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Booking Hotel

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Asta a scendere

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Dentifricio antibatterico

Nella produzione di spazzolini da denti la Silver Care, by Spazzolificio Piave, ha anche molte tipologie, tra le quali sopra di tutte c'è lo spazzolino antibatterico. Da non sottovalutare anche lo spazzolino per la lingua e per la dentiera o protesi varie. Oltre a questo abbiamo moltissimi accessori e dentifrici per l'igiene orale.

Campeggio Venezia

Il Camping San Nicolò al Lido di Venezia offre ai propri turisti molteplici servizi quali bar, servizi postali, servizi igienici, lavanderia e molto altro ancora. All'interno del proprio sito web la struttura dispone di una galleria fotografica.

Risorse gratuite per webmaster

Macom si presenta, nella versione 2009 del sito, competamente rinnovata nell’aspetto e nei contenuti.
Macom (marketing e Comunicazione) non è un’azienda ma un progetto. La missione è quella di fornire risorse gratuite per chi desidera cimentarsi per la prima volta (ma non solo) nella realizzazione di un sito web di successo.
Informazioni, suggerimenti, risorse e ebook per creare il proprio sito web, imparare a gestirlo, e ottimizzarne il posizionamento sui motori di ricerca.
Tutti i contenuti sono gratuiti e originali, realizzati da esperti del settore che hanno il marketing e la comunicazione nella testa da tanti anni.
Macom offre anche la possibilità ad altri autori di scrivere articoli e guide da pubblicare all’interno del proprio sito: basta che siano originali.

Hotel Versilia

Sito dell'Hotel La Pace situato a Forte dei Marmi, con 37 stanze disponibili, diversi servizi, ogni comfort per trascorrere al meglio la propria vacanza e permanenza in Versilia, sicuramente una delle più belle zone della Toscana. Sul sito tutte le informazioni, la galleria fotografica e i contatti.

Via N. Sauro, 15
55042 Forte dei Marmi
Tel. +39 0584 787 177 – Fax. 0584 787 213
http://www.hotellapacefortedeimarmi.it/

Savatec srl

[Viterbo] Savatec srl, azienda di vendita ed assistenza di macchine per il lavaggio industriale e per lavanderie self service a gettoni. Visita il sito e richiedi un preventivo gratuito e senza impegno: la Savatec si impegna a fornirti lavatrici, essicatoi, lavacentrifughe, mangani e piegatrici di qualità superiore per realizzare il tuo impianto di manutenzione tessile.

Vestiti d'estate

Grande occasione per riempire le valigie delle tue vacanze.
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Se al tuo guardaroba estivo manca qualche capo, qualche tinta forte o vuoi trovare qualcosa di particolare rigorosamente di seconda mano, non perdere questo piccolo evento!
Non mancare alla vasta esposizione che dal 6 giugno, invaderà la nostra sede di Cambiago.
Per informazioni telefonate al 0295349193
Vi aspettiamo.

Hotel lago di garda

[lago di garda] Garda Hotel è un albergo vicino al lago di garda. Collocato a Montichiari, in provincia di Brescia e facilmente raggiungibile dalle città di Verona e Bergamo. L'albergo 4 stelle è un hotel realizzato con un centro congressi e la sua locazione , si trova davanti al centro fiera di montichiari lo rende particolarmente come hotel fiera brescia e città limitrofe. La sua locazione a montichiari gli permette di essere particolarmente indicato come hotel aeroporto per la vicinanza agli aeroporti di montichiari brescia, verona e bergamo. Per i gruppi e le famiglie che vorranno soggiornare al garda hotel e visitare le località turistiche del lago di garda come desenzano del garda , gardone riviera ed altre località potranno inoltre realizzare un gita presso il parco acquatico più famoso d'Italia come Gardaland.

All'ombra di un libro

Portati un libro in vacanza!
Quale migliore momento delle lunghe, oziose ore sulla spiaggia, sotto l’ombrellone, o sui verdi prati montani, per leggersi finalmente tutti i libri che non siamo riusciti nemmeno a sfogliare durante le frenetiche giornate della vita cittadina?
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Hotel lago di garda

[lago di garda] Una nuova sezione aperta all'interno del sito web www.ilviaggio.it , editoriale turistico online che si occupa di informazione sui viaggi, in particolare in questo nuovo documento sugli hotel lago di garda. Una sezione in cui vi è un anteprima di informazioni in merito al lago di garda con le sue località come desenzano del garda, gargnano, gardone riviera, riva del garda ed un cenno ad alcuni siti storici della zona come il Vittoriale di Gabriele D'Annunzio. La sezione intitolata hotel lago di garda ha la finalità di recensire gli hotel della zona conosciuti dallo staff di www.ilviaggio.it.

Video vacanze

VideoTrip è un portale dedicato esclusivamente alla raccolta di filmati, video, racconti e foto delle vostre vacanze o dei vostri viaggi.

La Valutazione del Rischio stress lavoro-correlato

[Napoli] - Benessere Aziende di Zerostress S.r.l. si occupa della promozione e dello sviluppo del benessere aziendale. Attraverso un metodo, scientificamente validato e collaudato, è possibile effettuare una completa valutazione dei rischi connessi allo stress lavorativo e adottare una serie di misure preventive e di intervento sullo stress per migliorare la salute e il benessere psicofisico dei lavoratori e dell'Azienda nella sua complessità. La valutazione dei rischi connessi allo stress lavorativo è obbligatoria per le aziende come sancito dal D.Lgs 81/2008, ma tale obbligo non deve in alcun modo essere percepito come vincolo o minaccia in quanto si tratta di un'occasione unica per le Aziende di rilanciare il tema del benessere organizzativo stimolando una maggiore produttività aziendale e un generale miglioramento della qualità del lavoro e dell'ambiente lavorativo.
Il metodo Zerostress si concretizza in un vero e proprio Progetto che agisce sull'Azienda a 360°. Esso prevede Valutazioni e Interventi realizzati secondo le metodologie della psicologia Funzionale e della Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, ai seguenti livelli:

  • Indagini e Valutazioni
  • Momenti teorici e seminariali
  • Momenti Formativi teorici ed esperienziali
  • Trattamenti individuali
  • Verifiche dei risultati
L’impostazione teorica ed epistemologica di tutto il Progetto è quella della Psicologia integrata Funzionale, integrata ai vari livelli psicofisiologici degli organismi umani, con tutte le sue differenti modalità e specificità dei vari settori e campi in cui viene applicata. La metodologia Funzionale è una metodologia che si fonda su una teoria generale che risponde alle esigenze di complessità della scienza di oggi; ma è anche una metodologia esperienziale a tutto tondo, che non si rivolge solo al piano cognitivo ma tende a modificare tutti i livelli Funzionali del Sé e a recuperare le Esperienze di Base, carenti e alterate, attraverso esperienze complesse di tipo psico-corporeo, che agiscono fondamentalmente sui Funzionamenti di fondo (esperienze piene e complete), con particolare attenzione agli elementi motori, e posturali, emotivi, fisiologici (respiro, tono muscolare, sensazioni, voce), cognitivi (immaginazioni, consapevolezza, simbolico, ricordi). In particolare, nelle sue più recenti formulazioni relative al Mondo del Lavoro, la psicologia Funzionale guarda all’Azienda come ad un “Organismo vivente”, con il vantaggio di rilevarne i “funzionamenti di fondo” (anche se con le sue specificità). I metodi di rilevazione dell’Organizzazione Azienda e delle Modalità di lavoro rappresentano, perciò, un punto particolarmente innovativo del Progetto.
Ogni Progetto viene costruito su misura dell'Azienda, tenendo conto delle sue esigenze e delle sue effettive condizioni generali. Questi sono i punti generali entro cui si declina il nostro Progetto Stress/Benessere Azienda:

  • Rilevazione di condizioni e bisogni specifici
  • Valutare le condizioni reali di Stress lavoro-correlato nei lavoratori
  • Mettere in atto misure di intervento per eliminare condizioni di Stress lavoro-correlato, a livello dei singoli soggetti, migliorando lo stato di Benessere di chi opera nell’Azienda, attraverso un processo graduale per Moduli
  • Mettere in atto processi di Formazione per dirigenti e lavoratori, per accrescere la loro consapevolezza e conoscenza dello Stress, delle sue cause e di come affrontarle
  • Migliorare anche determinate “Capacità di Base” di chi lavora in Azienda, che giocano un ruolo fondamentale nell’ottimizzazione delle risorse e nello sviluppo di potenziali inespressi (quali ad esempio allentare le tensioni, realizzare pause di rigenerazione, dare spazio al pensiero creativo, etc)
  • Suggerire misure di intervento sulle condizioni del lavoro e clima aziendale (gestione, organizzazione, comunicazione, etc.) che si siano rivelate a rischio di Stress lavoro-correlato (Working Stress)
  • Misure preventive, mettendo in luce spazi di miglioramento, potenzialità insospettate, e per quanto possibile nuove strade per chi opera nell’Azienda: sia come Capacità di Base di chi lavora in Azienda, sia come eliminazione di rischio di Working Stress, sia come Benessere in Azienda e dell’Azienda
  • Contribuire a creare una cultura più generale del Benessere nelle Aziende
  • Monitoraggio e follow-up. Monitorare e rivedere a d una certa distanza di tempo le misure antistress adottate per valutarne il perdurare dell’efficacia, la capacità di consentire un uso ottimale delle risorse, e la loro attuale necessità.

Gli strumenti di valutazione ed intervento sono frutto di anni di ricerche condotte anche in ambito universitario e di distinguono in: a) Strumenti diagnostici per la misurazione Stress-Benessere, b) Strumenti diagnostici per la valutazione dei Funzionamenti Aziendali, c) Strumenti di intervento individuali e organizzativi. I Progetti sono elaborati e coordinati da una èquipe di psicologi ed esperti del settore sotto la supervisione della Direzione scientifica del Prof. Luciano Rispoli (Docente di Psicologia della Salute presso l'Università di Catania) e del Prof. Santo Di Nuovo (Ordinario di Psicologia presso l'Università di Catania).

Studio polispecialistico di odontoiatria Sandro Fabbro

Lo studio dentistico Sandro Fabbro a Udine è specializzato in: implantologia, parodontologia, endodonzia, ortodonzia, protesi, conservativa e igiene orale

Quello Giusto è il negozio di scarpe con punti vendita a Vicenza, Padova, Camposampiero, Silea, Galliera Veneta, Valdagno e Montebelluna

[PADOVA] Quello Giusto by Rizzato calzature è una azienda fondata negli anni 70 leader nel settore che ha conquistato la fiducia della clientela delle più importanti piazze del veneto. Nel 1982 comincia l'avventura con la nascita del primo grande centro commerciale di Valdagno, e di qui la rapida espansione sul territorio di Montebelluna nel 1988. La formula del successo di Quello Giusto calzature consiste nella capacità di tenersi costantemente al passo coi tempi, coniugando qualità e prezzo per soddisfare ogni esigenza, anche quelle della clientela più esigente.

