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Le novità editoriali primaverili della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni

“I genitori ti insegnano ad amare, ridere e correre. Ma solo entrando in contatto con i libri, si scopre di avere le ali.” - Helen Hayes
Carissimi lettori, oggi vogliamo parlarvi delle novità editoriali degli scorsi mesi primaverili della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, ormai al suo undicesimo anno di attività letteraria.
Sono venti le collane editoriali della casa editrice, venti sono dunque le braccia che accolgono la diversità per condurre oltre i confini territoriali e mentali.
La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”, “Radici”, “Supernal Armony”.
Ma ora vi lasciamo alle novità editoriali per i mesi primaverili, anticipandovi che fra qualche giorno presenteremo anche le novità riguardanti gli e-book Rupe Mutevole!
La primavera di Rupe Mutevole:
“Tutto barcondola” di Daniele Locchi
tutto barcondola nasce dalle parole di Eva, la figlia del nostro autore Quando ci siamo conosciuti nel suo locale mi ha raccontato questo  dolcissimo aneddoto:
 “Io e lei, soli. Una sera, Eva 8 anni guarda fuori dalla finestra.
Chissà cosa guarda un bimbo a 8 anni.
- Babbo?
- Sì?
- C’è vento là fuori.
- Eh sì, davvero!
- Tutto... tutto... Barcondola!
- Eh?
- Barcondola, babbo.
Quando pubblicherò il mio primo libro di poesie lo chiamerò così. Tutto, ma proprio tutto barcondola.
Poesie scritte nelle notti, forse nei giorni strani di chi vive con forza la vita.
Padre figlio fratello amico, o solo osservatore dei nostri giorni.
Occhi critici su come viviamo il nostro tempo, personaggi noi, su di un palcoscenico troppe volte creato per non mettersi in gioco. Adulti adolescenti, e giovani spiazzati senza troppe convinzioni.   


“Coppia con gatti” di Raffaela Millonig
Magia di un Giorno d’Autunno. Paolo e Raffaela lo sapevano che quell’impulso del tutto nuovo per loro e irrazionale, che in una sera d’ottobre li spinse ad accogliere un gatto e a portarselo a casa, in realtà veniva da molto lontano? Probabilmente no, loro non avevano mai avuto gatti e solo da poco avevano deciso di formare una coppia stabile. Cosa che però a un gatto non sfugge! Come sa sempre se quella è una “coppia à chat”. I gatti, sempre, nelle antiche Civiltà, sono stati il “genius loci”, i protettori della Casa, della Coppia, della Famiglia, coloro che, secondo antichissime credenze, formano un magico cerchio protettivo attorno all’abitazione dove vive chi li ha accolti e li ama. Una magia giunta attraverso un filo d’oro fino ad oggi, quella che fece dire al grande poeta Rainer Maria Rilke: “La vita con un gatto, ripaga”.
Immagine di copertina di Gianni Cestari

“Periplo” di Nicol Manicardi
Periplo: “Circumnavigazione di un continente o di un’isola; estensione: itinerario circolare, con qualsiasi mezzo sia compiuto: compiere un periplo in aereo”  “Nella letteratura greco-latina, descrizione di un viaggio marittimo, con dati geografici, tecnici e commerciali su mari, porti e città”.  Così Nicola Manicardi ha titolato il suo libro. E penso che nella  citazione del dizionario della lingua italiana stia, una, delle spiegazioni del senso dei versi di questo poeta. Poi. Si sa. Ogni poeta ha un suo mondo a parte. Nascosto. Inspiegabile. Che per sempre resterà suo e solo suo. E penso sia giusto così … Navigare. In un mare di carta. Circumnavigare una stanza. I capelli di una donna. Un bosco. Che anche se non c’è… c’è. Il bosco della nostra anima. Dove gli alberi non si ammalano mai. Dove incontrare una fata diventa una cosa normale. E incontrare un uomo diventa una cosa anormale. Navigare. Da poeta. Su una foglia. E dentro di lei trovare miriadi di infiniti. Circumnavigare se stessi. Affrontando il rischio di tempeste che mai avremmo immaginato. Onde giganti. Che rimpiccioliscono o dilatano la nostra mente. Il nostro pensiero.
Prefazione a cura di Enrico Nascimbeni

“Lettera a una figlia” di Enrico Vergoni
Sono l’insieme di fragili e innumerevoli Poesie, dolci e incantevoli immaginazioni di attimi racchiusi nel cuore… Infiniti sentimenti che sembrano danzare mentre si allineano e si rincorrono, susseguendosi in tutte quelle tenere frasi che parlano del mare, del cielo e di Dio.
Leggendo questo libro e scorrendo tra le pagine, sento che mi avvolgo con delle forti, immense e suggestive emozioni; mi rapiscono, coinvolgono e sprigionano infinite sensazioni in un ritmo incalzante di frasi che l’autore usa come i battiti del cuore.
Sembra quasi una magia, perché tutto intorno risuona come il suono dei rintocchi del pendolo quando quell’orologio che scandisce il tempo, segnala ogni attimo vissuto e tutti quei ricordi che sono impressi nella mente…
Nessuno potrà mai dissolvere.
Dalla prefazione di Marina Risté

