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Un costume da bagno per ogni segno zodiacale

Psicologi Varese

Siete alla ricerca di Psicologi Varese? Il Dott. Moreno Mattioli, psicologo e psicoterapeuta a Varese, effettua colloqui diagnostici e percorsi terapeuti rivolti a bambini ed adulti per le varie patologie psichiche e disturbi del comportamento.

VIPClean presente a SolarExpo la fiera delle energie rinnovabili in Italia

Dal 7 al 9 maggio 2014 presso il quartiere fieristico di Rho-Pero avrà luogo la 15° edizione di SolarExpo, la fiera sulle energie rinnovabili dove verranno presentate tutte le novità nel campo delle fonti rinnovabili.
SolarExpo si conferma nel panorama italiano ed europeo un evento fondamentale per la promozione di tutti coloro che operano nel campo delle energie rinnovabili e per questo motivo VIPClean non potrà mancare.
Ormai da diversi anni l'azienda piemontese partecipa alla fiera per proporre le proprie attrezzature innovative per la pulizia e la manutenzione dei pannelli solari, un'opportunità per far conoscere le sue macchine per la pulizia di vetri e pannelli solari che utilizzano acqua osmotizzata nel pieno rispetto dell'ambiente. Quest'anno VipClean vi aspetta al PADIGLIONE 6, STAND F10 dove presenterà in anteprima la nuova OUTCOMPACT PRO, la macchina per la pulizia di pannelli fotovoltaici, ancora più COMPATTA e MANEGGEVOLE che sfrutta le proprietà dell'acqua pura per una pulizia ottimale senza tracce e aloni, e i nuovi KIT ECOSOFT creati per la pulizia di piccoli impianti fotovoltaici domestici. I KIT ECOSOFT sono stati anch'essi compatti e maneggevoli, pronti all'uso per una pulizia immediata ed ecologica delle superfici.
Nello stand di VIPClean saranno presentate le nuove macchine per la pulizia e la manutenzione di pannelli solari e pannelli fotovoltaici ma idonee anche alla pulizia di vetri esterni.
Per ricevere l'invito gratuito a SolarExpo scrivere a info@vipclean.it

VIP Clean srl
info@vipclean.it
011.2207783



Fondazione Fiera Milano: porte aperte al talento

Mercoledì 28 maggio, dalle ore 9.30 alle ore 17.30, l’Accademia di FONDAZIONE FIERA MILANO, presenterà agli aspiranti studenti i propri corsi, in un “open day” dedicato all’orientamento sulle professioni delle fiere, dei congressi e degli eventi. L’appuntamento è in Via Gattamelata, Gate 16, a Fieramilanocity.




ECCELLENZE
 Accademia di Fondazione Fiera Milano - punto di riferimento a livello europeo per la formazione di figure professionali della filiera espositiva e di eventi - ha tra i suoi punti di forza un indice occupazionale del 90% entro un anno dalla conclusione, la possibilità di accedere a stage in aziende leader del settore a contatto con prestigiosi docenti e professionisti al top della carriera, il know-how maturato da Fiera Milano in oltre 80 anni d’esperienza e una struttura fieristico-congressuale tra le più grandi e innovative al mondo in cui sperimentare e confrontarsi sui contenuti della formazione.

UNA preparazione a 360° 
Durante l’Open Day verranno presentati tre corsi:

  •          PROGEA, Master in progettazione e organizzazione di fiere, eventi e punti vendita, che forma le figure professionali dell’Exhibition e dell’Event Manager. Professionisti che gestiscono il sofisticato processo di ideazione, progettazione e organizzazione di eventi individuali e collettivi. La prospettiva è duplice: quella dell’azienda che comunica attraverso le fiere, gli eventi e i punti vendita, e quella degli organizzatori di fiere, PCO professional congress organiser, agenzie di comunicazione specializzate.
  •         MOE, Corso in marketing e organizzazione eventi, che forma le figure professionali per la comunicazione e il marketing degli eventi commerciali, in particolare prepara gli assistenti degli Exhibition e Event Manager, gli esperti tecnici per le agenzie che organizzano fiere, congressi ed eventi,  gli operatori dei servizi di assistenza agli espositori e visitatori, e in generale le figure operative per il marketing e comunicazione aziendale.
  •         PROFEC, Corso di aggiornamento per i professionisti del settore fiere eventi congressi, pensato per le aziende

Tutti gli intervenuti riceveranno un simpatico ricordo di Accademia Fiera Milano.