Il meteorologo Ten. Col. Carmelo Gambuzza ex- diplomato Nautico sarà insignito del Premio alla Carriera 2009.


E' stata fissata alle 10, 45 la premiazione al Ten Col. Carmelo Gambuzza, con la presenza del Ten. Col Massimo Morico . Subito dopo la Cerimonia i due terranno una conferenza sulle previsioni meteorologiche. Si ivita tutta la Cittadinanza a Partecipare. LA CERIMONIA IL 29 MAGGIO ALL'ISTITUTO TECNICO NAUTICO IL METEOROLOGO POZZALLESE CARMELO GAMBUZZA SARA' INSIGNITO DEL PREMIO ALLA CARRIERA PRESENTE ALLA CERIMONIA IL T. COLONNELLO MASSIMO MORICO, PREVISORE METEO DELLA RAI Il 29 maggio il Preside dell’Istituto Nautico di Pozzallo, Prof. Attilio Sigona, consegnerà al Tenente Colonnello Carmelo Gambuzza, Dirigente del Centro Nazionale di Meteorologia di Pratica di mare, il “premio alla carriera”. Presente alla cerimonia ci sarà il Tenente Colonnello Massimo Morico, volto noto della Rai, il quale lo stesso giorno terrà nei locali del nautico una interessante conferenza sulle previsioni meteorologiche. Il premio, istituito da due anni, viene assegnato agli ex allievi del Nautico che si sono particolarmente distinti nell’ambito lavorativo. Il T. C. Gambuzza, diplomato con il massimo dei voti nell’a.s 1978/79, si è successivamente laureato con lode presso la facoltà di Scienze Nautiche di Napoli. Dopo un breve periodo di insegnamento ha vinto il concorso nell’Aeronautica Militare, settore meteo, riuscendo nel corso degli anni ad ottenere incarichi prestigiosi. Oggi è Dirigente del servizio che si occupa della elaborazione e della trasmissione dei dati meteorologici che provengono dalle tantissime stazioni sparse in tutto il mondo. Un vanto per la citta' di Pozzallo.
Al caro amico Carmelo vanno i nostri più sinceri e sentiti auguri per la sua prestigiosa carriera.
Un affettuoso saluto al T.C. Carmelo Gambuzza arriva anche dai suoi ex-compagni di classe della V^B sez. Capitani a.s. 1978/79, che lo ricordano sempre come amico sincero, affettuoso, generoso e preparato:
Salvatore Galfo, Salvatore Giunta, Salvatore Scala, Giovanni Calvo, Carmelo Garufi, Antonello Ruta, Gianni Giunta, Salvatore Renno, Giovanni Azzarelli, Giovanni Pisana, Giovanni Agosta, Piero Vernuccio, Giovanni Coria, Cettino Restivo, Pierantonio Rogasi, Daniele Minardo, Angelo Campanella.

Produzione personalizzata di poltrone per cinema e auditorium

[PADOVA] Tma Italia avvisa tutti i suoi clienti che è disponibile il nuovo catalogo di poltrone per cinema e sedute per teatri ed auditorium. Come tradizione ogni prodotto viene realizzato con i materiali migliori seguendo le più avanzate tecniche di produzione e rispettando i due concetti base che hanno decretato il successo dell'azienda: l'addattabilità e la morfologia delle sedute.

Analisi di Laboratorio

In provincia di Bergamo, più precisamente a Torre Boldone, Fkv è un'azienda leader nel settore della produzione di strumentazione scientifica per analisi di laboratorio. L'azienda dispone di un competente gruppo di agenti operante in tutto il territorio italiano ed estero.

Fanlabs - Creazione siti internet

Fanlabs è un laboratorio virtuale specializzato nello studio, progettazione, e sviluppo di siti internet dal forte impatto emotivo, estremamente funzionali e fortemente ottimizzati per i motori di ricerca.

Vendita espositori per pubblicità

[Brescia] Studio Stands è l'azienda dove acquistare una vasta gamma di prodotti promozionali per ogni esigenza. Dai totem pubblicitari alle insegne luminose, dagli espositori portadepliant alle bandiere pubblicitarie, con una vasta galleria di foto e con tutte le informazioni relative. Prodotti promozionali per interno ed esterno, fissi e portatili, luminosi e con vari accessori.

Acquisto antiquariato

Per rifornire i nostri negozi ed i nostri laboratori di restauro;
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TMA Italia - Sedie per ufficio e poltrone teatro, cinema, teatro, arredamenti contract

L'impresa industriale di oggi, è nata, agli albori degli anni '80, da alcuni operatori del settore dell' arredamento con l'intento di esprimere, dopo un'acquisita esperienza decennale, proprie soluzioni di arredo "chiavi in mano" nel settore contract.
TMA progetta e produce poltrone teatro e sedie per ufficio

Dopo i primi anni di lusinghieri successi, la TMA avvia una diretta produzione di sedute, presentando un'ampia scelta di poltrone e sedie per l'ufficio, poltrone teatro e collettività.
Offrire un prodotto d'avanguardia, cioè non solo di qualità, ma unito a forme che possano personalizzare ogni singola proposta
è ora l'obiettivo della società che si avvale di una nutrita schiera di propri progettisti e di ben noti designers.
Ulteriori e molteplici sono gli sviluppi e gli investimenti che la TMA sta portando avanti per sempre meglio seguire ed interpretare gli arredi e le sedute, siano esse sedie o poltrone, per l' ufficio, la collettività, il cinema ed il teatro, affrontando lavori sempre più complessi ed ambiziosi.

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Nel sito Sappada Dolomiti troverete informazioni in merito agli eventi per la località montana di Sappada, alle strutture presenti nella città, alle piste di sci e ai parchi divertimento. Sappada è la località ideale per le vacanze in famiglia.

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L'isola di Ponza è una delle isole italiane più belle e suggestive, dove trascorrere le tue vacanze!

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Portale Web Directory dedicato all'isola d'Ischia.


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Nuovo appuntamento di K.O. prodotto da Figli del Bronx al Nuovo Teatro Nuovo

Nuovo appuntamento al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, dal 14 al 17 Maggio 2009 per lo spettacolo teatrale K.O. prodotto da Figli del Bronx, con la regia di Alessandra Cutolo in collaborazione con Carlo Luglio e con protagonista Salvatore Ruocco già attore di “Gomorra” e di “Napoli Napoli Napoli”, docufiction di Abel Ferrara. Musiche di Fabio Gargano.


Un pugile in bilico tra due strade. Due possibilità che a tratti possono convivere.
Da un lato l’esercizio fisico, l’allenamento, il maestro, la palestra, la preparazione per affrontare l’avversario, dall’altro gli incontri clandestini, i “compagni” di avventura, i soldi facili, il fascino dell’oscuro.
La pratica della sopraffazione e dell’aggressione come abitudine, necessaria per farsi ascoltare, per dimostrare coraggio?
Di fronte alla scelta: irruzione di paure, mostri, fantasmi, E l’ossessione dell’occhio del mondo.
Lo sguardo dell’altro che rassicura e rafforza durante l’esibizione, ma anche che mette a nudo e palesa le insicurezze? La possibilità della perdita dei riferimenti, della perdita della ragione. La paura del vuoto. La solitudine.
Queste le problematiche affrontate durante un laboratorio con un gruppo di giovani al teatro area nord, adattando liberamente al contesto frammenti di “Giorni felici” di S. Beckett, frammenti di “Terra di nessuno” di H. Pinter.

Sfilata Multietnica

A grande richiesta torna VESTIARIA, l'attesissima FIERA DELL'ABBIGLIAMENTO “2nd hand”: un appuntamento da non perdere per trovare le piu' belle proposte della moda estiva per donna, uomo e bambino.
Un'occasione unica per inaugurare la nuova stagione con i capi piu' leggeri, colorati, attualissimi, a prezzi sempre vantaggiosi (e con tante proposte a 1 euro!!!). Veramente il meglio della moda nuova e (poco) usata, con le firme più prestigiose, i modelli esclusivi, le fantasie piu' originali per chi vuol vestire un look all'ultima moda ma con tanta originalita' in piu'.
Dal classico piu' elegante al trendy per le giovanissime, dagli abiti da sera al casual per le vacanze, dal vintage d'annata con gli accessori piu' esclusivi alla moda etnica piu' fantasiosa... E ancora, dal baule della nonna, tanto bianco antico con pizzi e merletti per ogni tasca.

E per la prima volta un evento d'eccezione:
DOMENICA 24 MAGGIO ALLE ORE 11
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DI ABITI VINTAGE E DA SERA
con vendita all'asta dei capi piu' richiesti.
Ingresso libero

I TESORI DI AMLETA

un blog dove la creazione di gioielli, borse,candele,oggetti vari e opere d'arte, utilizzando materiali riciclati, è lo svlerasi del mondo personale di questa artista poliedrica e cosmopolita dal nome shakespeariano che evoca l'ambiguità dell'esistenza, la quale viene esplorata attraverso varie tecniche artistiche personali ed originali.

