienza di Zeno” e da tanti altri. Se siete una persona con forte emotività, volete scrivere e leggete Dostoevskij, vi può piacere, anche molto, ma non imparate a romanzare, se invece leggete Proust, questa dote nascosta la tirate fuori automaticamente. Se uno scrive rivelando le emozioni della memoria involontaria è perché vive in questa maniera e, pertanto, quando scrive di sé, il proprio ineffabile viene fuori in molte pagine, quando scrive di altri, anche in questo caso, l’autore crea una memoria involontaria, un ineffabile, come se fossero veri. È verissimo che, sin da circa l’età di tre o quattro anni, io ho giocato mentalmente con una invenzione tutta mia: ero un monarca in erba e in incognito, che aspettava l’investitura e, nel frattempo, doveva condurre una vita normale, sempre in incognito, o quasi. Infatti nella mia testa c’era un trasmettitore, ruotando le manopole del quale io mi mettevo in contatto con il popolo, che, solo in quel momento, veniva a sapere chi fosse quel bimbetto e me ne dava dimostrazioni. Quando chiudevo le manopole tornavo in incognito, ma anche tutte le persone dimenticavano la verità. Che posso dire? Che ne so perché? Però anche le reazioni della gente, quando aprivo le manopole, che mi sorrideva di più, mi dava magari una caramella, faceva posto a mamma e a me sul filobus, mi convincevano che fosse tutto vero, anzi era proprio una conferma. E sono andato avanti così. Quando, per la prima volta nella mia vita, a nove anni in quinta elementare perché ero un anno avanti, venni in contatto con la figura del figlio di Napoleone e lessi, più o meno: -Napoleone ebbe un figlio allevato alla corte di Vienna, che però morì giovane, dopo una vita di stravizi e mollezze – mi ribellai, perché non mi parve vero, perché quelle notizie sembravano troppo sbrigative, perché dovevo saperne di più. E così, alle medie, al ginnasio e al liceo: - il figlio di Napoleone morì tisico tra dissolutezze e vizi -. Non mi bastava: mi documentai meglio, feci ricerche, anche perché i libri, sia pure con maggiori dettagli, mi apparivano sempre reticenti e io sentivo ormai forte il richiamo di quel ragazzo che sembrava dirmi: - Non è vero quello che dicono di me. Io non sono stato quello che hanno scritto. Mi hanno imprigionato, mi hanno umiliato, mi hanno ucciso. Rendimi giustizia tu! – E allora gli ho reso giustizia, informandomi, leggendo, guardando. E man mano che mi informavo lo sentivo sempre di più come un fratello, con infinita tenerezza, pietà, condivisione e anche ribellione per quello che gli avevano fatto. Così è andata. L’unica cosa che mi ha meravigliato che, come scrivevo di Fausto quasi sotto dettatura, perché in fondo ero io, egualmente ho scritto di Napoléon II come se qualcuno me lo dettasse, non nelle rievocazioni storiche o ambientali che hanno richiesto faticose ricerche, ma nelle situazioni e nei dialoghi, come se, invece che dall’invenzione dello scrittore, questi scaturissero dalla mia memoria. Troverete un completamento della mia ispirazione nel volume di poesie di prossima pubblicazione “Cento farfalle e… più”, mentre sarete sorpresi dal verismo del romanzo che sto scrivendo “La normalità del ladro”. Non dico di più. Perché scrivo soltanto adesso (letteratura dico)? Perché adesso ho tempo.


A.M.: “Il trono del padre – (L’innocenza)” è la tua nuova pubblicazione, un romanzo tra lo storico e lo psicologico-evolutivo. Quanto tempo hai impiegato a stenderlo considerando le 500 pagine ed il notevole studio degli argomenti trattati in quanto una parte del romanzo è ambientata all’epoca di Napoleone Bonaparte?
Massimo Pinto: Intanto nella identificazione dei generi letterari dell’opera metterei al primo posto quello psicologico-evolutivo e poi quello storico: i due “eroi” sono in realtà la stessa persona. La forte connotazione storica delle due vicende, con tutti i suoi particolari dettagliati, risponde a due esigenze: quella di dimostrare come gli avvenimenti di contorno influiscano, e molto, sul percorso formativo, anche di due bambini apparentemente ignari, e come drammaticamente orientino la nostra vita. È difficile dire quanto tempo ho impiegato: il romanzo era nella mia testa da anni, anche inconsapevolmente e quindi a Parigi, a Roma a Vienna giù a documentarmi. Poi, circa un anno prima di iniziare la scrittura, ho redatto numerosi files, infine il romanzo l’ho scritto con quei files a disposizione e con cinque - sei volumi sempre aperti (più che altro per la storia di Napoléon II e meno per Fausto). A quel punto non è stata difficile né lunga la gestazione, precisamente sette mesi, dal 15 ottobre al 15 maggio successivo, per un totale preciso di 523 pagine. Per fare un esempio la lunga scena dello stupro subito da Fausto a sette anni l’ho scritta in mezz’ora e non è stata mai più corretta o modificata (potrai immaginare perché). Il titolo era in qualche modo obbligato perché i figli maschi hanno sempre il miraggio di conquistare il trono del padre, vero o metaforico che sia questo trono, anche e soprattutto se il padre è ben identificato ma assente.