“Senza titolo” di Enrico Nascimbeni
Non darei questa lirica libera di Enrico per tutta la poesia contemporanea. Libera perché questi versi urlano di consapevolezza (finalmente), e la consapevolezza è l’unica qualità che ci rende davvero liberi; il resto, compresi equità sociale, benessere e bla bla bla sono solo parole che siamo maestri a srotolare e a inseguire, ma che restano lì, avvinghiate a un sogno di prosperità dell’anima che in realtà è la parafrasi del vuoto interiore e l’annullamento del pensiero. Questi versi ricordano e spazzano via un mondo (e poi non dovremo aspettare ancora molto perché avvenga, ci penseranno i barbari, distruttori di civiltà e ripetitivi ideatori di calendari lunari): lo spazzano via con una staffilata definitiva, con un diluvio di parole evocate che scrosciano insieme al diluvio di una pioggia primordiale, quella che comincia all’alba e sai che non finirà, che trascinerà tutto, che lascerà un fango molle e spugnoso dapprima - sotto il quale soffocheranno i giocattoli della civiltà - e poi secco e immobile, a stringere in una morsa eterna il mare di aggettivi, l’oceano di inutilità di cui ci siamo circondati e nel quale ci siamo perduti, schiavi liberati fuori, ma schiavi dannati dentro.

“Ragnatele di silenzi” di Nadezhda Georgieva Slavona
Il romanzo di Nadezhda Slavova, con un linguaggio chiaro,  scarno,  coinvolgente,  lontano da ogni enfasi retorica, e con grande profondità e lucidità, ritrae il periglioso e rovinoso percorso evolutivo di due giovani, legate e segnate da un segreto tremendo, donandoci un racconto intenso sul piano emotivo,  maledettamente realistico nella critica, velata ma spietata, verso le falsità della moderna società. È  una lettura che entra nelle dinamiche della famiglia, a volte minata da profonde lacune emotive, e che riesce a trasportare il lettore nel baratro del “silenzio” e del dolore insieme ai protagonisti, facendo percepire l'oscurità della solitudine e il “male di vivere”.
Tratto dalla prefazione di Francesco Martillotto

“Grido” di Claudio Fiorentini
Iniziare da questa poesia incipitaria significa andare da subito a fondo nella poetica di Claudio Fiorentini.
Un dire di assoluta novità architettonica per valenza metrica e cospirazioni intime, dove il verso, con andare fluttuante e modulato, cerca di farsi geografia fisica di un animo intimamente graffiato da una irrequietezza esistenziale.
Ricerca, scavo, analisi attenta e perspicace di pensieri che, con stratagemmi metaforici, si srotolano sul volto e scolano cadendo nelle rughe. Claudio si sdoppia per leggersi meglio; si vuol vedere come persona estranea, come immagine allo specchio per ritrarsi con ironia ecuriosità, con ardore e intensità epigrammatica, raffrontandosicon la vita, il tempo, l’amore, la nullità dell’esistere, e il divenire implacabile dell’essere che non dà punti di riferimento a cui appigliarsi.
Dalla prefazione di Nazario Pardini

“Il Messaggio di R.D.I. – Il Risveglio della Divinità Interiore” di Akhenaton Reincarnato
(…) Fu del tutto inaspettato l’incontro che ebbi in quella sera calda di maggio, ritrovai, infatti, una ragazza che non vedevo da tempo, bastarono poche parole per comprendere che quell’incontro avrebbe illuminato tutta la mia vita! Seppi da lei, medium, d’avere anch’io tale dono e fu bellissimo, rimasi estasiato, l’anima sussultò come mai prima di allora. Il cuore scoppiava in petto, tutto ciò rappresentava una conferma di vita per l’intero mio trascorso. Così avvenne... in una stazione, scendemmo dal treno da porte adiacenti senza rendercene conto e incrociammo gli sguardi, poi lei si avvicinò a me istintivamente cercando rapidamente un dialogo. Passarono quattro ore, in un istante, i dialoghi divennero sole vivificante e nuova forza per la vita. Quando il cielo mostrò il suo primo indaco, capimmo che si era davvero fatto tardi. Accompagnai quindi la ragazza a casa facendomi dare le opportune indicazioni stradali visto che non sapevo neppure dove abitava. In quegli attimi pensai alla meraviglia che stava accadendo: due vite s’intrecciavano e quell’evento annullava anni d’incognito. Il saluto fu tutt’altro che formale, testimone il lungo abbraccio che ci vide coinvolti… Sorrisi un’ultima volta prima di lasciarla con lo sguardo, lei istintivamente, scrisse il suo recapito telefonico su di uno spazio libero nel medesimo foglio ove poco prima erano stati tracciati i messaggi medianici. Concluse dicendomi che ci saremmo rincontrati da lì a breve. Le sensazioni che provai, durante il viaggio di ritorno a casa, furono un tutt’uno con la musica rilassante che la radio trasmetteva. Così tutto cominciò per me…

