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Anticalcare elettronico per uso civile e industriale

Un anticalcare elettronico è un insieme ecologico che consente un processo dell'acqua atto a difendere le tubature, gli impianti e i macchinari dai depositi di calcare e dalla ruggine.
La tecnica a impulsi di CalcareSTOP è basata sul principio della lavorazione fisica dell'acqua. Sfruttando speciali impulsi elettronici multifrequenza, un anticalcare modifica il processo di cristallizzazione del calcio liquido. In questo modo il calcare solido perde la propria capacità aggregante e la capacità di aderire alle superfici. Questa tecnologia anticalcare sfrutta esclusivamente impulsi elettrici capacitivi e non fa uso di sali nè di sostanze chimiche.
CalcareSTOP blocca la formazione di depositi di calcare nelle tubature e nelle apparecchiature.
L'acqua viene trattata con impulsi elettrici generati dall'unità elettronica e controllati da un microchip computerizzato.
Senza il sistema di trattamento dell'acqua Anticalcare CalcareSTOP le particelle di calcare presenti nell'acqua formano dei cristalli ruvidi che si legano tra loro formando dei depositi.
Il contatto dell'acqua dura Calcarea con i tubi di ferro e/o rame causa un processo di ossidazione, gli ossidi danneggiano le superfici dei tubi e possono causarne la corrosione.

Per ulteriori informazioni visitare il sito di anticalcare elettronico.

Vacanze in hotel Jesolo : i sei trucchi per una vacanza economica

Il risparmio è fondamentale di questi tempi, pur mantenendo la qualità, e noi hotels a Jesolo proponiamo vacanze spesso economiche, ma di ottima qualità .
Da albergatore Vi spiego qualche trucco per poter risparmiare, quei trucchi che per noi che lavoriamo nel settore sono ovvi e semplici, ma che spesso non sono intuitivi per tutti. 
EccoVi svelati  i sei  'trucchi del mestiere' : 
  1. di solito il turista fà una ricerca sul web e s'imbatte nei portali, quei contenitori di tanti alberghi, focalizza alcuni alberghi che sembrano incontrare il suo gusto  il suo budget e le recensioni e prenota tramite portale. Non fate questo errore ! Non fermateVi qua! 
  2. andate direttamente sul sito dell'albergo, controllate i prezzi sul booking on line , e , non contenti , io Vi consiglio di contattare direttamente l'hotel con una mail o una telefonata. Vi chiederete perchè, ma il perchè è molto semplice. Con una mail, esprimete tutti i Vostri bisogni, le età di eventuali bimbi, caratteristiche, servizi e ciò Vi permetterà di avere un preventivo cucito ad hoc su di Voi e spesso meno costoso di quello prodotto da un portale, in quanto trattasi di prenotazione senza intermediari
  3. Controllate sempre le sezioni offerte dei siti degli alberghi, spesso in quella sezione  trovate qualche formula scontata, qualche coupon sconto, qualche 'regalo', chiamiamolo così
  4. Se avete bimbi, specificate bene le età, perchè spesso, un albergatore direttamente Vi garantisce sconti che vanno oltre la fascia di età di Vostro figlio. Volete un esempio? Se Vostro figlio ha otto anni, anche se per policy avrebbe diritto al 30% di sconto dai sette anni in sù, è difficile che un albergatore se la senta di applicare il 30% di sconto. Di solito, viene concesso un 50%.
  5. Chiedete! Non abbiate paura, al massimo Vi si dice che non si riesce, ma di sovente si ottiene un risparmio chiedendo e parlando direttamente con la struttura 
  6. Ci sono spesso in commercio cofanetti, che potete ben usare per una buona vacanza di una settimana, quale albergatore VI nega un cofanetto scontato se gli prenotate altri giorni direttamente ? un modo per viaggiare risparmiando bene su due notti del soggiorno.
Il mondo è globale, tutto il mondo si trova su internet, tutti ci troviamo su internet, persone, cose, alberghi, strutture turistiche e le loro offerte e non solo. Impariamo ad usare queste enormi possibilità per risparmiare un pochino. 


Cerchi una ferramenta online? scegli Sagra magazzini

Sagra Magazzini è un'azienda con una ventennale esperienza nel settore della ferramenta e utensileria, ciò ci consente di selezionare per la nostra clientela prodotti di massima affidabilità.
Sagra Magazzini è da sempre a fianco delle piccole e grandi aziende per la fornitura di utensili, macchinari, ferramenta, ricambi per grandi lavorazioni, hobbistica e fai-da-te. 

http://www.sagramagazzini.it/grandi-marche.html


La qualità premia! 

La scelta di grandi marchi, affiancata da cura per il cliente ed un servizio efficiente ha portato l’azienda a consolidarsi sul mercato quale punto di riferimento per gli operatori del settore. Il sito web dedicato interamente al ferramenta ed utensileria propone un vasto catalogo sempre aggiornato con nuovi prodotti e offerte ogni mese.
Nella sede espositiva e punto vendita di Forlì (Via Niccolò Copernico) è possibile toccare valutare toccare con mano una infinità di prodotti selezionati accuratamente tra i più grandi marchi del settore.

Gli obiettivi

L’obbiettivo principale dell’azienda è la soddisfazione del cliente. Tale obiettivo nasce con una proposta trasparente al fine di un rapporto sereno e duraturo. L’azienda offre una consulenza per l’acquisto di macchinari, ricambi o prodotti specifici per ottenere il miglior risultato sul lavoro. Di fatti la preparazione degli addetti, maturata in anni e anni di lavoro e consulti, riesce a soddisfare le richieste più esigenti.

Si punta alla qualità

Presso il punto vendita aziendale (Forlì)  potrete trovare grandi marchi nel settore della ferramenta, ma anche grandi opportunità in altre merceologie, perché fa parte del nostro lavoro anche ritirare convenienti stock di materiale in settori diversi.
Il motto è “Qualità Prima di Tutto”: qualità nella proposta dei prodotti ma anche e soprattutto qualità nel servizio post-vendita, consegna sempre velocissima e risoluzione dei problemi eventuali in maniera sempre adeguata.

Sagra Magazzini è Rivenditore di prodotti delle più importanti aziende leader nel settore dell'utensileria, ferramenta, giardinaggio, hobbistica. Le recenti e ben sfruttare potenzialità del web hanno alimentato l’accesso ai prodotti ed alle proposte commerciale.. perché la tecnologia va avanti e di conseguenza i prodotti evolvono verso nuove e risolutive forme di problem-solving.. Alcuni esempi di marchi, chi non li conosce?! Kärcher, Valex, CFG, La nanotecnologia, Ribimex, Reitool, Henkel, Dewalt, Rhodius nel settore dell'utensileria, ferramenta, giardinaggio, hobbistica, illuminazione, ecc.  ESAB, FRIULSIDER, GEKO, GIS COMPRESSORI, IBFM, IL MAGGIORDOMO-HYGAN, ISEO.. soluzioni per tutte le esigenze.

La vasta gamma di prodotti ed un magazzino sempre rifornito offrono un servizio di qualità e professionale al Cliente.

PROFILO SOCIETARIO:

  • Ragione sociale: SAGRA MAGAZZINI S.r.l.
  • CF/ P.Iva:  04155480405
  • Sede legale: Via Nicolò Copernico 28/30 - 47122 - Forlì (FC) – Italia
  • Telefono Fisso: 0543 723020
  • Telefono Cellulare: 340 8612171
  • WhatsApp: 345 5897199
  • Mail: sagramagazzini@gmail.com 
  • Responsabile Tecnico: Davide
  • Servizio Clienti: Jessica

Stampa volantini a San Valentino.. fra strategia e creatività

Il rituale di stampa volantini, biglietti di auguri e cartoline è molto diffuso nei giorni precedenti la festa di San Valentino. In fondo parliamoci chiaramente comunicare a San Valentino fa bene al cuore ma anche al business!

San Valentino è la festa degli innamorati.. ma è anche la festa dei grafici, copy-writers, aziende, agenzie e Tipografie.

 Nei giorni che precedono il 14 febbraio ogni creativo è alla ricerca di spunti ed idee pubblicitarie che possibilmente non naufraghino nel mieloso e nel banale. Arduo compito 🙂 Se ci pensiamo, la ricorrenza entra nelle nostre agende proprio grazie alla pubblicità. In questo post mi rivolgo a te che ti stai “scervellando” per soddisfare la richiesta del tuo cliente che ha avuto inizio con la frase “Mi prepari una campagna pubblicitaria per San Valentino”?

StampaeStampa.eu tipografia online


Ti propongo idee strategiche e spunti di creatività per la tua campagna marketing di San Valentino. Fai innamorare i brand Proprio come fanno i grandi, pensa a Google, YouTube oppure a Yahoo che in occasione di questa ricorrenza stravolgono i loro loghi con cuori, fiori ed immagini romantiche, prova anche tu a ridisegnare i brand dei tuoi clienti! Rendi romantico il materiale pubblicitario 

Realizza una grafica di forte impatto che comunichi in maniera chiara il messaggio che desideri comunicare ed utilizzala per i banner e per la stampa volantini. Utilizza il colore rosso, simbolo di amore e passione e gli elementi tipici di questa ricorrenza (cuori, fiori, freccette, baci, labbra..) Lo stesso puoi fare con la stampa manifesti, stampa depliants e stampa flyers Fac simile volantino Fa simile volantino.