A.M.: Il romanzo presenta due dediche. La prima a Ludovica e Lorenzo, che penso facciamo parte della tua famiglia, magari sono i tuoi figli oppure i tuoi genitori. La seconda dedica, invece, la si incontra nella prefazione che hai curato tu stesso e recita: “Dedicato a tutti i padri e figli, affinché i primi non rinuncino mai al loro ruolo, costi quel che costi, e i secondi siano indulgenti.” Volevo dunque sapere quanto è importante la famiglia nella tua vita e se ritieni di aver sbagliato qualcosa di molto importante.
Massimo Pinto: Sì ho sbagliato come tutti anche io, come Graziano, il padre di Fausto, e come Napoleone, il padre del “Re di Roma”. Però bisogna sbagliare “facendo” piuttosto che “non facendo”, questo è imperdonabile. L’indulgenza dei figli, poi, è la cosa più negletta, eppure più utile, per un buon rapporto, ce n’è tanto bisogno: un figlio indulgente con il proprio padre sarà senza dubbio un padre migliore a sua volta. Desidero porre, come spunto di riflessione, una serie di significati dell’opera. Ciò non toglie alla libertà del lettore di trovarne altri. Dunque il primo e più importante significato è il rispetto dei minori. E non intendo soltanto il rispetto fisico ma soprattutto il rispetto morale, il rispetto della loro libera evoluzione, l’assenza assoluta di tentativi di manipolazione, il non farne mai strumento dei propri fini. E per “minori” non intendo soltanto il bambino, il ragazzo, l’adolescente, ma tutti coloro che sono più deboli di noi. Altro significato evidente è la responsabilità genitoriale di un sano, e attivo, rapporto con i figli e, nel caso specifico, si analizzano molto le fasi di maturazione del maschio, molto utili per una lettrice. Di seguito enuncerei l’assoluta assenza di classi sociali nel comune sentire umano. Ulteriori significati non meno importanti sono: la predestinazione, il libero arbitrio (così caro alla tradizione cristiana ma che io ritengo inesistente quasi o fortemente attenuato, posizione che, un tempo, mi avrebbe attirati i roghi della Santa Inquisizione), i condizionamenti, la responsabilità nel peccato e nell’agire e, grande come una casa, l’innocenza ontologica dell’uomo (infatti il sottotitolo dell’opera, come avrai notato, è “l’innocenza”). Infine vi sono argomenti solo accennati quali, ad esempio, il significato dell’esistenza umana, quale “illusione” di un mondo immanente che forse, nel mistero della trascendenza, neppure in realtà esiste. Perché noi in realtà viviamo in un universo imperfetto, perché frutto di una parzialità e di una disarmonia di un tutto, o niente, per noi inimmaginabile. Da ultimo: la tolleranza. Il romanzo insegna proprio questo, la tolleranza, ma più che la tolleranza che sottintende sempre un atto di sopportazione, una condiscendenza, la assoluta normalità di rapporti nei riguardi di chi, per caso, fosse diverso da noi, anche per orientamenti sessuali. E, infine, c’è il dolore intrinseco della vita, che coinvolge tutti, ma proprio tutti. Tutti massimi sistemi che vengono enunciati non perché io mi senta un novello Galilei, ma semplicemente perché i massimi sistemi possono essere, anzi devono, alla portata di tutti. Sta al lettore trovare altri significati, perché, anche a me che l’ho scritta, quest’opera parla da sola ed è lei che, adesso, mi svela cose che non sospettavo neppure io, come se l’avesse scritta un altro.

A.M.: Dunque ci troviamo di fronte ad una voce narrante che ci trasporta in due storie parallele connesse da frequenti flashback e flashforward di ottimo gusto. Pensi sia complesso leggere questo libro?
Massimo Pinto: Questa è una narrativa all’interno di sé stessi, piuttosto che fuori da sé: Lo stile piano, chiaro e, mi dicono, elegante, facilita la comprensione. E da spiaggia? Perché no? Certo non racconta un fatterello e richiede, più che attenzione ferma, una dose di concentrazione per coglierne i significati, anche quelli non voluti da me. Ma è tutt’altro che faticoso, si presta a una lettura lenta, ferma e continua. Perché lo consiglio? Ebbene perché chi lo ha letto mi ha ringraziato. Alcuni si sono sentiti così coinvolti emotivamente da doversi assentare dal lavoro (non era mia intenzione!), altri asseriscono di avere appreso fatti e sensazioni che non conoscevano, altri ancora, infine, una volta terminata la lettura (alcuni l’hanno letto due volte di seguito), si sono sentiti orfani. Che dire di più?