“La sciarpa di seta” di Max Rente
Questo romanzo è pieno di mille sfumature e sensazioni meravigliose che non possono fare a meno di esplodere con l’immenso amore di due giovani che sopravvivono soltanto per ritrovarsi; il loro è un desiderio infinito, intenso e splendente di luce, che li nutre da lontano e non li fa cedere agli avvenimenti della vita. Un romanzo stupendo dal sentimento appassionato, travolgente e dolce che ti fa assaporare la vita in ogni momento di tristezza o felicità che viene descritto molto bene e con l’armonia di un artista; la storia è scorrevole, narrata in un modo profondo, deciso e struggente che manifesta una forza che soltanto un grande amore può suscitare. Questo romanzo è scritto con il cuore, con la voce di un’anima pura che vuole dare un messaggio al lettore, una speranza dove può riconoscere ciò che il destino gli ha riservato; è qualcosa che non immagini possa riuscire a far trionfare un sentimento stupendo da rendere il dono della vita, la cosa più preziosa che possa avere una persona.
Dalla prefazione di Marina Risté
Copertina di Luca Allegrini

“Un unico cielo il solo vero” di Stefania Miola
“Di tanto morirò ” canta Ivano Fossati. Ma forse di amore non si muore. Ma si vive. Questa è la prima sensazione che ho avuto leggendo le poesie di Stefania Miola. Una sensazione di buon profumo di muschio e “vecchie lavande”. La scrittura scivola dolcemente. Una scrittura che non cerca vocaboli strabilianti (te ne sono grato Stefania). Ma vocaboli veri. Sinceri. Parole vere. Leggere. Senza compiacimenti che personalmente mi spaccano altamente i maroni. Perché ritengo la poesia cosa complicatamente semplice. Come l’amore. Forse.
“Senza carne, Senza ossa, Danzo fra le foglie animate da una dolce brezza.” (Il silenzio dell’anima).
Ecco in questa poesia a mio si parere può benissimo identificare e sfiorare l’opera di Stefania. Una danza arcaica dove sembra dimorare l’ eterna domanda: chi sono io? Poche parole. Secche come foglie. Bellissime. Danzate bene.

“Senza speranza e senza disperazione” di Emidio Paolucci
A cosa serve la poesia? A catturare i tuoi deserti... E’ la prima immagine alla quale si rimane inchiodati sfogliando le pagine di questa raccolta, immagine fulminante di verità. Perché c’è un deserto grande quanto un oceano nel quale si prosciuga la vita di chi è in carcere, ed è il vuoto di vita affettiva e sessuale. Che è pena che si aggiunge a pena, che è punizione aggiuntiva di corpi. Cosa che in molti paesi in Europa e fuori dall’Europa è stata superata, ma in Italia ce la teniamo ben stretta, come struttura inconscia dell’apparato repressivo. Noi, di qua dalle mura, neppure pensiamo a quale grande tortura, che si aggiunge alla pena della detenzione, sia questa privazione, che è compressione violenta e devastante di pulsioni naturali, che porta malattie, che porta dolore. Una privazione che si traduce in negazione della persona, se nei tempi e nei modi della relazione anche affettiva e sessuale tutti noi costruiamo la nostra persona e la nostra vita, se noi siamo quello che vediamo nello sguardo dell’altro e in quello ci riconosciamo. Proviamo a immaginare quali torsioni della personalità ne derivano, quale lacerazione. Annullare questo dolore negandolo, porta spesso alla negazione della vita stessa...
Dalla prefazione di Francesca Carolis

“Il fratello di Marta” di Maurizio Giardi & Marco Mannori
Questo romanzo si apre con una dedica. “A tutti coloro che si sentono soli”. Quindi. è dedicato a tutto il genere umano. Quello pensante. S’intende. E già qui la lista si assottiglia. Già siamo sul romanzo di élite. E scritto come si scriveva una volta. Sembra battuto su una Olivetti. Oppure racchiuso in un disordinato ammasso di fogli di carta spiegazzata. Dalla prefazione di Enrico Nascimbeni
Immagine di copertina di Teodolinda Caorlin

“Dialoghi col vento” di Salvatore Angius
Mi sono chiesto se veramente esistono ancora dei ragazzi come Salvatore Angius. Se veramente esistono ancora dei poeti come Salvatore. La risposta è sì. E vivaddio la cosa mi riempie di gioia. Il cuore di Salvatore abita su un “ermo colle”, lo sguardo di Salvatore coglie “infiniti silenzi”. Leggere i suoi versi è come immergersi in uno di quei quadri dimenticati in un corridoio dimenticato. Quelli che per una vita. Sebbene fossi passato di lì un milione di volte. Non avevi mai attentamente guardato. Poi viene quel giorno che lo guardi e… Diventi tutt’uno con il quadro. Forse perché tutti in questo terzo millennio volgare abbiamo bisogno di momenti di antica bellezza. Salvatore intende così la poesia. Le rime scivolano come sapone dalle mani. Croce, atroce, voce…
E le rima si fa moderna. Pensieri. Desideri, veritieri, vivi e veri. E così la poesia diventa sublime. Le parole diventano suoni. Montaliane parole-suono. “Cocci aguzzi di bottiglia” scriveva Montale meriggiando “pallido e assorto”.
Dalla prefazione di Enrico Nascimbeni