vita da poveri

Ci si alza col buio, dopo aver dormito su un materasso semiortopedico ormai quasi sfondato e macchiato in varie parti. Il padre e la madre devono un caffè di corsa e poi il padre esce. La figlia bolle il latte per il piccolo che ingurgita nel frattempo cinque brioscine prima di bere il primo sorso.
La madre è andata nelle camere da letto e ha rifatto i letti. Poi veste il piccolo e urla che si è fatto tardi. Il piccolo fa i capricci e non vuole andare, non gli piace la scuola. La madre lo porta a scuola. La figlia si veste e parla al cellulare con le compagne di classe. Il citofono suona e la figlia scende e va a scuola con una compagna.
La madre torna dalla scuola, dopo aver lasciato il piccolo, che scalciava e urlava contro di lei e la maestra. Sparecchia la tavola e pulisce i piatti. Spolvera e pulisce la casa. Affaccia al balcone e parla con la vicina di casa.
La figlia , a scuola, confessa all’amica di esser stata col salumiere del supermercato, sposato e con figli, che le ha regalato un cellulare bellissimo. La compagna l’ammira e dice che dovrebbe trovarsi anche lei un fidanzato ricco. Durante la ricreazione la madre la chiama al telefono chiedendole di passare dal panificio prima di tornare a casa perché manca il pane. La figlia dice che non può. La madre urla.
La madre ha finito di parlare con la vicina della sua soap preferita, inizia a cucinare. Il piccolo torna a casa. Il piccolo apre il frigo, beve una coca cola e mangia un gelato. La figlia torna a casa. La figlia apre il frigo e beve una coca cola e mangia uno yogurt.
La madre apparecchia e si siedono a tavola. Il piccolo vuole altra pasta col sugo e altre patatine fritte. La figlia non vuole né pasta né patatine, è a dieta. La madre urla che deve mangiare. La figlia urla che se ingrassa non troverà nessuno che la voglia sposare. La figlia va in camera. Il piccolo ha mangiato anche la porzione della sorella.
La madre sparecchia e pulisce i piatti e la cucina. Il piccolo si siede davanti la tv e guarda i cartoni animati. La figlia è in camera e si sfoga al telefono con l’amica. La figlia apre lo zainetto e tira fuori degli snack comprati la mattina mentre va a scuola. Il cioccolato le calma il rancore verso la madre.
La madre, finite le pulizie, si siede nel divano e guarda la tv. Il piccolo va in camera e gioca col cellulare di mamma.
Nel pomeriggio torna il padre affamato e stanco. La madre apparecchia di nuovo. Riempie il piatto di pasta e poi gli dà le patatine. Il padre mangia e chiede altre patatine. La madre dice che le ha finite il figlio. Il padre urla. La madre frigge dei wurstel e glieli dà. Il padre si alza e va in camera da letto dove si cambia. La madre prepara due panini e li dà ai figli. Poi sparecchia e pulisce i piatti.Lei non mangia per cena, è a dieta. Il padre fa la doccia e poi si siede sul divano e guarda la tv.
Il piccolo si siede accanto al padre e scherza con lui. La figlia abbraccia il padre e gli fa vedere il nuovo cellulare, dicendo che glielo ha regalato una sua compagna di classe ricca. Il padre lo ammira e prova i giochini che ci sono. Il piccolo si avvicina a lui, è curioso. Suonano alla porta. Sono i vicini di casa. Entrano. La madre offre un caffè. I padri guardano la tv e devono il caffè. Il piccolo guarda la tv. Le madri chiacchierano,bevono il caffè e mangiano dei pasticcini. La figlia è in camera e parla al cellulare con il suo fidanzato segreto.

vita da ricchi

La mattina ci si alza col sole, dopo aver dormito e riposato su un materasso anallergico, antiallergico, antipolvere, multistrato,ecologico.
Dopo una buona e poco calorica colazione, a base di succo d’arancia, miele, yogurt, tè,fette biscottate, dettata dal dietista di famiglia, si controllano gli impegni del giorno e si esce di casa. Si guida una berlina comoda, elegante,superaccessoriata, di qualche anno fa ma ancora buona.
La colf arriva, rifà i letti, sparecchia la tavola, spolvera e pulisce la grande casa, lava i piatti, fa il bucato, va al supermercato. Torna con le borse della spesa piene, le svuota nel frigo. Inizia a preparare il pranzo.
Arrivano i figli del padrone. Il piccolo non vuole mangiare le verdure. La colf cerca di convincerlo. Il piccolo non vuole mangiare il pesce. La colf cerca di convincerlo. Dopo il pranzo la colf riunisce gli avanzi e li conserva dentro contenitori di plastica che porterà di nascosto a casa.
Quando i padroni tornano a casa tutto appare ordinato, pulito, profumato e anche la cena è già pronta per esser consumata.
Il padrone va nel suo studio per controllare alcuni progetti prima di sedersi a tavola. Il piccolo tenta di spiegare alla madre i progressi fatti nel pomeriggio in piscina. La figlia, adolescente, dice che non le piace più la danza e che vuole provare un altro sport. La madre acconsente per un ulteriore sport, a patto che continui a ballare il classico fino alla maggiore età, perché le serve per il portamento e le aggrazia i modi. La figlia si ribella, dice che odia la danza classica e che la maestra è troppo severa.
Si mettono a tavola. Il piccolo non vuole mangiare l’insalata. La madre cerca di convincerlo. La figlia mangia soltanto l’insalata. Il padre non ha molto appetito e lascia il suo pasto quasi integro.
Dopo cena il padre va nello studio per finire un lavoro. La madre va nello studio per fare una telefonata. Il piccolo va in camera dove può guardare uno dei suoi film disney preferiti. La figlia va in camera dove il pc è collegato ad internet giorno e notte e chatta con le amiche.
La colf pulisce tutto e poi va a casa.

le parole

Pochi sono coloro che trovano conforto, compagnia, gioia,ispirazione,serenità…nelle parole. Intendo nelle parole altrui, per lo più scritte,perché quelle scritte sono meno volatili.
Spesso infatti siamo circondati da persone, di famiglia e non,che pur standoci vivine non riescono a capire i nostri dolori, i nostri bisogni, i nostri tentativi di vita e quindi il rifugio nelle di vita altrui è così dolce e quasi necessario. Avviene così che nelle parole scritte, sulle pagine di un libro o sugli spazi di un sito, noi troviamo ciò di cui abbiamo più bisogno e questo ci dà una sensazione di comunione infinita e di espansione interiore.
La qual cosa ci pare alquanto strana soprattutto quando si tratta di autori defunti da secoli, i quali in ciò che hanno scritto o detto pare ci conoscano meglio di chi vive con noi ogni giorno. Nei loro sentimenti, nei loro turbamenti noi troviamo i nostri e questo ci rincuora e ci dà quel respiro che avevamo perso .
Specialmente durante la giovinezza se si incontra un libro, se si ha questa fortuna di un tale evento, in cui noi troviamo giovamento e sollievo ai turbamenti della crescita, ecco che esso ci accompagnerà per il resto della nostra vita come un fedele amico che ci ha dato una mano proprio quando ne avevamo bisogno. A quell’età infatti valgono molto di più le parole di un libro o di una canzone che quelle dei genitori, i quali spesso tentano in tutti i modi di distruggere i sogni dei figli e di indirizzarli verso la strada della realtà, invano.
E pare cosa bizzarra che un ragazzo rimanga istruito più da Hesse piuttosto che da suo padre, oppure che una ragazza venga consolata da una Austen piuttosto che dalla madre. Questo evento adesso forse avviene per le pagine di qualche blog, in cui ragazzi e ragazze trovano se stessi e i loro problemi,pagine non più scritte da scrittori ormai defunti ma da persone in carne e ossa, con cui possono anche comunicare e da cui possono ricevere consigli o ammonimenti.
Quindi, che le parole siano scritte sulle pagine di un vecchio libro o che vengano fuori dai pixel dello schermo del pc, la scrittura fortunatamente serve ancora a molte persone e coloro che credevano che il futuro sarebbe stato soppiantato dalle immagini e dalla tecnologia visiva devono constatare che di parole nel mondo ne girano ancora parecchie ed esse sono ancora utili e piacevoli.

la capanna

Ogni uomo necessita di un rifugio. Si è passati dalla caverna alla capanna di paglia, dalla capanna di paglia a quella di legno, dalla capanna di legno a quella di mattoni di fango, dalla capanna di mattoni di fango alla casa di mattoni e cemento, dalla casa stupida alla casa intelligente.
Dentro una capanna ci stavano dei giacigli, qualche ciotola per mangiare, delle pelli per coprirsi, degli arnesi per cacciare. Avete presente le capanne di qualche documentario africano che ogni tanto ancora si vede in tv? Ecco, più o meno quella, anche se oggi pure gli indigeni portano i jeans.
Guardate la vostra casa adesso. Che differenza c’è tra la vostra casa e quella capanna che ho descritto prima? E’ pur sempre un rifugio ma c’è molta differenza tra le due abitazioni.
Quanti degli oggetti che avete a casa, dentro i mobili, sui mobili, appesi alle pareti, sparsi per terra, quanti di questi vi sono utili a qualcosa e quanti sono quelli che vengono usati raramente o che non usate mai?
Certe volte in qualche film, di quelli ambientati in Alaska, si vede la casa di un cacciatore: unica stanza, un letto, un tavolo, una sedia, una piccola cucina, qualche libro,una giacca appesa, gli stivali vicino al letto,una bottiglia sul tavolo, un secchio vicino la cucina, cartucce per il fucile. Tutto qui.
Non vi pare strano che un uomo possa vivere in una casa con queste poche cose?
Credo che in qualche reality abbiano fatto questo esperimento, cioè quello di vedere se degli uomini possono vivere lo stesso senza tutte le cose a cui sono abituati e di cui fanno largo uso nella loro vita quotidiana. Solo pochi hanno retto all’esperimento. E pensate se fossero davvero rimasti su di un’isola per anni davvero, senza cellulari, senza computer, senza microonde, senza webcam,…
Una volta l’uomo pensava all’utilità delle cose e cercava di costruirsele da solo, utilizzando i materiali che trovava nei boschi o nel luogo dove viveva. Se non c’erano alberi faceva la capanna di paglia, se non c’era la paglia la faceva col fango o con gli escrementi di animali, oppure faceva una tenda con la pelle degli animali.
Qual è stata l’ultima cosa che avete costruito con le vostre mani? Era una cosa utile a qualcosa o puramente estetica? E quante cose comprate utili o puramente estetiche?
Basta entrare in un grande magazzino e riempire il carrello, che bella sensazione vero? E chi ha la carta di credito con più di qualcosa dentro non bada proprio a ciò che prende ma il piacere di comprare è sublime no?
Prima era “costruire”, adesso è “comprare”il verbo che usiamo di più. Quando ci incontriamo per strada o parliamo al telefono, capita in quasi tutte le conversazioni:

“ho comprato finalmente quel paio di scarpe che sognavo da una vita! “
“ho comprato un cellulare favoloso, quello col touchscreen, per due soldi! “
“ho comprato un divano comodissimo, lo pagherò solo a partire da gennaio!”
“ho comprato una macchina stupenda, consuma pochissimo!”
“ho comprato un anello favoloso, me lo vedevo al dito ogni notte!”
“ho comprato….”
“ho comprato,comprato,comprato,…..”