Per informazioni:
- Sito Accademia Fiera:
www.accademiafieramilano.it
- Pagina Facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/235134650008662
- Email: accademia@fondazionefieramilano.it
- Tel.: 02 49977292 - 7002

Intervista di Alessia Mocci a Mariuccia Gattu Soddu ed al suo libro Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia

“Cinquant’anni fa la vita sociale del mio paese, e forse dell’intera Sardegna, infatti, era ancora in stretto rapporto con la vita del Medio Evo e, per certi aspetti, anche con la vita dell’epoca romana: schiettezza linguistica, semplicità di costumi, credenze, rituali e abitudini legati al mondo agropastorale, strumenti e modalità di conduzione del lavoro artigianale e così via...” Una Sardegna immacolata descritta grazie ai ricordi dell’autrice Mariuccia Gattu Soddu, un’isola nella quale il tempo si era fermato da centinaia di anni. Un popolo che non curante del Continente coltivava la sua cultura millenaria da generazioni e generazioni. “Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia”, pubblicato nel gennaio 2014 con la casa editrice TraccePerLaMeta Edizioni, è un viaggio nella storia di un piccolo paese, Orune, già citato nel titolo del libro. L’autrice, con lo scorrere delle pagine, rivela una realtà curiosa che nasce dai ricordi dell’autrice, ricordi di conversazioni con la madre e con gli abitanti del paese. Un libro rivelazione viste le informazioni presenti di carattere linguistico (infatti sono diverse le spiegazioni presenti che esplicano il significato di nomignoli antichi) e storico (anche grazie agli excursus sulla Seconda Guerra Mondiale). Mariuccia Gattu Soddu è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita e sulla sua recente pubblicazione. Una curiosità che voglio lasciarvi è che la fotografia presente nella copertina del libro è stata scattata nel 1985 e pubblicata sull’Unione Sarda. Buona lettura! A.M.: "Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia", un titolo che centra l'argomento di ciò che i lettori potranno assaporare. Come nasce l'idea di pubblicare, citando Luciano Piras, "un saggio che saggio non è, un romanzo anche se non è romanzo"? Mariuccia Gattu Soddu: "… bisogna che ci sia uno che ti raccolga, ti resusciti, ti racconti a te stesso e agli altri come in un giudizio finale." - "Il giorno del giudizio" - Salvatore Satta - Parte seconda A.M.: Una dedica importante: a mamma e babbo. Da mamma, da figlia, da moglie, raccontaci un aneddoto sulla tua famiglia a te caro. Mariuccia Gattu Soddu: Ero lontana da casa quando frequentavo la prima media e mi sentivo sola, abbandonata, fragile ed indifesa. Venne un giorno mio padre a prelevarmi da scuola. Provai una gioia indicibile perché, finalmente, le mie compagne potevano vedere che anche io avevo il mio "Gigante", e che gigante! Con la mia mano nella sua mi sentivo sicura e continuai a sentirmi così anche quando seppi dove, purtroppo, eravamo diretti: alla camera mortuaria del vecchio ospedale di Nuoro. Lì mio padre doveva identificare, prima della sepoltura, la salma di un giovane parente, i cui genitori non erano in grado di farlo in quanto molto prostrati dal dolore. Il luogo era lugubre e tetro e, paradosso, sembrava che l'unica fonte di calore fosse quel corpo inanimato che stava dentro una bara. Quando ci avvicinammo a questa, babbo con la sua mano, che percepii percorsa da un fremito, strinse la mia fin quasi a farmi male e mi disse, con la voce interrotta dalla saliva che gli si fermava in gola:"Non timas chi ja' ses chin mecus!"(Non temere che già sei con me!). Voleva infondermi coraggio e, infatti grazie a ciò, non provai alcun timore. Solo nella mia tarda età (babbo allora aveva trentasei anni e, purtroppo, morì prima di compiere i cinquanta), riflettendo su sensazioni e sfumature di allora, non sufficientemente da me recepite, mi son spesso domandata, con tenerezza mista a rimpianto: Fra il Gigante e la bambina, chi dei due aveva più bisogno di incoraggiamento e protezione?