 Fai sconti o promozioni Tipiche attività promozionali diffuse in questa festa sono i pacchetti per 2. A seconda del cliente che hai di fronte puoi pensare di proporgli una di queste offerte da offrire al consumatore finale: 2 biglietti per il teatro (il secondo in omaggio oppure a metà prezzo) 2 cene 2 drink 2 biglietti per il treno/aereo E cosi’ via..

Offri un rapido servizio di stampa on-line ai tuoi clienti Dimostra ai tuoi clienti di amarli e di essere attento alle loro esigenze.. anche se come al solito sono in ritardo :-). Rivolgiti ad una tipografia on-line che offra un servizio di spedizioni espresse dell’ultimo minuto. Di solito i clienti sono disposti a pagare un piccolo surplus per ricevere in tempo il proprio materiale.

Se non hai ancora pensato a chi affidare la stampa dei volantini e del tuo materiale pubblicitario per San Valentino. Per ofefrte e promozioni stampa, puoi visitare https://stampaestampa.eu

Ecco l’Anticalcare elettronico contro Acqua troppo calcarea

Il deposito di calcare sia da un punto vista puramente estetico che da un punto di vista tecnico risulta essere uno dei problemi più fastidiosi che ogni buona massaia cerca di risolvere.
Infatti nella pulizia della propria casa non basta usare uno dei tanti anticalcare che si trovano sugli scaffali del supermercato bensì trovare una soluzione che risolva il problema all’origine.
Insomma il detto “prevenire è meglio che curare” vale anche nel caso del calcare.
Installando CalcareStop anticalcare elettronico si evita la presenza di quelle fastidiose macchioline bianche nei punti più disparati ma fattore ben più importante si riducono i consumi elettrici e si tutela la salute di elettrodomestici che fanno uso di acqua calda, come lavatrici, lavastoviglie, scaldabagni e caldaie.
Un anticalcare elettronico, inoltre, non modifica la composizione naturale dell’acqua, agendo a livello elettromagnetico, evitando così l’origine della cristallizzazione del calcio.
Diversamente da altre soluzioni anticalcare, il dispositivo viene applicato esternamente al tubo e pertanto non richiede alcun intervento idraulico nonché di muratura. Sarà sufficiente avvolgere un cavo di segnale intorno alla parte esterna di un tubo e poi, una volta collocato in una posizione stabile, collegare CalcareStop anticalcare elettronico alla presa di corrente.



E’ un dispositivo multi compatibile, universalmente adatto a ogni tipo di tubatura, da quelli con diametro di 3,8 centimetri fino ad arrivare ad un massimo di 15 centimetri; indipendentemente dal materiale utilizzato.
Un anticalcare elettronico è in grado di: impedire la formazioni di incrostazioni di calcare, rimuovendo persino quelle preesistenti; non usando sali o alcun tipo di additivo chimico, conseguentemente non modifica la composizione originaria dell’acqua.
Un anticalcare elettronico è la soluzione definitiva per eliminare il calcare sia ad uso domestico che industriale.
Per avere informazioni più dettagliate sul funzionamento, il risparmio energetico che si può ottenere e molto altro ancora si rimanda al sito ufficiale del prodotto Anticalcare.



Il lungo viaggio dell’anima di Cinzia Rinaldi: l’incontro con Freddie Mercury e Michael Jackson

In uscita a fine gennaio “Il lungo viaggio dell’anima”, primo romanzo di Cinzia Rinaldi, edito dalla casa editrice Bastogi Libri.

Vi anticipiamo qualcosa del lungo libro autobiografico lasciandovi la prefazione dello stesso, augurandoci che riesca a suscitare in voi l’attenzione dovuta.

Sarà possibile acquistare “Il lungo viaggio dell’anima” sulle librerie fisiche convenzionate con la casa editrice e su tutti gli store online. Inoltre vi invitiamo alla presentazione ufficiale del libro che sarà l’8 marzo 2017 presso la prestigiosa sede dell’Accademia d’arte e cultura Giuseppe Gioachino Belli a Roma, con il relatore Prof. Carlo Volponi, vice Presidente dell’Accademia.

Prefazione “Il lungo viaggio dell’anima”

Il primo pensiero di Dio fu un angelo. La prima parola di Dio fu un uomo.” - Kahlil Gibran
Cinzia Rinaldi (3 agosto 1970, Tivoli) è una donna che, sin da giovanissima, ha avuto la possibilità di esplorare una sorta di mondo parallelo in cui vivono angeli ed anime di persone defunte.

Sin dalle origini delle arti l’uomo si è sempre interrogato sull’esistenza di qualcosa di superiore, o comunque di diverso dalla realtà visibile, presupponendo nelle diverse religioni che conosciamo varie risposte alle domande più comuni eppur più basilari della nostra esistenza: chi siamo? Chi ci ha creati? Qual è il nostro scopo?

È un fatto risaputo che alcune persone abbiano un contatto diretto con esseri diversi dall’ordinario che si muovono nel nostro pianeta per comunicare con noi attraverso vari sistemi quali apparizioni, visioni, sogni.

Non tutti gli esseri umani hanno la facoltà di vivere esperienze di questo tipo e solo la fede può venire in aiuto quando non accade. Cinzia Rinaldi ha invece esplorato questo mondo diverso dal nostro per un’intera vita senza aver mai chiesto di potervi accedere, senza aver mai voluto intraprendere questo viaggio.

Ed è stata una vita di collegamenti, di incertezze, di vere e proprie follie in cui la mente cadeva, perché anche se si hanno prove tangibili di apparizioni di angeli ed anime dei defunti non è facile credere istantaneamente, soprattutto nella nostra epoca che ci ricorda costantemente la scomparsa delle fede e la comparsa delle varie psicosi che una persona può vivere, siano esse sotto forma di allucinazioni visive od uditive.

Ed è stata una vita di costante tribolazione nella quale l’autrice ha cercato di assemblare messaggi talvolta incomprensibili ma che con il passare del tempo si manifestavano nella realtà.
Avvertimenti di pericoli, comunicazioni con i vivi, o semplici episodi d’affetto che contorcevano il pensiero di Cinzia sino a visitare i territori della malattia mentale, perché ripeto non è semplice accettare l’esistenza di ciò che oggi è definito fantastico.

“Il lungo viaggio dell’anima” è un dunque romanzo autobiografico che ripercorre i vari passaggi di queste apparizioni, un libro che cerca di raccontare il travaglio emozionale che la Rinaldi ha vissuto durante la sua vita. Una prova di fede nella quale si incontrano personaggi noti e meno noti che interferiscono nelle giornate della giovane donna per indicarle il cammino, una via da seguire ed un arduo compito da portare avanti.

Uno dei suoi primi incontri è con il celebre Freddie Mercury, o meglio con l’anima del famoso cantante della band Queen, apparso a Cinzia Rinaldi per la prima volta proprio durante l’improvvisa morte, il 24 novembre 1991.

All’epoca la giovane ragazza non seguiva la band e non riconobbe subito Mercury, non capì cosa fosse quel presagio, e pensò per davvero di aver sognato ad occhi aperti.

E per anni si chiese se questi presagi fossero visioni reali oppure scherzi della sua mente, così da non dar troppa importanza ai fatti che accadevano, così da non seguire perfettamente i consigli delle apparizioni.

Freddie Mercury fu costante nelle sue visite, fu caparbio nell’indicare a Cinzia il cammino, e cioè quello di avvertire un altro famoso cantante del pericolo che stava per correre. Stiamo parlando di Michael Jackson, che all’epoca era sulla cresta dell’onda con milioni e milioni di fans in tutto il mondo.

Ma perché proprio questa giovane donna fu contattata dall’appena deceduto idolo?
Perché l’essenza si materializzò a Roma e non per esempio nella sua città a Londra?
Cos’aveva di speciale Cinzia?

Era forse più pura delle altre fans di Michael Jackson oppure intercorrevano altre affinità fra i due?

Ovviamente non si potranno mai avere le risposte a queste domande, dobbiam accettare che i fatti siano questi e che alcune scelte della nostra autrice siano state suggerite da forze esterne. Scelte che porteranno Cinzia a viaggiare in tutta Europa alla ricerca di un contatto diretto con Michael Jackson.

Un compito non facile, anzi fin troppo complesso per una sola ragazza perché avvicinare la star non fu semplice, e le numerose difficoltà dopo anni di tentativi scoraggiarono la donna tanto da portarla ad abbandonare il compito primario della sua vita.

Più volte ne “Il lungo viaggio dell’anima”, infatti, si parla della depressione vissuta e della volontà di poter esercitare il libero arbitrio per poter vivere normalmente, come ogni altra persona, senza alcun compito, senza doveri incredibili da dover assolvere.

Ma anche se la nostra autrice provò a liberarsi di queste voci e visioni, nulla cambiò, queste non smisero di parlarle ed avvertirla dei pericoli che stava per correre.