La crisi ha dato un arresto. La domanda nasce spontanea ogni volta che abbiamo qualcosa davati: “ne ho davvero bisogno?” Ma la maggior parte delle persone continuano a comprare, tanto c’è la finanziaria che paga. Ma chi paga la finanziaria? O le finanziarie? Perché alla prima si è unita la seconda e alla seconda la terza e alla terza la quarta e via così.
Quando avviene un terremoto o un altro evento catastrofico, alcune di queste popolazioni muoiono, altre si mettono a ricostruire le loro capanne e riprendono la vita di sempre. Se noi dovessimo perdere la nostra casa il nostro primo pensiero sarebbe “dobbiamo ricomprare tutto” non è cosi? Nè la possiamo ricostruire né possiamo ricostruire le cose che avevamo.
Io tutte le volte che guardo uno di quei documentari, che fortunatamente continuano a fare, trovo le persone più felici, con delle espressioni più rilassate, tranne ovvio nei paesi in cui c’è qualche guerra in corso, eppure, anche quelli che non hanno che una capanna e la merda da mangiare sorridono tutti.

il jolly

Io sono un jolly (termine che prendo a prestito dal libro”l’enigma del solitario”di Gaarder).
Io sono una che si chiede il perché delle cose. Io sono una scomoda, che non accetta le cose così come stanno, che cerca di farlo notare agli altri e se ne prende tutte le conseguenze.
Io sono una outsider, una fuori dal coro, una voce solista che grida nel deserto di un paese muto.
Perché “soltanto il jolly conosce la verità”.
Quando parlano del terzo occhio credo che si riferiscano a questo. Ci sono persone che riescono a vedere i meccanismi delle cose, della vita stessa, e dopo averli capiti cercano di spiegare agli altri come stanno le cose ma il più delle volte la loro voce rimane inascoltata.
Come un meccanico ho osservato il motore della vita e tutti i pezzi che la compongono, ho scoperto meccanismi vecchi e nuovi, ho scoperto scintille là dove non ci dovevano essere e vuoti dove sembrava ci fosse solo pieno.
“ma c’era di più:anche come filosofo il pater era un jolly. Affermava che vedeva
cose bizzarre cui tutti gli altri erano ciechi.”
Tutti si svegliano ogni mattina, chi presto chi tardi, però solo pochi si svegliano veramente. Sceso il primo piede giù dal letto eccoli pronti a immergersi in quella reta che si sono costruiti da soli, e che molti adesso chiamano matrix.
Le solite azioni, i soliti problemi, i soliti pensieri li riempiono non appena si avviano al bagno e iniziano la giornata di sempre.
Per il jolly è diverso perché lui è capitato in questo mondo con questo terzo occhio sempre aperto e col quale riesce a vedere fin troppe cose e troppo a fondo.
“ma non si tratta soltanto di cose che vedo. Sono cose che sento dentro. Sento di essere
una creatura traboccante di vita….una pianta straordinaria….con pelle e capelli e tutto
il resto….” (dal libro sopraccitato)
Ma quando il jolly prova a spiegare certe cose sulla vita agli altri allora lì rimane fregato. Rendere qualcuno consapevole di se stesso è la cosa più difficile che uno possa provare a fare a qualcun altro. “ora non ho tempo per queste cose”, oppure “non fare lo psicoterapeuta”,queste le scuse più banali per non scoprire ciò che c’è dietro il palcoscenico della commedia umana.
Così spesso il jolly, stancatosi della sua missione inutile per aiutare il genere umano ad aiutare se stesso, preferisce rimanere ai margini e osservare come va a finire. E’ un po’ come assistere ad un omicidio,esser presenti e lasciare che tutto avvenga senza intervenire, perché si sa che anche intervenendo l’assassino ucciderà lo stesso.
Perché le persone in realtà non vogliono sapere chi sono e come sono, dove vanno e perché fanno certe cose. No, le persone vogliono continuare a vivere così come vivono ogni giorno, altrimenti dovrebbero affrontare un cambiamento troppo radicale e non si sentono pronte, non sono mai pronte per farlo.
Io sono un jolly e non scrivo per aprire gli occhi di nessuno,né per farmi guardare negli occhi, vi dirò che non me ne frega più niente di mostrare agli altri ciò che sono. Certuni ci son rimasti secchi e nemmeno immaginavano il meccanismo segreto del loro orologio inceppato.
Ci sono troppi malati che non vogliono guarire e gli esseri umani sono diventati dei vigliacchi indissolubili. Si spaventano di se stessi, di prendere in mano la propria vita e farne qualcosa di vivo.
Io sono un jolly e dico le cose come stanno. Mi odieranno, sì, mi detesteranno,ma non mi tirerò mai indietro per nascondere la verità. Io non starò muta.

la cultura dei soldi

Chi ha detto che oggi la cultura è accessibile a tutti? Chi l’ha detto?Molti penserebbero la stessa cosa ma vi posso assicurare che le cose non stanno così.
Voi avete internet? Bene. Potete conoscere altra gente, fare ricerche, venire a conoscenza delle ultime scoperte in ogni campo, consultare le offerte di lavoro, informarvi sulle lezioni universitarie, conoscere trucchi e segreti del vostro pc, guardare video o film, scaricare le ultime novità musicali, foto, insomma potete fare un po’ di tutto.
Immaginate per un solo attimo di non avere internet. Come vi sentireste? Potreste fare le stesse cose con altri mezzi? Quali mezzi? La biblioteca forse? Io vi posso assicurare di no. Non c’è più modo di fare le stesse cose che si fanno su internet con altri mezzi. In più alcuni mezzi stanno scomparendo del tutto , proprio grazie, o a causa, di internet. Dite che è impossibile?
Provate a pensare come fareste le cose che fate ogni giorno con internet se non ce l’aveste. Vi sarebbe possibile? Siate sinceri. E se vi dicessi che ci sono ancora tantissime persone che non ce l’hanno? Centinaia, migliaia, milioni? Cosa pensereste?Vi sentireste fortunati a poterne far uso no?
Ma cosa non permette a tutte queste altre persone di fare tutte le cose che fate voi ogni giorno?
La risposta è ovvia, ma forse pochi di voi l’hanno effettivamente pensata, la risposta è : i soldi.
Questo è il progresso? La cultura dovrebbe essere accessibile a tutti. Non sto parlando di auto lussuose o di vestiti firmati, sto parlando di una fonte d’informazione, perché questo è internet, oltre a mezzo di comunicazione, per cui dovrebbe essere accessibile a tutti. Allora perché molti non ce l’hanno?
Quando è comparsa la televisione solo pochi l’hanno potuta acquistare, mentre altri non potevano fare questa spesa e ne sono rimasti all’oscuro per molti anni. Vi sembra che da allora sia cambiato qualcosa? E’ comparso internet ma ci sono ancora tantissime persone che non se lo possono permettere e son tagliati fuori. Vi sembra che cogli anni sia cambiato qualcosa, cioè da quando è comparsa la televisione?
Bisogna pagare per sapere. Non è certo una bella cosa, eppure continua ad essere così. Secondo me è una grandissima ingiustizia e una grande mancanza a cui si dovrebbe rimediare.

la tradizione dura a morire

Fin da piccola mi sono chiesta spesso il perché di tante cose. Crescendo questi perché si sono sposta dalla sfera della natura e della vita quotidiana a quella degli altri esseri umani.
Molto presto intuii che nella vita di questi altri individui c’erano certe cose nascoste, più complesse e meno chiare di ciò che appariva all’esterno. Intorno a me vedevo persone che vivevano una vita segnata già da millenni di storia e tradizioni che si trasmettevano da padre in figlio e che pareva lasciassero il mondo in uno status quo da cui non ci poteva essere evoluzione alcuna né sviluppo per un futuro diverso.
Gli stereotipi erano tanti ma moltissime persone non sanno nemmeno di rispecchiarne qualcuno. Sono totalmente ignari di aver seguito un tracciato che gli è stato segnato davanti e al quale si sono attenuti per tutta la vita, tranne quando sovviene un evento particolarmente tragico o piacevole a sconvolgere questo disegno.
Non riuscivo a capire per quale motivo tanta gente si giudicasse infelice e continuasse a condurre la vita di sempre non facendo nulla per migliorarla o per cambiare quello stato di cose per niente appagante. Lo stesso Pirandello, mio compaesano, notò quella maschera che la gente indossa ogni giorno e dietro la quale si agitano le più fervide passioni o le più oscure paure, la quale maschera rimane incollata al viso e alla vita di molte persone fino alla morte.
Poi ho scoperto che c’era la questione dell’adattamento. Queste persone si erano semplicemente adattate e conformate all’ambiente in cui erano nate e cresciute senza dubitare mai che potesse esistere un altro modo di vivere o un altro tracciato alternativo da seguire. Insomma si trattava di individui che ad un certo punto della loro vita invece di prendere in mano la loro vita e deciderne cosa farne si erano lasciate prendere dalla morsa della tradizione e avevano seguito passo passo il percorso senza mai volersene o potersene liberare.
Quei “vinti”di cui parla il Verga, siciliano anche lui, purtroppo non sono solo i poveri, i quali non possono sottrarsi alla loro misera vita, ma pure coloro che i mezzi per cambiare vita ce li hanno eppure rimangono fermi dove sono e vanno avanti vivendo come mummie prive di vita.
Il guaio è che una volta accettato un certo stato di cose come “senza uscita” si sono trovati, io faccio una supposizione, a dover per forza seguire la strada intrapresa da tutti, con la speranza di non avere sorprese lungo la via.
Anche quelli che da giovani hanno fatto fuoco e fiamme si sono piegati poi alle regole della tradizione che li voleva ammogliati,impiegati e piegati al dovere e alla famiglia. Eppure erano stati delle menti fervide e non mancavano certo d’intelligenza e neanche di mezzi economici per scegliere una diversa condizione di vita.
Certo alcuni sono riusciti ad andar via da questo gregge, fortunatamente per loro, e altrove hanno trovato uno stile di vita più autentico e privo di tutti quei tabù e dogmi assurdi che li voleva rendere schiavi di un sistema stabilito e permanente.
Purtroppo questi pochi eletti che hanno tastato l’altrove di terre nuove e più sane, tornando non sono riusciti a far cambiare idea a nessuno dei loro amici o conoscenti prigionieri ancora di una tradizione di secoli che li comanda come pecore stupide.
Allo stesso tempo capii che in fondo quelli che avevano scelto la strada di sempre lo avevano fatto per un bisogno di sicurezza e di stabilità che solo la tradizione pare dia, o faccia parere di avere. Infatti se si discute con tali persone nessuna di loro è contenta dello stato di cose in cui vive eppure una volta chiusa la porta di casa si sentono al sicuro e contenti di aver fatto la scelta giusta, anche se dentro di loro sanno che non sono che dei morti che fanno finta di vivere.