“Una pioggia di emozioni” di Giuseppe Stillo
“E scrivere d’amore…scrivere d’amore…anche se si fa ridere…anche quando la guardi…quando la perdi…l’importante è scrivere…” canta Vecchioni ne “Le lettere d’amore” dedicata a Fernando Pessoa. Quando ho letto i versi di Pino Stillo ho pensato a questa poesia-canzone sul poeta portoghese.  I versi di Pino sono liberazione dei suoi tormenti. Nudità del poeta vero di fronte a tutto e tutti. “Solo chi non scrive mai lettere d’amore fa veramente ridere”.  E per la madonna queste poesie sono vere. Sono amiche dei boschi e delle carezze. Sono fragili come farfalle. Una fragilità che Stillo non nasconde. Non costruisce. Ma suda dalla sua fronte senza inganni o, peggio, banali e vuoti compiacimenti dei falsi scribacchini da social.
Dalla prefazione di Enrico Nascimbeni

“Ruvide carezze” di Michela Giavarini & Luca Santilli
Così scopriamo piano piano, la storia di questa ragazza: la definisco ragazza, ma potrebbe avere una qualsiasi età, perché la violenza sulle donne non ha età. Scopriremo le sue disillusioni, le ferite quelle dell'anima e fisiche, inferte ahimè, come avviene, quasi sempre, fra le mura domestiche. Non c'è un perché, non amo dare giustificazioni alla violenza, spesso troppe volte giustificata da un’infanzia difficile.
“Mi vedrai spogliata della maschera indossata/ per apparire come avrei voluto essere/ felice e spensierata,/ non triste e sola come sono.// Dolorosa finzione/ sorrido/ vado avanti/ impenetrabile/ trattengo le lacrime,/ fino a quando nel buio della notte/ sgorgano libere/ a stregare le stelle del cielo.”

“El Arbol las mariposas” di Delia L. Sant
Illustrazioni di Silvia Campaña Graphic designer Svein Olav Thunaes
Versione in lingua spagnola della fiaba già edita da Rupe Mutevole “L’albero delle farfalle”

Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un’e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana “Trasfigurazioni” con la collaborazione di Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it

Written by Alessia Mocci
Addetta stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

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Accomodati in hotel sul mare a Rimini, Hotel Mirabel ti aspetta a Viserba

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Per chi sta cercando un hotel a Viserba, l'Hotel Mirabel offre un luogo perfetto dove trascorrere le proprie vacanze. Le camere sono ampie, dotate di balcone panoramico e di ventilatore, per poter sopportare meglio il caldo durante le lunghe notti estive. L'Hotel Mirabel si trova in Viale Giuliano Dati 184, sul lungomare di Viserba; sulla spiaggia è disponibile ogni giorno l'animazione, per grandi e piccini. Presso la Reception potrete organizzare le vostre gite, approfittando anche dei biglietti scontati per i più bei parchi a tema d'Italia, che si trovano molto vicini a Viserba.


Per chi sta scegliendo tra gli alberghi a Viserba vicino al mare, l'Hotel Mirabel offre la possibilità di una vacanza perfetta, grazie alla posizione ed ai tanti servizi riservati alla clientela. Se desiderate effettuare delle passeggiate a Rimini, presso l'Hotel Mirabel troverete delle biciclette, a completa disposizione della clientela. Una comoda sala TV con aria condizionata vi permetterà di guardare i vostri programmi preferiti, durante i pomeriggi di relax. Visitate il sito dell'Hotel Mirabel, dove potrete trovare molte informazioni sui servizi garantiti alla clientela e su come effettuare le prenotazioni. Sono tante le offerte in corso, verificate quella che più si addice alle vostre esigenze.

Informazioni sui numeri telefonici 899? Ecco tutto ciò che c'è da sapere!

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Goldline è un centro servizi 899 che gestisce servizi telefonici a valore aggiunto 899 dal 1997. Per poter attivare subito una numerazione premium è necessario essere possessori di partita IVA. Per l'attivazione è necessario compilare il modulo web che troverete sul sito e oppure telefonare al numero verde 800.178.924 dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 19,00 ( per informazioni su numeri 899 visualizzate il sito alla sezione FAQ). E ' importante sapere che i numeri 899 e anche 895 e 199 a pagamento godono di una serie di vantaggi esclusivi.

Posseggono, infatti, garanzie e strutture di primo livello e permettono, per questo, di incrementare il proprio business in maniera celere. Inoltre, ogni giorno e 24 su 24, è possibile visualizzare l'andamento dei numeri a pagamento e prendere visione dell'andamento della propria attività grazie ad un pannello online che consentirà di scoprire anche i guadagni cumulati. 

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Divertimento in hotel per famiglie a Cesenatico? All'Hotel Bruna è all inclusive

Per le vostre vacanze, cercate un hotel per famiglie a Cesenatico. Questa piccola cittadina sulla Riviera Romagnola offre la possibilità di trascorrere le giornate estive in pace e tranquillità, pur essendo ad un passo dalle più belle attrazioni di questa splendida zona del mare Adriatico. Nei dintorni si trovano infatti i famosi Parchi a Tema della Riviera, raggiungibili con brevi spostamenti in macchina. A nord di Cesenatico si raggiunge la Pineta di Pinarella di Cervia e la particolare Salina. Per il divertimento con tutta la famiglia, le spiagge di Cesenatico sono tranquille e con fondale basso.