E dei lutti. Sì perché la morte è una delle protagoniste del libro. In tanti muoiono fra le pagine ed i ricordi di Cinzia, in tanti lasciano questo mondo per poi comparire sotto forma di angeli od anime che vogliono dare l’ultimo saluto o che vogliono avvertire di un’altra imminente perdita.
È una vita macchiata di sangue e di dolore, con qualche intervallo di felicità ma pur sempre appesantito dalla costante presenza del mondo parallelo sopra citato.

Gli angeli sono creature celesti dello stesso Padre Dio che vivono esclusivamente in cielo, allo stesso modo è l’uomo, solo Dio lo ha destinato per il suo habitat la terra. L’uomo è solo un cittadino in questo pianeta, non il padrone. Noi siamo circondati da queste creature celesti, alcuni spesso hanno l’ordine di intervenire per qualche incidente mortale, per dare sollievo a persone che soffrono a causa della malvagità governata da Satana. Bisogna sapere riconoscere i veri figli celesti di Dio quelli che sono stati e rimangono fedeli a Lui, quelli che al contrario hanno disubbidito al Padre Eterno di proposito. Gli angeli puri non includono timore come fanno viceversa i demoni, gli angeli disobbedienti.”


Written by Alessia Mocci

Info
Sito Bastogi Libri

Fonte


Incontri donna cerca uomo a Pescara

asdasdasd Mi hanno chiesto in una intervista sul ilcentro, quali sono i migliori siti di incontri donna cerca uomo a Pescara..eccovi accontentati!

In esilio da me di Giovanna Fracassi: l’immersione dell’Avatar nella memoria

Forse solo/ un lieve bisbiglio dell’inconscio/ nell’ora in cui nulla/ è come appare/ e la memoria della vita/ si espande/ e risale/ fino al centro di sé/ in quel punto minuscolo/ da cui tutto origina// per poi dipanarsi/ in mille rivoli molteplici/ in una molteplicità infinita/ in cui sembra implodere// […]” – “Avatar

Il centro di sé. Taluni lo denominano “anima”, altri “casa” ma, fondamentalmente, la via che si è intrapresa è la medesima. È un viaggio nel quale non si ha una mappa, non si ha un preciso punto di approdo. È un percorso autonomo dell’inconscio che si avvia verso il luogo a cui sente di appartenere.

Quel punto minuscolo che risiede dentro noi, ma che non è possibile dislocare spazialmente nel nostro corpo, perché è sia microscopico sia molteplice all’infinito. Quasi come se occupasse un misero millimetro ed al contempo l’interezza delle nostre membra.

Il discendere dell’Avatar (dal sanscrito di tradizione induista “Colui che discende”) in uno stato di presenza e di immersione nella memoria della vita.

Parole, immagini, suoni e percezioni vagano all’unisono, ed il Poeta solleva il braccio, impugna la penna e traduce in versi quello splendore, talvolta di oscura ed ardua interpretazione.

In esilio da me” è la nuova silloge di Giovanna Fracassi, edita da Kimerik nel 2016. È la quinta raccolta che l’autrice dona agli avidi lettori di poesia (“Arabesques” (2012), “Opalescenze” (2013), “La cenere del tempo” (2014), “Emma, alle porte della solitudine” (2015)).

Lettori che ormai occupano un ristretto cerchio nella società, la poesia è divenuta ‘di nicchia’, ma c’è stato un tempo in cui quasi l’interezza del popolo subiva il fascino e la musicalità del verso perché tutti percepivano una vibrazione di benessere, di gioia.

Fortunatamente gli animi poetici continuano a parlare, sta ad ognuno di noi esplorare i mondi che hanno visitato e le storie che narrano. E Giovanna Fracassi è definibile nomade, come una gitana che trascorre le giornate in fratture spazio-temporali nelle quali scorrono ricordi e miti, sensazioni e visioni. 

“[…] Lasciami scivolare/ nei vortici/ che risucchiano/ sassi di pensieri// sarò piuma di speranza/ nel fondo sassoso/ pietrisco iridescente/ che rotola e si srotola/ nell’eterna inutile attesa.” – “Fiume
In esilio da me” è sia una sia molteplici realtà che l’autrice ha portato con sé dall’ultimo viaggio alla ricerca del forziere nel quale dimora il cuoreSono inciampata/ nel mio cuore/ in una notte di tenebra// l’ho accartocciato/ e tenuto stretto/ al petto ansante// volevo regalarlo/ o barattarlo/ per un pugno di felicità// era prigioniero/ il mio cuore/ con catene d’argento scuro// così a nessuno/ sembrava poi/ di gran valore.// […]” (“Cuore”).

Il cammino non è stato arduo se comparato ai percorsi intrapresi per la stesura delle precedenti sillogi. È, anzi, paragonato alla gioiosa immagine dell’ape che volteggia continuamente, di fiore in fiore, come se danzasse con sé stessa e con tutto ciò che la completa, in una solitudine estatica di profonda comunione con il suo operare.

[…] come il mio pensiero/ che si gingilla/ non s’arresta/ non si acquieta/ non si arrende// neppure in questo/ sole tiepido d’abbandono/ neppure in quest’ora/ di dolce solitudine// è come il discreto/ ronzio dell’ape che danza […]” – “L’ape
[…] quando il pensiero/ passa oltre l’infinito del tempo/ passa oltre immensità dello spazio/ per andare a sfiorare l’eternità.” – “Oltre

Ed è intuibile che i frammenti che si scorgono in “In esilio da me” siano memorie di una passione costante di Giovanna Fracassi: il conoscere culture diverse dalla propria. L’aprirsi, con occhi da bambina, con la meraviglia per l’insolito per poi amalgamarlo, in un secondo momento, con la nostalgia quando esso diviene ricordo.

Un passato che può riemergere soltanto con la solitudine che trascende le illusioni delle convenzioni della mente, per scintillare in infinita vita e morte, in melodie, in note sparse simili alle stelle del firmamento.

L’incontro con la follia ed il ritorno a casa.
[…] come stella dell’anima/ trascinata/ nella lucida/ follia schiuma di desiderio indefinito/ speme illimitata mai dissetata/ e perciò/ tanto più necessaria/ per continuare/ in quell’attimo/ varco dell’eternità// dove il tempo/ non è più tempo/ dove lo spazio/ non è più spazio.” - “Avatar

L’autrice, dall’11 al 14 novembre 2016 a Padova, è stata ospite della terza edizione della fiera internazionale dedicata ai libri ed all’editoria della città: Padova Expo Libri, iniziativa nata nel 2013 in concomitanza con la 26esima edizione dell’arte moderna e contemporanea ArtePadova, nel salottino letterario allestito dalla casa editrice Kimerik.

Giovanna Fracassi sarà ospite alla Fiera di Milano prevista per gennaio 2017. Inoltre ricordo che “In esilio da me” è disponibile anche su edizione e-book acquistabile su tutte le librerie online. L’autrice è disponibile al confronto diretto con i lettori, dunque non esitate a contattarla su Facebook o direttamente su e-mail per scambiare qualche impressione sulla sua poetica e non solo. Una buona occasione per aggiungere alla propria libreria “In esilio da me” con autografo e dedica.

Written by Alessia Mocci

Info
http://oubliettemagazine.com/2016/10/31/presentazione-in-esilio-da-me-di-giovanna-fracassi-presso-padova-expo-libri-dall11-al-14-novembre-2016-padova/
https://www.facebook.com/giovanna.fracassi
http://giovannafracassi.altervista.org/
http://autori.poetipoesia.com/giovanna-fracassi/
giovanna.fracassi@libero.it

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2016/11/10/in-esilio-da-me-di-giovanna-fracassi-limmersione-dellavatar-nella-memoria/


Intervista di Alessia Mocci a Gianluca Ascione: vi presentiamo Rapsodia in Rosso - Delitti nella Marca trevigiana



“Stay hungry, stay foolish.”

Gianluca Ascione, in questa intervista, cita il celebre discorso pronunciato all'Università di Stanford il 12 giugno 2005 da Steve Jobs e non potrei che essere in totale armonia con il concetto dello stare affamato di sapere e dello stare in uno stato di permanente follia.
Perché è questa la realtà dei creativi: l’alienazione dalla società e dalle sue regole, lo “studio matto e disperatissimo” che compie un estenuante lavoro di import and export di pensieri, storie, personaggi.
E Gianluca, giunto alla terza pubblicazione, dimostra di aver intrapreso questo compito senza tregua, con l’imago che tende al giallo, al poliziesco ed alla sua città, Treviso.
Rapsodia in Rosso - Delitti nella Marca trevigiana”, edito nel giugno del 2016 dalla casa editrice Panda Edizioni, inizia con l’omicidio di una prostituta da cui prenderà avvio il nuovo caso dell’Ispettore di Polizia Rita Giannetti, donna capace e determinata, e dell’investigatore privato Emidio Galasso, uomo maldestro ma con un gran cuore. Entrambi i personaggi provengono dal suo precedente romanzo “Polvere & Ombra”.
Eccovi, dunque, alcune curiosità e delucidazioni su “Rapsodia in Rosso”. Buona lettura!