… Io, alla luce della mia esperienza, la risposta ce l'avrei… E voi?… A.M.: La scelta di accompagnare il sardo all'italiano. Un modo per far conoscere l'arcana cadenza poetica della Sardegna anche nella penisola? Mariuccia Gattu Soddu: Per me è una rivalsa in quanto a noi sardi è sempre stata inculcata l'idea che la nostra non fosse una lingua ma una espressione dialettale di basso livello e chi, fra i nostri colonizzatori, a vario titolo, comandava ne vietava l'uso soffocando così la nostra naturalezza e con essa i nostri sentimenti e la nostra grande, seppur arcaica, cultura. Mi rammarico di non aver parlato in sardo con i miei figli quando erano piccoli ma allora mi avrebbero tacciato di snobismo, dato il posto occupato da me e mio marito nella scala sociale, in quanto, agli occhi di tutti, persone di cultura, per quanto modesta. E, comunque, io penso in sardo e non sempre trovo in italiano parole adatte ad esprimere i miei sentimenti, anche se ho sempre fra le mani il miglior vocabolario di lingua italiana, oltre che tanti vocabolari di lingua sarda. Ora che, finalmente ho capito e superato i complessi di inferiorità creatimi, nell'infanzia, da chi denigrava il sardo, grazie alla conoscenza, in qualità di insegnante di quarantennale esperienza, di tutti i metodi di apprendimento, sto "sardizzando" i miei nipotini e sto ottenendo risultati lusinghieri. A.M.: "Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia" traccia il ricordo antico di alcuni soprannomi sardi con la spiegazione del loro significato, come ad esempio "Zi' ispiridada bie mortos" (Signora spiritata vedi morti) che serviva anche come capro espiatorio per alcuni delitti di Orune. Che cosa succedeva esattamente nel paese? Mariuccia Gattu Soddu: Il nesso fra "sar ziar bie mortos"(le signore vedi morti) ed alcuni fatti di sangue è sempre stata la credulità popolare e quel vento tempestoso definito "petharju" (rapace) che rendeva più aggressive certe persone, favorendo pulsioni omicide. Da qualche parte ho letto che anche in Cina soffia spesso un vento simile con gli stessi effetti di quello che soffia ad Orune. La fragilità cerebrale di certe vecchie arteriosclerotiche, proprio nelle notti di vento, le portava a dialogare da sole, ma a botta e risposta con cambio alternato di voce, con persone già decedute, facendo tremare di paura chi le sentiva e che, poi, ad eventi tragici avvenuti, metteva in correlazione i due fatti, con la complicità della credulità altrui. Per quanto riguarda i soprannomi c'è da dire che nessuno ne era immune anche perché entrava in gioco il cambio di pan per focaccia. Ed eccone alcuni, fra i tantissimi che ho raccolto in un quaderno di appunti: Ancar de lepa, gambe di coltello a serramanico; acconza paracquas, aggiusta parapioggia; archiler de arzone, garretti di roncola; ancar de pirottu, gambe di stuzzicadenti; burbi sicca culu ‘e nudda, vulva secca culo di niente cioè sterile; boddaobu, sesso a uovo: bucca ‘e mazzonera iscusserta, bocca di trappola per volpi rovinata; cras cochimus, domani cuociamo (il pane); caca ridenne, defeca ridendo; caca untanas, caga fontane; conca ‘e brunillu, testa di tostacaffè; cabanor de odde, guance di mantice; poddicher de avateca, dita di fave col baccello; Jubanneddu ‘e sa luche, Giovannino della luce cioè lettore dei contatori; su zeraballu iscussertu, l'amanacco guasto; su rimitanu imbeleschidu, il pezzente avido recidivo; su priucu ingrassadu, il pidocchio ingrasssato; orcor de culu ‘e pudda, occhi di culo di gallina; iscaddica canes, interrompiaccoppiamento