Se vi interessano le offerte in hotel all inclusive a Cesenatico, presso l'Hotel Bruna vi garantiscono la possibilità di trascorrere una vacanza indimenticabile, con tutta la famiglia. Questo albergo presenta interessanti offerte all inclusive, dove nel prezzo al giorno sono compresi i pasti presso il ristorante dell'hotel, il servizio spiaggia, l'utilizzo del giardino e della piscina, la possibilità di sfruttare l'animazione dell'albergo, in spiaggia o in piscina, che ogni giorno coinvolge i più piccoli in esperienze entusiasmanti. L'Hotel Bruna si trova a Valleverde di Cesenatico, in Viale Melozzo da Forlì, a poche centinaia di metri dalla spiaggia.


Per chi è alla ricerca di offerte per le vacanze con la famiglia a Cesenatico, il sito dell'Hotel Bruna presenta tutte le possibili offerte last minute per l'estate 2015. Visitate anche voi il sito, dove potrete trovare tutte le informazioni utili per raggiungere l'albergo, assieme a tante fotografie che vi mostrano la comodità e i servizi di questa struttura. L'Hotel Bruna offre anche la possibilità di richiedere una baby sitter, che permette ai genitori con figli di trascorrere qualche serata in totale tranquillità. Inoltre presso il ristorante potrete richiedere menu personalizzati, anche in caso di particolari intolleranze alimentari. Presso l'Hotel Bruna ogni giorno scoprirete un nuovo modo di stare in vacanza: dalla comoda spiaggia con lettini e ombrelloni, alla piscina immersa in un giardino ombreggiato.

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Le novità editoriali di Rupe Mutevole Edizioni: tutti gli e-book pubblicati in primavera

Esistono due motivi per leggere un libro: uno perché vi piace, l'altro è che potrete vantarvi di averlo letto.” - Bertrand Russell

Fondamentalmente sono in accordo con il filosofo, matematico e saggista gallese Bertrand Russell, uomo dalla grandissima cultura che, come evidenzio nella citazione iniziale, amava la conoscenza in quanto tale.
Vivere secondo il principio del conoscere a priori è uno dei metodi che rende la vita di sicuro più pensante a livello umano/mentale ma che innalza, in gran parte, la coscienza umana rendendola più sapiente non solo nei confronti del passato della nostra civiltà ma soprattutto del presente.
Detto questo vorrei dare il benvenuto ad una nuova collana editoriale della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, con la quale Oubliette Magazine collabora da anni. L’esigenza della nuova collana è stata percepita per stare al passo con i tempi e, dunque, per entrare a far parte del macro cosmo multimediale dell’editoria. Vi presentiamo dunque cinque nuovi ebook editi dalla casa editrice durante la primavera.
Vi ricordo che le collane editoriali cartacee sono venti. La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”, “Radici”, “Supernal Armony”.

Ed eccovi i nuovissimi ebook firmati Rupe Mutevole.
“Autobiografia di un artista” di Mauro Salvi
C’è chi fa l’artista e chi è un artista. Dopo aver letto “Il buon vino si vede dal tappo” di Mauro Salvi, da uomo pieno di dubbi e infinite incertezze, ora una certezza ce l’ho: Mauro è un artista a tutto tondo. La sua autobiografia è un mondo. Dove il ricordo si fonde con l’infinito. Dove tutto si muove sui fogli di carta con frenetico realismo sognante e che fa sognare. Uno scrittore con un piede per terra e l’altro che prende a calci le nuvole. E le prende a calci con dolcezza. Da uomo che sa guardare se stesso senza bisogno di uno specchio. Questo libro è un viaggio che passa con disinvoltura da un tuareg, al letto della nonna che sa di lavanda e naftalina. Dalla campagna al mare.
Fino ad arrivare in una casa sperduta tra i boschi. Dalle passanti ad un amore iniziato da una sigaretta e catapultato nel per sempre. La vita di un artista è un viaggio interminabile. La memoria gli fa disegnare momenti e luoghi, reali o della mente, con lucidità e poesia. Mauro Salvi, nella sua autobiografia, ha spietatamente e dolcemente percorso i suoi anni con meticoloso amore. La sua è una navigazione a vista che passa nell’immenso. Questo libro sa di buono. Sa di arte. Sa di un uomo che fa l’uomo. Dalla prima all’ultima riga. Non amo paragonare uno scrittore ad un altro scrittore. E non lo farò. Soprattutto perché Salvi è unico nel suo modo di accarezzare e prendere a sberle i fogli di carta. 
Prefazione di Enrico Nascimbeni

“Al limite del buio” di Aldo Boraschi
Una tiepida notte di maggio un insospettabile pensionato viene accoltellato vicino alla antica porta della cittadina di Lavagna. Giovanni Battista Bernabò, la vittima, ha un passato che non offre nessun indizio agli inquirenti che indagano sul caso. Solo due farfugliate parole, consegnate da Bernabò ad un Carabiniere prima di morire, permettono a Fabio Riccò, giornalista di una piccola emittente televisiva di Caperana, di svelare un mistero che risale ad un secolo prima. Un noir che lega – drammaticamente - uomini e donne, passato e presente, bene e male. La mano assassina si nasconde lì, dove è difficile trovarla. Proprio lì, al limite del buio...
“Il sole stava planando dolcemente verso Portofino. Fabio tacque. E allora gli fu subito chiaro lo sciabordìo delle onde, il loro frangersi contro i pennelli e infine la lenta risacca. Al largo, il mare era percorso da pallide vele. Avrebbe voluto guardarle, continuare la contemplazione, per un tempo decisamente più lungo di qualche attimo”.