liberarsi del principe azzurro e della principessa

Sembrava che un gran passo fosse stato fatto quando finalmente le donne scoprirono se stesse, il proprio valore e la propria indipendenza. Invece ci sono ancora troppe donne in giro che sognano ancora il principe azzurro, in veste d’attore o di cronista magari,che le porti via da una vita noiosa e banale e le catapulti in un mondo di feste, sesso, soldi e Caraibi.
E non si tratta solo di piccole Cenerentole che lacrimano spolverando i mobili di casa, che esistono ancora purtroppo, ma anche di quelle virago che guidano auto sportive, sono piene di firme dalla testa ai piedi e si sbattono un uomo alla sera insieme ai drink superalcolici.
Dunque non ci sono differenze di ceto sociale o posizione professionale e queste povere sognatrici intramontabili si vedono ancora andare in giro son su scritto sulla fronte “Salvami” e pensano di scorgere il loro splendido salvatore nel dentista o nel giovane benzinaio o nel padre del compagno di classe del figlio…insomma,o sposate, o fidanzate, o ninfomani, hanno in mente quel principe bello e pieno d’amore che le porterà con sé in un impeto di passione che stravolgerà la loro vita.
Che sia dovuta alle favole che vengono raccontate alle bambine (stè Biancaneve e compagnia bella che nella vita non fanno altro che aspettare il principe che le risvegli) oppure per ciò che leggono nei romanzi o che vedono in televisione o nelle soap, non si come questa idea del salvatore sia entrata nel loro dna.
Ciò che si dovesse insegnare di veramente importante alle bambine fin da piccole a scuola è come stanno davvero le cose, come sono gli uomini reali e non descrivere principi da favola, risparmiando loro tanti sbagli e tante delusioni che pò le rendono schiave di relazioni opprimenti o di mariti per nulla regali. Si dovrebbero raccontare ai bambini storie vere altrimenti finiscono col credere ai sogni e inseguire ideali per tutta la vita e vivere per sempre scontenti.
Questo vale anche per gli uomini, è doveroso precisarlo, perché ci sono ancora troppi uomini che credono che le donne siano tutte delle aspiranti principesse e che amino i mazzi di rose, le cene a lume di candela e i principi azzurri; così essi si fingono tali e scoprono la loro pessima faccia solo dopo aver sposato le suddette fanciulle, le quali spesso, proprio per convolare a giuste nozze, lasciano loro credere di esserlo davvero delle principesse per poi trasformarsi in streghe durante gli anni di matrimonio.
Non sarebbe l’ora di dire come stanno veramente le cose ed evitare inutili voli dell’immaginazione con foto di coppia che guarda il tramonto stringendosi per mano e credendo che quest’immagine sia la verità. O meglio che duri per sempre? Perché la cosa peggiore, che si è aggiunta alla fine delle favole è stata proprio questo: “e vissero per sempre felici “. Si poteva essere più cattivi convincendo che il bello della favola duri per sempre? Questo finale è stato proprio crudele, anche perché anche ai tempi degli scrittori che hanno scritto queste favole le cose non andavano così; è vero non c’era il divorzio e le coppie rimanevano insieme a vita, ma il tradimento era diffuso lo stesso anche se nascosto, e inoltre la maggior parte dei matrimoni erano legami d’interesse e non d’amore e spesso i coniugi conducevano una vita separata tra di loro coperta solo dalla maschera del matrimonio.
Se già quindi queste favole non erano vere allora tanto più adesso è terribile raccontare queste storielle stupide ai bambini, meglio le fiabe con gli animali, sono più istruttive.
Mi è capitato spesso di sentire qualche amica o collega esclamare con tono sognante “ah, se solo a casa mi aspettasse Gorge Clooney o Raul Bova, invece devo accontentarmi di mio marito”. Ma queste donne sono davvero convinte che magari un attore sia una specie di uomo diversa dalla specie dell’uomo comune. Queste donne pensano che magari George vada in giro per casa ben rasato e in smoking oppure che a letto si comporti come Micky Rourke in “nove settimane e mezzo” o che sappia stare ai fornelli col grembiulino e nudo sotto e che al rientro faccia trovar loro il migliore dei piatti italiani.
Io credo che se davvero avessero la possibilità di vivere tutti i giorni con uno di questi attori, famosi e tanto sognati, io credo che cambierebbero presto idea sui loro adorati idoli. Poi se per caso le tali donne riescon a trovare un uomo che abbia una qualche somiglianza col loro ideale allora si buttano a capofitto e se lo sposano e poi si lamentano e magari divorziano perché non si è rivelato come pensavano che fosse, cioè la copia esatta del loro amato e bello attore.
Lo stesso succede a quegli uomini che hanno creduto di trovare la loro velina dei sogni, la loro Monica Bellocci o Cameron Diaz e se la sposano con la precisa convinzione, e invidia degli amici più cari, e poi si ritrovano una megera urlante per casa dopo soli due anni di matrimonio.
Non raccontiamo più balle, siamo fatte come siamo fatte e anche gli uomini son fatti come sono fatti e ci dovremmo accettare, se si vuole vivere una vera relazione e non una favola, così come siamo evitando di tentare di trasformare i rospi in principi e le colombe in principesse. Perché poi per colpa di tante delusioni e sogni infranti si rovinano matrimoni e famiglie, solo perché si è inseguito un ideale inesistente.

la scuola della vita

C’è un bambino in classe che non sta mai fermo. Non riesce a scrivere bene, ha bisogno sempre d’aiuto.

C’è un bambino in classe che disturba tutti, che disturba persino la maestra. Le sputa addosso, grida come un ossesso.

C’è un bambino in classe che ha perso il padre, caduta da un’impalcatura. Egli non sta fermo un attimo, non sta seduto composto, non segue la lezione.

C’è un bambino in classe che non segue nessuna regola eppure la maestra lo sgrida parecchie volte.

C’è un bambino in classe che sembra non sentire ciò che gli altri dicono. Egli lancia le sedie, apre la porta ed esce dalla classe.

C’è un bambino in classe così irrequieto e ingestibile che le maestre se lo passano da una classe all’altra per non doverlo sopportare per troppe ore.

C’è un bambino in classe che urla il suo dolore, che vorrebbe rompere tutti i vetri della scuola per riavere suo padre ma nessuno lo capisce.

La maestra chiama la mamma del bambino. La mamma viene a scuola. La maestra dice alla mamma, davanti a tutta la classe, che suo figlio è un bambino terribile, che non riesce a star fermo, che non vuole imparare. La mamma si mette a piangere, dice che lei non sa cosa fare, che suo figlio è così da quando è morto il padre.

La maestra dice che vuole chiamare i servizi sociali. La mamma supplica di non farlo altrimenti le tolgono il figlio. La maestra le dice di portarselo a casa e di dargli un litro di camomilla al giorno oppure di farsi prescrivere qualcosa dal pediatra.

La mamma assicura che lo farà sicuramente. Porta con sé il bambino e la maestra è contenta perché sa che per qualche giorno il bambino non verrà a scuola.

Il bambino ha lasciato un disegno colorato prima. Nel disegno c’è un grande albero sotto il quale ha disegnato delle persone, vicine. In fondo al foglio c’è un’altra figura distante da tutte le altre, quasi fuori dal foglio. Poco prima il bambino stesso mi aveva spiegato il suo disegno, in un momento di calma,perché io volevo capire chi erano le persone nel disegno.

La figura in basso, quasi fuori dal foglio, era il padre. Ho detto alla maestra che forse quel bambino aveva bisogno di aiuto psicologico e non di esser tolto alla madre dai servizi sociali. La maestra mi ha detto “stai zitta, tu non hai esperienza”.

C’è un bambino in classe, ha degli occhi dolcissimi e mi sorride e mi parla tranquillo, mentre scrive le lettere dell’alfabeto, ed io l’ascolto, lo seguo, capisco cosa prova, lo sento il suo dolore.

Questo bambino non è più venuto a scuola, è stato tolto alla madre e messo in una casa famiglia dove lavorano persone di una cooperativa che non hanno nessuna qualifica per fare il lavoro che fanno, perché sono là grazie ad una raccomandazione.

Gli altri bambini sembrano aver dimenticato tutto di lui, nemmeno chiedono di lui. Tutto continua come se niente fosse successo. Eppure un bambino è stato abbandonato a se stesso, perché nella scuola non c’era una maestra che potesse capirlo e uno psicologo che potesse aiutarlo, e la madre non poteva pagarsene uno.

Questo bambino mi è rimasto nel cuore e forse urla ancora e nessuno l’aiuta a superare il dolore della morte. Questa è la scuola dove crescono i nostri figli. Questa è la scuola dove i futuri uomini dovrebbero imparare a vivere e a non lasciar fuori chi ha un problema o chi è considerato diverso.

Nemmeno la maestra ha colpa, povera donna, la quale anziana com’era conosceva solo la disciplina scolastica antica e non l’umanità della pedagogia moderna.

Ma se c’è qualcuno che può intervenire dovrebbe iniziare da lì, sì, proprio dal fornire un supporto psicologico alle madri e ai bambini che hanno difficoltà o disagi nell’ambito scolastico. Ma ormai non ci sono più soldi nemmeno per i maestri, figuriamoci per uno psicologo a scuola! Eppure la scuola è la base, specialmente la materna e la elementare, per la crescita e lo sviluppo sano di tutti i bambini.

Ma cosa insegnano nella nostra scuola italiana? Insegnano che i problemi non si possono risolvere e che basta farli uscire dalla porta perché tutto torni ok. Che bell’esempio per tutti quei bambini che hanno vissuto e visto tutto quello che ne è stato di quel bambino, un bell’esempio davvero. Se io fossi ministro dell’istruzione rinuncerei al mio intero stipendio per far includere gli psicologi in tutte le scuole, non soltanto alle superiori.

Ma forse la Gelmini non capisce queste priorità perché non ha figli. Se si devono risolvere i problemi della scuola li si devono risolvere alla base e non partendo dagli stipendi dei maestri e diminuendone il numero per recuperare soldi.

Approfitto di questo argomento aperto per parlare delle case famiglia dove vengono portati quei ragazzi o bambini che hanno bisogno di aiuto. Ci sono persone valide in molte di queste case, intendo persone qualificate che hanno studiato e sono in grado di dare davvero un aiuto prezioso a tutti. Ma nella maggior parte dei casi, e mi riferisco alla mia regione di appartenenza, la quasi totalità del personale che lavora nelle case famiglia è totalmente non qualificata per le mansioni e i profili professionali che vengono invece a rivestire e questo a danno di chi necessita di un supporto professionale e psicologico valido. Poi questi ragazzi, difficili e che non ricevono le cure adeguate, scappano da queste case e vanno in giro a rubare e ad ammazzare gente, e la colpa ricade sempre su di loro, non su chi non è in grado materialmente di aiutarli.