cani … (non è possibile trascriverli tutti, ma sappiate che a monte di ognuno c'è un aneddoto!) A.M.: Nel libro, si parla di una terrificante Seconda Guerra Mondiale, vissuta nella paura e nel razzismo. Cos'è accaduto alle persone di fede ebraica di Orune? Mariuccia Gattu Soddu: Gli Orunesi si sono sempre contraddistinti per l'ospitalità e la pietà verso i derelitti ed i bisognosi; hanno sempre considerato l'ospite sacro al punto che nel passato alcune faide hanno avuto origine in seguito alla morte di qualche forestiero coinvolto suo malgrado in risse scoppiate fra ubriachi. Quindi, stando a quanto raccontano gli storici sardi, già dai tempi dei tempi Orune diede ospitalità ad Ebrei che si inserirono talmente bene in mezzo al popolo da abbracciarne usi e costumi fino a non distinguersi più fra loro quelle che allora venivano definite razze diverse. Sembra che molti cognomi orunesi siano addirittura di origine ebraica e fra essi anche quello di mia madre (Pala) e della mia bisnonna paterna (Tola). Nemmeno in piena seconda guerra mondiale, quando dovunque si parlava di Deportazione, nessun orunese fu additato e meno ancora discriminato come ebreo anzi veniva ammirato un imprenditore nuorese, che tutti sapevano essere ebreo, anche se veniva tacciato di avarizia come tutti gli altri immaginari ebrei. Nessuno ha mai pensato, inoltre, che la religione degli ebrei fosse diversa perché la nostra religiosità si basava sul sentimento, l'amore, la pietà, la carità e chi provava tutto questo era amico dell'altro e insieme eran figli di Dio. Se, infine, qualche diversità nei riti poteva manifestarsi, come scandalizzarsi se si pensa che ai miei tempi si giurava ancora sul fuoco e sul cibo e se si ricorreva a "sos berbos", preghiere contenute in speciali cassettine, fra reliquie varie, per annullare fatture e magie? La mia famiglia, dalla bisnonna di mio marito, ne ha ereditato una il cui coperchio ha tante stelle incise… La darò a qualche museo… A.M.: Il fascismo e Mussolini. Nel testo scrivi a proposito della morte del Duce ed è illuminante ciò che ne traspare: un popolo che non ha festeggiato né per la presa del potere né per la morte di un uomo che ha profondamente cambiato l'Italia e non solo. Mariuccia Gattu Soddu: Io avrei poco da aggiungere a quanto già da me riferito nel mio libro e tutto quello che ora scriverò è conoscenza acquisita, oltre che dai racconti di mia madre, anche dal libro "Poesia Orunese e Storia Locale" pubblicato dall'Amministrazione Comunale di Orune e che è l'opera vincitrice del concorso bandito nell'anno 1987 - 88 per gli alunni della scuola elementare e media di Orune e i cui autori sono gli alunni e le insegnanti coordinatrici Sandra Arridu e Giovanna Arridu: Orune, nel 1924, dava a Mussolini la cittadinanza onoraria…. delibera: "Preso atto delle manifestazioni di ammirazione e di stima che tutti gli abitanti di questo comune hanno dimostrato a favore di S. E. il Presidente del Consiglio dei Ministri; considerato che tutta la popolazione provata da tanti sacrifizi, ottiene il massimo soddisfacimento offrendo a S. E. il P. del Consiglio dei Ministri la cittadinanza onoraria, delibera di concedere la cittadinanza onoraria a S. E. il Salvatore dell'Italia dalla follia bolscevica, il valorizzatore della nostra vittoria…". Orune acclamava il Duce ma intanto la popolazione continuava ad essere provata dai sacrifici e dalla fame (nel libro citato sono riportate poesie comiche, e tragiche a un tempo, su quella fame). Durante la guerra di Spagna molti Orunesi (e fra essi anche mio nonno materno, che fu ferito), convinti dal Duce della sacralità di questa guerra, partirono volontari a combattere e qualcuno non tornò più perché in questa guerra perse la vita. Quando mio nonno tornò dalla guerra di