A.M.: Ciao Gianluca, benvenuto e ti ringrazio in anticipo per questa intervista. Siamo qui oggi per parlare della tua terza pubblicazione “Rapsodia in rosso” ma vorrei iniziare chiedendoti di raccontarci qualcosa dei tuoi precedenti lavori.
Gianluca Ascione: Ciao Alessia, grazie per l’ospitalità! Allora, partiamo dal romanzo d’esordio “Gocce di silenzio” che trattava la storia di un trentenne agorafobico che osserva lo scorrere della vita dalla finestra del suo appartamento nel quale vive confinato, finché la voglia di scoprire quel mondo esterno lo porta ad escogitare lo stratagemma di utilizzare un’enorme bolla di sapone come ‘armatura’ per affrontare le sue paure. Un’opera a metà tra l’intimista e il surreale, insomma. “Gocce di silenzio” è stato pubblicato nel 2013, ma era un’opera scritta molti anni prima e rimasta chiusa nel cassetto perché non riuscivo a trovare un editore disposto a pubblicarla. Poi, in seguito alla partecipazione ad un concorso, ho ricevuto una proposta che ho deciso di accettare e che mi è servita come esperienza diretta nel campo dell’editoria. Contemporaneamente, ho continuato a scrivere racconti gialli e dopo la stesura di “Gocce di silenzio” e la vittoria nel prestigioso concorso “Gran Giallo - Città di Cattolica”, ho deciso di cimentarmi con un romanzo di genere ed è arrivato “Polvere & ombra”, una storia ambientata a Treviso, la mia città, in cui l’Ispettore di Polizia Rita Giannetti e l’investigatore privato Emidio Galasso indagano sul caso di un professore universitario trovato morto nel proprio appartamento in circostanze poco edificanti per un uomo della sua rispettabilità: ammanettato al letto e vestito con indumenti intimi femminili. E ora è arrivato “Rapsodia in rosso”, un nuovo caso che vede sempre come protagonisti l’Ispettore Giannetti e l’investigatore Galasso.

A.M.: Scrivere un romanzo richiede sempre una quantità di tempo considerevole, ed è proprio questa la mia curiosità: qual è stata la tempistica di realizzazione di “Rapsodia in rosso” dalla genesi dell’idea al prodotto ben confezionato?
Gianluca Ascione: La tempistica è sempre soggettiva e difficile da valutare a priori: ci dev’essere innanzitutto uno spunto che mette in moto l’immaginazione e che permette di inventare la storia; poi si deve concedere alla propria creatività di dare un’impronta personale e, nel caso di un giallo, anche la capacità di non perdere il filo della storia e dei particolari che servono a mettere a posto tutte le tessere del mosaico. Un lavoro complesso, insomma. Nel caso di “Rapsodia in rosso”, che ho iniziato a scrivere pochi mesi dopo la pubblicazione di “Polvere & ombra”, l’idea di fondo su cui è impiantata la trama è nata dall’associazione di due fatti di cronaca che avevo recepito in tempi diversi e che poi ho deciso di associare. Diciamo che completare una prima stesura soddisfacente ha richiesto circa sei mesi. Il titolo “Rapsodia in rosso” è stato estrapolato da un passo del libro. Si trattava di una rapsodia, un canto popolare della sua terra che narrava le gesta di un fuorilegge e della sua vita avventurosa. Il canto che intonava ogni volta che portava a termine un’esecuzione. Una rapsodia che si macchiava del sangue della vittima. Rapsodia in rosso. Così l’aveva ribattezzata. Un gioioso canto di vita che lui aveva trasformato in un funereo canto di morte. Di più non posso proprio rivelare, altrimenti toglierei qualunque gusto al lettore.


A.M.: Mi piace quando un libro presenta una dedica, lo ammetto, e quella che hai inserito mi ha colpito notevolmente perché mi ha solleticato diverse riflessioni: “A tutti gli insani di mente che perseverano nei propri sogni”. Vorrei, dunque, chiederti di esplicare maggiormente il tuo pensiero sulla congiunzione che intercorre tra la follia e il sogno.
Gianluca Ascione: Devo dire che è stata una dedica nata in maniera assolutamente spontanea e immediata, forse perché mi coinvolgeva in prima persona. Conosco molte persone che coltivano la propria passione nel campo dell’Arte, dalla letteratura alla musica, dalla pittura alla recitazione, e un comun denominatore che ho riscontrato in tutte queste personalità profondamente differenti tra loro, è sempre quel briciolo di “insana pazzia” che li accompagna. L’espressione di qualunque forma artistica presuppone la volontà di inseguire un proprio sogno e fare questo richiede, oltre alla tenacia e alla convinzione nei propri mezzi, una buona dose di follia che continui ad alimentare quel sogno e non faccia cessare la fame. “Stay hungry, stay foolish.”


A.M.: Il sottotitolo del thriller è “Delitti nella Marca Trevigiana” ed anticipa l’ambientazione del tuo thriller. Siamo a Treviso, la tua città. Quanto è importante per uno scrittore conoscere la città di cui parla?

Gianluca Ascione: Se non è fondamentale, certamente è molto importante. Ricordo che un mio professore di lettere delle superiori sosteneva con forza che nei temi “dovevamo parlare dei fatti, delle persone e degli ambienti che ci circondavano, perché uno stile rappresentava la condizione di uno stato d’animo e uno stato d’animo era l’espressione delle emozioni che provavamo in prima persona.”
Anche se l’ho compreso dopo tanto tempo, devo convenire con quell’affermazione. La conoscenza dei luoghi facilita la creazione dell’ambientazione: il fatto di potersi recare fisicamente in un luogo permette di descrivere con più precisione e verosimiglianza, non solo a livello di immagini ma anche come profumi o sensazioni tattili ed emotive che quel posto evoca. Senza dimenticare i personaggi che animano una città e che, a loro modo, fanno parte del folclore locale con i loro comportamenti, i modi di fare, le espressioni verbali. Ed è per questo motivo che decido talvolta di fare dei sopralluoghi e di avere occhi e orecchi ricettivi quando mi capita di passeggiare per la città. La forza di un giallo di provincia può essere anche questa: la capacità di tracciare uno spaccato della società contemporanea, con i suoi vizi, le sue virtù, i malcostumi e le frivolezze.


A.M.: È l’estate del 2015. Rita Giannetti, ispettore della Squadra Mobile, ed Emidio Galasso, investigatore privato, sono alle prese con una serie di delittiapparentementesenza movente. Il nuovo caso dei due protagonisti si apre con il ritrovamento di una prostituta. Rita ed Emidio sono cambiati rispetto al precedente capitolo della saga?

Gianluca Ascione: Diciamo che, fondamentalmente, i due personaggi restano abbastanza fedeli ai propri ruoli come nel capitolo precedente, quello di “Polvere & Ombra”. Rita continua a impegnare tutte le proprie energie nel lavoro per tenere lontane le sue inquietudini emotive (la ferita procurata da un matrimonio che non si è celebrato all’ultimo minuto è ancora aperta e dolorosa) mentre Emidio, che rappresenta ancora una volta la componente comica del romanzo, si ritroverà suo malgrado coinvolto nell’indagine. Indagine che li porterà ad avvicinarsi, a superare quella patina di diffidenza che li divide e a valutare silenziosamente aspetti interiori l’uno dell’altro fino a che… e qui mi devo fermare!


A.M.: I tuoi romanzi finiscono sempre con la soluzione del caso, ma lasciano anche una sorta di retrogusto dolceamaro.

Gianluca Ascione: La sensazione di una “Giustizia non del tutto giusta” è oggi molto diffusa nell’opinione pubblica. Spesso sentiamo parlare a più riprese dalla classe politica di una “Riforma della Giustizia” necessaria, indice sintomatico che l’attuale Ordinamento presenta delle crepe e un’incapacità,quasi atavica, a eseguire nei tempi e nei modi sostenibili quello che viene definito “il giusto processo.” Molti fatti di cronaca, specialmente quelli che riguardano eventi delittuosi, ci pongono davanti a sentenze spesso criticate per la sensazione di iniquità che ingenerano nel cittadino comune, che percepisce un estremo garantismo nei confronti del reo e che spesso si concretizza nella mancata certezza della pena. Ecco il motivo dei miei finali dolceamari: l’equità salomonica non appartiene ai nostri giorni e nel grande calderone delle nefandezze, talora, qualcuno riesce a scapparne fuori.


A.M.: Nei tuoi romanzi c’è un’attenzione particolare ai dettagli, tanto da far pensare a un’intensa fase di ricerca propedeutica alla stesura della storia.

Gianluca Ascione: Per me è molto importante dare un taglio realistico alle mie storie, anche se si tratta pur sempre di vicende frutto dell’immaginazione, perché è un modo per avvicinare il lettore ai fatti narrati e permettergli di entrare in prima persona dentro la storia. E per fare questo, oltre a ricerche personali, mi sono avvalso della consulenza di alcuni addetti ai lavori, sia operatori della Polizia di Stato sia, nel caso di “Rapsodia in rosso”, di un anatomo patologo forense che mi ha aiutato a stilare un referto autoptico quanto più possibile corretto e verosimile.