Ma non c’è nessuno che controlla niente, anzi spesso sono proprio coloro che dovrebbero controllare il personale di queste case che forniscono personale non qualificato per lavorare là dentro.

Se già si trovano tante incompetenze nella scuola stessa, che deve render conto ai genitori, almeno ogni tanto, figuratevi in queste case, che non devono rendere conto a nessuno, perché questi ragazzi spesso i genitori nemmeno ce li hanno.

L’argomento mi sta molto a cuore e mi sono un po’ dilungata, ci vorrebbe un intervento serio da parte di autorità competenti. Ma se uno non sa cosa succede veramente nelle scuole come fa a intervenire? Perché non credo che la ministra ci abbia trascorso abbastanza tempo per capire quali sono le vere carenze della scuola. Si parla delle strutture esterne, degli edifici ma non si pensa mai a ciò che sta dentro e non va.

Tagli su tagli e qual è il risultato?Voi siete soddisfatte della scuola che frequenta vostro figlio? Cosa cambiereste? Cosa c’è secondo voi che non è stato ancora cambiato e va male?

la cellulite

Alcune donne, non voglio dire quasi tutte, all’inizio della stagione estiva, e certe volte anche prima, dopo la fatidica “prova costume”,si decidono al gran passo,ossia vanno dal giornalaio e comprano una qualche rivista che parli di come perdere peso in tre giorni o una settimana, fiduciose che il miracolo possa avvenire anche a loro.

Seguono una o due settimane di dieta ferrea, con tanto di grammi esatti e calorie relative, che le mette a dura prova. Poi, passate le due settimane di tortura, pesandosi sulla bilancia del dio peso notano che non hanno perso granchè di quello che speravano.

Nel frattempo guardando tv hanno scritto in un foglietto tutti quei prodotti che possono aiutare il miracolo ad avvenire e quindi sono corse in farmacia ad acquistare le pillole miracolose, quelle che tolgono la fame o quelle che modellano, e poi sono corse al negozio di prodotti di bellezza per fare il pieno di prodotti miracolosi, creme per i cuscinetti, pasticci di alghe e ossa di dinosauro triturate per scolpire le gambe, spray tonificante per le carni flaccide, gel per rassodare il seno a cascata,…ne escono con un sorriso beato e fiducioso e uno scontrino lungo quanto è vuoto il portafoglio che hanno in borsa.

Così ben disposte e piene di armi per combattere l’acerrimo nemico distribuiscono il loro esercito di prodotti sulla vasca da bagno, sul lavandino,sul comò e sui pensili della cucina, affinché nulla venga dimenticato, non preoccupandosi dei rimbrotti del marito tirchio, e superguardone delle veline, il quale ha perso da tempo la speranza che la propria moglie brutta e grassa possa trasformarsi nella principessa che aveva sposato molti anni fa.

La futura miracolata segue scrupolosamente i dosaggi e le indicazioni, ogni giorno ingurgita pillole, beve tisane, drena, depura, leviga, combatte il suo nemico su tutti i campi. Ma dopo le due lunghe settimane di patimenti pare che nessun dio voglia farle la grazia e inizia a sentirsi un po’ giù e si consulta con le amiche, che nel frattempo hanno dato il via anche loro alla conquista della linea perfetta e che sono lì pronte a parlare dei loro insuccessi e a cercar conforto proprio in colei che di successi non ne ha ancora visti e di cui non può dirsi che delusa e cretina.

Ma l’amica, amica del cuore o fidata confidente, le dice che c’è un centro dove fanno la mitica liposuzione che è la soluzione di tutti i problemi e lei prende telefona subito e prende un appuntamento, un po’ dubbiosa sul costo ma fidando in un finanziamento veloce per realizzare il suo sogno, e stavolta, si dice, sarà la volta buona, non come gli altri anni che il mare l’ho visto solo in televisione.

Quindi eccola seduta che firma, a insaputa del marito ovviamente, l’ennesima cambiale, che pagherà a piccole rate, così il marito non sospetterà nulla,e che le darà la gioia di un corpo perfetto.

Il giorno dell’operazione arriva e lei non teme nulla e non vede l’ora di scoprire la bella donna che c’è in lei. Naturalmente c’è la carissima amica che l’accoglie dopo l’operazione, curiosa di vedere i risultati e di prenotare anche lei l’intervento miracoloso.

Una volta a casa il costume è perfetto, scivola sul corpo con facilità e la donna, nuova e finalmente magra, si ammira allo specchio e immagina già i complimenti delle amiche. Poi va di là, in salone, dove lui è disteso sul divano, e aspetta il programma dei suoi desideri, e si mostra in tutta la sua bellezza al marito.

Il marito le dà un’occhiata, le fa un mezzo sorriso e torna a guardare la tv, sperando che le veline quella sera siano più svestite del solito. La signora miracolata torna delusa nella camera da letto e si rende conto che c’è ancora qualcosa che la rende diversa da quelle ballerine stupende. Cos’è mai, si chiede, cosa mi manca ancora? Che altro intervento dovrei fare? Inizia a riguardarsi allo specchio e l’indomani ne parla con l’amica, che da dolcissima amica del cuore le dice che sì, effettivamente di una tiratina qua e là ne avrebbe davvero bisogno.

Altra telefonata, altro appuntamento, altro finanziamento segreto, e poi via alla trasformazione completa.

Rieccola davanti allo specchio, ella ammira il suo viso liscio e rinnovato, le sue sopracciglia sollevate, le sue guance smagrite e il doppio mento sparito. Indossa un abito sexy e va di là, dal marito, il quale sta sdraiato, come ogni giorno dopo il lavoro, sul divano aspettando il programma che piace tanto al suo pisello. Eccola sfilare davanti allo schermo ,per attirare la sua attenzione e prendersi i complimenti meritati, dopo tanta fatica e tante operazioni.

Il marito le fa segno di spostarsi, prima con le buone, grugnendo, poi con le cattive inveendole contro. La signora delusa torna in camera da letto ,in lacrime: in cosa ho sbagliato? Si chiede. Eppure adesso ho l’aspetto di una giovane ragazza, che altro c’è che non va in me?

Il balletto delle veline è iniziato, il marito schiaccia il tasto per registrare anche questo pezzo di show gratuito e sogna in quale posizione vorrebbe mettere la velina che più desidera.

droghe innocue

La caffeina e la nicotina sono le droghe preferite dalle donne, tranne le nuove generazioni che hanno sperimentato e preferiscono quelle non casalinghe. Intendo casalinghe non nel senso che si creano a casa ma perché sono quelle droghe di cui le donne hanno bisogno per vivere ogni giorno, da quando si alzano al mattino fino a prima di andare a dormire la sera.

Una delle due, o tutt’e due insieme come mix ideale e indispensabile, servono a tenersi sveglie, ad affrontare una nuova giornata o a chiuderne una disastrosa, ad aver la forza di tener su la schiena quando invece si vorrebbe star distese per ore.

L’unico profumo veramente desiderabile è quello del caffè e la prima tazzina è la prima dose di una lunga serie per un pieno che riesca a farti finire la giornata senza aver combinato disastri, quando ci si riesce, nonostante il carburate sia stato assimilato. In vita mia non ho mai conosciuto nessuno che facesse a meno dell’uno e dell’altro, facendo eccezione per quelli facente parte di qualche ordine religioso ferreo, e quella tazzina fumante apre le porte del mattino anche agli animi più disperati.

E’ la linfa divina, il vero cibo degli dei, quello che scende giù per la gola e apre le valvole dell’energia.

Pochi minuti di pausa, davanti al caffè fumante, una sigaretta tra le dita, e tutto può riprendere il suo ritmo. Dalla casalinga all’impiegata,dalla fioraia alla dottoressa, tutte prendono la stessa droga.

E la sigaretta è l’amica del cuore della tazzina di caffè. E quando la dose ha finito l’effetto bisogna ricorrere ad una nuova quantità. In questo non ci sono differenze tra i sessi, almeno in questo, e mariti e mogli si ritrovano davanti alla tazzina di caffè con la stesso desiderio di svegliarsi e lo stesso bisogno di carburare per affrontare la lunga e impegnativa giornata.

Il caffè è diventato un rito, una passione indiscussa, e ha contagiato persino quei paesi dove la bevanda nazionale era un’altra. Il cappuccino è diventata una parola internazionale e il caffè espresso un must per molti popoli.

La caffeina è il carburante per il corpo, eppure molti esperti dicono che l’energia non è data dal caffè ma dallo zucchero messo nel caffè. La nicotina di energetico non ha nulla ma una volta presa la prima volta non se ne può fare a meno. Certo gli effetti collaterali, in confronto a certe droghe pesanti sono minimi: tumore ai polmoni, difficoltà respiratorie, morte…ma per lo stato queste non sono conseguenze gravi no? E quindi le sigarette si possono acquistare tranquillamente ogni giorno.

Anche l’uso del caffè, se smodato, ha delle conseguenze più o meno gravi, ma lo si può acquistare anche questo tranquillamente ogni giorno, come un alimento qualsiasi.