Spagna mi portò in regalo un presepe di cui faceva parte un bellissimo gallo dalle piume colorate. A.M.: Una protagonista essenziale del libro è tua madre, ti rammarichi di non aver chiesto abbastanza, di non esserti informata maggiormente quando era in vita, ma ciò che tua madre ti ha lasciato è un patrimonio da salvaguardare. Una curiosità: com'è stato per tua madre esser, a quell'epoca, figlia di due divorziati? Mariuccia Gattu Soddu: Avrei preferito sorvolare su questo argomento che per il mio clan, e in specie per mia madre, è sempre stato tabù per cui non so fino a quale punto l'unica zia rimasta possa essermi grata per averlo infranto. Mia madre ed i suoi quattro fratelli di primo letto, portavano solo il cognome paterno e risultavano, nei documenti ufficiali, figli di madre ignota, cosa di cui si vergognavano. Per non profanare il pudore di mia madre, il suo disagio e la sua sofferenza, in quanto protagonista di una storia dolorosissima a quei tempi per la sua unicità, vi dirò solo che la mamma le mancò e che i primi due anni della sua adolescenza furono terribili anche se tutti le dimostravano tantissimo affetto (potrei scrivere un vero romanzo se decidessi di raccontare ciò che mia madre mi ha sempre raccontato…). Sappiate, però, che le due nuove famiglie furono una famiglia sola (oggi si direbbe allargata) dove tutti si volevano bene e condividevano sentimenti ed emozioni anche se i capostipiti principali non si rivolsero mai più la parola ed evitarono sempre di incontrarsi persino per la strada. A.M.: "Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia" è fondamentalmente diviso in due parti, una prima parte introduttiva e specifica di argomentazioni che riguardano Orune ed, una seconda parte decisamente più poetica. Quanto è importante la poesia per te ed in generale per l'umanità? Mariuccia Gattu Soddu: Oggi pochi amano la poesia ma io reputo che essa sia capace di far riflettere ed educare i sentimenti. In tempi come questi, a molti giovani, la politica di tornaconto, l'avvento di programmi televisivi di infimo livello morale e culturale e la corsa sfrenata al consumismo, hanno fatto dimenticare, a volte snobbare, i valori trasmessi dai nostri ascendenti e dai "grandi" della cultura e della sana politica. Forse la scuola dovrebbe valorizzare nuovamente la poesia perché è sulla poesia, più che sulla prosa, che si soffermano a meditare le nostre menti. Io mi sento onorata di essere nata a Orune che, come scrisse Carlo Levi in "Tutto il Miele è finito", ha la gloriosa fama di essere paese di poeti. A.M.: Hai delle presentazioni del libro in programma? Potresti anticiparci qualcosa? Mariuccia Gattu Soddu: Per usare uno dei nostri soprannomi, io sono una "culi settida" (culo seduto) perché non amo uscire di casa se non necessariamente per cui non ho assolutamente niente in programma per nessuna presentazione, a meno che non la organizzino altri per me… A.M.: Salutaci con una citazione… Mariuccia Gattu Soddu: "Tornano in alto ad ardere le favole. / Cadranno colle foglie al primo vento. / Ma venga un altro soffio, / Ritornerà scintillamento nuovo." - "Stelle" - 1927 - Giuseppe Ungaretti A.M.: Mariuccia ti ringrazio infinitamente per le tue parole, hai aperto tantissimi nuovi quesiti e curiosità su Orune e su ciò che i tuoi avi ti hanno tramandato, sei una fonte di conoscenza. Spero di poter leggere a breve quel romanzo sui racconti di tua madre. Written by Alessia Mocci Addetta Stampa (alessia.mocci@hotmail.it) Info http://www.tracceperlameta.org/tplm_edizioni/negozio/mariuccia-gattu-soddu-ricordi-di-sardegna-orune-nel-cuore-e-nella-storia/ Fonte http://oubliettemagazine.com/2014/04/16/intervista-di-alessia-mocci-a-mariuccia-gattu-soddu-ed-al-suo-ricordi-di-sardegna-orune-nel-cuore-e-nella-storia/