A.M.: Ogni scrittore di thriller ha i suoi miti. Quali sono gli autori che, sin da ragazzo, ti han fatto amare questo genere o quali hai sentito cambiare durante il tempo?

Gianluca Ascione: La lettura è certamente una palestra fondamentale per chi vuole cimentarsi con la scrittura. Ho letto, e continuo tutt’ora, a leggere generi e autori diversi. Per quanto attiene agli autori di genere, certamente tra i miei preferiti ci sono Agatha Christie, Simenon, Ellery Queen, Scerbanenco, Machiavelli, solo per citarne alcuni. Tuttavia, devo dire che negli ultimi anni leggo raramente thriller o simili perché c’è sempre il timore latente di lasciarsi plagiare dalle storie degli altri (soprattutto da miti assoluti come questi), mentre il mio obiettivo non è diventare la brutta copia di qualcuno ma acquisire uno stile estremamente personale.



A.M.: Ed in chiusura, come da tradizione, vorrei che ci salutassimo con una citazione…

Gianluca Ascione: Gli uomini sono così necessariamente pazzi che il non essere pazzo equivarrebbe a essere soggetto ad un altro genere di pazzia.” - Blaise Pascal


A.M.: Gianluca, ti ringrazio per questa splendida conversazione sul mondo di "Rapsodia in Rosso" e la tua citazione finale è perfettamente in tema con tutto ciò che rappresenta il "creare". Ai lettori consiglio di dare uno sguardo al BookTrailer del tuo romanzo!


Written by Alessia Mocci
(Addetta Stampa)




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Programmi una vacanza col la famiglia in Trentino? Scegli Hotel Europa a San Martino di Castrozza

Un hotel per famiglie a San Martino di Castrozza è l'ideale se vuoi trascorrere qualche giorno in serenità con la tua famiglia in uno dei luoghi più belli e caratteristici del Trentino. Rinomata località turistica in tutte le stagioni dell'anno, San Martino di Castrozza offre davvero molto a grandi e piccoli. Circondata da numerose vette dolomitiche e situata in una splendida vallata, è perfetta per lo sci in inverno e per favolose passeggiate in estate.

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Nuove detrazioni fiscali per la sostituzione dei serramenti


La legge di stabilità 2016, mantiene valide le detrazioni in materia di sostituzione infissi dell'anno precedente, aggiungendo novità e portando un grande risparmio a chi sostituisce gli infissi.

Approfondiamo gli aspetti più interessanti.

Le detrazioni fiscali, già in essere per la sostituzione dei vecchi ed antiecologici infissi con nuovi, si estendono anche al risparmio energetico estivo, ovvero rientra ora nei termini delle detrazioni anche l’installazione di tende oscuranti e/o tapparelle allo scopo di ottenere un risparmio energetico, dato dal fatto che evitando un eccessivo riscaldamento degli ambienti, l'uso dei condizionatori d’aria sarà limitato. Moltissimi utenti, purtroppo, non sono informati su questi utili vantaggi in termini di risparmio economico e tutela dell'ambiente.

Un'ulteriore, interessante, novità è costituita dl fatto che l’UNI 10818 stabilisce che per la scelta, l’installazione e la posa in opera del nuovo serramento, in assenza di un progettista, il ruolo può essere ricoperto da altro soggetto, quale, nella fattispecie, il serramentista: unico attore in grado di indirizzare l'utente verso una scelta corretta che gli consenta di rispondere nei requisiti necessari per la detrazione d’imposta. Gli esperti di serramenti o zanzariere Genova, sono disponibili per consulenze e per guidare il cliente nel mondo degli infissi, e condurlo ad una scelta personalizzata e corretta al fine di rientrare nei criteri richiesti dalla legge di stabilità ed accedere così ai benefici che essa riserva a chi rinnova gli infissi.

Dunque, sebbene lUNI 11173 sia stata semplificata al fine di agevolare la scelta del serramento corretto, è comunque bene rivolgersi a chi ha la giusta competenza e professionalità per valutare attentamente le condizioni climatiche dell'abitazione e della zona in cui si andrà ad effettuare l’installazione del serramento.
Sarà dunque di un ‘autunno caldo’ per il settore serramenti, è pertanto opportuno mantenersi informati ed aggiornati per non perdere eventuali nuove opportunità di risparmio economico.
Se il trend di crescita sarà confermato per i mesi a venire, significherà una maggiore sensibilità degli utenti a tematiche inerenti il risparmio economico, ma, soprattutto verso tematiche ambientali.

Intervista di Alessia Mocci a Stefania Meneghella: vi presentiamo il romanzo Silenzi Messaggeri

Nessuna parola, nessuno sguardo, nessun cenno. Solo silenzio. […] Silenzio che va al di là del tutto, al di là del niente, al di là di due occhi che guardano e sorridono. Nessuna parola. Solo foglie che carezzano volti, vento che scuote pensieri, luce che illumina occhi. […] Nessuna parola. Solo misteri. Misteri che albergano nei cieli, che toccano terre, che sfiorano amori. E venti che suonano musiche silenziose, musiche che attorniano corpi armonici e regalano immensità.” - Prologo - “Silenzi Messaggeri”

Ascoltarsi, insidiare il silenzio per esserne travolti. Svuotare la mente mettendo a fuoco l’intimo, una fotografia che attraversa i mondi lasciando scie, tracce del passaggio, fili che gli animi nobili percorrono per sentirsi a casa.

Silenzi Messaggeri” edito da Il Filo Gruppo Albatros è la seconda pubblicazione della giovanissima Stefania Meneghella, nata a Bari nel 1994.

L’autrice sin dai sette anni si lascia inebriare dalla scrittura e, precocemente, produce i primi racconti. La prima pubblicazione è del 2012, una raccolta di aforismi per la casa editrice Pensieri e Parole, “Dieci anni di Pensieri e Parole”.

Il romanzo “Silenzi Messaggeri” è un insieme di prosa ed utilizzo di figure retoriche della poesia nel quale, con criterio armonico, si diluiscono insieme silenzi e musica in un procedere di mondi paralleli, di parole che si ripetono, di immagini che ritornano alla mente e che riecheggiano stati d’animo.

Non c’è spazio, non c’è tempo: i due protagonisti, Jamie e Schlomo, si rincorrono attraverso l’assenza di tatto, di vista. È uno scriversi, è un pensarsi costante che lega i due corpi in una sola anima.

Stefania Meneghella nei suoi silenzi ha intercettato quest’anima - questa forte emozione - impedendo che la storia dei due si perdesse nella dimenticanza. “Silenzi Messaggeri” scaturisce dal bisogno di dar memoria a Jamie e Schlomo, e ci offre la possibilità di vivere per un istante l’essenza dell’amore per la vita.

Ed eccovi Stefania che si racconta a noi lettori con una significativa sincerità.

A.M.: Ciao Stefania, è sempre un immenso piacere poter parlare direttamente l’autrice del proprio libro perché mi permette di scoprire curiosità ed aneddoti sulla sua creazione. Mi incuriosisce, infatti, la genesi del titolo del tuo libro “Silenzi Messaggeri”.
Stefania Meneghella: Il piacere è tutto mio. Il titolo del mio romanzo è nato in maniera del tutto spontanea; dopo aver scritto l’ultima parola dell’ultima pagina, ho ripensato a come avrei potuto intitolare il tutto. Ma il nome era già lì, nella testa e nel cuore: “Silenzi Messaggeri”. Il significato risiede nel mio desiderio di comunicare l’importanza del silenzio, un non-luogo che non deve restare in unico posto, ma che deve viaggiare, deve essere appunto “messaggero”, come accade nella storia di Jamie e Schlomo, uniti da fili invisibili che si tramutano in silenzi e che viaggiano attraverso la natura. I silenzi sono così, li troviamo così: in tutto ciò che si muove e che ha la capacità di trasportarsi da un luogo all’altro, da un corpo all’altro, da un’anima all’altra.

A.M.: Il tuo romanzo presenta una dedica importante. Recita: “Alla mia famiglia/ che mi ha insegnato a credere nel silenzio”. Importante sia per l’affetto che mostri ai tuoi familiari sia per il “silenzio” ed il credere in esso, una dote a mio parere che, in questi tempi moderni, dimenticata. Dunque, Stefania, cos’è per te il silenzio e quanto ti ha aiutato nella stesura del romanzo?
Stefania Meneghella: Ho avvertito la necessità di dedicare l’intero libro alla mia famiglia, perché è vero: grazie a loro, ho capito, ho apprezzato il silenzio, che è stato per me fonte d’ispirazione per tutta la mia vita. Ricordo che, durante la mia infanzia, adoravo restare in disparte a pensare e a scrivere. Mia madre mi diceva e mi dice sempre che il modo migliore per migliorarsi nella vita è conoscersi. Dunque, all’epoca gli altri bambini giocavano tra loro, ma io a volte entravo in un mondo tutto mio, ed era grandioso. Non ero asociale, non lo sono mai stata; ma credo che ognuno di noi abbia bisogno di un momento della giornata per ritrovare sé stesso e per capirsi, apprezzarsi, conoscersi. Schlomo, in una delle sue lettere rivolte a Jamie, le dice: “solo in silenzio possiamo fare grandi cose”. È ciò che li accomuna: il silenzio. E, nella storia, loro due sembrano essere gli unici ad aver compreso l’importanza del silenzio, al contrario del resto del mondo che invece sembra averne paura. 