Secondo voi, chi beve magari latte e orzo di mattina non arriva alla sera, o quanto meno non riesce a fare tutto quello che un’atra persona fa bevendo caffè e fumando sigarette?

pasta col finocchietto

è un piatto tipico siciliano ma io voglio proporvelo perchè potete utilizzare una parte dei finocchi che comprate e che di solito si butta che invece è utile per fare questo piatto, in mancanza dei finocchietti selvatici necessari. Mi riferisco alla parte verde dei finocchi e se la parte verde non c'è vanno bene anche i gambi triturati piccolissimi.
Ci vogliono delle sarde pulite e deliscate fatte a pezzetti e messe in una padella, poi mezza cipolla a pezzettini,qualche cucchiaio d'olio d'oliva extravergine,i suddetti pezzetti di finocchio e poco sale e un pò di pepe. Si fa cuocere il tutto e nel mentre si cuoce la pasta, che dev'essere corta. Si uisce qualche cucchiaio di brodo di pasta al condimento, per creare un sughetto delizioso e non fare attaccare tutto alla padella e poi si versa la pasta e si lascia insaporire per cinque minuti, mettendo un coperchio alla padella elasciando a fuoco basso. Poi servite con della mollica di pane grattuggiato fatta essiccare in un pò d'olio in un'altra padellina,finchè diventa tostata e scura. Spolveratela sulla pasta che avete messa nei piatti e buon appetito!

pasta in taganu

è un piatto che faceva mia madre e che io cucino ancora con piacere. ci vogliono :mezzo broccolo,mezza cipolla, del pecorino stagionato grattuggiato,cannella in polvere, sale e pepe.
Si fa la cipolla a pezzettini e si mette in una pentola, si aggiunge il broccola, precedentemente lessato ma non del tutto cotto,e si lascia cuocere insaporendosi con la cipolla. Poi si cuoce la pasta, si scola e si mette nella pentola dove si è cotto il broccolo con la cipolla, si aggiunge il pecorino grattuggiato e un pò di cannella e si mescola tutto. Si copre col coperchio e si lascia sul fuoco finchè il formaggio diventa filante. Si mescola qualche volta e poi si serve. Buon appetito!

nuovi animali domestici

Una volta gli animali domestici che abitavano le case erano le galline, i colombi, le papere, i capretti, le pecore….
Adesso gli animali domestici sono il pappagallo , il pitone, l’iguana, il camaleonte, il furetto, …
I vostri figli hanno mai visto una gallina invece che un pollo arrosto?
I vostri figli hanno mai visto una pecora invece che l’agnello al forno?
I vostri figli hanno mai visto un porcellino invece che la costoletta impanata?
Con quali animali sono in contatto ogni giorno i vostri figli? Col cane di casa?
Quanti insetti conoscono i vostri figli? Hanno mai visto una coccinella, una mantide, una farfalla se non in un cartone animato?
Quanta natura hanno mai visto o respirato i vostri figli? Quanta natura conoscete voi madri?
Quale natura conosceranno i vostri nipoti? Quali animali domestici avranno a casa? Alligatori, squali, tigri…ma già questi sono di uso comune.
I vostri figli conoscono l’odore del fieno appena tagliato? Conoscono il profumo dei papaveri?
Quanta natura vedono ogni giorno i vostri figli? Quanta ne vedranno nella loro vita?
In televisione si continua a urlare, in parlamento si continua a lottare l’uno contro l’altro, tra di noi ci sono litigi, discussioni violente,….tutto questo non ci sarà più. Un giorno la natura sparirà e con essa spariranno anche gli uomini, e per il pianeta sarà sicuramente una grande liberazione!

il dio della religione

Ho perso Dio quando ho iniziato a credere di poterlo trovare davvero.
Ho conosciuto tante religioni e tutte le religioni erano piene di dogmi assoluti e regole inconfutabili., che gli uomini si vantano di seguire in pubblico e che trasgrediscono alla grande in privato.
Ho assistito a varie celebrazioni religiose ma la maggior parte erano prive di gioia, di spontaneità, di allegria e di festa. Sono cresciuta in una famiglia cattolica in cui la bibbia è un libro mai letto, i sacramenti si accettano solo per tradizione e la messa si guarda per televisione. Ma Dio è un argomento intoccabile e sta sempre lì a giudicare tutti e a mandare castighi universali.
Ho conosciuto molti cattolici che predicavano pietà, misericordia,altruismo ed erano più egoisti di un ateo, più avari di un drogato, più crudeli di un assassino.
La cosa che mi ha sempre colpito di questa religione è proprio questa maschera che molti si mettono per sembrare ottime persone, solo perché seguono la religione di stato piuttosto che certe strane correnti orientali, tipo il buddismo, e così si credono retti e giusti. Appena si profila all’orizzonte una critica sul loro modo di vivere ipocrita e per nulla religioso, ecco saltare dalla sedia e difendere il loro dio a gran voce e asserire che solo loro conoscono la verità e tutti gli altri, anche quelli che credono in un dio con un nome diverso, sono dei peccatori e che dovrebbero convertirsi e pregare per salvare la propria anima in tempo prima della fine dei giorni.
Ho scoperto che molte di queste persone che si ergono a difensori della fede bazzicano nei siti pornografici, vanno a caccia di ragazzini, si iscrivono a gruppi sado-maso, fanno collezione di donne non sempre single, e osano continuare a spacciarsi per “bravi cristiani” e andare contro tutti quelli che della religione ne fanno una cosa intima, privata e non un’etichetta pubblica di perfezione con la quale ergersi a giudici del comportamento altrui.
Ho conosciuto persone che dicevano d’essere umili cristiani e poi collezionavano gioielli costosi, altri che vanno a messa per guardare il culo alle ragazzine quando s’inginocchiano, altri ancora che si dicono poveri e girano con i suv ,….vi pare che possa essere questo un buon esempio per chi magari la religione cattolica la vorrebbe conoscere o praticare magari?
Ho conosciuto anche buddisti che parlavano di distacco dai vizi umani e poi facevano le orge, o altri che cercavano di far diventare gli altri vegetariani e poi loro mangiavano carne ogni giorno,….
Allora dico io, smettetela di fingervi religiosi e vivete come cavolo vi pare, piuttosto che predicare bene e razzolare male! Ma forse il gusto sta proprio nel trasgredire alle regole no? Del resto siamo umani o sbaglio?
Poi ne ho conosciuti anche tanti che dicono “io sono cattolico però le regole della chiesa non le sopporto e non le seguo”, allora perché ti dici cattolico? Dici che non segui nessuna religione no? Sarebbe anche più semplice. Invece pare essenziale far parte di una qualche religione e seguire il dio della religione piuttosto che la religione stessa. So che questo discorso smuoverà molti animi, perché quando si toccano certi tasti ahimè è impossibile non tirarsi addosso le ire funeste dei paladini della religione, di qualsiasi religione.
Oppure ci sono quelli che fanno le peggiori cose perché “tanto poi Dio perdona tutto”. Ma quale religione seguono? Ma quale Dio conoscono? Se proprio volete seguire una religione, allora studiate e conoscete. Conoscete il vostro Dio. Quanti di voi che si dicono cattolici, e che in questo momento sono furiosi per le cose che ho scritto, hanno letto la bibbia? Tutta la bibbia e non solo qualche versetto qua e là! Quanti di voi ringraziano il padre prima di ogni pasto per il cibo che vi ha dato? Quanti di voi pregano Dio prima di addormentarsi la sera e la mattina appena svegli? Quanti di voi cattolici praticano la castità prima o anche durante il matrimonio? Siete sicuri di essere cattolici?
Eppure, sapete, mi hanno raccontato che l’Italia è un paese cattolico e che il suo popolo segue questa religione. E specialmente quando si tratta di votare certe leggi in parlamento succede un putiferio tra cattolici e non cattolici. Ma io vi chiedo: siete sicuri di essere cattolici?

un futuro flessibile

Ci sono persone che hanno un futuro già deciso e programmato fin dalla nascita e a cui non si possono ribellare, pena: l’esclusione dalla famiglia. Mi riferisco a quelle famiglie in cui i figli finiscono col fare il lavoro del padre senza averne avuta né l’intenzione né la propensione.
Queste persone fin da piccole sono educate a non contrastare il volere del padre ed è la stessa madre che li convince a seguire la tradizione di famiglia. Così essi crescono senza poter scegliere e presto si piegano ai voleri del padre, convinti di fare la cosa giusta. Iniziano a lavorare, si sposano, hanno figli e tutto va avanti come è andato avanti quando erano i genitori ad aver subito la stessa imposizione che riguardava il loro futuro professionale.
Ci sono altre persone che questo futuro programmato non ce l’hanno e che anzi, più cercano di programmarlo e più si ritrovano con le mosche nelle mani. Una volta le persone senza futuro espatriavano e trovavano al nord o in america un futuro migliore e una stabilità nuova per la famiglia. Adesso invece ci sono tante persone che vanno al nord o all’estero e continuano a non trovarla questa stabilità. Ma come dei vagabondi viaggiano di città in città all’inseguimento di contratti temporanei che non assicurano né il futuro né la vita stessa.
Molti di quelli che una volta son andati in America sono poi tornati da ricchi imprenditori o padroni. Adesso quelli che tornano al paese, dopo aver girato l’Italia e l’Europa in lungo e largo, tornano al paese più poveri di prima. La stabilità non si trova da nessuna parte ormai. Il progresso ha portato questa grande rivoluzione nelle vite degli uomini ed essi non riescono più a costruirsi una vita.
Qualcuno rimane scioccato quando sente che uno ha sparato ai figli e poi si è suicidato, oppure si è dato fuoco, oppure ha sparato nella folla uccidendo a caso persone sconosciute. Sapete qual è la cosa peggiore? E’ stato l’uomo stesso a dar vita al progresso, alla rivoluzione industriale, alle scoperte tecnologiche,…tante cose ha inventato l’uomo e adesso ne fa uso e consumo, eppure non ha una vita degna di questo nome. Rincorre se stesso l’uomo, insegue la sicurezza che non avrà mai più. Da quando ha lasciato i campi l’uomo si è perduto del tutto. E non trova più il gusto del lavoro e non è valutato più per ciò che sa fare, e non si sente più utile a niente e a nessuno.
Già il futuro è incerto, se si pensa a tutto quello che la natura può far succedere, se poi il futuro è pure flessibile, cosa rimane all’uomo? Il presente? Diteglielo voi di godersi il presente, perché domani non si sa, potrebbe finire per strada, lui coi suoi figli. Diteglielo voi che deve rinnovarsi ogni giorno per avere più chance professionali. Diteglielo voi a quest’uomo stanco che ormai è troppo vecchio per lavorare, eppure altri uomini mantengono il loro posto di lavoro oltre i settant’anni.
Così si distruggono gli uomini, a poco a poco, togliendogli le sicurezze della vita, il lavoro e la famiglia, e solo così si può far dell’uomo uno schiavo senza più la voglia di vivere. Un uomo che non può costruirsi un futuro sicuro diventa un uomo sbandato, depresso,arrabbiato e finito.