Intervista di Alessia Mocci a Smeralda Fagnani ed al suo libro Io ti ho già visto nelle mie parole

“Non denudarti./ L’amore tace,/ scivola nei/ rivoli del sangue./ Ogni parola inutile/ Non lascia segni,/ ma soccombe/ nella torbida/ mania del tuo assorbire./ Cocci di creta/ si disperdono/ Nel vento,/ masticando la/ polvere che/ si allontana.” - “L’amore tace” L’amore è percepito nel silenzio come un sentimento che non ha bisogno di voce per trasmettere il suo essere, che non ha bisogno di spogliarsi del suo istinto. “Io ti ho già visto nelle mie parole”, edito nel 2014 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, è la prima silloge poetica di Smeralda Fagnani. La raccolta indaga sulle forti emozioni che governano l’essere umano quali l’amore, l’odio, la vita e la morte. Ogni lirica intrattiene un rapporto con il lettori di autentica sincerità, l’autrice mostra una discreta sensibilità nel trasmettere le vibrazioni della sua essenza. Smeralda Fagnani è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua passione letteraria e non solo, infatti Smeralda ci ha anticipato che a breve ci sarà una presentazione del suo libro a Bergamo. Buona lettura! A.M.: La prima poesia all’età di 15 anni ed ora un’intera silloge. Quando hai deciso che le tue liriche dovevano essere pubblicate e quindi donate ai lettori? Smeralda Fagnani: Da tempo maturavo l’idea di proporre i miei componimenti, espressione di pensieri, sogni e desideri che tutti gli individui rincorrono. Tuttavia, non avrei mai immaginato che qualcuno si accorgesse di me, tanto da convincermi che i miei testi fossero superficiali e poco interessanti. Ma, all’improvviso, il destino mi ha permesso di conoscere la signora Cristina Del Torchio, Editrice di Rupe Mutevole che, visionando le mie produzioni, mi ha accolta tra i suoi autori. A.M.: Come nasce il titolo “Io ti ho già visto nelle mie parole”? Smeralda Fagnani: Il titolo è nato da un verso di una mia poesia che amo particolarmente, poiché attraverso le parole, forse, riusciamo a comprendere e comprenderci…..tra parole di seta. “Io ti ho/ già visto,/ oltre la/ limpidezza/ di un tramonto/ acceso da/ una luce/ che posso/ custodire./ Io ti conosco/ nel fondo/ dei miei/ occhi tra/ parole di/ seta.” A.M.: Monica Pasero definisce la tua silloge come pregna di sfumature bianco avorio. Ti rispecchi in questa definizione ed in questa elegante tonalità? Smeralda Fagnani: Molto, infatti amo il colore bianco che identifico con la luce, fonte di energia, purezza e sciame limpido verso cui tutti gli esseri umani dovrebbero rivolgersi. A.M.: I colori fanno parte della tua poesia, tu stessa parli di poesia come “un assalto di azzurra armonia”. Si deduce una morbidezza insita nel tuo animo ed una sensibilità verso le sfaccettature. Ti riconosci in questa ultima frase? Smeralda Fagnani: “Ciò che contrasta concorre e da elementi che discordano, si ha la più bella armonia”. Cito questo pensiero di Eraclito, poiché sono convinta che solo l’armonia, considerata come conciliazione tra corpo e spirito, possa regalarci quell’azzurro assalto, simbolo di freschezza, disadorna da ogni futilità materiale. A.M.: Smeralda sei una donna molteplice, infatti, oltre alla passione per la poesia, sei anche mamma e docente. Come vivi questa triade? Smeralda Fagnani: Sono una mamma attenta, severa, ma anche molto predisposta al confronto con i miei figli, orgogliosi di me. Amo il mio lavoro e questo mi consente di cogliere gli interessi, ma anche le difficoltò dei miei studenti, senza lasciare nulla al caso. A.M.: Com’è il tuo rapporto con la tecnologia ed i social network? Smeralda Fagnani: Ho un buon rapporto sul piano tecnologico, ma spesso preferisco la sana lettura di un testo, al fine di evitare quella totale dipendenza, anche dai social network, che molti hanno. A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti? Smeralda Fagnani: Ritengo, a tal riguardo che, nel momento in cui una casa editrice si assume la responsabilità di proporre autori emergenti, già dimostra professionalità e conoscenza anche dei gusti di un vasto pubblico. La fruizione dei testi, in questo caso, di matrice letteraria è, infatti, mutata nel tempo: oggi i lettori desiderano orientarsi verso scrittori che donino nuove forme espressive e rispondano ai loro bisogni di evasione culturale. Per questo consiglierei, a chi desiderasse pubblicare una propria opera, Rupe Mutevole Edizioni che dal mio punto di vista si configura come un’ottima possibilità nel campo dell’editoria. A.M.: Hai in programma presentazioni de “Io ti ho già visto nelle mie parole”? Smeralda Fagnani: La presentazione del mio libro probabilmente si realizzerà a Bergamo, in una data ancora da stabilire, ma certamente prossima. A.M.: Salutaci con una citazione… Smeralda Fagnani: “Così tra questa/ immensità s'annega il pensier mio:/ e il naufragar m'è dolce in questo mare.” Giacomo Leopardi Written by Alessia Mocci Addetta Stampa (alessia.mocci@hotmail.it) Info http://www.rupemutevoleedizioni.com/ https://www.facebook.com/smeralda.fagnani http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/io-ti-ho-gia-visto-nelle-mie-parole-di-smeralda-fagnani.html Fonte http://oubliettemagazine.com/2014/04/15/intervista-di-alessia-mocci-smeralda-fagnani-ed-al-suo-libro-io-ti-ho-gia-visto-nelle-mie-parole/