A.M.: Presenti la tua protagonista, Jamie, ad incipit di “Silenzi Messaggeri”. Jamie cammina in un paesaggio che si disperde nella neve, immersa nei sui pensieri, nel silenzio del candore che i suoi occhi percepiscono e pensa al significato della vita: “vivere significava qualcosa di molto più grande rispetto al semplice fatto di essere vivi”. Puoi esplicitarci questa differenza fra “vivere” ed “essere vivi”?
Stefania Meneghella: Jamie sembra averla capita prima degli altri questa frase ma, per quanto si sforzi, non riesce a vivere davvero, attanagliata da un passato che le provoca sofferenza. Il paesaggio che la attornia è infatti lo specchio del suo stato d’animo: freddo, ghiacciato. Lei è viva, ma non vive. “Essere vivi” significa per me avere gli occhi aperti, camminare, mangiare, dormire, essere una persona. Ma “vivere” è un’altra cosa: vivere vuol dire esserci pienamente nella vita, camminare con gli occhi rivolti al cielo, fantasticando su quante forme possano assumere le nuvole e cercando il proprio volto; oppure, aspettare la notte solo per addormentarsi e sognare cose che nella realtà non potremmo mai incontrare. Insomma, vivere significa per me riflettere su ogni cosa che la natura ci offre, rifletterci e cambiarci per poter cambiare ciò che ci circonda.

A.M.: Nel terzo capitolo appare Schlomo. Lo scenario è completamente diverso, dalla neve siamo stati catapultati in territori caldi e colorati. La Luna ed il mistero però restano una costante.  Schlomo vive nel mondo dei pensieri, è affascinato dalla possibile creazione di questi nella realtà. Che cosa significa esattamente estrapolare il pensiero per farlo divenire Luna?
Stefania Meneghella: Schlomo vive in un mondo costruito da sé stesso, un mondo completamente distante da ciò che lo circonda: è il mondo dei suoi pensieri. Nessuno lo capisce, nessuno lo conosce davvero. Tranne Jamie e la Luna. Quest’ultima è un elemento molto presente nel romanzo, che ci ricorda che siamo un tutt’uno con il cielo e con ciò che conta davvero. Schlomo la guarda in ogni momento, soprattutto quando si sente solo; per lui non è solo un satellite che compare nel cielo ogni notte; è molto di più. A volte, la Luna prende l’aspetto del volto di Jamie, a volte del volto del padre. Due persone, loro, che non sono fisicamente vicino a Schlomo e di cui lui sente una mancanza costante. La Luna rappresenta per lui quindi l’emblema di quel mondo che si è costruito solo attraverso i suoi pensieri, un punto di riferimento, quasi un amico che lo sostiene negli attimi di difficoltà, una guida che lo accompagna nel suo percorso un po’ tortuoso.

A.M.: Schlomo e Jamie si incontrano per la prima volta nel 1996. È un incontro “magico”, ci puoi raccontare perché avviene e quali particolarità ha?
Stefania Meneghella: Una particolarità è che – lo rivelo per la prima volta -  Jamie e Schlomo esistono davvero; dunque, la descrizione di quell’attimo non è stata pienamente dettata dalla fantasia, ma da un pizzico di realtà che spesso diventa molto più “magica” di ciò che crediamo. Ho voluto lasciare una sfumatura di mistero sul loro incontro, proprio perché il loro è stato un legame misterioso sin dall’inizio. I due vivono in due città diverse e completamente distanti ma, nonostante questo, i loro destini si uniscono una sera d’estate. Era una festa a cui Jamie non doveva andarci, non voleva. Nel libro, non descrivo dettagliatamente perché si trovasse lì quella sera, e come quelle due città così distanti si siano unite in un unico luogo. È stato un incontro di due anime separate, con vite separate, con passati separati, che per un secondo si sono incontrate e hanno deciso di sfiorarsi. Forse risiede proprio qui la magia di quel momento: nell’imprevedibilità del loro sguardo.  

A.M.:Fili invisibili nascere,/ silenzi crescere,/ anime incontrarsi.” È con questi tre versi che concludi diversi capitoli del tuo romanzo. Come nascono e che cosa rappresentano? Ed un’altra domanda mi sorge spontanea: ti diletti anche nella scrittura di poesie?
Stefania Meneghella: Sì, scrivo anche poesie, anche se non in modo continuativo come la stesura di storie in prosa. Ho sempre amato la poesia: per questo ho voluto creare uno stile che io chiamo “prosa in poesia”. Per me la poesia è ovunque, e non può, non deve essere isolata da altri generi letterari. Con i tre versi che utilizzo per concludere vari capitoli del libro, ho voluto dividere l’intera storia di Jamie e Schlomo in tre fasi che, per essere pienamente comprese, occorre chiudere gli occhi e catapultarsi pienamente nelle mie pagine. Ci sono due anime diverse che vivono storie che, apparentemente, non si incontreranno mai. Due luoghi, due corpi, due sogni, due vite. Tutto in due. Lentamente, pian piano, da uno sguardo, iniziano a nascere dei fili. Invisibili. Nessuno li vede, nessuno li conosce. Due fili che fanno crescere i silenzi che sono, appunto, “messaggeri”. E, proprio il loro vagare da un luogo all’altro, rende possibile l’incontro di quelle due anime, che non è un incontro di corpi, ma di spiriti, di sogni, di ciò che si ha dentro. Ha vita così un legame.

A.M.: La peculiarità più evidente che posso scorgere dalla lettura di “Silenzi Messaggeri” è l’uso costante della ripetizione, quasi come se questo tuo narrare fosse canto o una melodia che proviene dal passato, quasi come se fosse una storia che da millenni si sia tramandata di bocca in bocca, di pensiero e pensiero cercando uno scioglimento dall’oscurità della dimenticanza.
Stefania Meneghella: L’utilizzo di questo stile ripetitivo è in realtà ad interpretazione libera, ma tra i tanti significati che vorrei esprimere c’è anche questo. Il rendere tutta la storia una leggenda, una filastrocca, un inno alla vita e alla speranza. Inoltre, importante per me è il senso che ho voluto dare alle emozioni dell’anima, siano esse positive o negative. Tutto va per poi ritornare, come un circolo di sentimenti. Il dolore che prova Jamie non la abbandona mai; dunque ritorna sempre nel suo inconscio in modo non indifferente. Lo stesso accade per i pensieri, o per l’amore, qualcosa di non statico, ma che si muove in continuazione. Penso che noi possiamo imparare tanto dalle parole, e che nella nostra mente ci sia sempre questo fluire di pensieri che non ci abbandona mai.

A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E quale leggerai stanotte? Oppure sei nuovamente in fase creativa per la prossima pubblicazione? Ci puoi anticipare qualcosa?
Stefania Meneghella: Al momento sto leggendo “Ogni mattina a Jenin” di Susan Abulhawa, un romanzo che tratta il continuo conflitto tra Israele e Palestina, e con esso le lotte e i sacrifici di chi ha perso e sta perdendo tutto ciò che aveva di più caro. Ho in mente tante storie da raccontare, tante idee che vorrei potessero concretizzarsi presto. Ma, per ora, non posso rivelare ancora nulla.

A.M.: Hai in programma qualche presentazione o fiera letteraria nella quale sarà possibile incontrarti e magari acquistare una copia autografata del tuo “Silenzi Messaggeri”?
Stefania Meneghella: Il mio libro sarà certamente presente, dal 7 all’11 dicembre, alla Fiera del libro di Roma. Dal 18 al 22 maggio 2017, sarò invece alla Fiera Internazionale del libro di Torino. Sono in cantiere una serie di presentazioni quindi seguitemi sul mio sito web per restare aggiornati!

A.M.: Di norma, mi piace terminare le mie interviste con una semplice richiesta: una citazione a te cara.
Stefania Meneghella: Mi piacerebbe concludere l’intervista con una poesia scritta da Virginia Woolf, mia musa letteraria e punto di riferimento in tutto ciò che faccio e che scrivo. È una poesia che, apparentemente, potrebbe incutere malinconia ma che, personalmente, mi induce a credere nell’eternità dei sentimenti.
Guardare la vita/ In faccia,/ sempre,/ guardare la vita,/ in faccia,/ e conoscerla,/ per quello che è;/ al fine,/ conoscerla,/ amarla,/ per quello che è,/ e poi,/ metterla da parte./ Per sempre, gli anni che abbiamo trascorso./ Per sempre, gli anni./ Per sempre, l’amore./ Per sempre, le ore”.  “Le ore” - Virginia Woolf

A.M.: Stefania ti ringrazio per la splendida poesia che mi hai fatto rammentare e per esserti aperta a me ed ai nostri lettori. E credo che la miglior “fine” di questo nostro dialogare sia un estratto di “Silenzi Messaggeri” che da qualche giorno mi riecheggia nella mente: “La fine del silenzio avviene nell’esatto momento in cui il mondo diviene caos, diviene lotta continua, battaglia tra chi si è e chi si deve essere; avviene quando pugni sostituiscono carezze, quando sguardi divengono armi per combattere, e tutto assume l’aspetto di un’illusione. Un’illusione che porta a non credere, non sognare, non sperare. Un’illusione che porta via quel silenzio insito nell’anima, la fine dell’eternità. Il per sempre esiste solo con il silenzio; il silenzio esiste solo con la natura. E chiudere occhi, attorniati dal vento che scuote capelli, dalla luce che illumina occhi, dalle foglie che carezzano volti; e sognare, sognare amori che non hanno ancora la forza di morire, sognare qualcuno che ci prenda per mano e ci porti in una vita di silenzi, in una vita di prati verdi e fiori che, nonostante tutto, sbocciano in primavera, come albe al mattino, come Soli che tramontano e risorgono ogni giorno. Nessuna parola, nessuno sguardo, nessun cenno. Solo silenzio.