“Dalidà” di Aldo Boraschi
Un treno, un percorso breve ma ricco di spunti di vita, di parole, di persone che giocano con la loro vita. E con quella degli altri.
Un barista, un uomo come tanti che vuole ricreare il suo piccolo angolo felice, donando piccoli tocchi di classe che la gente apprezza ancor di più, in un’epoca frenetica come la nostra.
Un caffè può addolcire la vita, può essere quel raggio di sole che filtra attraverso nubi dense e ci dona il sorriso tanto agognato.
Un caffè può avvelenare la vita, se fatto male, senza passione. Può persino arrivare a uccidere.
Se un uomo muore, si fa un po’ di confusione mediatica e poi si butta via tutto. E se muore un magistrato? Eh, in questo caso la faccenda è diversa, il primo indiziato verrà direttamente scaraventato nella bocca dello squalo mediatico e sputato in pasto a un pubblico ansimante di notizie fresche. False? E che se ne importa. A volte un’enfasi eccessiva porta a questo.
Tratto da uno scritto di Roberto Baldini

“Anzol” di Haria
“Tutti i sentieri non tracciati confluiscono ad Anzol, perché Anzol è il centro di un labirintico sogno non segnato sulla carta del Destino.”
Un incipit che non nasconde l’ombra di curioso mistero e di fatalità che ripercuote le pagine del lungo racconto della città di Anzol. Anzol è una piana limitata da rovi. Ne “La prima sorte” inizia la saga della città. Cena, la veggente, si nasconde nella piana per evitare il mondo degli uomini, un mondo crudele e governato dalla violenza e dall’ignoranza. Quando una coppia con una donna incinta entra nella piana, Cena decide di prendere con se la donna e di lasciar ai limiti della piana il suo compagno. Al momento della nascita Cena lascia la piana per altre erranti visioni ed i due restano ad Anzol con il loro bambino che sarebbe divenuto, per profezia di Cena, il fondatore della città. Così avvenne. La coppia ebbe anche altri figli e la vita scorreva ad Anzol libera dalle regole degli uomini. La natura è stata la padrona sino all’arrivo di altre persone che decisero di stanziarsi nella piana.
Tratto da una recensione di Alessia Mocci

“La farfalla con le ali del tempo” di Daniela Di Lembo
Sono qui, davanti al nostro grande camino, pronto ad intraprendere un nuovo viaggio. In tutti questi anni ho lasciato che questa fosse la mia ultima tappa prima di prendere i bagagli ed affidare alla lontananza la mia speranza di riuscire a sopportare meglio il nuovo corso degli eventi, per poi accorgermi sempre che la consapevolezza di ciò che era accaduto non si lasciava confinare dietro un portone. Questa stanza era ormai dentro di me, e del suo uscio spalancato avevo perso definitivamente la chiave. Non sarebbe bastato mettere delle distanze tra me ed i nostri luoghi quando la sofferenza era ormai tatuata nel mio cuore, e quel segno lo faceva pulsare al ritmo del dolore. Quel dolore che era sempre pronto ad urlare, ogni volta che non sembravo dargli soddisfazione. L’ho portato sempre con me, come un bagaglio invisibile ed intimo ma più ingombrante delle valigie che usavo. L’unico di cui non mi riuscissi a liberare, il solo che non poteva andare smarrito, perché ero io ad essermi ormai smarrito in esso.

Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un’e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana “Trasfigurazioni” con la collaborazione di Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it

Written by Alessia Mocci
Addetta stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

Info
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Fonte
http://oubliettemagazine.com/2015/06/12/le-novita-editoriali-di-rupe-mutevole-edizioni-tutti-gli-e-book-pubblicati-in-primavera/


Assicurazioni Chianti Valdelsa Srl

Chianti Valdelsa srl è oggi una delle più grandi realtà assicurative toscane tra le agenzie del Gruppo UnipolSai  Assicurazioni.
Nasce nel 2013 dall'unione di due storiche Agenzie, particolarmente radicate sul territorio del Chianti e della Val d' Elsa.  Due gruppi di Agenti assicurativi locali hanno messo a frutto comune la professionalità, l'esperienza, la conoscenza e l'impegno sul territorio per offrire un migliore servizio e maggiori opportunità al territorio stesso.
Con le due sedi principale nei comuni di Castelfiorentino e San Casciano in Val di Pesa e gli uffici a Impruneta, Tavarnuzze, Greve in Chianti, Strada in Chianti, Tavarnelle in Val di Pesa, Montespertoli, Montaione e Gambassi Terme, la Chianti Valdelsa riesce a garantire una presenza quanto mai radicata e capillare e un'offerta di servizi e assistenza quanto mai completa e vicina al Cliente.
Oggi finalmente possiamo annunciare la messa online del nostro sito: www.assicurazionichiantivaldelsa.it. Vi aspettiamo!