21 - 22 giugno 2014 terza edizione di Vival, festival del vivere bene!


VIVAL – FESTIVAL DEL VIVERE BENE 3° EDIZIONE 21-22- GIUGNO 2014 (Pinerolo - To )

Ritorna in 3° edizione VIVAL, il grande expo, unico in tutto il Piemonte, dedicato al vivere bene.
Una due giorni totalmente incentrata sulla cultura del benessere e sulle sue sfaccettature, integrando operatori del settore, convegni, seminari, incontri presentazioni e laboratori con l’obiettivo di stimolare la creazione di un benessere consapevole e sostenibile, non solo di tipo economico, ma soprattutto sociale, fisico e spirituale.
Il leit motiv di Vival 2014 sarà “Ritorno all’uomo”, inteso come centralità della figura umana e del suo benessere attraverso le scelte quotidiane che condizionano la nostra vita.
Si propone quindi come un invito , un atteggiamento mentale e una delle soluzioni per affrontare il futuro.
Vival è un’importante progetto di valorizzazione delle risorse umane e ambientali del territorio, che si è sviluppato ulteriormente dall’autunno 2013 ad oggi, creando eventi tematici durante l’anno, ultimo dei quali “Vivere di Gusto”, che sposano e sviluppano le tematiche caratterizzando i specifici settori, come lo l’alimentazione, lo sport e la cultura.
Un festival coraggioso ed eterogeneo con un format composto da un expo ma soprattutto da intrattenimenti per grandi e piccoli, laboratori, convegni e conferenze con professionisti del settore che nelle passate edizioni ha fatto registrare più di 5mila visitatori e il tutto esaurito durante le conferenze.
A suggello della qualità delle proposte culturali il comitato scientifico, costituito da esperti e teorici delle differenti tematiche affrontate.
Fare parte del progetto Vival significa sposare una mentalità, un progetto volto a recuperare i valori fondamentali dello stare insieme, integrandoli nello sviluppo sostenibile del nostro territorio, pinerolese e torinese.

La location

E’ impossibile parlare di “vivere bene” senza passare dalla rivalutazione del nostro ambiente circostante, dall’attenzione verso quello che ci sta intorno e chiede solo di essere vissuto.
Trasformando questo concetto in azione concreta, è stata individuata una location sorprendente, frutto di un’idea apparentemente impossibile che, grazie all’intraprendenza e all’entusiasmo dello staff organizzativo, è diventata reale; la CAVALLERIZZA CAPRILLI, luogo simbolo della città in cui la maggior parte dei pinerolesi non mai riuscita ad entrare.
VIVAL sarà all’interno di una eccezionale cornice storica, emblema di “Pinerolo citta della Cavalleria”, conosciuta in tutto il mondo grazie al capitano Federico Caprilli, inventore e insegnante del sistema di monta naturale, legando indissolubilmente il suo nome alla citta di Pinerolo.
La cavallerizza è gioiello autentico dell’architettura di fine Ottocento e risulta essere il maneggio più grande d’Europa dopo quelli di Mosca e Vienna.
Vival quindi sarà l’occasione unica per i pinerolesi di scoprire l’interno della Cavallerizza e un’opportunità per i turisti di abbinare l’expo ad una visita storico/culturale di indubbio interesse.

Le tematiche

In continuità con le passate edizioni le tematiche proposte all’interno dell’expo saranno:
·      Infanzia
·      Salute
·      Alimentazione
·      Sport e intrattenimento
·      Casa
Una vetrina quindi dei modi e dei luoghi dello stare bene per ritrovare e mantenere l’equilibrio mente-corpo

Per info e prenotazioni:
erica@studioerica.it

Hotel Bellaria

Portale di presentazione di due hotel di Bellaria: Il Villa Saba Hotel e il Columbia Hotel. Entrambi sono due hotel 3 stelle, in posizione ottimale per le vacanze al mare: il Villa saba è direttament sulla spiaggia, il Columbia sul lungomare principale della città. I due hotel hanno organizzato al meglio i loro servizi per ospitare le famiglie con bambini. Fra i servizi anche la piscina, con solarium servito da un chiosco per bibite e caffè.