l'alimentazione impossibile

Da un po’ di tempo in televisione si sono susseguiti vari programmi di cucina, i quali danno spiegazioni e consigli per la preparazione di svariati piatti. Oltre a questo negli ultimi tempi ho notato che in altri programmi, che non trattano di cucina, propongono pure loro un angolo cucina in cui spiegano ricette golose e piatti succulenti.
Poi si trova per caso a passare di lì un noto dietologo o il ben conosciuto nutrizionista ed ecco che “quel tale piatto è troppo calorico, l’altro è troppo zuccherato, l’altro ancora alza il colesterolo..” insomma, dei piatti che ci propongono ogni giorno queste varie trasmissioni non ce né uno che va bene nel regime alimentare che tutti noi dovremmo seguire. Allora perché torturare il pubblico facendogli venire l’acquolina in bocca se poi nessuno di questi piatti soddisfa le regole di una alimentazione bilanciata e sana?
E dire che tutti usano alimenti di prima scelta, carni di prima qualità, olio extravergine, frutta e verdure di stagione. Eppure quando si combinano tutti questi alimenti insieme scatta qualcosa e il mix non va mai bene per nessun dottore specialista.
Certo, in questi programmi non possono mica propinare ogni giorno pasta pomodoro e basilico, devono pur arricchire il menù. Ma il menù presentato non è quello che dietologicamente parlando dovremmo seguire noi poveri mortali affamati.
Per non parlare di tutte quelle attrici, modelle,presentatrici e soubrette che alla fatidica domanda : “come ti mantieni così in forma?” se ne escono dicendo che mangiano di tutto, anche dolci e pastasciutta e che fanno solo un po’ di ginnastica e devono tanta acqua. Se provate voi a mangiare di tutto, e sottolineo di tutto, fate un po’ di ginnastica e bevete tanta acqua,ebbene il risultato lo sapete già quale sarà.
A nessuna di queste dolci volti della televisione e dello spettacolo è mai venuto in mente che noi spettatrici non siamo ignoranti come forse loro credono e che sappiamo bene che non si può mangiare di tutto per mantenersi in forma e che non basta un po’ di ginnastica. Perché continuano a dire queste cretinate? Sappiamo bene che vanno avanti a insalate e yogurt e dicendo bugie non aiutano certo quelle che le ammirano e sognano di diventare come loro, mangiando di tutto e facendo un po’ di ginnastica.
Chi ha avuto a che fare con un nutrizionista o un dietologo sa bene che all’inizio tutti dicono la stessa cosa e cioè che si può mangiare di tutto nelle giuste quantità. Poi, come per magia, appena stilata la dieta della settimana o del mese ecco che non troviamo proprio di tutto in quella lista.
Il dottore ci guarda e capisce il nostro sconforto, così ci addolcisce la pillola con la fatidica frase “certo, ogni tanto è concesso uno strappo alla regola, un gelato, una pizza,…ma ogni tanto, s’intende”. Peccato che appena arrivate a casa e accesa la tv vediamo l’ultimo spot del gelato più buono del mondo e già stiamo sognando il primo strappo alla regola.
L’indomani mattina è già dura rinunciare a cappuccino e cornetto. Ma il dottore è stato tassativo, niente solita colazione al bar, ma solo latte scremato e fette biscottate con un cucchiaino di marmellata. E come ci arriviamo all’ora di pranzo senza svenire dalla fame? Ma certo, ci salverà lo spuntino a metà mattino, una mela o uno yogurt., questo è lo spuntino sano.
Ma mentre siamo alla scrivania o in mezzo ai bambini urlanti, ci viene in mente quella tale merendina col cacao così buona e così dolce che al solo pensiero ci siam riprese dalla colazione magra. Eccolo la magica macchinetta dei desideri che sputa leccornie con pochi centesimi. Ecco il nostro primo strappo alla regola. Pensiamo “rimedieremo a pranzo”.
Ma una volta a casa ci accingiamo a preparare i nostri 50 grammi di pasta che si perderanno nel piatto del pianto e mentre li mangiamo con ingordigia, sperando si moltiplichino, ecco la trasmissione famosa che ci fa vedere quale pietanza succulenta oggi il cuoco ci mostrerà. Proviamo a cambiare canale ma il nostro pensiero rimane a quel piatto prelibato che il nostro stomaco già pregustava. Che fare? Non possiamo affrontare il resto della giornata con 50 grammi nello stomaco no? E allora, diamo il via all’operazione insalata, scondita e senza sale,perché fa male al cuore.
Abbiamo mangiato mezzo chilo di insalatona,con un disgusto sempre maggiore e col pensiero e il dito sul telecomando. Riproviamo. Oddio, eccolo bello fumante il piatto del giorno. Una succulenta carbonara che ci strappa la bava alla bocca. Ma noi non ci lasciamo sedurre, non dobbiamo, perché il nostro regime alimentare deve essere sano ed equilibrato. Però del caffè a fine pranzo non ne possiamo proprio fare a meno. Ok per il dolcificante, anche se contiene aspartame e ci fa venire il cancro. Ok ad un biscottino che era rimasto l’ultimo nel sacchetto.
Torniamo a lavoro col piatto della carbonara ancora in testa e lo vediamo fumare davanti ai nostri occhi e il sapore ci guasta lo stomaco. Il lavoro è troppo, lo stomaco è vuoto, ci sentiamo come se non avessimo mangiato affatto a pranzo. Ma ecco che la macchinetta magica ci viene in aiuto, qualche salatino non ci rovinerà lo stomaco. Che bella la sensazione del fragrante salato sulla lingua. E’ il nostro secondo strappo, dovevamo mangiare un altro frutto, ma domani rimedieremo.
Sappiamo benissimo che domani sarà lo stesso, perché il nostro corpo ha bisogno di mangiare sul serio e non di cibarsi di quantità di cibo che sembrano le porzioni per un bambino. E ci tornano in mente le parole del dottore che ci aveva detto che potevamo mangiare di tutto. Ci viene in mente di consultare l’amica del cuore, colei che come noi le ha provate di tutte. E anche lei ci conferma che non è riuscita a seguire nemmeno una dieta del dietologo perché non riusciva a star in piedi a lavoro.
Pensiamo che magari la nostra amica è troppo simile a noi e che non ce l’ha fatta per questo. Proviamo con una persona meno conosciuta e meno simile a noi, nostra sorella. Ma anche il suo responso è negativo, ossia che la dieta del dietologo la metteva di malumore ed è tornata a mangiare come prima fregandosene dei chili sulle cosce e riacquistando il buonumore.
Ci chiediamo: “c’è davvero qualcuno che riesce a mangiare come un uccellino e che si attiene solo ai grammi e alle calorie. L’unica risposta che ci viene in mente sono: le ballerine, le modelle, gli sportivi e le anoressiche!

ICE AGE

Facciamo un giro pericoloso e poi come se niente fosse ritorniamo da dove siamo venuti. La semplicità di queste cose è così chiara e così assurda. Una musica che torna ad essere rumore. All’inizio era solo rumore poi le note s’incontrarono sul pentagramma e qualcuno le mise in fila e le fece suonare e la melodia ci catturò tutti.
All’inizio era solo rumore ciò che gli uomini facevano. Ritmi lenti o veloci, coi loro tamburi, uno scandire il battito terrestre nelle terre dove la vita era semplice. Le stelle si spengono come le lampadine. I buchi neri risucchiano le luce. L’universo sta correndo verso un punto dal quale è iniziato. Un punto minuscolo come un quark. Un quanto appena, un millesimo di millesimo di atomo è tutta l’essenza che ci rende pazzi e ci fa sprecare il tempo in formule incomprensibili. Ho cercato di spiegarmi il mio essere, ho cercato di analizzarmi seguendo leggi umane, ma non si può andare oltre il buio se non si conosce la luce.
Gli uomini non la vedono più la luce oscura, si limitano a quella solare. Hanno ripiegato su se stessi come cere calde consumate dalle esistenze vuote. Non hanno seguito appieno il loro istinto fino alla distruzione totale, hanno scoperto il dio del loro Io che gli vieta di essere se stessi fino alla fine.
Se potessero fermarsi un attimo e tornare al rumore, specie coloro che credono solo nella melodia, allora svuotando il proprio petto dai ritmi della civiltà ritroverebbero quel battito all’unisono colla madre terra, quel battito di figli della terra che li ha abbandonati secoli fa.

PRESIDENT INPEACHMENT

E’ bastata una stagista a far perdere credibilità e faccia all’ormai trapassato presidente Bill Clinton ed è bastata una ragazzina aspirante gnocca televisiva a par perdere credibilità e faccia al nostro presidente del Consiglio.

Che la carriera di un politico di spicco venga troncata da una liaçon più o meno nascosta è cosa vecchia. Ma la novità sta nel fatto che la first Lady di turno stavolta né incassa né perdona al contrario accusa pubblicamente il marito e chiede il divorzio.

Ed è un vero scacco sinistro ( o della sinistra, come suppone qualcuno) quest’accusa ai quattro venti da parte della fedele moglie oltraggiata, la quale ha fatto esplodere questa bomba nel campo della relazione familiare e lui, così tanto bravo a difendere il valore, cattolico, della famiglia ( e nel frattempo a frequentare le figlie minorenni dei suoi buon amici, aspiranti veline anche loro) si è sentito messo sulla gogna da colei che doveva “star zitta”come fanno le buone mogli, invece di sbandierare questa scomoda verità ai quattro venti.

Che la moglie, cornuta e offesa ma per nulla intenzionata a passare sopra all’accaduto, sia stata vittima di un complotto politico contro il presidente, la signora non ha potuto inghiottire il rospo ed è andata avanti più che convinta di ciò ch’è successo a sua insaputa e spero tanto che non si tiri indietro, come la pessima e stupida Hillary, per amore di uno che cerca di guadagnare voti usando le sue carte nascoste, le veline appunto.

Il caro presidente ha fin dall0inizio azzeccato la formula giusta per acquistare l’attenzione degli italiani, i quali, da buongustai maialini quali sono, si sono fatti servire le veline porchette ogni giorno e se le guardano soltanto, sognando di poterle gustare un giorno al posto della moglie, grazie al potere del Cavaliere che una volta realizzato il suo Impero le regalerà loro per ricompensarli dei loro voti a suo favore.

E le mogli che devono fare? Devono smetterla di star zitte e ingoiare, piuttosto urlino e gridino e non la diano vinta a questi “mezz’uomini” e che li lascino a leccare sullo schermo le tette delle veline digitali, visto che non hanno il cervello per fare altre cose!

Ciocco Gelateria Artigianale tra Alba (CN) ed Asti

Il residence Casa Fruscione dispone di un angolo prima colazione a disposizione dei turisti e la possibilità di degustazione di gelati, mousse, semifreddi e pralineria di produzione propria.

Dvd libri on line

DEA RECORDS
Nuovo portale di libri, cd, dvd e riviste
è nato il nuovo portale di vendita per corrispondenza e blog notizie
della Dea Distribution. Il portale si occupa prevalentemente di
vendita per corrispondenza di cd, dvd e libri di nicchia, trattando
generi come la musica Celtica, New Age, Jazz e temi come la Pnl,
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Sentenza Cassazione su Forum

Secondo la Cassazione i forum in rete non possono godere delle stesse tutele costituzionalmente previste per la carta stampata di cui al comma 3 dell'art. 21 della Costituzione. .....

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