Arredi per scuole

Azienda con sede a Brescia che si occupa della produzione di arredamenti per uffici, siano questi privati, come ad esempio i bar, o pubblici come le scuole.

Giocare a Golf a Rimini e dintorni? Facile con le offerte di Hotel Benessere Oste del Castello

La Romagna non offre solo sole e mare; se amate lo sport potete provare il Rimini golf club, un luogo incantato tra le colline. Per gli appassionati di sport questo luogo mette a disposizione un ampio parco, caratterizzato da dolci declivi baciati dal sole, dove si dipana il campo da golf a 18 buche. Trovate anche un’ampia zona di pratica, con circa 300 postazioni, di cui circa 25 son in luogo coperto. I grandi esperti di golf al Rimini Verucchio golf club troveranno un particolare campo executive con 6 buche particolarmente impegnative.

Se volete trascorrere qualche pomeriggio al Rimini Verucchio golf club potete approfittare dell'ospitalità dell'Hotel Oste del Castello. Questo albergo si trova a Verucchio, in Via dei Martiri 10, a circa 10 minuti di macchina dal campo da golf. Pernottando in questa struttura potrete ogni giorno recarvi rapidamente al campo da golf, approfittando al contempo dei tanti servizi dell'albergo. L'Hotel Oste del Castello si trova in un'antica dimora del 1700, completamente ristrutturata, per accogliere gli ospiti in stanze lussuose e molto ampie, dotate di ogni comfort.

Questo hotel a Verucchio, vicino a Rimini è perfetto per gli amanti dello sport e del benessere, in quanto tra le colline romagnole avranno a disposizione tantissimi itinerari, da percorrere in bicicletta o in mountain bike.

Presso l'Hotel Oste del Castello è disponibile anche un centro benessere completamente attrezzato, dove si può godere anche della grotta del benessere, una particolare struttura in cui immergersi nel relax, caratterizzata da locali completamente cavati nelle rocce tufacee della zona. Per immergersi nella storia di questi luoghi, visitate anche il ristorante dell'albergo, Al Mastin Vecchio, dove potrete assaggiare i piatti della più antica tradizione romagnola, completamente preparati in casa, in un luogo che ricorda le antiche case della nobiltà, quando in queste zone erano i Malatesta a comandare. Visitate il sito per avere maggiori informazioni sulle prenotazioni e sulle offerte in corso.

Irrorare un buon piatto con ottimo olio di oliva: ecco dove acquistarlo!

Per i vostri piatti, scegliete solo il migliore olio di oliva ed acquistarlo è davvero semplicissimo. Provate l'assoluta convenienza e la qualità di Tipicitaliani.it: una grande portale, una realtà che permette a tutti di degustare piatti e specialità nostrane. Si tratta di una giovane impresa, consolidatissima nell'ambito del settore del commercio elettronico e che ha selezionato, sulla base di specifici criteri, prodotti di qualità eccellenti a prezzi accessibili a tutte le tasche.

E' il caso del buon olio di oliva proveniente dalle migliori azienda agricole del Bel Paese. E navigando sul sito, potrete scovare un vasto assortimento e selezionare anche la regione italiana. Tra esse ricordiamo la Puglia: ad esempio l'olio extravergine di oliva Del Vento sa come conferire ed esaltare ogni pietanza! Prodotto dalle olive Coratina, che vengono raccolte nei terreni di proprietà, si tratta di olio puro e gustoso: le olive vengono macinate a freddo secondo tecniche di lavorazione antichissime.



L'olio non viene filtrato e preserva intatto il profumo e il sapore delle olive pugliesi. Oltre alla latta è possibile acquistare le bottiglie dell'Olio pugliese extravergine di Oliva Del Vento: come ogni prelibato olio di oliva extravergine, questo prezioso “nettare” decanta e diventa più dolce. Sulle vostre tavole farà sicuramente la sua figura e potrete scegliere anche di regalarlo ad un vostro amico o collega, non credete? Alla sezione del sito dedicata ai prodotti più venduti, potrete scoprire quelli più richiesti; mentre su “Nuovi prodotti” quelli nuovi e infine cliccando su “Speciali”, potrete scoprire quelli più esclusivi. 

E con il buon olio che acquisterete grazie a Tipicitaliani.it, siamo certi che farete un figurone e sorprenderete i vostri ospiti: il pane bruscato, la minestra di legumi, un'ottima e salutare insalata o ancora la carne alla brace e le verdure di stagione non aspettano altro che essere irrorate da un ottimo olio extravergine di oliva! E ricordate i benefici di questo prezioso condimento: anche se ad alto contenuto calorico, l'olio d'oliva, se consumato nelle dosi consigliate, produce effetti benefici sulla salute di grandi e piccini.

I polifenoli in esso contenuti, infatti, svolgono un'azione antiossidante, combattendo i radicali liberi e riducono il colesterolo cattivo nel sangue, riducendo il rischio di infarti.

Azienda agricola Frosinone

La produzione di latte nobile e derivati - dallo yogurt al gelato artigianale - è al centro dell'attività di Fattoria La Frisona, azienda agricola di Frosinone che è anche fattoria didattica.