Tipografia online

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Psicologia dell'alimentazione

Solitamente mangiare e bere sono alla base delle esigenze fisiologiche attraverso cui il nostro corpo richiede energia e nutrimento. Ma mangiare e bere corrispondono anche all’ appagamento di un desiderio, e ne consegue che al cibo si da un valore ben oltre il semplice sostentamento. Ovviamente non dimentichiamo che le cattive abitudini alimentari influenzano questo tipo di rapporto, e contribuisci a quel senso di appagamento che la nostra mente desidera e richiede. Il cibo diventa una vera e propria sostanza da cui dipendere psicologicamente quando è vissuto e/o percepito come valvola di sfogo, rifugio o addirittura analgesico contro le sofferenze vissute in una giornata, o situazioni di disagio, o stati emotivi che risultano difficili tollerare. Spesso il cibo non viene gustato, ma ingurgitato per riempire in fretta un opprimente senso di vuoto interiore, confondendo il senso di fame vero e proprio. Mangiare o meglio ingozzarsi di cibo, allora, può diventare, in mancanza di altre possibilità espressive, l’unica risposta valida a difficoltà affettive ed emotive. Il cibo può compensare un’affettività carente o non gratificante, può placare un ‘aggressività non esternata, attenuare momentaneamente stati di ansia o sintomi depressivi, consolare da delusioni, fallimenti o eventi traumatici (come lutti, separazioni…). Inoltre spesso la rabbia, la noia ed altre emozioni sono confuse con la fame. A questo poi ne consegue un aumento di peso, estremizzando fino a casi di obesità, che innesca a sua volta stati di frustrazione, sensi di colpa e fallimento sprofondando in un circolo vizioso senza fine. Ciò a cui si dovrebbe realmente tendere, è un’evoluzione più completa della persona, in direzione di un costante processo di cambiamento e di acquisizione di una nuova consapevolezza di sé e dei propri meccanismi inconsci di relazione con il cibo. Maggiori info su Psicologia dell'alimentazione - Centro Keiron

Per Riccione una Pasqua alla grande

Riccione si prepara al week end di Pasqua, che segna l'apertura ufficiale della stagione turistica 2014. Per la Pasqua gran parte degli hotel saranno aperti per accogliere le migliaia di turisti che vogliono godersi il primo sole di primavera in riva al mare. Numerosi anche gli eventi, specialmenti sportivi, in programma nei giorni di Pasqua. Ma a seguire ci saranno anche i due importanti ponti del 1 maggio e del 25 aprile. Per Riccione e per tutta la riviera romagnola si prevede dunque un esordio di stagione alla grande. Gli hotel sono pronti con pacchetti e offerte speciali per la Pasqua.

Pasqua in musica a Bellaria

Grandi eventi in occasione della Pasqua a Bellaria Igea Marina. Protagonista sarà la musica con due concerti gratuiti di Patty Pravo e di Giuliano Palma. La prima si esibità sabato 19 aprile alle 17 in viale Ennio a Igea marina, il secondo la sera di Pasqua in piazza Matteotti a Bellaria. Nella serata della vigilia di Pasqua al Palacongressi c'è anche lo spettacolo della beniamina dei più piccoli, Peppa Pig. E il lunedì dell'Angelo gran finale con il Carnevale di Primavera.

Restyling per Silvana Accessori Moda

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Scatolificio Imbal Carton

[Brescia] Scatole fustellate, americane e su misura? La produzione di scatole di cartone è il core business del gruppo Imbal Carton. Si tratta di aziende collocate a Brescia e Cremona leader nella lavorazione ed imballaggio di cartone. Le scatole americane, il prodotto di punta dell'azienda sono scatole create con cartone fustellato che permettono tipicamente il trasposto di cibo a carattere alimentare.

Hippie Power al SottoSopra di Nola, sabato 5 aprile 2014

Esalta la spensieratezza degli Anni Sessanta la “Hippie Power” al SottoSopra di Nola. L’allegria, la gioia di divertirsi propria di quegli anni rivisitata dai giovani di oggi. Sabato 5 aprile il nuovo locale di Nola concentrerà tutte le vibrazioni positive che in nome degli eredi della beat generation potranno scaturire. 
Eccentrica anche la location che inserita in un contesto di consumo quotidiano quale un complesso commerciale rielabora in chiave moderna il tempo libero e la voglia di essere protagonisti. Arredo curato, luci sapienti, videoproiezioni e un barman,Michele Asco, alle prese con bicchieri d’epoca.
Un modo nuovo di socializzare e divertirsi che parte dai luoghi della quotidianità rielaborati attraverso originali visioni creative. Nel SottoSopra, il nuovo Spazio Eventi della Demi Capital, si intrecciano passato e futuro, consumi di massa e soluzioni ricercate.
www.sottoesopra.net


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