A.M.: Domanda difficile. Nel romanzo si racconta della costruzione dello Stato di Israele. Che cosa pensi della politica dello Stato oggigiorno e di come vengono portate avanti alcune situazioni palestinesi?
Massimo Pinto: Non ho difficoltà: gli Stati non devono mai essere confessionali, e, purtroppo, lo Stato di Israele lo è, contribuendo alla formazione di un abbozzo di un altro Stato confessionale, ancora non perfettamente formato e riconosciuto, che sarebbe l’Autorità Nazionale Palestinese. Dal punto di vista del Diritto Internazionale, queste due entità hanno non poche situazioni di illegalità (Cisgiordania e la stessa Gerusalemme) e di impossibilità di convivenza (colonie ebraiche nei territori palestinesi e indeterminazione e frammentazione del territorio arabo). Sin dall’inizio, con l’imposizione dell’ONU, si doveva obbligare le Parti a costituire un solo Stato, multiculturale, multietnico e plurireligioso col nome di Palestina, con rappresentanze parlamentari proporzionali. Un disegno di grande spessore etico non adatto soprattutto agli Ebrei ma neppure agli Arabi, eppure quanto mai necessario.

A.M.: C’è una poesia molto bella che citi nel romanzo: “Al chiaro della luna,/ Amico mio Pierrot,/ Prestami la tua penna/ Per scrivere una parola./ La mia candela è morta,/ Non ho più fuoco./ Aprimi la tua porta/ Per l’amor di Dio!/ Al chiaro della luna,/ Pierrot ha risposto:/ Non ho una penna,/ Sono nel mio letto.” Che cosa simboleggiano per te questi versi della celebre canzone popolare francese del XVIII secolo?
Massimo Pinto: Semplice: che non tutti sanno cogliere l’amore e rimangono soli. Ma quando due si innamorano, e si riconoscono, il loro universo è completo, non hanno bisogno di niente altro né di altre persone e, soprattutto, non ci sono per nessuno.

A.M.: Quali sono gli scrittori che da sempre ti hanno affascinato? Quali libri hai sul comodino?
Massimo Pinto: Che dire? Pavese, Svevo, Calvino, Ginzburg, Maraini, Morante, Donna Tartt, Carofiglio, ne dico un po’ a casaccio e ne tralascio tanti. Sono molti quelli che mi piacciono ed emozionano, ma sono molti di più coloro che non mi piacciono, tra i quali il grande (non per me) Moravia. Sul comodino? Nessuno perché da presbite, con l’impaccio degli occhiali, non posso leggere a letto. Ho letto recentemente “La scuola cattolica” che non è un romanzo bensì un saggio e una interminabile noiosa masturbazione ripetitiva, senza mai raggiungere l’orgasmo. Tutti i “Premi Strega” degli ultimi anni sono uno scandalo per la cultura, per sciatteria e povertà. Adesso sto leggendo “Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo” di Alessandro Barbero, che a suo tempo mi era sfuggito: carino, anche divertente se vogliamo, però, in certe pagine, noioso, non revisionato come sarebbe stato meglio per conferirgli ritmo. L’autore è un genio della storiografia, ma da questo ai Premi Strega del dopoguerra c’è un oceano. Naturalmente non pretendo di essere condiviso nei miei giudizi.

A.M.: Hai presentazioni del libro “Il trono del padre (L’innocenza)” in programma a breve? Puoi anticiparci qualcosa?
Massimo Pinto: C’è stata una presentazione mercoledì 18 gennaio 2017 alle 17:00 presso la prestigiosa sede dell’Accademia G. Belli a Roma. Il Prof. Carlo Volponi (critico letterario, giornalista e Vice Presidente dell’Accademia Belli) ha presentato la serata. Presenti anche come relatori il Dott. Massimiliano Grotti (consulente letterario ed editor); la Responsabile ed editrice di Bastogi Libri Roberta Manuli e il Direttore di Bastogi Libri, il Dott. Angelo Manuali. La prossima presentazione sarà a Firenze, ma non posso ancora rivelarvi la data perciò seguite l’aggiornamento delle news sul sito della Bastogi ed il romanzo dovrebbe essere in concorso per i premi letterari il Casentino ed il Giuseppe Dessì.

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Bastogi Libri? La consiglieresti?
Massimo Pinto: Hanno una gloriosa tradizione alle spalle, molta buona volontà e onestà oltre a cultura, competenza e simpatia personale. Difettano nella promozione per mancanza di mezzi adeguati. Nell’attuale caos dell’editoria li consiglio senz’altro.

A.M.: Salutaci con una citazione…
Massimo Pinto: Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano”. - Italo Calvino dal romanzo "Il sentiero dei nidi di ragno"

A.M.: Massimo, ti ringrazio per questa interessante intervista ed invito i lettori a concedersi la lettura del tuo romanzo perché potranno uscire arricchiti di un’esperienza che vale la pena vivere. Alla prossima!


Written by Alessia Mocci


Info


Fonte