Abbecedario di una ex buona a nulla di Gabriella Montanari: un vero e proprio inno alla forza della parola


“la mia casa non ha faccia/ la sorreggono muri di cieli nomadi,/ le finestre sono tappe di caravanserragli/ e in giardino crescono alghe e nani di cartongesso” da Unità abitativa.
È dedicata alla parola, definita come “infedele amica dell’uomo”, la raccolta poetica di Gabriella Montanari dal titolo “Abbecedario di una ex buona a nulla”. Edita da Rupe Mutevole, nella collana Le due anime, l’opera rappresenta la terza silloge dell’autrice, ed è stata pubblicata nel febbraio del 2015.
Gabriella Montanari è nata nel 1971 a Lugo di Romagna, ed è anche pittrice, scultrice e fotografa – per quanto riguarda la fotografia, è riuscita a creare un bel connubio fra scatti e poesie - , oltre che traduttrice di testi teatrali. Vive e lavora a Parigi.
Il libro è strutturato come fosse un abbecedario, ovvero quel testo che contiene le lettere dell’alfabeto e insegna a leggere e a scrivere. Al solo nominarlo, viene spontaneo pensare al Pinocchio di Collodi, che ha venduto il suo abbecedario, che Geppetto gli aveva comprato con tanti sacrifici, per poter accedere al teatro dei burattini, e che quindi non ha mai aperto.
In questa silloge, ad ogni lettera dell’alfabeto corrisponde infatti una poesia, e talvolta più di una.
Forse le motivazioni che l’hanno spinta a scrivere questa raccolta, le palesa in maniera impeccabile l’autrice stessa, che la considera come una sorta di “promemoria”.
“Nella mia – inteso lista – ho infilato i vivi e i morti preferiti, un paio di pensieri ossessivi a cui sono affezionata, qualche rompicapo esistenziale che spero mai risolvere e alcuni luoghi che non mi decido ad abitare o ad abbandonare per sempre….Ventisei lettere non sono tante, come non sono tante le cose o le persone di cui abbiamo davvero bisogno. O che perlomeno non ci sono d’intralcio”.
Sì, perché l’ironia è sempre presente, e talvolta fa capolino in maniera preponderante. L’autrice intende tirare un po’ le somme, di quello che si è rivelato un vero e proprio “mestiere”. Si definisce una “buona a nulla”, con quella commiserazione che altro non potrebbe essere se non “autoinflitta”, e a cui, per azzerare qualunque vena patetica, aggiunge un “ex”. Perché nella vita si cambia, si cresce. Ma poi tutto ritorna. E si ricomincia daccapo, da quella lettera A, alla quale segue un concatenamento di molte altre lettere.
I giochi di parole sono molteplici, in quest’opera, così come i francesismi. Sono liriche dove spesso manca volutamente la punteggiatura; sono bandite le lettere maiuscole, come se l’autrice si affidasse alla forza che hanno le parole, conscia del fatto che, per farsi sentire, non sia necessario gridare. Senza troppi panegirici, Gabriella Montanari arriva dritta al concetto, perché la parola è un’arma micidiale che riesce sempre a cogliere l’obiettivo. Essa basta e avanza, se posta con maestria.
Esente da ogni tipo di sentimentalismo sdolcinato, la poetica di quest’autrice poliedrica si rivela di grande impatto. Sorge l’idea di riuscire a tradurre in versi qualunque argomento.
Nelle liriche vengono toccate tematiche che spaziano davvero in maniera notevole. Da quel mare Adriatico - sempre presente poiché teatro della sua infanzia - , in particolare “quel deprimente tratto di costa romagnola compreso tra le sempre meno ridenti località balneari di Marina Romea e Lido di Spina”, un mare “circonciso”, che “boccheggia”, di cui rimane un alone di “putrido”, associato alla mucillagine. Non mancano la solitudine, la morte associata a figure di persone care, l’olocausto, la stregoneria, e persino l’aborto.
C’è profondità in questi versi, così come c’è talento nel modo di esprimerli. Amo alla follia Charles Bukowski e ne ho troppo rispetto per fare qualunque tipo di paragone. Ma ritengo che il vero successo per uno scrittore stia nel riuscire a “toccare” il lettore, senza utilizzare frasi “toccanti”.
Faccio l’esempio della mia poesia preferita, che corrisponde alla lettera N, e s’intitola “Nutrice”:
“beh, visto che me lo chiedi…/ qui il mare non si è mosso,/ la villa è abitata da nuovi volti,/ la magnolia è cresciuta – s’è fatta donna, le è spuntata la fica / e i tuoi nipoti mi chiedono/ se hai ali e se mangi abbastanza/ dimmi solo -/ se le stagioni senza tempo ti son lievi/ se i morti se la tirano/ e, se almeno là, le parole non servono/ svolazza pure dove vuoi, io ti tengo/ libera e stretta/ radice aerea/ dell’universo albero/.
Insomma, nel grande “gioco” della vita, che in questo caso potremmo paragonare ad un immenso Scarabeo, la voce di Gabriella Montanari sorge incontrastata e, attraverso uno stile personalissimo, sparge tutt’attorno la sua eco. Sono parole che rimbombano dentro e dimostrano che la buona poesia non sia mai cosa banale.

Written by Cristina Biolcati

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