Written by Alessia Mocci

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Presentazione In esilio da me di Giovanna Fracassi presso Padova Expo Libri, dall’11 al 14 novembre 2016, Padova

Da tempo/ ti cerco/ nei lembi stracciati/ e indifferenti/ dell’Universo/ fra gli atomi freddi/ nelle algide e sterili pieghe/ della notte più lontana.// Ma non sento./ Ma non vedo./ Ma non tocco.// Nulla ho da offrirti/ seppure/ tu lo volessi.// Resto sorda./ Resto cieca./ Resto immobile.// Qui al centro del vuoto.// [...]” – “Relativo” da “In esilio da me

Dall’11 al 14 novembre 2016 a Padova si avrà la terza edizione della fiera interamente dedicata ai libri ed all’editoria della città: Padova Expo Libri. Iniziativa nata nel 2013 in concomitanza con ArtePadova e che vuole promuovere l’offerta editoriale del Nord Est dell’Italia.

Giunti alla 26esima edizione della manifestazione dell’arte moderna e contemporanea ArtePadova, l’affascinante città sarà dunque sede di arte e letteratura coniugate assieme per offrire alle case editrici non solo una vetrina espositiva delle novità editoriali ma soprattutto un’occasione di intrattenimento, conoscenza e cultura.

Un pubblico consolidato, colto, curioso ed aperto alle nuove proposte culturali che troverà un terreno fertile nel quale confrontarsi con lettori provenienti dal Triveneto e da tutta Italia grazie all’organizzazione di conferenze sua con editori che con gli autori invitati alla manifestazione.

Infatti, all’interno di Padova Expo Libri, sarà allestito uno spazio simile ad un vero salottino letterario, che darà la possibilità per gli editori di promuovere gli autori già presenti in catalogo, nuove uscite e scrittori emergenti, oltre all’opportunità di organizzare incontri su tematiche proposte dalle stesse case editrici.

Ed è proprio in questo salottino che si avrà il piacere di incontrare la poetessa Giovanna Fracassi con la sua ultima novità “In esilio da me” pubblicato nell’aprile 2016 dalla casa editrice Kimerik.

La quinta pubblicazione dell’autrice “In esilio da me” vede lo scorrere in oltre duecento pagine di battiti, zampilli, orme, ombre ed onde sino ai confini della malinconia più estrema per poi risalire ed addentrarsi nei territori del sogno estatico della coscienza.

I mutamenti del tempo, i traguardi della vita, ed il mondo fuori dal verso sono ricercati come necessità di equilibrio tra l’essere poeta e l’essere persona. Un’ambiguità che non ineluttabilmente deve ricercare il malessere, infatti, nelle liriche della raccolta si nota la discussione continua fra questi due modi di rappresentarsi all’esterno come se l’autrice fosse in continua ricerca di bilanciamento e collaborazione fra la normalità e la pazzia.

In una recente intervista Giovanna Fracassi sostiene:Molti anni fa ebbi modo di entrare, per ragioni di studio, in un reparto psichiatrico. Rimasi molto colpita dall’assoluta naturalezza con cui si comportavano i cosiddetti “pazzi”. Molti non avevano nessun freno inibitorio: restavano nudi, esposti, o ti si avvicinavano osservandoti senza alcun timore ma con genuina curiosità, attratti magari da una spilla, o volevano toccare i capelli, o all’improvviso si mettevano a cantare, a ballare. In quell’occasione ricordo che mi ritrovai a pensare che la pazzia era tale forse solo per noi, i cosiddetti sani e “normali”; che per loro, forse eravamo noi ad essere pazzi con i nostri vestiti, i nostri modi compassati ecc. Pensai che la pazzia poteva essere solo un altro modo, diverso di vedere la realtà. Ecco in questo senso, posso legare la pazzia alla poesia. Il poeta sceglie un altro punto di vista, un altro punto di osservazione e si lascia guidare da un suo pensiero “diverso” e lo esprime in un modo inusuale, magari anche trasgressivo, violento o viceversa delicato, in punta di piedi, ricorrendo alle espressioni più semplici o alle immagini che più sono in sintonia con ciò che vuole esprimere.

Precedenti pubblicazioni di Giovanna Fracassi: “Arabesques” (2012), “Opalescenze” (2013), “La cenere del tempo” (2014), “Emma, alle porte della solitudine” (2015), e tantissime antologie enciclopedie e riviste nelle quali sono state presentate altre sue liriche.

Padova Expo Libri è una nuova iniziativa che punta ad affermarsi come appuntamento irrinunciabile tra le fiere del settore oltre ad essere un evento imperdibile per tutti gli amanti dei libri e della letteratura partendo dalla convinzione che Letteratura e Arte debbano mantenere un forte legame perché un libro è una piccola opera d’arte ed i libri hanno sin dagli albori delle diverse culture solleticato le fantasie di tutti gli artisti.

Dunque l’invito è dall’11 al 14 novembre 2016 a Padova. Non mancate. Sarà possibile non solo assistere ai tanti eventi in programma ma conversare ed approfondire il rapporto tra scrittore e lettore che in quest’opera digitale è divenuto fin troppo disumanizzato e computerizzato.

Si consiglia di contattare l’autrice Giovanna Fracassi per ricevere una copia della silloge con autografo e dedica personalizzata.

“[…] Solo l’anima/ si lascia trapassare/ da questo desiderio/ mai sopito/ seppur taciuto/ seppur negato.// E le mie mani aperte/ sono ormai piagate/ e i miei piedi/ sono chiodi arrugginiti/ conficcati in questa realtà/ dove tutto è inutilmente relativo.” – “Relativo” da “In esilio da me

Written by Alessia Mocci

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giovanna.fracassi@libero.it

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Presentazione In esilio da me di Giovanna Fracassi presso Padova Expo Libri, dall’11 al 14 novembre 2016, Padova

Da tempo/ ti cerco/ nei lembi stracciati/ e indifferenti/ dell’Universo/ fra gli atomi freddi/ nelle algide e sterili pieghe/ della notte più lontana.// Ma non sento./ Ma non vedo./ Ma non tocco.// Nulla ho da offrirti/ seppure/ tu lo volessi.// Resto sorda./ Resto cieca./ Resto immobile.// Qui al centro del vuoto.// [...]” – “Relativo” da “In esilio da me

Dall’11 al 14 novembre 2016 a Padova si avrà la terza edizione della fiera interamente dedicata ai libri ed all’editoria della città: Padova Expo Libri. Iniziativa nata nel 2013 in concomitanza con ArtePadova e che vuole promuovere l’offerta editoriale del Nord Est dell’Italia.

Giunti alla 26esima edizione della manifestazione dell’arte moderna e contemporanea ArtePadova, l’affascinante città sarà dunque sede di arte e letteratura coniugate assieme per offrire alle case editrici non solo una vetrina espositiva delle novità editoriali ma soprattutto un’occasione di intrattenimento, conoscenza e cultura.

Un pubblico consolidato, colto, curioso ed aperto alle nuove proposte culturali che troverà un terreno fertile nel quale confrontarsi con lettori provenienti dal Triveneto e da tutta Italia grazie all’organizzazione di conferenze sua con editori che con gli autori invitati alla manifestazione.

Infatti, all’interno di Padova Expo Libri, sarà allestito uno spazio simile ad un vero salottino letterario, che darà la possibilità per gli editori di promuovere gli autori già presenti in catalogo, nuove uscite e scrittori emergenti, oltre all’opportunità di organizzare incontri su tematiche proposte dalle stesse case editrici.

Ed è proprio in questo salottino che si avrà il piacere di incontrare la poetessa Giovanna Fracassi con la sua ultima novità “In esilio da me” pubblicato nell’aprile 2016 dalla casa editrice Kimerik.

La quinta pubblicazione dell’autrice “In esilio da me” vede lo scorrere in oltre duecento pagine di battiti, zampilli, orme, ombre ed onde sino ai confini della malinconia più estrema per poi risalire ed addentrarsi nei territori del sogno estatico della coscienza.

I mutamenti del tempo, i traguardi della vita, ed il mondo fuori dal verso sono ricercati come necessità di equilibrio tra l’essere poeta e l’essere persona. Un’ambiguità che non ineluttabilmente deve ricercare il malessere, infatti, nelle liriche della raccolta si nota la discussione continua fra questi due modi di rappresentarsi all’esterno come se l’autrice fosse in continua ricerca di bilanciamento e collaborazione fra la normalità e la pazzia.

In una recente intervista Giovanna Fracassi sostiene:Molti anni fa ebbi modo di entrare, per ragioni di studio, in un reparto psichiatrico. Rimasi molto colpita dall’assoluta naturalezza con cui si comportavano i cosiddetti “pazzi”. Molti non avevano nessun freno inibitorio: restavano nudi, esposti, o ti si avvicinavano osservandoti senza alcun timore ma con genuina curiosità, attratti magari da una spilla, o volevano toccare i capelli, o all’improvviso si mettevano a cantare, a ballare. In quell’occasione ricordo che mi ritrovai a pensare che la pazzia era tale forse solo per noi, i cosiddetti sani e “normali”; che per loro, forse eravamo noi ad essere pazzi con i nostri vestiti, i nostri modi compassati ecc. Pensai che la pazzia poteva essere solo un altro modo, diverso di vedere la realtà. Ecco in questo senso, posso legare la pazzia alla poesia. Il poeta sceglie un altro punto di vista, un altro punto di osservazione e si lascia guidare da un suo pensiero “diverso” e lo esprime in un modo inusuale, magari anche trasgressivo, violento o viceversa delicato, in punta di piedi, ricorrendo alle espressioni più semplici o alle immagini che più sono in sintonia con ciò che vuole esprimere.

Precedenti pubblicazioni di Giovanna Fracassi: “Arabesques” (2012), “Opalescenze” (2013), “La cenere del tempo” (2014), “Emma, alle porte della solitudine” (2015), e tantissime antologie enciclopedie e riviste nelle quali sono state presentate altre sue liriche.

Padova Expo Libri è una nuova iniziativa che punta ad affermarsi come appuntamento irrinunciabile tra le fiere del settore oltre ad essere un evento imperdibile per tutti gli amanti dei libri e della letteratura partendo dalla convinzione che Letteratura e Arte debbano mantenere un forte legame perché un libro è una piccola opera d’arte ed i libri hanno sin dagli albori delle diverse culture solleticato le fantasie di tutti gli artisti.

Dunque l’invito è dall’11 al 14 novembre 2016 a Padova. Non mancate. Sarà possibile non solo assistere ai tanti eventi in programma ma conversare ed approfondire il rapporto tra scrittore e lettore che in quest’opera digitale è divenuto fin troppo disumanizzato e computerizzato.

Si consiglia di contattare l’autrice Giovanna Fracassi per ricevere una copia della silloge con autografo e dedica personalizzata.

“[…] Solo l’anima/ si lascia trapassare/ da questo desiderio/ mai sopito/ seppur taciuto/ seppur negato.// E le mie mani aperte/ sono ormai piagate/ e i miei piedi/ sono chiodi arrugginiti/ conficcati in questa realtà/ dove tutto è inutilmente relativo.” – “Relativo” da “In esilio da me

Written by Alessia Mocci

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giovanna.fracassi@libero.it

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Banksia

Su questo sito è possibile visionare ed acquistare degli esemplari di protea online, pianta esotica proveniente dall'Africa. Il sito contiene anche una guida alla cura di questo particolare fiore.

Faster than you! opera di Fabio Costantino Macis: vincitrice del Premio Internazionale d’Arte Contemporanea Lynx

Il 25 settembre 2016 presso il Teatro Piccola Fenice di Trieste si è svolta la premiazione della Seconda edizione del Premio Internazionale d’Arte Contemporanea Lynx, promosso dall’Associazione culturale Il Sestante.

Un concorso per artisti avente lo scopo di promuovere e valorizzare l’arte contemporanea, nonché di imporsi all’attenzione del pubblico per il livello qualitativo e le esperienze internazionali degli artisti partecipanti.

Fra i numerosi partecipanti sono stati selezionate ottanta opere suddivise in quattro sezioni: 30 opere per Pittura, 30 opere per Fotografia, 10 per Digital Art e 10 per Grafica, con uno special Premio Under 21, il Premio Giovani offerto direttamente dal Consiglio Regioni del Friuli Venezia Giulia, il Premio Fiera d’Arte Contemporanea ed i Premi Speciali “Be Art Builder”.

La Sezione Pittura ha visto un ex-aequo con le opere di Sara Arianpour (Iran) e Thomas Scalco (Italy). La sezione fotografia vede vincitrice l’opera di Gaetano de Faveri (Italy); mentre è la Serbia per Digital Art con Nina Sumarac. Per la sezione Grafica vince Sabrina Vivian Bello (Germany).

Ad aggiudicarsi il Premio Giovani è l’artista sardo Fabio Costantino Macis con l’opera “Faster than you!” (trad. “Più veloce di te!”) appartenente al progetto in sviluppo “Who cares?!” (trad. “Chi se ne frega?!”).

Who cares?!” nasce dall’esigenza di “trasformare quei limiti pesanti come il piombo in trampolini d’oro” in altre parole è un progetto fotografico nel quale il difetto fisico dell’essere umano è esaltato in modo ironico e con nessun velo di pietismo tanto da mettere in luce la bellezza della diversità anche se essa è “comunemente” vista come menomazione o mancanza.

In questo contesto la deformità di un arto, nel caso di “Faster than you!” l’estremità del piede sinistro, diventa la forza di propulsione del soggetto. Quest’ultimo è spoglio di ogni vestito o nascondimento, nudo con il suo essere uomo “imperfetto”, sdraiato su una strada che diventa il manto stellato dell’universo. Il suo piede sinistro è rappresentato come il razzo propulsore di un immaginifico astronauta che percorre il cosmo con piena consapevolezza di sé e del suo cammino.
La scintilla che ha portato l’artista a concepire questo incredibile progetto potrebbe riassumersi in una sola domanda: essere diversi è una debolezza od una forza?

Fabio Secci è il soggetto di “Faster than you!”, attualmente è promotore di un progetto denominato “F - You are your unique limit” in corso a Londra sugli sport estremi d'acqua per persone con disabilità.
“Who cares?!” è stato esposto e sviluppato durante la Residenza Artistica Internazionale BoCS Art, selezionato fra le scelte editoriali del prestigioso Celeste Prize, ed inserito fra le scelte editoriali del magazine olandese di fotografia Lens Culture. Inoltre, “Lighter than you!“, un’altra fotografia del medesimo progetto, è stata selezionata dalla galleria svizzera “The Artbox.Gallery” aggiudicandosi l’esposizione dell’opera durante l’Art Basel Weeks a Miami Beach.
Il Premio Internazionale d’Arte Contemporanea Lynx prevede quattro tappe principali in partnership con quattro gallerie, la Lux Art Gallery di Trieste, la Fortezza Nuova di Livorno, la Lokarjeva Galleria di Ajdovscina (Slovenia) e la Galerija Zvonimir in Zagabria (Croazia).
Inoltre è prevista per Fabio Costantino Macis un’esclusiva quinta tappa nella sede del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia con una Personale organizzata direttamente dai curatori del Premio, Enea Chersicola e Riccardo Tripodi, che vedrà la sua inaugurazione il 15 dicembre 2016.

Fabio Costantino Macis (Cagliari, 1986), residente a Villacidro, ha esposto in più di venti città differenti tra l’Italia e l’estero con performance, installazioni, fotografie e video. Negli anni non ha mai circoscritto al solo mezzo della fotografia il suo “creare” portando avanti la meta dell’idea in sé, sulla quale poter successivamente decidere il mezzo artistico con cui attuarla. Inizia il suo percorso espositivo a 23 anni con una collettiva a New York, segue a Las Vegas, Grecia e Londra. Nel 2009 si classifica come finalista al “Premio Fotografico 2009” indetto dalla TAU Visual (Associazione Nazionale Fotografi Professionisti). Nello stesso anno vince “Primavera in arte” indetto dall’ERSU, accedendo alla collettiva nazionale creata per il Primo Forum Europeo per il diritto allo studio tramite l’installazione “Matrimonio: Rito o Pagliacciata?”. Nel 2015 viene selezionato per la finale dello Skepto International Film Festival a Cagliari, unico italiano accettato nella sezione Music Video, a Londra al Crouch End Festival, negli U.S.A. in Texas, dal “San Antonio Laughs Comedy Film Slam” ed a Nairobi, Kenya, dal “Rock ‘n’ Roll Film Festival (ROFFEKE)”, ed in Portogallo per la realizzazione e direzione del video “The Slow One” dei Pussy Stomp. Ha collaborato in progetti nazionali ed internazionali di sensibilizzazione, in progetti di inclusione sociale, sia in campo organizzativo che progettuale ed ideativo, ad esempio per Emergency, per Stop OPG e per la ASL8 di Cagliari. I campi in cui continua a muoversi passano dall’arte al commercio. Vanno dalle arti performative al teatro, dalla fotografia al video-making, dalla grafica alla progettazione, dall’organizzazione di eventi sino alla pubblicità ed alla comunicazione visiva in generale.

Written by Alessia Mocci

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